Gianni Alemanno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni Alemanno
Alemanno Roma.jpg

Sindaco di Roma
Durata mandato 28 aprile 2008 –
11 giugno 2013
Predecessore Mario Morcone (commissario)
Successore Ignazio Marino

Ministro delle politiche agricole e forestali
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Alfonso Pecoraro Scanio
Successore Paolo De Castro

Dati generali
Partito politico MSI-DN (fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2013)
FdI-AN (dal 2013)
on. Giovanni Alemanno
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Bari
Data nascita 3 marzo 1958
Titolo di studio Laurea in ingegneria per l'ambiente e il territorio
Professione Libero professionista
Partito Alleanza Nazionale
Il Popolo della Libertà
Legislatura XII-XIII-XIV-XV-XVI
Coalizione Polo delle Libertà (1994)
Polo per le Libertà (1996)
Casa delle Libertà (2001, 2006)
PdL-LN-MpA (2008)
Circoscrizione Lazio 1
Pagina istituzionale

Giovanni Alemanno, detto Gianni (Bari, 3 marzo 1958), è un politico italiano, già ministro delle politiche agricole e forestali dal 2001 al 2006 per il Governo Berlusconi II e III, sindaco di Roma dal maggio 2008 al giugno 2013.

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un ufficiale dell'esercito di origini salentine, trascorre la prima infanzia seguendo gli spostamenti del padre in varie città d'Italia,[1] finché si trasferisce a Roma all'età di 12 anni. Frequenta il liceo scientifico "Augusto Righi", sito nel rione Ludovisi. Nel 1992 sposa Isabella Rauti (figlia dell'ex segretario del MSI Pino Rauti) con la quale ha un figlio, Manfredi.[2] Alemanno ha una sorella, Gabriella, direttrice dell'Agenzia del territorio.[3]

Iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio in qualità di giornalista pubblicista dal gennaio 2001, Gianni Alemanno si laureò nel 2004 in ingegneria per l'ambiente e il territorio[4] all'Università degli Studi di Perugia con una tesi dal titolo Prospettive di sviluppo e possibili interventi di sfruttamento delle biomasse a fini energetici.

Appassionato di alpinismo, nel 2004 è stato capo spedizione onorario nella scalata del K2 per il cinquantenario della conquista italiana della seconda vetta del mondo.

Vita politica[modifica | modifica sorgente]

Il MSI e le contestazioni degli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Alemanno entra giovanissimo in politica nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino. Negli anni ottanta è uno dei leader della corrente rautiana del FdG, insieme a Marco Valle, Riccardo Andriani, Flavia Perina, Antonello Ferdinandi, Paola Frassinetti e Fabio Granata che si contrapponeva all'ala almirantiana guidata da Gianfranco Fini.

Nello stesso periodo, sul finire dei turbolenti anni di piombo, Alemanno fu arrestato tre volte ma sempre prosciolto:[5] la prima a Roma il 20 novembre 1981, con l'accusa di aver partecipato, assieme ad altri quattro, all'aggressione di uno studente di 23 anni, Dario D'Andrea, durante la quale questi fu colpito alla testa da Sergio Mariani, allora segretario del FdG,[6][7][8] che venne condannato; Alemanno invece fu prosciolto.[4] La seconda volta nel 1982, con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica[4]Secondo altre fonti, l'arresto fu dovuto invece ad un parapiglia durante una protesta nei confronti di una legazione dell'URSS[7][9]; questa lo portò a scontare 8 mesi presso il carcere di Rebibbia[4], ma fu poi prosciolto per non aver commesso il fatto.[10] Fu inoltre in quegli anni che Alemanno subì la perdita dell'amico Paolo Di Nella, ucciso da ignoti militanti comunisti, a lui molto legato.[11]

Nel 1988 diventa segretario nazionale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Il 29 maggio del 1989, a Nettuno in occasione della visita in Italia dell'allora presidente degli Stati Uniti d'America, Bush, presso il cimitero militare americano[4]. Alemanno organizzò una contromanifestazione a favore dei combattenti della RSI che, come recitava un comunicato diffuso dal FDG, dovesse essere "un monito per chi troppo facilmente dimentica il nostro passato e offende la memoria di migliaia di caduti che si sono battuti per la dignità della Patria".[4]. Alemanno fu così arrestato (per la terza volta) insieme a altri dodici giovani missini con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata e lesioni nei confronti di due poliziotti e tentato blocco di corteo ufficiale. In seguito fu prosciolto da tutte le accuse.[4][12]

Alemanno mantenne la carica di segretario del Fronte della Gioventù fino al 1991, caratterizzando la sua segreteria con una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e nazionaliste, che lo portano per altro a disapprovare le posizioni assunte dal neonato partito della Lega Nord di Umberto Bossi.

Nel 1990 è stato fondatore e promotore della società di servizi "Euroservice", operativa nel campo dei servizi dell'edilizia e del lavoro giovanile, e da allora è membro onorario della Camera del commercio e dell'industria dell'Argentina.

Sempre nel 1990 viene eletto la prima volta nel Consiglio regionale del Lazio.

Alleanza Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Il 1994 e il 1995 sono gli anni della "svolta di Fiuggi", in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di fondare Alleanza Nazionale, abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra nazionale, liberale e conservatrice.

Nel 1994 viene eletto deputato alla Camera dei deputati al maggioritario, nel collegio 19 della circoscrizione Lazio 1. Nello stesso anno è nominato dirigente del "Dipartimento per le politiche del volontariato e dell'associazionismo" di Alleanza Nazionale. Nel 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.

Fonda quindi insieme a Francesco Storace l'associazione "Area", ed è ancora oggi membro del comitato di direzione dell'omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra sociale.

Da allora Alemanno è stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative culturali e non profit, tra cui l'"Associazione culturale di Area", il gruppo ambientalista Fare Verde, l'ONG per la cooperazione internazionale Movimento comunità, l'associazione di volontariato Modavi e la Fondazione Nuova Italia.

Nel 2000 è il responsabile organizzativo della campagna elettorale di Francesco Storace per la presidenza della Regione Lazio e, l'anno seguente, responsabile del programma politico del candidato a sindaco di Roma, Antonio Tajani. Alle elezioni politiche italiane del 2001, è stato rieletto alla Camera nel maggioritario, nel collegio 21 della circoscrizione Roma 1.

Al ministero[modifica | modifica sorgente]

Gianni Alemanno a Ospedaletti nel 2002

Dal 2001 al 2006 Alemanno è stato ministro delle politiche agricole e forestali durante i Governi Berlusconi II e III. Come ministro ha portato avanti alcune battaglie ambientaliste a favore delle coltivazioni biologiche e in difesa dei prodotti nazionali. Nel 2003 ha fatto una proposta di legge per limitare la coesistenza di colture OGM e tradizionali; tale proposta di legge è stata però ritirata dopo che l'ambasciatore USA ha fatto pressioni sul ministro degli esteri Franco Frattini e sul sottosegretario Gianni Letta[13]. Massimo D'Alema disse di Alemanno che era stato «il miglior ministro del governo Berlusconi»[14]. Nel marzo 2002, incalzato dalle domande di Report per l'inchiesta sull'olio d'oliva, decide di non rispondere e abbandona l'intervista con Bernardo Iovene[15].

Nel novembre 2003 è stato promotore e presidente della prima Conferenza euro-mediterranea sulla pesca e sulla agricoltura, in cui sono state definite nuove regole per difendere gli interessi dei pescatori e degli agricoltori.

Il 19 novembre 2004 è stato nominato vicepresidente di Alleanza Nazionale insieme ad Altero Matteoli e Ignazio La Russa, carica che ha poi abbandonato un anno dopo. Dal 2005 è presidente onorario dell'Associazione cima Giovanni Paolo II. Nel corso del 2006, in qualità di deputato, vota a favore della proposta di indulto presentata dal governo Prodi e già sollecitata dal defunto pontefice.[4]

Alle Elezioni amministrative 2006 è stato il candidato sindaco di Roma della Casa delle Libertà, sfidante di Walter Veltroni. Alemanno raccolse il 37,1% dei voti, contro il 61,4% di Veltroni, che fu confermato sindaco.

In seguito alle dimissioni di quest'ultimo avvenute dopo neanche due anni (dovute alla candidatura di Veltroni alla presidenza del consiglio), Alemanno è stato riproposto come candidato sindaco di Roma dal neonato partito del Popolo della Libertà.

Sindaco di Roma[modifica | modifica sorgente]

Gianni Alemanno con la fascia tricolore

Per la seconda sua candidatura a sindaco ha ricevuto l'appoggio delle seguenti liste: il Popolo della Libertà, il Popolo della vita, il Partito Repubblicano Italiano, La voce dei Consumatori, il Movimento per le Autonomie, e una Lista Civica per Alemanno.

Svolgendo una campagna elettorale all'insegna del cambiamento, Alemanno ha titolato i suoi manifesti elettorali "Roma Cambia", e ha sottoscritto insieme ad Alfredo Antoniozzi (candidato per la provincia di Roma) e agli altri dirigenti del Popolo della Libertà un "patto con Roma" basato su 16 punti da realizzare in caso di elezione[16]. Ha affermato di tenere in particolare alla sicurezza delle persone e di voler combattere il degrado cittadino.

Il 13 e 14 aprile 2008 si è tenuto il primo turno delle elezioni amministrative, dove ha ottenuto il 40,7% dei voti, raggiungendo il ballottaggio contro il candidato del Partito Democratico, Francesco Rutelli. Per il secondo turno Alemanno non ha chiesto apparentamenti ufficiali con la Destra di Storace o con l'UDC, ma ha chiesto ai cittadini un voto "secondo coscienza".[17] Il dirigente de La Destra Francesco Storace ha comunque deciso di sostenere Alemanno anche senza un apparentamento ufficiale.[18] A sostegno di Alemanno si sono schierati anche il candidato sindaco della Rosa Bianca Mario Baccini, il leader del Movimento Idea Sociale Pino Rauti, il Fronte Verde Ecologisti Indipendenti e numerosi consiglieri municipali dell'Unione Democratica di Centro.

Il 24 aprile, agli sgoccioli della campagna elettorale per il ballottaggio, Alemanno ha visitato la Moschea di Roma per un incontro ufficiale con la comunità musulmana capitolina. L'incontro è stato molto apprezzato poiché è stato il primo nella storia con un candidato sindaco a Roma. Durante il breve incontro Alemanno ha sottolineato il suo impegno per il rispetto reciproco delle identità e ha proposto trasporti pubblici più efficienti per il centro islamico e corsi di italiano dentro la moschea, «perché la lingua è la base dell´integrazione».[19]

Al ballottaggio tenutosi il 28 aprile 2008 è stato eletto con 783.225 voti su 1.459.697, il 53,656 % del totale dei voti validi.[20] Subito dopo l'elezione Alemanno ha dichiarato di voler essere il sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni; e ha dedicato la vittoria a Gianfranco Fini e al dirigente di AN Tony Augello prematuramente scomparso.[21] I festeggiamenti per l'avvenuta vittoria di Alemanno a sindaco sono stati al centro di alcune polemiche da parte di avverse forze politiche a causa della presenza di qualche decina di manifestanti che hanno esultato con saluti romani ed esibizione di croci celtiche[22] ma il neo-eletto Sindaco ha poi preso le distanze da tali manifestanti dichiarando la sua intenzione di collaborare con i dirigenti di tutte le comunità etniche e religiose presenti nelle capitale.[23]

Il 14 aprile 2008 Alemanno, che era stato anche riconfermato deputato nel collegio Lazio1 nella lista del PdL, decide di rinunciare alla carica di parlamentare per dedicarsi a tempo pieno alla città di Roma.

Nei primi giorni di maggio 2008, Alemanno, appoggiato dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, ha ribadito l'intenzione, già espressa in campagna elettorale, di smantellare la teca dell'Ara Pacis, oggetto di polemiche perché ritenuta in contrasto con l'ambiente circostante, e per il fatto che la costruzione dell'opera sarebbe stata assegnata unilateralmente all'architetto newyorkese Richard Meier. Alemanno ha comunque tenuto a precisare che non si tratta di una priorità, e che eventualmente sottoporrà la decisione a referendum.[24] D'accordo con l'architetto si è quindi deciso di procedere all'abbattimento di un muro copri-visuale, realizzando un parco attorno al monumento.

Dal 2008 Alemanno ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani[senza fonte].

Negli ultimi mesi del 2010 è venuto alla luce un presunto sistema di assunzioni nelle aziende municipalizzate del comune di Roma denominato parentopoli che ha permesso l'assunzione tramite chiamata diretta di diverse persone vicine alla sua Giunta [25].

Nel febbraio 2012 Alemanno è stato accusato dalla sinistra capitolina di non aver predisposto un piano d'emergenza adeguato all'arrivo di una nevicata che ha paralizzato per ore la Capitale, Alemanno ha preannunciato di voler predisporre una commissione d'inchiesta per verificare eventuali responsabilità della Protezione Civile per aver sottovalutato le previsioni meteorologiche[26].

Provvedimenti principali[modifica | modifica sorgente]

Gianni Alemanno con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

All'inizio del mandato Alemanno ha incontrato i rappresentanti dei rom italiani, affermando di essere rimasto molto colpito dal degrado presente nei campi nomadi, ribadendo l'intenzione di chiudere quelli non autorizzati e di voler nominare un commissario straordinario per l'immigrazione, commissario che verrà trovato nella persona del prefetto Carlo Mosca[27], sostituito in seguito da Giuseppe Pecoraro.[28] Per cercare di garantire la sicurezza in città è stata quindi fatta richiesta, d'accordo col ministro dell'interno Roberto Maroni, di trecento militari per presidiare i quartieri e le stazioni periferiche, che sono poi divenuti operativi nell'agosto 2008.[29] Un'altra decisione presa da Alemanno in materia di sicurezza ha riguardato la dotazione di armi da fuoco per i vigili urbani (salvo i casi di obiezione di coscienza), a seguito di un accordo raggiunto con tutte le sigle sindacali della polizia municipale che hanno espresso la loro soddisfazione per una decisione attesa da trentacinque anni.[30]

Il 5 giugno 2008, intanto, il sindaco ha dato il via ai lavori per il completamento della nuova tangenziale Est a Tiburtina, un progetto di cui si parlava da vent'anni e da lui definito "ambizioso".[31]

Nel giugno dello stesso anno Alemanno ha reso nota l'esistenza di un grave indebitamento del Comune di Roma, ammontante a circa 8,1 miliardi di euro, che sarebbe stato ereditato dalla precedente amministrazione veltroniana. Per farvi fronte, il governo nazionale ha emesso un assegno di 500 milioni volti a coprire i conti scoperti, e ha nominato lo stesso Alemanno "commissario per il monitoraggio del deficit capitolino".[32] La cifra citata da Alemanno è stata poi ridotta dall'agenzia di rating Standard & Poor's del 20% circa, a 6,9 miliardi di euro.[33]

Nel luglio 2008 il Sindaco ha invitato l'ex presidente del consiglio Giuliano Amato a presiedere la Commissione per lo sviluppo di Roma Capitale, una sorta di "Commissione Attali" per Roma.[34] Si tratta di una commissione bipartisan da lui voluta, una sorta di laboratorio d'idee per ridisegnare il volto della Capitale. L'ex ministro Giuliano Amato ha inizialmente accettato l'incarico, ma poi ha deciso di rinunciare a seguito di alcune polemiche che hanno investito il sindaco in occasione della ricorrenza dell'8 settembre circa il giudizio da lui dato sul fascismo.[35] Alemanno ha infatti affermato che il movimento non fu il «male assoluto» a differenza delle Leggi razziali promulgate dal regime fascista in Italia nel 1938, scindendo i due fenomeni. Le reazioni furono soprattutto da parte della comunità ebraica di Roma, che affermò che le leggi razziali suddette furono appunto emanate dal regime fascista, e da esponenti del Partito Democratico, in particolare l'ex sindaco Veltroni che, in segno di protesta, presentò le proprie dimissioni dal Museo della Shoah ritenendo inaccettabile sedere al tavolo con chi aveva espresso certe parole[36], ritirandole però pochi giorni dopo.[37] Alemanno tornò in parte sulle sue parole affermando che voleva omaggiare chi morì aderendo in buona fede al fascismo senza dimenticare la condanna alla realtà storica del movimento, da lui definito più «complesso». Il Sindaco inoltre affermò che la polemica è stata più derivata dai titoli dei giornali che dalle sue affermazioni ufficiali.[38] Questa commissione per il futuro di Roma Capitale è presieduta da Antonio Marzano. In un viaggio ad Auschwitz, insieme agli studenti delle scuole superiori, Alemanno ha ribadito la sua netta condanna di ogni totalitarismo, delle violenze fasciste, naziste e staliniane, garantendo un incremento dei cosiddetti "viaggi della Memoria" da parte delle scolaresche romane.[39]

Il 17 novembre 2008 Alemanno ha quindi dato il via libera al progetto di un Museo della Shoah che dovrà sorgere nel parco di Villa Torlonia: un parallelepipedo nero su cui saranno incisi i nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento nazisti. Il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici ha elogiato il Sindaco per aver accelerato i tempi della progettazione, e per averne dato annuncio proprio nel giorno del settantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia.[40]

L'11 settembre dello stesso anno, la giunta Alemanno ha stabilito di spostare in un altro luogo la costruzione di un parcheggio multi-piano al Pincio,[41] deciso dalla precedente amministrazione veltroniana ma che era stato oggetto di numerose contestazioni da parte di ambientalisti, archeologi e uomini di cultura.[42]

Altri provvedimenti di rilievo della giunta Alemanno sono stati: un'ordinanza contro la prostituzione nelle strade,[43] il tentativo di ricapitalizzare l'azienda dei rifiuti Azienda Municipale Ambiente (AMA) ridefinendone il ruolo,[44] il censimento e lo smantellamento di sei campi nomadi[45] (tra cui il Casilino 900) allestendo presidi di vigilanza per garantire vaccinazioni e scolarizzazione ai bambini rom, e per espellere gli irregolari.[46]

Il 9 febbraio 2009 Alemanno ha conferito la cittadinanza onoraria di Roma al Dalai Lama, capo spirituale del popolo tibetano[47] e nel luglio dello stesso anno anche al soldato israeliano Gilad Shalit, all'epoca prigioniero di gruppi combattenti palestinesi[48]. Nel marzo 2009 Alemanno ha ricevuto come ospite in Campidoglio papa Benedetto XVI. Dal settembre 2009 celebra ogni anno la scomparsa in Libano nel 1980 dei due giornalisti italiani Graziella De Palo e Italo Toni.

Nel maggio 2012, Alemanno ha patrocinato[49] una marcia antiabortista a Roma.

Nell'agosto è stato poi approvato dall'assemblea Capitolina il "quoziente familiare", introdotto da Alemanno per bilanciare la tassa dei rifiuti in base alla situazione economica, al numero di componenti, ad eventuali oneri sanitari, delle famiglie.[50][51]

Sul finire del mandato, è stato approvato lo Statuto di Roma Capitale.[52]

L'abbandono del PdL e la fondazione di Prima l'Italia[modifica | modifica sorgente]

Si ricandida alle elezioni comunali come Sindaco di Roma, ma non viene eletto, e il 12 giugno 2013 lascia l'incarico al neo eletto Ignazio Marino del PD. Attualmente Alemanno è consigliere dell'Assemblea Capitolina e capogruppo di "Cittadini x Roma"

Il 9 ottobre 2013 ufficializza il suo abbandono del PdL per mancanza di democrazia interna, e fonda un nuovo movimento politico chiamato "Prima l'Italia",[53] con cui poi aderisce a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, di cui diventa membro dell'Ufficio di presidenza e per cui si candida alle elezioni europee del 2014.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai sopracitati arresti in età giovanile conclusisi con proscioglimento, durante la sua permanenza presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali, Alemanno è stato coinvolto marginalmente nello scandalo Parmalat.[4]

La vicenda Parmalat[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2001, la Parmalat pubblicizza un latte rappresentato come fresco quando, in realtà, è imbottigliato a Gransee anche settimane prima della vendita. I produttori di latte insorgono e così il ministero multa la Parmalat, riconoscendo le loro ragioni. A quel punto, Tanzi, si rivolge a Romani Bernardoni, suo braccio destro per quel che riguarda il rapporto con la politica, incaricando di contattare Alemanno. Il 13 marzo del 2002, Alemanno diffida la Parmalat alla distribuzione, ma allo stesso tempo istituisce una commissione, assieme al ministro della salute, Girolamo Sirchia, col compito di studiare il caso. Il 17 maggio, la commissione approva il procedimento di microfiltraggio, trattamento alla base del latte contestato, e ne dà il via libera per decreto. [4] e, nel febbraio del 2003, il latte ottiene la lunga scadenza di 11 giorni. Dopo lo scoppio dello scandalo, però, Alemanno torna sulle sue decisioni e dichiara il 22 maggio del 2004 che il latte non può più essere utilizzato.[4]. Tanzi, dopo il suo arresto nel gennaio del 2004, dichiarò di «aver erogato somme di denaro» ad Alemanno, attraverso Enrico La Loggia, all'epoca ministro degli affari regionali affinché «intervenisse presso di lui".[4]. Gli inquirenti scoprono un finanziamento di 85.000€ dalla Parmalat, sotto forma di pubblicità alla rivista "Area". Tanzi, però, minimizzerà l'episodio, dichiarando, testualmente, che la questione «non ha alcuna attinenza con la politica», ed escludendo qualsiasi ipotesi di corruzione[4]

Gli inquirenti, però, scoprono che Alemanno, durante il Natale del 2002 è stato in vacanza, assieme alla moglie ed al figlio, a Zanzibar per un costo, non saldato, di 14.253€.[4] Le Fiamme Gialle giudicano, in particolare, sospetta la data di partenza del 28 dicembre del 2002, in quanto coincidente con il termine dei lavori della «seconda commissione sul latte microfiltrato», che diede poi il via libera alla commercializzazione del latte. Pietro Tanzi, segretario particolare del patron della Parmalat, però, affermò che l'aereo privato venne fornito ad Alemanno, a spese della Parmalat perché quest'ultimo si era infortunato e necessitava di un rapido intervento chirurgico». Inoltre, la Guardia di Finanza scopre che il 1º marzo del 2003 anche la segretaria particolare dell'allora ministro, Alessandra Lippiello, non avrebbe saldato un conto di 3.900€ per una vacanza alle Seychelles.[4]

Alemanno, sentito dalla Procura di Parma come testimone, assicurò la regolarità dell'intera faccenda, dichiarando di non aver "intrattenuto con Tanzi relazioni particolari".[4]. Il 23 settembre del 2005, Alemanno viene ascoltato come indagato dal Tribunale dei ministri. Gli inquirenti gli chiesero come mai scelse due consulenti della Parmalat in qualità di esperti per la valutazione del latte microfiltrato, ed Alemanno rispose che «furono selezionati in base a un'istruttoria fatta dagli uffici» e «che fossero consulenti Parmalat noi non sapevamo sicuramente, tutti ignoravamo questa cosa, credo che la contestazione vada rivolta a loro».[4] A proposito della visita medica fatta a Parma con l'aereo, Alemanno dichiarò che «rientra negli atteggiamenti amicali» e che «avendo avuto un trauma a una mano, lui si offrì», e che «non avevo una nozione precisa di chi fosse la proprietà dell'aereo».[4]

Il Tribunale dei ministri decide di prosciogliere definitivamente Alemanno.[4]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Biografia di Gianni Alemanno sul Corriere.
  2. ^ Secondo il giornalista Marco Travaglio, Alemanno sarebbe stato separato per un periodo ( Gomez & Travaglio 2008)
  3. ^ Agenzia del Territorio - Il Direttore / i Direttori centrali.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Gomez, Travaglio 2008
  5. ^ Alessandro Capponi, Alemanno: il fascismo aiutò a modernizzare il nostro Paese in Corriere della Sera, 12 maggio 2008, p. 3. URL consultato il 1 giugno 2013.
  6. ^ Comunicato ANSA del 20 novembre 1981.
  7. ^ a b Mariagrazia Gerina, È il campione del «vento identitario»: sempre in equilibrio tra svolte alla Fini e lacci con l'ultradestra in L'Unità, 24 aprile 2008. URL consultato il 2 giugno 2013.
  8. ^ La testimonianza di Sergio Mariani è tratta da un'intervista su L'Espresso del 5 luglio 2007, citata in Cuori neri.
  9. ^ Cuori neri, Sperling & Kupfer, 2006, pag. 738, ebook ISBN 9788873392958), ivi, pag. 739.
  10. ^ Biografia di Gianni Alemanno
  11. ^ Alemanno cambia la targa voluta da Veltroni per Paolo Di Nella.
  12. ^ Gianna Fregonara, L' «altro» antiamericanismo? Rauti e Mussolini resistono, Alemanno e Storace «pentiti», Corriere della Sera, 5 giugno 2007. URL consultato il 27-4-2008.
  13. ^ Cablegate 03ROME5149 dell'ambasciata USA a Roma
  14. ^ Da un articolo del 27 aprile 2008 nella sezione Il Giornale
  15. ^ Scusi, lei è vergine? Report
  16. ^ Il Patto con Roma, Alemanno.net. URL consultato il 15 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2008).
  17. ^ Alemanno: «Andremo da soli», Corriere della Sera, 19 aprile 2008. URL consultato il 27-4-2008.
  18. ^ Roma, Storace si schiera con Alemanno. Rutelli: "Battaglia difficile", Adnkronos, 23 aprile 2008. URL consultato il 27-4-2008.
  19. ^ Gabriele Isman, Alemanno va alla Moschea "Fate anche corsi di italiano", La Repubblica Roma, 25 aprile 2008. URL consultato il 29-4-2008.
  20. ^ Elezioni Comunali del 27 - 28 aprile 2008 - II Turno, Ministero dell'Interno. URL consultato il 28/4/2008.
  21. ^ Campidoglio: Alemanno, dedico vittoria a Augello e Fini, Kataweb, 28 aprile 2008. URL consultato il 05-5-2008.
  22. ^ La festa degli ex-missini, La Repubblica. URL consultato il 28/04/2008.
  23. ^ Alemanno: chiudere con nostalgie, credo in democrazia, La Repubblica. URL consultato il 30/04/2008.
  24. ^ Alemanno: «Via la teca dall'Ara Pacis»
  25. ^ La Repubblica, Roma, la parentopoli di Alemanno, duemila assunti nelle municipalizzate, 9 dicembre 2010
  26. ^ Il Messaggero, Neve, Alemanno furioso e sotto accusa, la Protezione civile: il sindaco sapeva, 4 febbraio 2012
  27. ^ Il prefetto Mosca commissario per i rom, art. del 23/05/2008
  28. ^ Il nuovo prefetto di Roma è Pecoraro e sostituisce Mosca, 15/11/2008
  29. ^ Corriere della Sera del 4/08/2008
  30. ^ Alemanno: pistole ai vigli di roma (Panorama, 7 agosto 2008)
  31. ^ Quotidiano di Architettura, giugno 2008
  32. ^ Tratto dal Corriere Romano del 19 giugno 2008
  33. ^ Articolo dal Corriere della sera
  34. ^ Attali: «Così ho consigliato Alemanno», Corriere della sera 11/08/2008
  35. ^ Articolo tratto dal Corriere della Sera
  36. ^ Veltroni si dimette da Museo Shoah "Alemanno, frasi ambigue" - Politica - Repubblica.it
  37. ^ La Repubblica, Shoah: Veltroni ritira le sue dimissioni, 21/01/2009
  38. ^ Fascismo, Alemanno corregge il tiro La Russa rilancia: omaggio ai soldati Rsi - Corriere della Sera
  39. ^ Dall'archivio storico del Corriere della sera, 11/11/2008
  40. ^ la Repubblica.it, Shoah: via libera a progetto Museo, 17 novembre 2008.
  41. ^ Il parcheggio del Pincio non si farà Corriere della Sera, 11 settembre 2008
  42. ^ Articolo dal Corriere della sera
  43. ^ Prostitute, Alemanno: a Roma c'è un'aria nuova, La Voce, articolo del 25/09/2008
  44. ^ La Repubblica, Ama senza fondi, arrivano i 250 milioni, 7/01/2009
  45. ^ Articolo da Lungotevere del 23/12/2008
  46. ^ RomaNotizie: Parte dal Casilino 900 il progetto di vaccinazione per i nomadi (28/02/2009)
  47. ^ Libero-news, Alemanno: Dalai Lama simbolo di tolleranza e compassione, 9 febbraio 2009
  48. ^ AFP: Rome makes captured Israeli soldier honorary citizen
  49. ^ Marcia pro-vita, Alemanno con fascia tricolore. E' polemica per il patrocino del Campidoglio in Sito ufficiale - Corriere della Sera, 12 maggio 2012. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  50. ^ Roma approva il quoziente familiare.
  51. ^ Quoziente familiare, Alemanno: “Da Roma primo aiuto concreto alle famiglie”.
  52. ^ Roma Capitale | Sito Istituzionale
  53. ^ Alemanno, addio al Pdl. “Stanco di un partito che non fa congressi” - Il Fatto Quotidiano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Sindaco di Roma Successore Roma-Stemma.png
Mario Morcone (Commissario Prefettizio dal 26 febbraio) dal 28 aprile 2008 al 12 giugno 2013 Ignazio Marino
Predecessore Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Successore Emblem of Italy.svg
Alfonso Pecoraro Scanio 11 giugno 2001 - 17 maggio 2006 Paolo De Castro

Controllo di autorità VIAF: 41519903 LCCN: no2002116146