Michele Emiliano
| Michele Emiliano | |
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| Sindaco di Bari | |
| Durata mandato | 22 giugno 2009 - presente (II mandato) |
| Predecessore | Michele Emiliano 2004-2009 |
| Coalizione | Centrosinistra |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Democratico |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | politico - magistrato |
Michele Emiliano (Bari, 23 luglio 1959) è un magistrato e politico italiano, attualmente sindaco di Bari.
Indice |
[modifica] Biografia
Figlio di un calciatore professionista e in seguito piccolo imprenditore, si trasferisce con la famiglia dal 1962 al 1968 a Bologna, per poi rientrare a Bari, dove da ragazzo si dedica soprattutto alla pallacanestro.
Si laurea in giurisprudenza nel 1983 e per un periodo lavora come praticante nello studio di un avvocato. Nel 1988 sposa l'attuale moglie, Elena, da cui ha tre figli: Giovanni, Francesca e Pietro[1].
[modifica] Attività in Magistratura
A 26 anni lascia la pratica come avvocato e supera il concorso in magistratura. Si trasferisce ad Agrigento, dove lavora in Procura e incontra Giovanni Falcone e Rosario Livatino.
Dal 1990 al 1995 lavora presso la Procura di Brindisi e si occupa di lotta alla mafia. Nel 1995 ritorna a Bari, come sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA): conserva questo incarico fino al 2003, quando accetta di candidarsi a sindaco di Bari per la coalizione di centrosinistra.
[modifica] Attività politica
Nelle elezioni amministrative, svoltesi il 12 e 13 giugno 2004, Michele Emiliano è eletto sindaco di Bari al primo turno con la coalizione di centrosinistra, battendo il candidato del centrodestra, Luigi Lobuono, con il 53,8% dei consensi. La sua lista civica, la Lista Emiliano, ottiene una notevole affermazione e il maggior numero di eletti in consiglio comunale. Come sindaco di Bari si occupa della ricostruzione del teatro Petruzzelli dopo l'incendio e diventa poi anche presidente della Fondazione lirico sinfonica "Petruzzelli e teatri di Bari".
Dal gennaio 2005 è nominato delegato dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) per le politiche per il Mezzogiorno e, dal 29 marzo 2007, coordinatore dei sindaci delle città metropolitane. Da aprile 2007 è, inoltre, presidente del Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Bari.
Il 14 ottobre 2007 è eletto segretario regionale del Partito Democratico in Puglia, prevalendo sul senatore Antonio Gaglione.
Si ricandida a sindaco alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009, dove ottiene al primo turno il 49,01% dei voti, con un distacco di poco più di 6.000 voti sul candidato del centrodestra ed ex sindaco di Bari, Simeone Di Cagno Abbrescia (46,05%). Viene confermato sindaco di Bari al ballottaggio del 21 e 22 giugno 2009 con il 59,8% di voti e con un distacco di quasi 33.000 voti dal suo avversario.
Alla fine del 2009 si parlò di lui come il possibile candidato del centrosinistra alla presidenza della Puglia in vista delle elezioni regionali del 2010. Il Partito Democratico si era trovato davanti alla indisponibilità dell'UDC di accettare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia. Il capo dell'UDC chiese al Partito Democratico la candidatura di Michele Emiliano: quest'ultimo dopo avere per circa due mesi reiteratamente dichiarato la propria indisponibilità a candidarsi, venne candidato dal segretario regionale del partito democratico. Questi non aveva concordato preventivamente la mossa con lo stesso Emiliano. Dopo qualche giorno e sotto la pressione di D'Alema, Bersani e Casini, Emiliano venne costretto ad accettare la candidatura. Chiese però la tutela dell'amministrazione comunale in corso equiparando la legge elettorale della Puglia a quella di ogni altra Regione italiana e cioè abrogando l'obbligo di dimettersi imposto ai sindaci per poter presentare la propria candidatura a Presidente della Regione o a Consigliere Regionale. Emiliano accettò persino di svolgere le primarie con Vendola a condizione che fosse rimosso questo impedimento già giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale con riferimento alla legge elettorale della Toscana. Di fronte alla indisponibilità di Vendola e del Consiglio regionale alla modifica di questa legge, Emiliano ritirò la propria candidatura e richiese il segretario regionale del suo partito di investire direttamente Vendola della candidatura. Ciononostante il Partito Democratico candidò alle primarie Francesco Boccia che ne uscì sconfitto per la seconda volta in cinque anni. La sconfitta di Boccia determinò la rottura dell'alleanza elettorale in Puglia tra l'UDC ed il centrosinistra.
Nel gennaio 2012 il sondaggio Governance Poll del Sole 24 ore lo colloca terzo in ordine di gradimento tra i sindaci più amati d'Italia, pari merito con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il sindaco di Verona Flavio Tosi.[2]
[modifica] Curiosità
- Non essendo automunito, si sposta su una Moto Guzzi California acquistata negli anni '80. [3]
- È alto un metro e novanta e pesa 120 kg. [4]
[modifica] Note
- ^ Biografia su completamente.org
- ^ Governance Poll 2012
- ^ Come ha dichiarato nella trasmissione "Un giorno da pecora" in onda su Radio2 il 2 febbraio 2012.
- ^ Come ha dichiarato nella trasmissione "Un giorno da pecora" in onda su Radio2 il 2 febbraio 2012.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Sindaco di Bari (categoria) | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Simeone Di Cagno Abbrescia | dal 13 giugno 2004 - 22 giugno 2009 | Michele Emiliano | |
| Michele Emiliano | dal 22 giugno 2009 | in carica | II |