Magistratura (diritto)

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La magistratura, in diritto, nella accezione moderna del termine, identifica un complesso di organi istituzionali (pubblici e statali) con funzioni giurisdizionali in campo civile, penale, costituzionale ed amministrativo, che si personificano nella figura del magistrato.

Potere[modifica | modifica sorgente]

Ad essa spetta in genere l'esercizio del potere giudiziario, uno dei tre poteri dello stato di diritto nella teoria classica di Montesquieu. In generale la magistratura ha infatti competenza su tutte le branche del diritto in cui vi sia una funzione giudicante, e la funzione classica (e per alcuni sistemi tipica) del magistrato è quella di giudice; in dipendenza di questo aspetto si possono perciò avere anche magistrature specializzate per materie (magistratura militare, civile, penali, fallimentare, contabile, tributaria, amministrativa, etc).

Distinzioni di funzione[modifica | modifica sorgente]

All'interno dei corpi di magistratura si possono però avere ulteriori distinzioni. Una delle più note, con speciale riferimento al diritto processuale penale, è quella fra magistratura giudicante e magistratura requirente, a seconda che l'ordinamento giuridico di appartenenza preveda che l'ufficio della pubblica accusa sia o meno riservato alla competenza esclusiva di appartenenti all'ordine giudiziario, in base cioè - in definitiva - alla classificazione formale dei cittadini ammessi a questa funzione pubblica.

Nei sistemi di civil law[modifica | modifica sorgente]

Nei sistemi di civil law, la magistratura in molti sistemi, ma non tutti, comprende anche la funzione accusatoria ed al suo interno perciò, oltre ai giudici, operano anche magistrati chiamati al ruolo di pubblico ministero.

Nei sistemi di common law[modifica | modifica sorgente]

Nei sistemi di common law , invece, la funzione accusatoria è classicamente delegata al prosecutor,[1] che pertanto non appartiene mai alla magistratura, la quale comprende solo giudici (e ruoli di servizio per la funzione giudicante).

Requisiti per l'accesso[modifica | modifica sorgente]

A seconda degli ordinamenti, la magistratura si differenzia inoltre per la modalità di accesso ai ruoli, cioè per il modo di scelta di coloro che dovranno farne parte. In genere la selezione si effettua per titoli (cioè per possesso di determinati requisiti) o per concorso, oppure si ha la nomina elettiva; in alcuni sistemi si hanno anche combinazioni fra queste modalità o modalità differenziate per i diversi ruoli previsti. Le magistrature possono poi, in alcuni sistemi, godere di un autonomo organismo di controllo e gestione del suo operare interno allo stesso ordine giudiziario, organismo che ha perciò funzioni di "autogoverno".

Indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Le magistrature si differenziano infine per il grado di indipendenza loro garantito nei rispettivi sistemi, con particolare riguardo ai rapporti con gli altri poteri dello stato (potere legislativo e potere esecutivo). A questo aspetto possono legarsi immunità o altre garanzie, anche incidenti sulla responsabilità relativa all'operato dei magistrati, ove queste siano riconosciute necessarie per preservare l'azione giudiziaria da condizionamenti o menomazioni della libertà di espletamento della funzione.

A garanzia di interessi più generali, invece, molti ordinamenti prevedono norme con vario grado di rigorosità statuenti principi di inamovibilità e non ricusabilità (almeno ove risulterebbe ingiustificata) del magistrato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Negli ordinamenti di common law il prosecutor, che svolge le funzioni di pubblico ministero nel processo penale, è tipicamente un avvocato; nell'esercizio di tali funzioni è considerato un professionista legale, soggetto alle relative responsabilità, sebbene dipenda dallo stato o da un ente pubblico territoriale.
    Va notato che, a rigore, nel diritto inglese il prosecutor, pur essendo organo pubblico, non esercita un'azione pubblica ma formalmente un'azione popolare, la stessa che potrebbe esercitare qualunque cittadino in qualità di private prosecutor. In questo senso va intesa la tradizionale affermazione secondo cui nel diritto inglese non esisterebbe il pubblico ministero. In molti ordinamenti di common law (Australia, Canada, Inghilterra e Galles, Irlanda del Nord, Sudafrica ecc.) i prosecutor fanno capo al director of public prosecutions, di nomina governativa; questo, di solito, dipende a sua volta dall'attorney general, che fa parte del governo, ma alcune costituzioni più recenti (ad esempio quella sudafricana) tendono a garantirgli una posizione d'indipendenza. In altri ordinamenti i prosecutor fanno invece capo dall'attorney general. Negli Stati Uniti i prosecutors che operano presso le corti federali dipendono dall'attorney general federale; quelli che operano presso le corti statali fanno invece capo ad organi locali variamente denominati (district attorney, commonwealth's attorney, state's attorney, county attorney ecc.), soggetti alla vigilanza dell'attorney general dello stato, che in alcuni stati sono nominati dal capo dell'esecutivo locale (della contea, città ecc.) mentre in altri sono eletti dal popolo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]