Raffaele Fitto

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Raffaele Fitto
Raffaele Fitto (2011)

Raffaele Fitto (2011)


Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Linda Lanzillotta
Successore Piero Gnudi (Affari Regionali)
Fabrizio Barca (Coesione Territoriale)

Presidente della Regione Puglia
Durata mandato 16 aprile 2000 –
4 aprile 2005
Predecessore Salvatore Distaso
Successore Nichi Vendola

Vice Presidente della Regione Puglia
Durata mandato 23 aprile 1995 –
7 febbraio 1998
Presidente Salvatore Distaso
Predecessore Vincenzo Savino
Successore Rocco Palese

Dati generali
Partito politico FI (2013-attualmente)
Precedenti:
PPI (1994-1995)
CDU (1995-1998)
CDL (1998-2001)
FI (2001-2009)
PdL (2009-2013)
Raffaele Fitto
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Partito Popolare Europeo
Legislatura V, VIII
Gruppo Gruppo del Partito Popolare Europeo (1999-2004), (2014-in carica)
Circoscrizione Circoscrizione Italia meridionale
on. Raffaele Fitto
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Maglie
Data nascita 28 agosto 1969
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Politico
Partito Forza Italia (2006-2009), Popolo della Libertà (2009-2013), Forza Italia (dal 2013)
Legislatura XV, XVI, XVII(fino al 25/6/2014)
Gruppo Popolo della Libertà - Forza Italia
Circoscrizione XXI (Puglia)
Incarichi parlamentari

XV Legislatura

  • Membro della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)
  • Membro della Commissione Parlamentare per le questioni regionali (dal 13 ottobre 2006)

XVI Legislatura

  • Membro della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (sostituito da Nicola Formichella)
Pagina istituzionale

Raffaele Fitto (Maglie, 28 agosto 1969) è un politico italiano, presidente della Regione Puglia dal 16 aprile 2000 al 4 aprile 2005. Ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio del politico democristiano Salvatore Fitto, anch'egli presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988. Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 1987 con il voto di 38/60, nel 1994 si laurea in Giurisprudenza con il voto di 108/110[1]. Subito dopo l'improvvisa morte del padre Salvatore inizia la militanza politica nella Democrazia Cristiana, nelle file della quale a vent'anni è eletto consigliere regionale nel maggio 1990.

Nel 1994, con lo scioglimento della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano e nel 1995 segue il segretario Rocco Buttiglione nella minoranza del partito favorevole ad un'alleanza con Forza Italia, che prende il nome di Cristiani Democratici Uniti. In occasione delle elezioni regionali pugliesi del 1995 si candida con la CDU e viene riconfermato consigliere regionale: diventa quindi assessore e vicepresidente della Regione Puglia nella giunta di centrodestra di Salvatore Distaso.

Nel 1998, in polemica con il tentativo della CDU di avviare un progetto neocentrista, lascia il partito e insieme ad altri esponenti fonda i Cristiani Democratici per la Libertà con lo scopo di proseguire l'alleanza con la coalizione di centro-destra del Polo per le Libertà.

Nel giugno 1999 è eletto parlamentare europeo nella circoscrizione Sud con Forza Italia fino a quando si dimette nel giugno 2000[2]. In occasione delle elezioni regionali pugliesi del 2000, Fitto si candida alla presidenza della regione Puglia con il sostegno del Polo e riesce a sconfiggere l'esponente ulivista Giannicola Sinisi con il 53,9% dei consensi. Fitto diviene così il più giovane presidente di Regione italiano. Negli stessi anni i Cristiani Democratici per la Libertà confluiscono organicamente in Forza Italia.

Ricandidatosi alle elezioni regionali pugliesi del 2005 è sconfitto dal candidato di centro-sinistra Nichi Vendola per 14.000 voti, pari allo 0,6%. Coordinatore regionale di Forza Italia fino al 2009, Fitto è stato per un anno a capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio regionale, prima di dimettersi, optando per il seggio di parlamentare.

Nelle elezioni politiche del 2006 è eletto alla Camera dei deputati in Forza Italia nella circoscrizione Puglia e diviene componente della I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera. Nel 2006 è stato nominato da Silvio Berlusconi responsabile di Forza Italia per l'Italia meridionale. Nel dicembre 2007 è nominato responsabile, per il Popolo della Libertà, ai Rapporti con altri partiti e movimenti.

Alle elezioni politiche del 2008 è rieletto con il PdL alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia e a maggio dello stesso anno è nominato Ministro degli Affari Regionali e le Autonomie Locali del Governo Berlusconi IV. All'indomani delle elezioni regionali del 2010, considerato l'esito negativo per il centro-destra nella regione Puglia, rassegna le proprie dimissioni da Ministro, assumendosi piena responsabilità della sconfitta elettorale[3], ma il Consiglio dei ministri le respinge[4]. Nel giugno 2010 alle funzioni di ministro per gli affari regionali si aggiunge quello per "la coesione territoriale" con alle dipendenze il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, precedentemente del Ministero dello sviluppo economico[5].

Alle elezioni politiche del 2013 si ricandida alla Camera come capolista del PDL nella circoscrizione Puglia, ed è rieletto.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[6][7]. Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

Il 16 aprile 2014 viene candidato, alle Elezioni europee del 2014 (Italia) come capolista di Forza Italia nella Circoscrizione Italia meridionale (che raccoglie le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria).[8]. Viene rieletto a Strasburgo con 284.547 voti, risultando il secondo candidato più votato in assoluto in Italia in un'unica circoscrizione [9], dietro all'esponente del Partito Democratico Simona Bonafè, e il primo assoluto in quella del Sud.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Inchiesta "La Fiorita" per tangenti in sanità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Fitto è stato indagato dalla procura di Bari a seguito del finanziamento di 500.000 euro da parte di Tosinvest, società di Antonio Angelucci, alla lista La Puglia prima di tutto creata dallo stesso Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo la procura, tale somma sarebbe stata una tangente pagata per ottenere dalla Regione Puglia la gestione di undici residenze sanitarie assistite nell'ambito di un appalto da 198 milioni di euro[10].

Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei deputati l'autorizzazione a procedere con gli arresti domiciliari di Fitto, nel frattempo diventato deputato. La Camera ha respinto l'autorizzazione con l'arresto con 457 voti favorevoli su 462 presenti. Il 12 ottobre 2009 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Fitto, insieme a numerosi altri imputati[11], ritenuto colpevole di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d'ufficio e illecito finanziamento ai partiti. L'11 dicembre 2009 il giudice dell'udienza preliminare ha rinviato a giudizio Fitto per abuso d'ufficio, due episodi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, peculato e un altro abuso e lo ha prosciolto per gli altri reati[12]. Il 12 febbraio 2013 Fitto è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d'ufficio, venendo assolto per gli altri capi d'imputazione.[13][14]

Inchiesta sul fallimento Cedis[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 febbraio 2009, Raffaele Fitto è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta e di interesse privato del curatore fallimentare per aver venduto a prezzo di favore (per sette milioni di euro, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni di euro) la società commerciale Cedis, all'epoca dei fatti in amministrazione straordinaria, a un contraente predeterminato (la società Sviluppo Alimentare, riconducibile all'imprenditore Brizio Montinari) durante la sua presidenza della Regione Puglia.

Prima dell'avvio del processo Fitto accusò i magistrati inquirenti di essere "un manipolo di legionari"[15][16] e ne denunciò l'operato presso il Consiglio Superiore della Magistratura che, il 4 aprile 2009 archiviò la denuncia e aprì un nuovo fascicolo per ingerenze politiche sull'operato dei magistrati.[15] Alla fine di marzo, infatti, il guardasigilli Angelino Alfano, compagno di partito di Fitto, all'epoca dei fatti pure ministro, aveva disposto un'ispezione ministeriale presso la procura di Bari. L'ispezione aveva determinato un'indagine per abuso d'ufficio a carico dei due ministri, poi archiviata.[17]

Il 6 luglio 2012 il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento di Fitto per intervenuta prescrizione dei reati[18]. Dopo la rinuncia dello stesso Fitto alla prescrizione, questi è stato assolto il 22 ottobre successivo "per non aver commesso il fatto"[19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia
  2. ^ Raffaele FITTO
  3. ^ Provinciali al centrodestra. Si dimette Fitto, ansa.it, 29 marzo 2010.
  4. ^ Dimissioni di Fitto, il Consiglio dei ministri le respinge. Come previsto, Corriere del Mezzogiorno, 1º aprile 2010.
  5. ^ Dipartimento per gli Affari Regionali - Il Ministro: delega
  6. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  7. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  8. ^ Ecco tutti i candidati di Forza Italia - IlGiornale.it
  9. ^ Europee, Bonafè (Pd) è la più votata. Elette Mussolini, Picierno e Matera in Corriere della Sera, 26 maggio 2013. URL consultato il 26 maggio 2013.
  10. ^ Gomez,Travaglio; 2008
  11. ^ Puglia, tangenti per appalti sanitari Chiesto il processo per Fitto e Angelucci in la Repubblica, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  12. ^ Il ministro Fitto rinviato a giudizio in la Repubblica, 11 dicembre 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  13. ^ Vincenzo Damiani, Sentenza La Fiorita, Fitto condannato I giudici: quattro anni all'ex ministro in Corriere della Sera, 12 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  14. ^ Tangenti: condannato a 4 anni l'ex ministro Raffaele Fitto (Pdl) in Sito ufficiale Huffington Post Italia, 13 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  15. ^ a b Corriere del Mezzogiorno - Affari regionali [1] 4 aprile 2009
  16. ^ Gabriella De Matteis, "Quei pm, un manipolo di legionari" in la Repubblica, 11 aprile 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  17. ^ Il procedimento - Abuso d’ufficio, archiviazione per Alfano e Fitto in Il giornale, 23 dicembre 2009. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  18. ^ Inchiesta su turbativa d'asta: Fitto rinuncia alla prescrizione in la Repubblica, 9 luglio 2012. URL consultato il 16 giugno 2013.
  19. ^ Processo ‘La Fiorita’, assoluzione con formula piena per Raffaele Fitto in il Fatto Quotidiano, 1º giugno 2012. URL consultato il 16 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale Successore
Linda Lanzillotta 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Piero Gnudi (Affari regionali)
Fabrizio Barca (Coesione Territoriale)
Predecessore Presidente della Regione Puglia Successore Coat of Arms of Apulia.svg
Salvatore Distaso 16 aprile 2000 - 4 aprile 2005 Nichi Vendola
Predecessore Vice Presidente della Regione Puglia Successore Coat of Arms of Apulia.svg
Vincenzo Savino 23 aprile 1995 - 7 febbraio 1998 Rocco Palese