Raffaele Fitto

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Raffaele Fitto

In carica
Inizio mandato 
8 maggio 2008
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Linda Lanzillotta

Presidente della Regione Puglia
Durata mandato
16 aprile 2000 – 4 aprile 2005
Predecessore Salvatore Distaso
Successore Nichi Vendola

Partito politico FI (fino al 2009)
PDL (dal 2009)
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Raffaele Fitto
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Luogo nascita Maglie
Data nascita 28 agosto 1969
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Politico
Partito Popolo della Libertà
Legislatura XV, XVI
Gruppo Popolo della Libertà
Coalizione con Lega Nord e MpA
Circoscrizione XXI (PUGLIA)
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Collegio
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

XV Legislatura

  • Membro della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)
  • Membro della Commissione Parlamentare per le questioni regionali (dal 13 ottobre 2006)

XVI Legislatura

  • Ministro senza portafoglio per i rapporti con le regioni (Governo Berlusconi IV)
  • Membro della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (sostituito da Nicola Formichella)
Pagina istituzionale

Raffaele Fitto (Maglie, 28 agosto 1969) è un politico italiano, attuale Ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Salvatore Fitto, esponente della DC e dal 1985 presidente della Regione Puglia prima della sua tragica scomparsa nel 1988, Raffaele, dopo la maturità scientifica, ha iniziato la carriera politica giovanissimo, come il padre.

Esponente del partito Forza Italia, nel 1990 è stato consigliere regionale. In seguito è stato vicepresidente della Regione Puglia dal 1995 al 1997, nella giunta di Salvatore Distaso, ed è stato eletto presidente della regione nel 2000 con il 53,9% dei consensi, divenendo il più giovane presidente di regione italiano.

Dal 1999 al 2000 ha fatto parte del Parlamento europeo.

Nell'aprile 2005 è stato sconfitto da Nichi Vendola nelle elezioni regionali pugliesi con 14.000 voti di scarto. Coordinatore Regionale di Forza Italia fino al 2009, è stato per un anno a capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale, prima di dimettersi, optando per il seggio di Parlamentare.

Nelle elezioni politiche 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia. È stato componente della I Commissione della Camera, Affari Costituzionali. Nel 2006 è stato nominato da Berlusconi responsabile di Forza Italia per l'Italia meridionale. Nel dicembre 2007, in piena condivisione con il processo di innovazione di Forza Italia, è stato nominato da Silvio Berlusconi responsabile, per il Popolo della Libertà, ai Rapporti con altri partiti e movimenti.

Alle elezioni politiche 2008 è stato rieletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia.

Nel maggio 2008 è stato nominato Ministro degli Affari Regionali e le Autonomie Locali del Governo Berlusconi IV.

[modifica] Provvedimenti giudiziari

[modifica] La richiesta di arresto per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti

Raffaele Fitto è indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti.

Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei Deputati gli arresti domiciliari di Fitto con l'accusa di illecito affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie di proprietà dell'imprenditore romano Giampaolo Angelucci (proprietario di numerose cliniche private). Il Gruppo Angelucci ha versato 500.000 euro alla lista di Fitto "La Puglia prima di tutto" in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo il gruppo (Tosinvest), si tratta di un regolare finanziamento registrato a bilancio. Per la Procura di Bari si tratta invece di una tangente pagata per assicurarsi l'appalto da 198 milioni di euro con cui Angelucci ha ottenuto la gestione delle undici residenze sanitarie "assistite" dalla Regione Puglia[1]. Si tratta della stessa inchiesta per cui è indagato Francesco Storace. Il parlamento, tuttavia, ha respinto l'autorizzazione a procedere con l'arresto con 457 voti favorevoli (su 462 presenti), 1 contrario (dello stesso Fitto) e 4 astenuti.

Il 7 luglio 2008 il Tribunale del riesame ha riconfermato il sequestro della somma in questione oltre a beni di proprietà di Angelucci per un valore di 55 milioni di euro.

Il 20 aprile 2008 la Cassazione ha confermato a sua volta il sequestro dei 500.000 euro, non condividendo la tesi della difesa ma ritenendo invece che il sequestro sia giustificato anche dal fondato sospetto che il reato sia stato commesso, almeno a giudicare dagli elementi attualmente disponibili[2].

[modifica] Il rinvio a giudizio per concorso in turbativa d'asta e di interesse privato

Il 3 febbraio 2009, Raffaele Fitto è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta e di interesse privato del curatore fallimentare per aver venduto a prezzo di favore (per sette milioni di euro, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni di euro) la società commerciale Cedis (fallita nel 2005) a un contraente predeterminato (la società Sviluppo Alimentare, riconducibile all'imprenditore Brizio Montinari) durante la sua presidenza della Regione Puglia. La Cedis si trovava in procedura di amministrazione straordinaria e, secondo le accuse, Fitto sarebbe stato 'concorrente estraneo' in questa vicenda, giocando il ruolo di 'referente politico' di alcuni fra gli indagati per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio[3]. Il processo è stato fissato dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Bari al 12 Maggio 2009. Alla fine di Marzo 2009 arrivano alla Procura di Bari le ispezioni dei tecnici del Ministero della Giustizia, inviati in Puglia dal guardasigilli Angelino Alfano, nonchè collega del ministro Fitto. Il 4 aprile 2009 il Consiglio Superiore della Magistratura ha archiviato una denuncia esposta da Raffaele Fitto contro i Pm pugliesi. Il Csm ha aperto subito dopo un nuovo fascicolo al fine di scongiurare eventuali ingerenze politiche in una vicenda d'ambito squisitamente giurisdizionale[4], una decisione quindi volta ad assicurare l'indipendenza e la continuità del lavoro dei pubblici ministeri. Nel frattempo il ministro Fitto descrive i magistrati inquirenti come "un manipolo di legionari", e il Csm come espressione di una casta togata presente anche al Senato.[5][6].

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: "Se li conosci li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento" (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2008, Chiarelettere, Collana Principioattivo).
  2. ^ Wallstreetitalia.com [1] 21 aprile 2009
  3. ^ RaiNews24 [2] 3 febbraio 2008
  4. ^ Corriere del Mezzogiorno - Affari regionali [3] 4 aprile 2009
  5. ^ Corriere del Mezzogiorno - Affari regionali [4] 4 aprile 2009
  6. ^ la Repubblica Bari[5] 11 aprile 2009

[modifica] Collegamenti esterni

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1999 - giu 2000 PPE-DE FI FI Italia Meridionale 128.637
Predecessore: Ministro per gli Affari Regionali Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Linda Lanzillotta dal 9 maggio 2008 in carica I
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