Mara Carfagna

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Maria Rosaria "Mara" Carfagna
Mara Carfagna l'8 marzo 2010 al Quirinale

Mara Carfagna l'8 marzo 2010 al Quirinale


Ministro per le Pari Opportunità
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Barbara Pollastrini
Successore Elsa Fornero

Dati generali
Partito politico Il Popolo della Libertà - Forza Italia
Alma mater Università degli Studi di Salerno
on. Maria Rosaria Carfagna
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Maria Rosaria Carfagna
Luogo nascita Salerno
Data nascita 18 dicembre 1975 (39 anni)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Politico
Partito Popolo della Libertà - Forza Italia
Legislatura XV, XVI, XVII
Gruppo Popolo della Libertà - Forza Italia
Coalizione con Lega Nord e MpA
Circoscrizione XX (Campania 2)
Incarichi parlamentari

XV Legislatura

  • Segretario della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)

XVI Legislatura

  • Ministro senza portafoglio per le pari opportunità (Governo Berlusconi IV)
  • Membro della XII Commissione (Affari sociali) (sostituita da Benedetto Francesco Fucci)
Pagina istituzionale

Maria Rosaria Carfagna detta Mara (Salerno, 18 dicembre 1975) è una politica ed ex show-girl italiana.

Parlamentare del Popolo della Libertà e di Forza Italia, è stata Ministro per le Pari Opportunità del Governo Berlusconi IV. Attualmente è portavoce del Gruppo "Popolo della Libertà - Berlusconi presidente" alla Camera dei Deputati[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Consegue la maturità presso il Liceo Scientifico "Giovanni Da Procida" di Salerno[2] e il diploma di ballo presso la scuola del Teatro San Carlo di Napoli; praticava abitualmente nuoto.

Continua la sua formazione di ballerina a New York, studia recitazione e per otto anni si dedica allo studio del pianoforte in conservatorio.[senza fonte]

Nel 2001 si laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno con 110 e lode[3], discutendo una tesi in Diritto dell'informazione nel sistema radiotelevisivo[4].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 le fu attribuito un flirt col presentatore televisivo Fabrizio Frizzi[5]. Il 25 giugno 2011 sposa il costruttore romano Marco Mezzaroma[6], nipote di Roberto e Pietro Mezzaroma e fratello di Cristina, moglie di Claudio Lotito[7]. Testimone della sposa è Silvio Berlusconi, testimone dello sposo è Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco De Mita. Dopo circa un anno di matrimonio, i due si separano.

Attività di modella, valletta e conduttrice televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 fu eletta "Miss 1997" e poté partecipare direttamente alle finali di Miss Italia.[8][9] Qui si classificò al 6º posto e conseguì il titolo di Miss Cinema.[10]

È una delle co-presentatrici dell'edizione 1997-1998 di Domenica In, condotto da Fabrizio Frizzi.[11] Dal 2000 al 2004, in qualità di co-conduttrice, partecipa al programma televisivo La domenica del villaggio condotto da Davide Mengacci.[11] Dall'autunno 2004 alla sua elezione in Parlamento (aprile 2006) conduce Piazza grande con Giancarlo Magalli.[12] Inoltre, fa parte del cast dei programmi televisivi I cervelloni (nel 1996) e Vota la voce.[13]

Nel 2001 Mara Carfagna posa nuda per una copertina di Maxim[14] e nel 2005 è modella per la rivista Max per un calendario di pose sexy[15].

Nel gennaio 2007, in occasione della consegna dei Telegatti, riferendosi a lei Silvio Berlusconi afferma: «Se non fossi già sposato, la sposerei immediatamente». Il commento provoca l'immediata reazione della moglie Veronica Lario che, tramite una lettera aperta inviata al quotidiano La Repubblica, pretende pubbliche scuse dal consorte, suscitando dibattito nazionale.[16]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

La Carfagna si avvicina alla politica nel 2004, coordinando il movimento femminile di Forza Italia in Campania[10][17]. Nelle elezioni politiche del 2006 è eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Campania 2 nella lista di Forza Italia, ricoprendo l’incarico di Segretario della Commissione Affari Costituzionali.
La candidatura e la successiva elezione della Carfagna alla Camera dei Deputati sollevano polemiche (anche all'interno del proprio partito), in considerazione della sua precedente attività di valletta televisiva[18].

Nell’ottobre 2007 è nominata Coordinatrice Nazionale di Azzurro Donna. Per le elezioni politiche del 2008 è candidata al terzo posto alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione Campania 2 nella lista del Popolo della Libertà, posizione che le permette di essere eletta in Parlamento per la seconda volta. Ricopre l'incarico di Membro della Commissione Affari Sociali. Dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 è stata Ministro per le Pari Opportunità nel Governo Berlusconi IV.

Nelle elezioni amministrative del 2010 è eletta Consigliere regionale in Campania con 55.695 preferenze individuali, risultando il consigliere più votato di tutti i tempi,[19] ma rinuncia all'incarico per rimanere in Parlamento. Il 19 novembre 2010 annuncia la sua intenzione di rassegnare le dimissioni da ministro[20] e da deputato della Repubblica, nonché di uscire dal PDL stesso, per dissidi nella gestione dei rifiuti in Campania. Il proposito viene poi ritirato il 24 novembre dopo che il governo ha recepito le sue richieste sulla vicenda.[21][22]

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[23] [24].

Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

Provvedimenti legislativi entrati in vigore[modifica | modifica wikitesto]

Reato di atti persecutori (stalking)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stalking#Lo stalking nella legislazione.

Mara Carfagna è la principale promotrice della legge, introdotta dal decreto Maroni (articolo 7), che istituisce il reato di stalking. La norma introduce nel codice penale l'articolo 612-bis, dal titolo "atti persecutori", che al comma 1 recita:

« Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita »

A ciò si aggiungono alcune norme accessorie, ossia: l'aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto perseguitato è un minore; il fatto che lo stalking costituisca un'aggravante in caso di omicidio e violenza sessuale; la possibilità di ricorrere alle misure di indagine previste per i reati più gravi, quali le intercettazioni telefoniche e gli incidenti probatori finalizzati ad acquisire le testimonianze di minori. Il decreto qualifica questo genere di reato come perseguibile a seguito di querela di parte, potendosi procedere d'ufficio solo in situazioni di particolare gravità[25][26].

Provvedimenti legislativi in discussione[modifica | modifica wikitesto]

Disegno di legge contro la prostituzione[modifica | modifica wikitesto]

Paweł Rogaliński, Nyamko Sabuni e Mara Carfagna durante il vertice sull'uguaglianza Terzo a Stoccolma nel 2009.

Nel settembre 2008, il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge intitolato "misure contro la prostituzione"[27] a firma Mara Carfagna che introduce nuove pene verso chi si prostituisce in strada o in luoghi pubblici. Il DDL è in discussione in Commissione al Senato[28].

Questo disegno di legge, prima sua iniziativa da ministro[29][30], modificando la legge Merlin introdurrebbe il reato di esercizio della prostituzione in "luogo pubblico"; in sostanza, a essere colpiti non sarebbero più soltanto i fruitori, ma anche le prostitute stesse. Nessuna restrizione è però prevista a chi vende il proprio corpo in ambienti privati. Prostitute e clienti rischiano da 5 a 15 giorni di arresto e un'ammenda da 200 a 3 000 euro. La pena per chi sfrutta la prostituzione minorile va da 6 a 12 anni e multe da 15 000 a 150 000 euro; il minore potrà essere rimpatriato, purché nel suo interesse[29].

In alcune dichiarazioni Carfagna spiega le ragioni di tale iniziativa, definendo la prostituzione in strada come «un fenomeno vergognoso» e un «allarme sociale». «La prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo», venendo così aspramente criticata dalle organizzazioni non profit che si occupano del fenomeno e dalle rappresentanze della prostitute. Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, risponde affermando che «la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire Internet per vedere le sue grazie».[29]

Secondo una nota congiunta di diverse associazioni (Asgi, Gruppo Abele, On the Road, Caritas Italiana, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Comune di Venezia, Consorzio Nova, Dedalus, Save the Children), l'iniziativa del ministro di vietare la prostituzione in strada avrebbe l'effetto di incentivare lo sfruttamento delle donne all'interno di abitazioni e luoghi privati (fenomeno riguardo al quale la stessa Carfagna ha ammesso l'inesistenza di una regolamentazione chiara[30]), sottolineando inoltre come sia più importante tutelare i diritti delle vittime delle organizzazioni criminali e colpire queste ultime, piuttosto che le prime[29].

Altri disegni di legge[modifica | modifica wikitesto]

Mara Carfagna è inoltre firmataria dei progetti di legge:

  • Ddl "Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza";
  • Ddl "Misure contro la violenza sessuale";
  • Ddl "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno".[31]

Campagne promosse[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 ha lanciato una campagna per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle mutilazioni genitali femminili finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità[32]. Nel 2009 lancia insieme ad Anna Paola Concia la campagna di comunicazione "Nessuna differenza", la prima campagna contro l'omofobia e contro la violenza basata sull'orientamento sessuale realizzata da un Governo italiano[33].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Posizioni sul tema dell'omosessualità[modifica | modifica wikitesto]

Carro contro Mara Carfagna durante il Gay pride del 2008 a Catania

Il 15 febbraio 2007 al seminario Donna, vita e famiglia da lei organizzato afferma: «non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare»[34].

Queste affermazioni suscitano lo sdegno di molti esponenti della comunità LGBT, tra i quali il deputato Vladimir Luxuria che proporrà un parallelo tra le parole della Carfagna e una legge della Germania nazista «che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi»[34].

A sua difesa, la Carfagna affermerà che le sue parole erano una citazione di Francesco D'Agostino, ordinario di filosofia del diritto e membro della Pontificia Accademia per la Vita, che aveva definito le unioni omosessuali «costitutivamente sterili».

Il 19 maggio 2008 rifiuta il patrocinio per il Gay Pride, diversamente da quanto fatto nel 2007 dal ministro Barbara Pollastrini durante il secondo governo Prodi, sia pur limitatamente alle iniziative collaterali della manifestazione. Secondo il ministro «sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare»[35].

Nel 2009 il Ministro porta avanti alcune iniziative contro l'omofobia, lavorando con la deputata Paola Concia e con Luxuria, tra cui il patrocinio per una campagna pubblicitaria in cui viene condannata ogni forma di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale.[36]

Mara Carfagna tra la deputata Anna Paola Concia e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Quirinale in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia del 2010

Il 17 maggio 2010, durante la cerimonia in Quirinale in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, il ministro si scusa pubblicamente per le affermazioni di due anni prima[37]. In quell'occasione, ringrazia la deputata Anna Paola Concia per:

« avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato[38] »

Nel maggio 2011 sostiene in Commissione giustizia la proprosta di legge dell'on. Concia che prevedeva l'introduzione dell'aggravante per i reati basati sulla discriminazione in base all'orientamento sessuale, dichiarando:

« C’e’ grande bisogno della legge contro l’omofobia. Mi auguro che [...] quando se ne discuterà alla Camera, si riesca finalmente a approvarla[39] »

andando contro la linea dettata dal PdL. Il 26 luglio 2011 si astiene alla Camera sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate contro il disegno di legge Concia che aveva invece sostenuto in Commissione giustizia[40], provocando lo sdegno di Arcigay che si dice "delusa" dall'atteggiamento del Ministro[41].

Rapporti privati[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2008 la dirigente del Popolo della Libertà Margherita Boniver parla al quotidiano La Repubblica dell'esistenza di intercettazioni telefoniche su conversazioni «private» contenenti «di tutto e di più»[42]. Pochi giorni dopo, il giornale argentino El Clarín cita l'articolo di Repubblica aggiungendo dettagli espliciti: tra il Presidente del Consiglio e la neoeletta ministro delle Pari Opportunità vi sarebbe stato un colloquio riguardante prestazioni di natura sessuale e precisamente un rapporto di sesso orale[43]. Le affermazioni vengono riprese anche dalla rivista Maxim, che parla direttamente di «report sul fatto che la sua immediata ascesa politica sia stata alimentata da favori sessuali al primo ministro Silvio Berlusconi»[44].

Il 2 novembre 2008 l'allora senatore del Popolo della Libertà Paolo Guzzanti scrive sul suo blog riguardo alla Carfagna[45]

« È ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l’autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe.[45] »

riprendendo le parole pronunciate dalla figlia Sabina al No Cav Day l'8 luglio 2008[46] (citate poi da Il Corriere della Sera e La Repubblica[47]). A tali dichiarazioni Mara Carfagna ha risposto prima chiedendo i danni alla Guzzanti[48] e successivamente, il 3 novembre, annunciando di voler «presentare querela penale per diffamazione nei confronti di Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica»[49]. Guzzanti ha risposto dichiarando che avrebbe chiamato a testimoniare politici che avevano letto le intercettazioni e ritenevano credibile l'asserita relazione sessuale tra la Carfagna e il Premier[50]. In seguito, però, lo stesso Guzzanti si è scusato con Mara Carfagna e la vicenda si è chiusa[51]. Carfagna ha invece querelato il quotidiano La Repubblica per avere riportato alcune frasi di Sabina Guzzanti che alludevano ai presunti rapporti sessuali tra il Ministro delle pari opportunità e il Presidente del Consiglio[52]. In seguito alla denuncia, il 9 ottobre 2012 la Guzzanti viene condannata al risarcimento di 40.000 euro all'ex ministro[53].

A marzo 2011 Gabriella Buontempo, moglie dell'allora deputato di FLI Italo Bocchino, dichiara di essere a conoscenza di una relazione fra il marito e la Carfagna da due anni e mezzo, relazione poi troncata da Bocchino.[54]

Nel 2014 la rivista statunitense Sportrichlist la classifica al primo posto nella top ten dei più affascinanti politici del mondo.[55]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pdl: gruppo Camera, Gelmini vicepresidente vicario e Carfagna portavoce asca.it
  2. ^ Chi sono | Mara Carfagna blog. URL consultato il 21 aprile 2014.
  3. ^ Nico Guzzi, Mara Carfagna, donna bella donna stupida, io capo degli Zulù essere, Fainotizia.it, 17 settembre 2010. URL consultato il 22 novembre 2010.
  4. ^ Chi sono | Mara Carfagna blog. URL consultato il 22 novembre 2010.
  5. ^ "Frizzi lascia Rita dalla Chiesa" in Corriere della Sera, 13 maggio 1998, p. 17. URL consultato il 28-04-2010.
  6. ^ Le nozze del ministro Mara Carfagna. Ora è la signora Mezzaroma, la cerimonia nella cappella del Castello di Torre in Pietra - Cronaca - Tgcom, Tgcom.mediaset.it, 25 giugno 2011. URL consultato il 18 agosto 2011.
  7. ^ Il piano casa della Carfagna - ECONOMIA
  8. ^ MISS ITALIA: SFILATA PER LA PRIMA MISS DEL 1997 in Adnkronos, 24 gennaio 1997.
  9. ^ Foto di Miss 1997, Kataweb. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  10. ^ a b Mara Carfagna: ministro per le pari opportunità, Ansa, 7 maggio 2008. URL consultato il 22 novembre 2010.
  11. ^ a b Mara Carfagna, la ricordate quand’era così? Fotogallery, Oggi, 25 novembre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  12. ^ Giovanna Cavalli, Mara Carfagna, pasionaria azzurra, Il Corriere della Sera, 31 gennaio 2007. URL consultato il 22 novembre 2010.
  13. ^ Mara Carfagna, da gossip.excite.it
  14. ^ Copertina di Maxim, KataWeb. URL consultato l'11 dicembre 2011.
  15. ^ In Rete rispunta il calendario della Carfagna, La Repubblica.
  16. ^ Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica "Mio marito mi deve pubbliche scuse", Repubblica.it, 31 gennaio 2007. URL consultato il 18 agosto 2011.
  17. ^ Chi sono | Mara Carfagna blog - Ministro per le Pari Opportunità, Maracarfagna.net, 18 dicembre 1975. URL consultato il 18 agosto 2011.
  18. ^ Quote rosa, lite Carfagna-Prestigiacomo, da corriere.it. URL consultato il 30-04-2008.
  19. ^ Piccolillo Virginia, Protagonisti: Tre candidati alla prova delle amministrative in Corriere della Sera, 31 marzo 2010, p. 24. URL consultato il 18 luglio 2010.
  20. ^ Governo, Carfagna minaccia le dimissioni. Berlusconi fa tardi alla Nato per chiamarla in La Repubblica, 19 novembre 2010. URL consultato il 23 novembre 2010.
  21. ^ Caso Carfagna, l'attacco di Vendola. Nel Pdl c'è una questione criminale, La Repubblica, 21 novembre 2010. URL consultato il 22 novembre 2010.
  22. ^ Carfagna-Berlusconi, ieri lungo colloquio in Ansa, 25 novembre 2010. URL consultato il 28 novembre 2010. [collegamento interrotto]
  23. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  24. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  25. ^ Cosa prevede il Ddl stalking. URL consultato il 12 luglio 2009.
  26. ^ Relazione dell'Unione Camere Penali sul reato di atti persecutori
  27. ^ Il testo del disegno di legge, Pariopportunita.gov.it. URL consultato il 18 agosto 2011.
  28. ^ Carfagna: «Prostituzione in calo, andiamo avanti col ddl»- dal sito ''pariopportunita.gov.it'', Pariopportunita.gov.it. URL consultato il 18 agosto 2011.
  29. ^ a b c d Multe e carcere per clienti e prostitute «Ma anche il ministro ha usato il corpo»,, Corriere.it, 11 settembre 2008. URL consultato il 18 agosto 2011.
  30. ^ a b Prostituzione: ok al ddl Carfagna Via le lucciole dalla strada, Repubblica.it, 11 settembre 2008. URL consultato il 18 agosto 2011.
  31. ^ Profilo del ministro Carfagna, pariopportunita.gov.it. URL consultato l'8 giugno 2011.
  32. ^ Stop-Mgf.org, il sito web della campagna di del Ministero per le Pari Opportunità, Stop-mgf.org. URL consultato il 18 agosto 2011.
  33. ^ Governo Italiano - Il Governo Informa, Governo.it. URL consultato il 18 agosto 2011.
  34. ^ a b Carfagna: "Gay costituzionalmente sterili" da La Repubblica
  35. ^ Quotidiano.net: "No al patrocinio al Gay Pride" da La Repubblica
  36. ^ Ministero Pari Opportunità, campagna contro l'omofobia
  37. ^ La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenze. URL consultato il 18 maggio 2010.
  38. ^ La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenze - Corriere della Sera, Corriere.it. URL consultato il 18 agosto 2011.
  39. ^ Carfagna: È urgente una legge anti-omofobia., MOSinforma, 23 novembre 2010. URL consultato il 18 agosto 2011.
  40. ^ bocciata legge sull'omofobia, Queerblog.it, 22 febbraio 1999. URL consultato il 18 agosto 2011.
  41. ^ Arcigay delusi da Carfagna: ora sì alla Legge Mancino — Arcigay, Arcigay.it, 22 febbraio 1999. URL consultato il 18 agosto 2011.
  42. ^ Carmelo Lopapa, Quelle telefonate stanno per uscire Alla Camera l'incubo Grande Fratello in La Repubblica, 02 luglio 2008, p. 6. URL consultato il 16 ottobre 2008.
  43. ^ (ES) Sexgate a la italiana: el escándalo salpica a Berlusconi y una ministra, El Clarín, 5 luglio 2008. URL consultato il 9 luglio 2008.
  44. ^ Maxim, World hottest policians
  45. ^ a b Paolo Guzzanti, Non parliamo della signorina Mara Carfagna, calendarista dalle pari opportunità, ma ..., blog di Paolo Guzzanti, 2 novembre 2008. URL consultato il 4 novembre 2008.
  46. ^ La Guzzanti insulta la Carfagna. "È uno sfregio che sia ministro" in La Repubblica, 08 luglio 2008. URL consultato il 29 novembre 2009.
  47. ^ Marco Pasqua, Calendarista delle pari opportunità, quali favori ha fatto al premier? in La Repubblica, 03 ottobre 2008. URL consultato il 12 novembre 2008.
  48. ^ Sabina Guzzanti, la Carfagna chiede un milione di danni. L'attrice: «Bella donna ma che tariffe» in Il Messaggero, 9 ottobre 2008, p. 10-06-2010.
  49. ^ Comunicato del Dipartimento per le Pari Opportunità [collegamento interrotto]
  50. ^ Guzzanti: "Contro la Carfagna porto i testimoni in tribunale" in La Repubblica, 5 novembre 2008. URL consultato il 24 giugno 2010.
  51. ^ Paolo Guzzanti: «Se Mara Carfagna querela farò nomi» in Il Messaggero, 5 novembre 2008. URL consultato l'8 ottobre 2009.
  52. ^ La Carfagna querela Repubblica: "Ha riportato frasi ingiuriose della Guzzanti" in La Repubblica, 25 settembre 2009. URL consultato l'8 ottobre 2009.
  53. ^ Sabina Guzzanti diffamò Mara Carfagna L'attrice costretta a pagare 40mila euro - Corriere del Mezzogiorno
  54. ^ Bocchino, ammissioni su Carfagna: «Chiedo scusa per i miei errori», Corriere.it, 13 giugno 2011. URL consultato il 27 luglio 2011.
  55. ^ World’s Most Attractive Politicians, Sportrichlist, 20 maggio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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