Rocco Buttiglione

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Rocco Buttiglione
Rocco Buttiglione
Luogo nascita Gallipoli
Data nascita 6 giugno 1948
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
laurea honoris causa in filosofia
Professione professore ordinario di filosofia della politica
Partito UDC
Legislatura XII, XIII, XIV, XVI
Gruppo UdC
Coalizione con MFCP (Rosa Bianca)
Circoscrizione XXI (Puglia)
Regione {{{regione}}}
Collegio {{{collegio}}}
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Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Investitura {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari

Vicepresidente della Camera dei Deputati, XIV Unione europea

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Rocco Buttiglione
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Data nascita {{{data_nascita}}}
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
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Titolo di studio
Professione
Partito UDC
Legislatura XV
Gruppo UDC
Coalizione CdL
Circoscrizione Lombardia
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Senatore a vita
Investitura {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari

3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)

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Rocco Buttiglione (Gallipoli, 6 giugno 1948) è un politico e filosofo italiano, presidente dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro.

Indice

[modifica] L'esperienza universitaria

Ha studiato giurisprudenza a Torino e a Roma, dov'è stato allievo del filosofo Augusto Del Noce. Insegna scienze politiche alla Libera Università degli Studi San Pio V di Roma. Nel 1986 fondò con Josef Seifert la International Academy for Philosophy in the Principality of Liechtenstein, in cui fino al 1994 insegnò Filosofia, Etica sociale, Economia e Politica e di cui fu prorettore[1]; oggi è membro del Senato accademico[2]. Dal 19 gennaio 1994 è membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali[3]. Nel maggio dello stesso anno ha ricevuto una laurea honoris causa in filosofia all'Università Cattolica di Lublino[4][5].

[modifica] La carriera politica

[modifica] Dalla DC al PPI

Nel 1993 il segretario della Democrazia Cristiana, Mino Martinazzoli, lo chiamò per dare il suo contributo a una commissione che aveva il compito di definire le linee politiche e morali dei cattolici. Poco dopo Buttiglione fece parte del nuovo Partito Popolare Italiano, con cui venne eletto deputato nel 1994. Nel luglio dello stesso anno al congresso del partito si candida alla segreteria contro l'ala sinistra del partito, che viene sconfitta, rappresentata prima da Giovanni Bianchi poi da Nicola Mancino. Viene eletto segretario.

[modifica] Dal PPI al CDU

Nella primavera del 1995, in seguito alla discesa in campo di Romano Prodi, che lancia una coalizione di centrosinistra (L'Ulivo), accelera la svolta a destra del PPI e, senza convocare il Consiglio Nazionale, conclude un accordo politico-elettorale con Silvio Berlusconi. All'interno del PPI segue uno scontro infocato tra la corrente guidata da Gerardo Bianco (favorevole ad un'alleanza con L'Ulivo di Romano Prodi) e quella capeggiata dallo stesso Buttiglione (favorevole all'accordo con il Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi): al successivo Consiglio Nazionale la mozione di centrodestra venne messa in minoranza per tre voti e di conseguenza Buttiglione si staccò dal PPI per fondare il partito dei Cristiani Democratici Uniti.

[modifica] L'UDC

Dal 2002 è membro dell'UDC, partito del quale è stato confermato presidente all'ultimo congresso, e ha ricoperto l'incarico di Ministro per i rapporti con l'Unione europea (Ministero delle politiche comunitarie) nel secondo governo di Silvio Berlusconi e di Ministro dei Beni Culturali nel terzo.

[modifica] La mancata nomina a Commissario europeo

Nel 2004, José Manuel Durão Barroso lo incluse nella sua lista di nomine per la Commissione europea, con il portafoglio per le competenze relative alla giustizia, libertà e sicurezza.
La nomina fu respinta dal Parlamento europeo per le sue posizioni sull'omosessualità, sulla quale si espresse con «come cattolico considero l'omosessualità un peccato, ma non un crimine».[6] Nella prima delle audizioni preliminari avanti la Commissione per le libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento europeo l'europarlamentare olandese Buitenweg (PSE) lo accusò di sostenere posizioni opposte a quelle della Commissione europea: l'onorevole olandese sostenne che aver definito in una conferenza teologica l'omosessualità come "indice di disordine morale" equivaleva a discriminarla come peccato.
Buttiglione si appellò alla distinzione tra legge e morale affermando che qualunque individuo poteva ritenere lui un "peccatore", e viceversa, purché il giudizio etico non avesse effetti legali né minasse i rapporti tra gli individui in quanto cittadini. Buttiglione dichiarò successivamente di considerare l'omosessualità un indice di disordine morale, pur dichiarandosi contrario a ogni discriminazione e dichiarò anche di non poter agire contro la propria coscienza per ragioni di convenienza politica.[7]

Dopo aver appreso la sua posizione, la commissione si espresse a maggioranza contro la sua nomina.

Nei giorni successivi ad un convegno a Saint-Vincent Buttiglione dichiarò inoltre:

« I bambini che hanno solo una madre e non hanno padre sono figli di una madre non molto buona. E i bambini che hanno solo un padre non sono bambini perché un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare bambini[8][9] »

Anche i colleghi del partito popolare europeo iniziarono a ritirare il loro sostegno (quando non lo osteggiarono apertamente) tanto che c'era chi temeva per l'esito del voto di fiducia alla commissione Barroso.[10]

Anche se il parere della commissione parlamentare non era vincolante, il caso politico avrebbe indebolito la Commissione Barroso. Il parlamento europeo non può infatti sfiduciare il singolo commissario e vi era il rischio che rifiutasse l'intera commissione. Così il Governo italiano, che pure inizialmente aveva sostenuto la candidatura di Buttiglione, il 30 ottobre 2004 decise di ritirarla, proponendo un altro politico, Franco Frattini, con posizioni più vicine a quelle della Commissione Europea. Il centro-destra si difese presentando questo fatto come un complotto antitaliano e anticattolico[11], nonostante sia il Presidente incaricato Barroso che quello uscente Romano Prodi fossero entrambi cattolici e quest'ultimo italiano.

[modifica] Senatore UDC (2006-2008)

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto senatore per le liste dell'UDC nella regione Lombardia.

A maggio 2006 è stato candidato dalla Casa delle Libertà a sindaco di Torino, in alternativa al primo cittadino uscente Sergio Chiamparino, dei DS: Buttiglione, però, è stato sconfitto al primo turno, quando ha ottenuto meno del 30% dei voti.

Il 15 gennaio 2008, alla trasmissione "Primo Piano" di Rai3, si dichiara a favore di un provvedimento di sostanziale censura accademica (notamente l'incompatibilità con l'assunzione della carica di direzione del CNR) per i 67 docenti che avevano espresso il loro dissenso verso il proprio Rettore nell'invitare Papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza di Roma[12].

[modifica] Deputato UDC (2008-)

Rieletto con l'UDC alle elezioni politiche del 2008, il 6 maggio 2008 diviene vicepresidente della Camera dei Deputati.

Il 15 luglio 2009 la Camera approva una mozione (primo firmatario Rocco Buttiglione) che impegna il Governo italiano a promuovere la stesura e l'approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l'uso dell'aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire.[13] [14]

[modifica] Scritti

  • Dialettica e nostalgia. La Scuola di Francoforte e l'ultimo Horkheimer, Jaca Book, 1978
  • La crisi dell'economia marxista. Gli inizi della Scuola di Francoforte, Studium, 1979
  • Giustizia e politica tra prima e seconda Repubblica (con Mario Luzi), Seam, 1998
  • Il pensiero dell'uomo che divenne Giovanni Paolo II, Leonardo saggistica

[modifica] Note

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Argomenti generali


[modifica] La mancata nomina a Commissario europeo

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1999 - giu 2001 PPE-DE CDU CDU - -
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Gianni Francesco Mattioli 11 giugno 2001 - 22 aprile 2005 Giorgio La Malfa I
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Giuliano Urbani 23 aprile 2005 - 2 maggio 2006 Francesco Rutelli I
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