Rocco Buttiglione

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Rocco Buttiglione
Rocco Buttiglione.jpg

Vicepresidente della
Camera dei deputati
Durata mandato 7 maggio 2008 –
15 marzo 2013
Presidente Gianfranco Fini

Ministro dei Beni Culturali
Durata mandato 23 aprile 2005 –
2 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giuliano Urbani
Successore Francesco Rutelli

Ministro per il Coordinamento delle Politiche dell'Unione Europea
Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Predecessore Gianni Francesco Mattioli
Successore Giorgio La Malfa

Presidente dell'
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro
Durata mandato 6 dicembre 2002 –
22 marzo 2014
Predecessore carica creata
Successore Gianpiero D'Alia

Segretario dei
Cristiani Democratici Uniti
Durata mandato 23 luglio 1995 –
6 dicembre 2002
Predecessore carica creata
Successore nessuno (i CDU confluiscono nell'UDC)

Segretario del
Partito Popolare Italiano
Durata mandato luglio 1994 –
luglio 1995
Predecessore Mino Martinazzoli
Successore Gerardo Bianco

Dati generali
Partito politico UDC (dal 2002)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-1995)
CDU (1995-2002)
on. Rocco Buttiglione
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Gallipoli (LE)
Data nascita 6 giugno 1948
Titolo di studio laurea in Giurisprudenza, laurea honoris causa in filosofia
Professione Docente universitario ordinario di filosofia della politica
Partito PPI (1994-1995), CDU (1995-2002), UDC (dal 2002)
Legislatura XII, XIII, XIV, XVI, XVII
Gruppo PPI (1994-1995), CDU (1995-2001), UDC (2001-2006, dal 2008)
Coalizione PdL (1994), PpL (1996), CdL (2001), UdC (2008), Con Monti per l'Italia (2013)
Circoscrizione Lazio 1 (1994), III Lombardia 1 (1996), XXI (Puglia) (2008), XIX Campania 1 (2013)
Incarichi parlamentari


Pagina istituzionale
sen. Rocco Buttiglione
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito UDC (dal 2002)
Legislatura XV
Gruppo UDC (2006-2008)
Coalizione CdL (2006)
Circoscrizione Lombardia
Incarichi parlamentari


  • 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)
Pagina istituzionale

Rocco Buttiglione (Gallipoli, 6 giugno 1948) è un politico e accademico italiano. È stato segretario del PPI e dei CDU, presidente dell'UdC e dell'UDR. È stato ministro per due volte, parlamentare europeo e consigliere comunale a Torino. Nella XVI legislatura (2008-2013) ha ricoperto l'incarico di vicepresidente della Camera dei Deputati.

L'esperienza universitaria[modifica | modifica sorgente]

Laureato in giurisprudenza con studi fatti a Torino e a Roma, dov'è stato allievo del filosofo Augusto Del Noce. Ha insegnato filosofia della politica presso l'Università di Teramo e la Libera Università degli Studi San Pio V di Roma. Nel 1986 fondò con Josef Seifert la International Academy for Philosophy in the Principality of Liechtenstein, in cui fino al 1994 insegnò Filosofia, Etica sociale, Economia e Politica e di cui fu prorettore[1]; oggi è membro del Senato accademico[2]. Dal 19 gennaio 1994 è membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali[3].

Nel maggio dello stesso anno ha ricevuto una laurea honoris causa in filosofia all'Università Cattolica di Lublino[4][5]. Fa parte del comitato scientifico della collana "Temi di diritto europeo" edita da Il Mulino.[6] È membro del comitato scientifico della Fondazione Augusto Del Noce.[7] È membro del comitato scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa[8]

La carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Dalla DC al PPI. Segretario del Partito Popolare Italiano[modifica | modifica sorgente]

Nel 1993 il segretario della Democrazia Cristiana, Mino Martinazzoli, lo chiamò per dare il suo contributo a una commissione che aveva il compito di definire le linee politiche e morali dei cattolici. Poco dopo Buttiglione fece parte del nuovo Partito Popolare Italiano, con cui venne eletto deputato nel 1994. Nel luglio dello stesso anno al congresso del partito si candida alla segreteria contro l'ala sinistra del partito rappresentata prima da Giovanni Bianchi poi da Nicola Mancino, prevalendo su quest'ultimo e divenendo segretario del partito. In tale veste contribuisce, insieme ai leader del PDS Massimo D'Alema e della Lega Nord Umberto Bossi, alla formazione, agli inizi del 1995, del Governo Dini a seguito della crisi politica determinatasi per effetto del contrasto tra Bossi e Berlusconi e delle conseguenti dimissioni del Governo Berlusconi.

Dal PPI al CDU[modifica | modifica sorgente]

Nella primavera del 1995, in seguito alla discesa in campo di Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra (L'Ulivo), Buttiglione, reagendo all'iniziativa assunta autonomamente da alcuni maggiorenti del partito a sostegno della candidatura di Prodi, accelera la svolta verso il centrodestra del PPI e conclude in prima persona un accordo politico-elettorale con Silvio Berlusconi in occasione delle elezioni regionali e amministrative dello stesso anno. La decisione del segretario provoca immediate forti tensioni all'interno del PPI tra la corrente di sinistra, uscita sconfitta al precedente Congresso e favorevole ad un'alleanza con L'Ulivo di Prodi e quella capeggiata dallo stesso Buttiglione, orientata invece all'accordo con il Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi.

Al successivo Consiglio Nazionale la mozione di centrodestra venne messa in minoranza per tre voti. Il Consiglio Nazionale elesse contestualmente segretario del PPI Bianco, ma Rocco Buttiglione impugnò la decisione del Consiglio Nazionale davanti al Tribunale Civile di Roma, sostenendo che per essere rimosso dalla carica di segretario e sostituito con uno nuovo sarebbe occorsa l'indizione di un nuovo Congresso Nazionale e non la semplice votazione del Consiglio Nazionale. Il Tribunale diede ragione a Buttiglione, riconfermandolo segretario del PPI e attribuendogli la sede nazionale di Piazza del Gesù col simbolo dello scudo crociato, mentre la formazione di Bianco, assunto il nome di "Popolari Italiani", si alleò con Prodi e usò come simbolo un gonfalone.

Il contenzioso tra le due componenti popolari fu tacitato grazie a una mediazione politica avvenuta a Cannes con i buoni uffici del presidente del PPE Martens: a Rocco Buttiglione spettò il simbolo con lo scudo crociato, che fu adottato dalla nuova formazione politica dei Cristiani Democratici Uniti mentre alla compagine di Gerardo Bianco, che dovette rinunciare al simbolo, rimase il nome di Partito Popolare Italiano.[9]

Rocco Buttiglione proseguì pertanto la sua esperienza politica come segretario del CDU, che alle elezioni politiche del 1996 formò liste uniche con il CCD di Casini, facendo eleggere Buttiglione alla Camera.

L'esperienza dell'UDR[modifica | modifica sorgente]

Dopo due anni di opposizione al Governo Prodi, condotta insieme alle altre forze del centrodestra, nel 1998 il CDU di Rocco Buttiglione partecipa al progetto di Francesco Cossiga e Clemente Mastella per la nascita dell'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) come terzo polo di centro, alternativo al centrodestra e al centrosinistra.[10]. Nella nuova formazione Buttiglione assume l'incarico di presidente del Consiglio nazionale, mentre la segreteria viene attribuita a Mastella.

Nello stesso anno l'UDR, dopo la caduta del primo governo Prodi, accorda la fiducia al primo governo D'Alema, nel quale ottiene tre ministeri. Il 10 marzo 1999 però Buttiglione abbandona l'UDR in polemica con la leadership di Clemente Mastella[11] e torna alla guida del CDU, con il quale viene eletto al Parlamento europeo nelle elezioni europee del 1999 nelle quali il suo partito ottiene il 2,1% dei voti.

A luglio del 1999 il CDU fuoriesce anche dalla maggioranza di governo, che non accetta di far proprio il progetto sulla parità scolastica proposto da Buttiglione.[12]

Parlamentare europeo nel PPE[modifica | modifica sorgente]

Buttiglione esercita il suo mandato al Parlamento europeo dal 20 luglio 1999 al 10 giugno 2001, quando si dimette in concomitanza con le elezioni politiche nazionali. Aderisce al gruppo parlamentare del Partito popolare europeo e lavora in diverse commissioni e delegazioni. La sua attività si esplica attraverso la presentazione di alcune interrogazioni e proposte di risoluzione e interventi in aula. Tra le principali una proposta di risoluzione contro la concessione di un brevetto sulla clonazione umana all'Università di Edimburgo e un intervento in aula sull'immigrazione e l'identità europea.[13]

L'UDC[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2001, Buttiglione è eletto alla Camera dei deputati nella coalizione della Casa delle Libertà.

Il 6 dicembre 2002, dalla fusione dei tre partiti CCD, CDU e Democrazia Europea nasce l'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), partito del quale è nominato presidente, carica confermatagli nel congresso del 2005 e che conserverà sino al congresso del 2014, al termine del quale gli succederà Gianpiero D'Alia.

Buttiglione ha ricoperto l'incarico di Ministro per i rapporti con l'Unione europea nel Governo Berlusconi II e di Ministro dei Beni Culturali nel Governo Berlusconi III.

La mancata nomina a Commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004, José Barroso lo incluse nella sua lista di nomine per la Commissione Barroso I, su indicazione del Governo Berlusconi II, come commissario per la giustizia, libertà e sicurezza. La nomina fu respinta dal Parlamento europeo per le posizioni di Buttiglione sull'omosessualità e il ruolo della donna[14]:

« come cattolico considero l'omosessualità un peccato, ma non un crimine »

Nella prima delle audizioni preliminari avanti la Commissione per le libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento europeo l'europarlamentare olandese Buitenweg (PSE) lo accusò di sostenere posizioni opposte a quelle della Commissione europea, sostenendo che aver definito in una conferenza teologica l'omosessualità come "indice di disordine morale" equivaleva a discriminarla come peccato.

Buttiglione si appellò alla distinzione tra legge e morale affermando che qualunque individuo poteva ritenere lui un "peccatore", e viceversa, purché il giudizio etico non avesse effetti legali né minasse i rapporti tra gli individui in quanto cittadini. Buttiglione dichiarò successivamente di considerare l'omosessualità un indice di disordine morale, pur dichiarandosi contrario a ogni discriminazione e dichiarò anche di non poter agire contro la propria coscienza per ragioni di convenienza politica.[15]

Dopo aver appreso la sua posizione, la commissione si espresse a maggioranza contro la sua nomina. Nei giorni successivi ad un convegno a Saint-Vincent Buttiglione dichiarò inoltre:

« I bambini che hanno solo una madre e non hanno padre sono figli di una madre non molto buona. E i bambini che hanno solo un padre non sono bambini perché un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare bambini[16][17] »

Anche alcuni colleghi del Partito Popolare Europeo iniziarono a ritirare il loro sostegno (quando non lo osteggiarono apertamente) tanto che c'era chi temeva per l'esito del voto di fiducia alla commissione Barroso.[18] Tuttavia la candidatura di Buttiglione fu difesa dal Presidente Barroso[19] e dal Partito Popolare Europeo nel suo insieme.[20]

Benché il parere della commissione parlamentare non fosse vincolante, il caso politico avrebbe indebolito la Commissione Barroso. Il parlamento europeo non può infatti sfiduciare il singolo commissario e vi era il rischio che rifiutasse l'intera commissione. Così il Governo Berlusconi II il 30 ottobre 2004 decise di ritirarne la candidatura, proponendo al suo posto Franco Frattini. Il centro-destra si difese presentando questo fatto come un complotto anti-cristiano e anti-italiano[21], nonostante sia il Presidente incaricato Barroso sia quello uscente Romano Prodi fossero cattolici, e quest'ultimo italiano.

Senatore UDC (2006-08)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto senatore per le liste dell'UDC nella regione Lombardia. Il 15 gennaio 2008, alla trasmissione "Primo Piano" di Rai3, si dichiara a favore di un provvedimento di sostanziale censura accademica (l'incompatibilità con l'assunzione della carica di direzione del CNR) per i 67 docenti che avevano espresso il loro dissenso verso il proprio Rettore nell'invitare Papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza di Roma[22].

Consigliere comunale a Torino (2006-08)[modifica | modifica sorgente]

A maggio 2006 è stato candidato della Casa delle Libertà a sindaco di Torino, in alternativa al primo cittadino uscente Sergio Chiamparino dei DS: Buttiglione ha ottenuto 136.134 voti con una percentuale del 29,4%, contro il 66,6% di preferenze per Chiamparino, risultando così sconfitto al primo turno.[23] Buttiglione ha ottenuto la carica di consigliere comunale, che ha esercitato presenziando in consiglio dal giugno 2006 al dicembre 2007. Il 27 febbraio 2008 si è dimesso dalla carica[24].

Deputato UdC (dal 2008)[modifica | modifica sorgente]

Rieletto con l'UdC alle elezioni politiche del 2008, il 6 maggio 2008 diviene vicepresidente della Camera dei deputati. Il 15 luglio 2009 la Camera approva una mozione (primo firmatario Rocco Buttiglione) che impegna il Governo italiano a promuovere la stesura e l'approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l'uso dell'aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire.[25][26]

Alle elezioni del 2013 viene rieletto alla Camera in Campania per l'UdC, alleata per l'occasione con la Scelta Civica con Monti per l'Italia, coagulatasi intorno al Presidente del Consiglio in carica Mario Monti, che era stato riproposto come candidato presidente anche dall'UdC.

A seguito dello scioglimento dell'alleanza politica tra UdC e Scelta Civica - sancito a novembre del 2013 dai membri di Scelta Civica più vicini a Monti[27] - Buttiglione, insieme agli altri eletti dell'UdC, aderisce al gruppo parlamentare Per l'Italia e insieme a Pier Ferdinando Casini, a febbraio del 2014, riallaccia i rapporti con il centrodestra.[28]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Avvenimento cristiano e fenomeno rivoluzionario. Lezioni sul marxismo. Testi del seminario condotto presso l'Universita Cattolica di Milano, 22-25 febbraio 1972, Milano, Comunione e liberazione, 1972.
  • I cattolici e la crisi della società italiana, con Augusto Del Noce, s.l., s.n., 1977.
  • Dialettica e nostalgia, Milano, Jaca Book, 1978.
  • La crisi dell'economia marxista. Gli inizi della Scuola di Francoforte, Roma, Studium, 1979.
  • Il pensiero di Karol Wojtyla, Milano, Jaca Book, 1982.
  • L'uomo e il lavoro. Riflessioni sull'enciclica "Laborem Exercens", Bologna, CSEO biblioteca, 1982.
  • Metafisica della conoscenza e politica in S. Tommaso d'Aquino, Bologna, CSEO, 1985.
  • Nuova evangelizzazione e dottrina sociale, Milano, Scuola di dottrina sociale, 1988.
  • Cattolici e politica, con Augusto Del Noce, Milano, Scuola di dottrina sociale, 1988.
  • La famiglia, un soggetto di azione sociale, testo di una lezione tenuta il 7 maggio 1987, in Luigi Giussani, Luigi Negri, Rocco Buttiglione, La famiglia, Milano, Quaderni di Litterae Communionis, n.3 1988
  • Traduzione italiana e saggio introduttivo a Josef Seifert: Essere e persona, Milano, Vita e Pensiero, 1989
  • Augusto Del Noce. Biografia di un pensiero, Casale Monferrato, Piemme, 1991. ISBN 88-384-1582-X
  • La crisi della morale, Roma, Dino, 1991.
  • L'uomo e la famiglia, Roma, Dino, 1991.
  • Il problema politico dei cattolici. Dottrina sociale e modernità, Casale Monferrato, Piemme, 1993. ISBN 88-384-1979-5
  • Giustizia e politica tra prima e seconda Repubblica, con Mario Luzi, Formello, SEAM, 1998. ISBN 88-8179-076-9
  • Il pensiero dell'uomo che divenne Giovanni Paolo II, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45382-6
  • Meridione. La grande occasione, a cura di e con Giuseppe Nistico e Antonio Marzano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001. ISBN 88-498-0132-7
  • I cattolici liberali nell'attuale contesto politico, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2007. ISBN 978-88-4982-018-8
  • Lo stato della democrazia nel mondo, con Gianfranco Fini e Carlo Galli, Roma, Armando, 2011. ISBN 97888-6081-812-6
  • La sfida. Far politica al tempo della crisi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012. EAN 9788849833720

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DEEN) about us, IAP. URL consultato il 2 marzo 2008.
  2. ^ Senate, IAP. URL consultato il 2 marzo 2008.
  3. ^ (EN) Rocco Buttiglione, Pontifical Academy of Social Sciences. URL consultato il 2 marzo 2008.
  4. ^ Honorary Doctorates, KUL. URL consultato il 3 febbraio 2008.
  5. ^ Biografia, Rocco Buttiglione. URL consultato il 3 febbraio 2008.
  6. ^ Fonte
  7. ^ Fondazione Augusto Del Noce
  8. ^ Fondazione Giovanni Paolo II - comitato scientifico
  9. ^ Bianco cede lo scudo crociato a Buttiglione
  10. ^ Nasce l'Udr
  11. ^ Buttiglione lascia il gruppo UDR e aderisce al gruppo misto
  12. ^ Buttiglione via dalla maggioranza
  13. ^ Parlamento europeo IV legislatura - scheda di Rocco Buttiglione
  14. ^ Buttiglione, debutto da commissario Attacchi sui gay e risposte in 5 lingue MATRIMONIO SOSTITUZIONE
  15. ^ Rocco Buttiglione: "the only thing I cannot do is to change my principles against my conscience for political convenience"
  16. ^ Franco Papitto, Madri single, bufera su Buttiglione, La Repubblica. URL consultato il 6 maggio 2009.
  17. ^ Buttiglione: "non critico le madri single"
  18. ^ Buttiglione contro le madri single "I bambini nascano in famiglia" - la Repubblica, 16 ottobre 2004
  19. ^ Barroso difende Buttiglione
  20. ^ Candidatura Buttiglione a rischio:contrari Pse e liberali, favorevole il Ppe
  21. ^ Pera: "Su Buttiglione congiura anti-cristiana" - Intervista a Marcello Pera, la Repubblica, 31 ottobre 2004
  22. ^ Lettera dei docenti della Sapienza a La Repubblica
  23. ^ Risultati Elettorali 2006 - Comune di Torino
  24. ^ Buttiglione lascia il Consiglio comunale
  25. ^ Il testo della mozione Buttiglione sull'aborto
  26. ^ Il dibattito alla Camera sulla mozione Buttiglione
  27. ^ I popolari abbandonano Monti
  28. ^ Di nuovo con Berlusconi per colpa di Renzi

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Argomenti generali[modifica | modifica sorgente]

La mancata nomina a Commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Segretario CDU Successore
nessuno 1995 - 2002 nessuno
Predecessore Presidente UDC Successore
nessuno dal 2002 in carica
Predecessore Ministro per le Politiche Europee della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Gianni Francesco Mattioli 11 giugno 2001 - 22 aprile 2005 Giorgio La Malfa
Predecessore Ministro per i Beni e le Attività Culturali Successore MiBAC.jpg
Giuliano Urbani 23 aprile 2005 - 2 maggio 2006 Francesco Rutelli
Predecessore Direttore de Il Sabato Successore
Alessandro Banfi 1993

Controllo di autorità VIAF: 54954378 LCCN: n78075983

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