Pier Ferdinando Casini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pier Ferdinando Casini
Pier Ferdinando Casini.jpg

Presidente dell'Internazionale Democratica Centrista
In carica
Inizio mandato 29 gennaio 2006
Predecessore José María Aznar

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 31 maggio 2001 –
27 aprile 2006
Predecessore Luciano Violante
Successore Fausto Bertinotti

Segretario del
Centro Cristiano Democratico
Durata mandato 18 gennaio 1994 –
31 maggio 2001
Predecessore carica non istituita
Successore Marco Follini

Dati generali
Partito politico DC (fino al 1994)
CCD (1994-2002)
UDC ( 2002-2008)
UdC (dal 2008)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Alma mater Università degli Studi di Bologna
Professione Dirigente, politico
sen. Pier Ferdinando Casini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Bologna
Data nascita 3 dicembre 1955 (58 anni)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Dirigente e politico
Partito UdC
Legislatura XVII
Gruppo Scelta Civica per l'Italia
Per l'Italia
Coalizione Con Monti per l'Italia
Circoscrizione Campania
Pagina istituzionale
on. Pier Ferdinando Casini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Bologna
Data nascita 3 dicembre 1955 (58 anni)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Dirigente e politico
Partito DC (IX-XI)
CCD (XI-XIV)
UDC (XIV-XV)
UdC (XVI)
Legislatura IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI.
Gruppo DC (IX-XI)
CCD (XI-XII)
Misto (XIII)
UDC (XI-XVI)
Coalizione Pentapartito (IX-XI),
PdL-PdBG (XII),
Polo per le Libertà (XIII),
Casa delle Libertà (XIV-XV), UdC-Terzo Polo (XVI)
Circoscrizione Lazio 1 (XIV)
X (Liguria)
Incarichi parlamentari

III Commissione (Affari esteri e comunitari) - Presidente

Pagina istituzionale

Pier Ferdinando Casini (Bologna, 3 dicembre 1955) è un politico italiano.

Nel corso della sua lunga carriera politica è stato Presidente della Camera dei deputati nella XIV Legislatura. Attualmente è Presidente della Commissione Esteri del Senato e leader dell'UDC, pur non ricoprendo cariche partitiche. Riveste anche il ruolo di Presidente onorario dell'Unione Interparlamentare e di presidente dell'Internazionale Democratica Centrista.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primogenito di Tommaso, insegnante di lettere e dirigente locale della Dc, e di Mirella Vai, bibliotecaria al Provveditorato, ha due sorelle e un fratello. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Galvani di Bologna, frequenta la Facoltà di Giurisprudenza nella stessa città, entrando nel contempo a far parte del direttivo nazionale giovanile della Democrazia Cristiana.

Democrazia Cristiana[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver ottenuto nel 1979 la laurea in giurisprudenza, nel 1980 comincia la sua attività politica nella Democrazia Cristiana come consigliere comunale a Bologna fino all'elezione alla Camera dei deputati nel 1983 con 34.000 voti. Formatosi politicamente nella corrente dorotea guidata da Antonio Bisaglia, dopo la scomparsa di quest'ultimo divenne fra i più stretti collaboratori di Arnaldo Forlani, che, da segretario del partito, lo inserirà nel 1989 nella direzione nazionale.

CCD. L'alleanza con Silvio Berlusconi. Presidente della Camera dei Deputati[modifica | modifica sorgente]

Nel 1993, con l'inizio della segreteria di Mino Martinazzoli in una Democrazia Cristiana provata da alcuni scandali e dalle indagini di Mani pulite e in crisi di consenso, insieme con Clemente Mastella Casini prende posizioni non in linea con la politica del partito, propendendo per un'alleanza con la Lega Nord di Umberto Bossi, il Movimento Sociale Italiano di Gianfranco Fini e la nuova formazione politica di Silvio Berlusconi, in un quadro politico tendenzialmente bipolarista per effetto della nuova legge elettorale che cambiava il sistema elettorale in senso maggioritario.

Motivato anche dal timore che la Democrazia Cristiana, alimentata dalla sua ala di sinistra, arrivasse a stringere alleanze con il Partito Democratico della Sinistra di Achille Occhetto, fuoriesce dal partito e, insieme a Mastella, mentre Martinazzoli fa nascere il Partito Popolare Italiano, fonda il 18 gennaio 1994 il Centro Cristiano Democratico. Viene eletto per la prima volta nel 1994 al Parlamento europeo e nella successiva legislatura del 1999, iscrivendosi al gruppo del Partito Popolare Europeo. In ambito nazionale, rieletto nella quota proporzionale nella XII Legislatura, appoggia il primo governo del suo alleato Berlusconi, e con lui non votò il successivo governo Dini.

Per le elezioni politiche del 1996 presenta il suo partito in una lista al proporzionale insieme ai Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttiglione. Dopo la sconfitta del Polo delle Libertà il suo partito partecipa all'opposizione ai governi dell'Ulivo, durante la quale si verifica anche la rottura con Mastella e parte del partito, che entrerà in alleanza con il centro-sinistra. Con la vittoria nella successiva legislatura della sua coalizione, il 31 maggio 2001 viene eletto Presidente della Camera dei deputati. Durante la sua presidenza, Marco Biagi gli scrive per comunicargli i suoi timori per non avere una scorta adeguata[1]. Biagi verrà ucciso dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002.

UDC[modifica | modifica sorgente]

Dal 2002 al 2007: prosecuzione dell'alleanza con la Casa delle Libertà[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 il CCD e CDU, insieme con Democrazia Europea, si fondono nell'UDC. Il 14 novembre 2002 Casini è protagonista di un evento storico mai avvenuto in precedenza: la visita di un Papa a Montecitorio[2]. L'appuntamento trae origine dall'invito rivolto dallo stesso Casini e dal Presidente del Senato Pera, che avevano rinnovato a Giovanni Paolo II quello già a suo tempo formulato dai predecessori Violante e Mancino.[3] Il 19 ottobre 2005, viene eletto Presidente dell'Unione Interparlamentare.

Il 28 gennaio 2006 viene eletto presidente dell'Internazionale Democristiana (IDC) succedendo a José María Aznar. Nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006, Casini ha ipotizzato insieme a Gianfranco Fini (ma in disaccordo con la Lega Nord), una designazione alternativa a quella di Berlusconi per la carica di Presidente del Consiglio dei ministri nel caso che gli alleati avessero raggiunto un numero di voti maggiore rispetto a quelli del partito di Berlusconi. L'UDC inserisce infatti il nome del suo leader nel nuovo simbolo del partito anche se, alla fine, verrà indicato nuovamente Silvio Berlusconi quale capo della coalizione.

2007-2008: la crisi del rapporto politico con Berlusconi[modifica | modifica sorgente]

Durante il III Congresso dell'UDC che si è svolto a Roma dal 13 al 15 aprile 2007 Casini ha chiesto esplicitamente ai delegati di consolidare la linea perseguita dal partito negli ultimi tempi, a guida di Casini e Cesa, dichiarandosi indipendenti dalla Casa delle Libertà e di intraprendere iniziative autonome nell'opposizione al centro-sinistra; contrapponendosi così a Carlo Giovanardi il quale ha chiesto una riapertura del dialogo con la CdL in nome del comune essere alternativi alla sinistra e di avviare un percorso di alleanza e collaborazione con tutti i soggetti che aderiscono al Partito Popolare Europeo e si richiamano all'area politica di centro.

La linea di Casini è risultata la più convincente tanto che Cesa è stato riconfermato segretario con l'86% dei delegati, mentre Giovanardi riceve il 14%. Nelle conclusioni, Casini definisce l'UDC non come il fine, ma come il mezzo per la costruzione di un partito dei moderati che abbia come riferimento il PPE, confermando le posizioni del partito sull'azione parlamentare e sulla distinzione rispetto agli altri partiti del centro-destra.

Nell'agosto 2007 viene coinvolto in un'inchiesta del settimanale L'espresso, nella quale si dimostra come egli abbia acquistato, insieme all'ex moglie, un intero palazzo in una prestigiosissima zona di Roma, intestando gli appartamenti alla stessa ex moglie, all'ex suocera e alle due prime figlie "a prezzi di saldo".[4][5]

Domenica 9 settembre 2007, all'indomani della manifestazione del V-Day, la definisce come «la più grande delle mistificazioni», una manifestazione «di cui dovremmo tutti vergognarci» e accusa i manifestanti - che avevano espresso dissenso nei confronti della Legge 30 - di aver attaccato la memoria del giuslavorista Marco Biagi ucciso nel 2002 dalle Nuove Brigate Rosse[6].

Dal 2008 al 2013: l'opposizione al Governo Berlusconi e l'appoggio a Monti[modifica | modifica sorgente]

Casini con Silvio Berlusconi nel dicembre 2008

In occasione delle elezioni parlamentari del 2008, Casini rompe definitivamente con la Casa delle Libertà di Berlusconi. Nasce così una nuova alleanza con la cosiddetta "Rosa Bianca" e i Circoli Liberal. Dalla loro unione nacque l'Unione di Centro. Casini viene candidato a premier ottenendo il 5,6% facendo eleggere 36 deputati e 3 senatori. Casini è eletto capogruppo dell'Unione di Centro alla Camera dei deputati, incarico che manterrà fino al 26 aprile 2012 quando gli subentra il vicecapogruppo vicario Gian Luca Galletti.

A seguito della polemica per la candidatura di Cuffaro, successivamente condannato a 7 anni di reclusione[7][8] per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio.[9], Casini si assunse in diretta televisiva la responsabilità politica per la candidatura.[10] Nonostante l’esito del voto che, nelle politiche del 2008[11], ha drasticamente ridotto la rappresentanza di tanti partiti, l’Unione di Centro ha confermato la sua presenza in Parlamento con oltre 2 milioni e mezzo di voti.

Contestando il "finto bipartitismo" e praticando in Parlamento un'"opposizione repubblicana", Casini e l’UDC hanno votato i singoli provvedimenti valutandoli di volta in volta. Con il progetto della Costituente di Centro[12] (di cui Pier Ferdinando Casini è uno dei promotori) l’Unione di Centro, contando sull’apporto di movimenti come la Rosa Bianca, i Circoli Liberal e rivolgendosi anche ai mondi dell’associazionismo civile e sociale - intende proporre un rilancio e un riscatto della politica con l’obiettivo di dar vita a un nuovo soggetto politico popolare e liberale, fondato sui valori che hanno generato la civiltà europea e in grado di raccogliere tutti i moderati italiani e gli "scontenti" dei due principali schieramenti.

Le elezioni europee e amministrative del giugno 2009[13] sono soddisfacenti per l’Unione di Centro, che registra da allora un significativo incremento di voti fino alle amministrative del maggio 2012, quando si conclude l'esperienza politica del Terzo Polo di cui l'UDC era la parte maggioritaria. Nonostante l'insistenza con cui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cerca di convincerlo a rientrare nella maggioranza di centrodestra, Casini rimane fermo nell'opposizione al Governo considerando ormai conclusa la stagione politica di Berlusconi.[14]

Nel novembre del 2011 spinge l'UDC ad appoggiare il governo tecnico presieduto da Mario Monti, che realizza una politica di estremo rigore sia nella fiscalità che nella spesa pubblica al fine di rispettare gli impegni assunti in sede comunitaria dal governo precedente e di evitare la fuoriuscita dall'euro. L'UDC entra così a far parte della "strana maggioranza", come definita dallo stesso Monti, composta da PdL, PD, UDC e FLI. Con una lettera indirizzata al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini il 30 marzo 2012, Pier Ferdinando Casini, primo fra tutti, rinuncia ad ogni beneficio connesso allo status di ex Presidente della Camera.[15]

Il 21 settembre 2012 è rieletto, all'unanimità, Presidente dell'Internazionale Democratica Cristiana[16]. Alle elezioni politiche del 2013 Casini si candida al Senato della Repubblica nella coalizione denominata Scelta Civica Con Monti per l'Italia, nella quale confluiscono anche gli esponenti dell'UDC. Viene eletto quale capolista nella Regione Basilicata e Campania, optando per quest'ultima.

Dal 2013: L'appoggio al Governo Letta. Presidente della Commissione Esteri del Senato.[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni politiche del 2013 hanno costituito per l'UDC una pesante sconfitta, con la rappresentanza parlamentare ridotta a 10 deputati e 3 senatori (compresi gli eletti all'Estero) e schiacciata dalla preponderanza della Scelta Civica di Monti con il quale vengono formati gruppi unitari sia alla Camera che al Senato. Per questo Casini decide di non partecipare al Consiglio nazionale del partito convocato subito dopo il voto per esaminare i risultati elettorali, al fine di consentire maggiore libertà a tutti i dirigenti nell'esprimere le proprie valutazioni.[17]

Casini, senza ricoprire più alcuna carica né istituzionale, né di partito, continua in Senato a impegnarsi nell'affrontare le questioni politiche via via all'ordine del giorno, come l'elezione del Presidente del Senato prima e poi di quello della Repubblica e infine nella formazione del Governo Letta, che ottiene l'appoggio della Scelta Civica e dell'UDC, la quale entra anche a far parte della compagine ministeriale con Giampiero D'Alia che diventa Ministro della Pubblica Amministrazione e Gian Luca Galletti Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Istruzione.

Il 7 maggio 2013 Casini viene eletto Presidente della Commissione Esteri del Senato. Fra gli altri provvedimenti adottati dalla Commissione sotto la sua presidenza vi è la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne e quella domestica.[18].Nel febbraio del 2014 ha guidato una delegazione di parlamentari come presidente della commissione in visita in India per verificare le condizioni dei due Marò italiani trattenuti per la crisi diplomatica Italia- India.

Conclusione del rapporto politico con Mario Monti[modifica | modifica sorgente]

A ottobre del 2013 si consuma la rottura dell'alleanza politica tra UDC e Scelta Civica di Monti[19], alleanza che sin dai primi giorni successivi alle elezioni aveva mostrato incrinature e difficoltà. Anche i gruppi parlamentari si separano e gli eletti dell'UDC vanno a confluire nel nuovo soggetto denominato Per l'Italia insieme ad alcuni ex montiani, come il ministro della Difesa Mario Mauro e Lorenzo Dellai.

2014: Ripresa dell'alleanza con il centrodestra e Silvio Berlusconi. L'appoggio al governo Renzi[modifica | modifica sorgente]

A febbraio del 2014, pur proseguendo l'appoggio dell'UdC al Governo di larghe intese presieduto da Letta, Casini annuncia l'intenzione di riallacciare l'alleanza politica con il centrodestra, nelle due componenti della rinata Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi e del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Secondo Casini ormai il sogno di dar vita a un polo autonomo di centro è tramontato per effetto dell'entrata in scena del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che ha occupato politicamente ed elettoralmente tutti gli spazi alternativi disponibili.[20]

Nel frattempo, però, Casini con l'UdC e il gruppo Per l'Italia concede il voto di fiducia anche al governo Renzi che conserva la stessa maggioranza del precedente governo Letta. All'interno del governo Renzi l'UdC ottiene il Ministero dell'Ambiente, assegnato a Gianluca Galletti.

Note familiari[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982, in vacanza sull'isola di Ponza, Casini conobbe Roberta Lubich, figlia del celebre cardiologo Turno Lubich, ex moglie dell'industriale del caffè Francesco Segafredo. I due convissero a Bologna per qualche tempo, prima di contrarre il matrimonio dal quale nacquero due figlie, Maria Carolina e Benedetta.

Dopo la separazione consensuale dalla Lubich, avvenuta nel 1998, e il successivo divorzio, Casini intraprese una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone, figlia del noto imprenditore ed editore romano Francesco Gaetano Caltagirone, con la quale si sposò nel 2007 con rito civile. Da questa unione è nata la figlia Caterina, nel mese di luglio 2004[21], e il figlio Francesco, nel mese di aprile 2008[22].

Prese di posizione[modifica | modifica sorgente]

La posizione sulla legge elettorale[modifica | modifica sorgente]

Casini propugna il ripristino del voto di preferenza, con l'introduzione, anche a livello nazionale, della doppia preferenza di genere e l'attribuzione del premio di maggioranza solo alle liste che ottengano una soglia minima di voti.[23]

La posizione sull'immigrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 Casini si dichiara favorevole al riconoscimento del cosiddetto "ius soli" nell'ordinamento giuridico italiano, cioè del principio per cui i bambini nati in Italia sono considerati per ciò solo cittadini italiani.[24]

La posizione sulle missioni di pace italiane all'estero[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 Casini prende posizione contro l'ipotesi di riduzione della partecipazione italiana alle missioni di pace all'estero.[25]

La posizione sulle coppie omosessuali[modifica | modifica sorgente]

Il leader dell'UDC da sempre si è opposto all'introduzione del c.d. "matrimonio omosessuale" nell'ordinamento italiano, affermando nel luglio del 2012 di ritenerlo incivile[26]. Questa posizione ha riscosso molto consenso, sollevando però anche critiche da parte di alcune associazioni di militanti gay e di esponenti del centrosinistra italiano.[27] Si è detto invece disponibile al riconoscimento di alcuni diritti alle coppie omosessuali,[28] ribadendo comunque di essere contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso affermando che vanno "contro il naturale diritto del bambino a ricevere l'affetto di un padre e di una madre".[29][30] Nel 2013, Casini si è nuovamente dichiarato contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, affermando: "È un egoismo che non sta in piedi, una sopraffazione da parte delle coppie omosessuali, che ovviamente non potrebbero garantire un'affettività completa come quella di un padre e di una madre".[31] Casini ha aggiunto che le adozioni gay sono «una violenza della natura sulla natura. È un'idea della società che abbrutisce, che non progredisce ma regredisce perché vuol dire che è più forte il desiderio di maternità che quello della tutela del bambino, e noi siamo dalla parte del bambino

La posizione sulla flessibilità del lavoro[modifica | modifica sorgente]

Casini si è detto favorevole all'introduzione di maggiore flessibilità sul mercato del lavoro e anche a maggiori possibilità di licenziamento per le imprese, purché accompagnate dal riconoscimento di un salario minimo garantito ai lavoratori licenziati.[32]

Stati Uniti d'Europa[modifica | modifica sorgente]

Il leader centrista auspica la trasformazione dell'Unione Europea in Stati Uniti d'Europa, con la creazione di un organismo effettivamente sovrano che si sostituisca ai singoli organi politici nazionali.[33]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Gran Croce dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania)
— 2002
Compagno d'Onore Onorario dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore Onorario dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 20 gennaio 2004
Gran Croce dell'Ordine reale norvegese al merito (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine reale norvegese al merito (Norvegia)
— 2001
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2002
Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 31 gennaio 2005
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede)
Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 2003

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le lettere di Marco Biagi al Presidente della camera Casini - La Repubblica
  2. ^ Il Papa a Montecitorio
  3. ^ "Quel giorno il suo carisma riempì l’Aula di Montecitorio"
  4. ^ "Case a politici e sindacalisti a prezzi super-scontati". URL consultato il 31/08/2007.
  5. ^ Case «scontate». Enti e politici nel mirino. URL consultato il 31/08/2007.
  6. ^ V-Day, Casini attacca: "Vergogna su Biagi" Sott'accusa un video sui lavoratori La Repubblica, 9 settembre 2007
  7. ^ Sentenza di primo grado" da RaiNews24
  8. ^ Prime reazioni dopo la sentenza" da Il fatto quotidiano, gennaio 2011
  9. ^ Casini non chiede scusa"
  10. ^ Spezzone da Annozero nel 2008"
  11. ^ Elezioni Politiche del 13-14 aprile 2008" Ministero dell'interno, aprile 2008
  12. ^ Appello per una Costituente di Centro" Udc-italia, 23 giugno 2008
  13. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009" Ministero dell'interno, giugno 2009
  14. ^ Casini: no a Berlusconi, meglio il Terzo Polo
  15. ^ Casini rinuncia ai privilegi
  16. ^ Udc, Casini confermato presidente dell'Internazionale Democratico-cristiana e di centro
  17. ^ Casini non si presenta al CN
  18. ^ Ratificata la Convenzione di Istanbul
  19. ^ Scelta Civica rompe con l'UDC
  20. ^ Casini: addio al sogno centrista, torno nel centrodestra
  21. ^ 'Ecco Caterina, figlia di Pierferdinando Casini e di Azzurra Caltagirone' Repubblica.it, 23 luglio 2004
  22. ^ 'È nato Francesco, il figlio di Casini ' Corriere.it, 4 aprile 2008
  23. ^ è stata proposta dai parlamentari del M5S il 29 maggio 2013. Tale coincidenza è stata accolta da Casini con il seguente tweet ironico: "Non dite a #Grillo che la sua proposta di #leggeelettorale ricalca quella dell'Udc, potrebbe restarne sconvolto.
  24. ^ chi nasce in Italia sia italiano
  25. ^ alla riduzione delle missioni italiane di pace
  26. ^ Il Messaggero - Casini apre a Bersani ma è duello sulle nozze gay
  27. ^ Il fatto quotidiano - Casini: “I matrimoni omosessuali sono incivili”. Bersani: “Faremo le unioni gay”
  28. ^ Casini: diritti alle coppie gay, ma non il matrimonio e l'adozione
  29. ^ Pier Ferdinando Casini contro matrimoni e adozioni gay: sono INCIVILI
  30. ^ Casini: "Adozioni gay sono contrarie al diritto del bambino a un'affettività paterna e materna"
  31. ^ Per Casini l'adozione da parte di coppie formate da persone omosessuali è una forma di egoismo
  32. ^ licenziamenti facili? Solo con salario minimo garantito
  33. ^ Servono gli Stati Uniti d’Europa

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente della Camera dei deputati Successore Logo della Camera dei deputati.svg
Luciano Violante 31 maggio 2001 - 27 aprile 2006 Fausto Bertinotti
Predecessore Presidente dell'Internazionale Democratica Centrista Successore
Marietta Giannakou dal 21 settembre 2012 in carica
Predecessore Segretario del Centro Cristiano Democratico Successore
nessuno 1994 - 2001 Marco Follini
Predecessore Capogruppo dell'Unione di Centro alla Camera dei deputati Successore
Luca Volontè 12 maggio 2008 - 26 aprile 2012 Gian Luca Galletti
Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Pomezia Successore
Enzo Savarese 2001 - 2006 nuova legge elettorale

Controllo di autorità VIAF: 41088721 SBN: IT\ICCU\CFIV\084293