V-Day

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Il simbolo dell'iniziativa

Il V-Day (abbreviazione di Vaffanculo-Day, che riprende nel simbolo la V di V per Vendetta)[1] è stata un'iniziativa politica italiana promossa dal comico Beppe Grillo e finalizzata alla raccolta di firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità dei parlamentari, i casi di revoca e decadenza dei medesimi e la modifica della legge elettorale.

Beppe Grillo al V-Day di Bologna

L'iniziativa, tenutasi l'8 settembre 2007[2] in numerose piazze italiane e presso diverse ambasciate italiane all'estero, e seguita in diretta televisiva da EcoTv, nei fatti è stata la prosecuzione dell'iniziativa Parlamento pulito che il comico genovese aveva condotto attraverso il suo blog.

Secondo quanto successivamente pubblicato dal blog di Grillo, durante l'iniziativa furono raccolte 336.144 firme,[3] di molto eccedenti le 50.000 necessarie alla presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare. Il successo dell'iniziativa oltrepassò le previsioni degli organizzatori, tanto che in diverse città andarono presto esauriti i moduli predisposti per la raccolta delle firme.

La campagna "Parlamento pulito"[modifica | modifica sorgente]

Già a giugno 2005 Beppe Grillo aveva lanciato, dal suo blog, la campagna "Parlamento pulito" con lo scopo di sensibilizzare i cittadini italiani riguardo alla presenza nel Parlamento italiano di oltre venti condannati in via definitiva. L'iniziativa aveva avuto una limitata copertura mediatica sulla stampa italiana. Dopo l'acquisto, mediante sottoscrizione promossa da Beppe Grillo, di uno spazio pubblicitario sull'International Herald Tribune per notificare l'iniziativa[4], l'emittente radiofonica pubblica britannica BBC Radio aveva intervistato lo stesso Grillo sul merito della campagna.[5]

Oggetto dell'iniziativa[modifica | modifica sorgente]

La proposta di legge popolare aveva l'obiettivo di introdurre:

  • il divieto di candidatura in Parlamento per i condannati, in via definitiva o non definitiva, per reati non colposi con pene superiori a 10 mesi e 20 giorni;
  • il limite di due legislature per i parlamentari;
  • la modifica della legge elettorale attraverso l'introduzione del voto di preferenza.

Secondo Il Sole 24 ORE la sola norma sul limite di legislature in Parlamento avrebbe interessato 119 dei senatori e 181 dei deputati in carica.[6]

Prima dell'iniziativa, Grillo aveva inviato via email il testo della proposta di legge a tutti i parlamentari, chiedendo loro una valutazione sui tre punti del provvedimento: le risposte arrivate furono 205, pari al 21% dei parlamentari contattati. Di questi, 109 si espressero a favore della non eleggibilità dei condannati in via definitiva, 82 per la limitazione a due legislature e 122 per l'introduzione della preferenza diretta.[7]

Copertura mediatica[modifica | modifica sorgente]

Il V-Day è stata tra le prime iniziative di natura politica in Italia ad utilizzare Internet come principale mezzo di diffusione.[8] L'iniziativa è stata promossa, oltre che sul blog di Beppe Grillo, anche mediante altri canali quali i Meetup e YouTube. Secondo i promotori, l'uso di Internet e il coinvolgimento della gente comune è stato indispensabile per superare l'ostracismo dei mass media tradizionali: con l'eccezione di qualche articolo di giornale apparso lo stesso giorno dell'iniziativa, non vi era stata alcuna copertura giornalistica dalla stampa e dalla televisione. Dopo il successo, i commenti della stampa furono invece numerosi.[9][10][11]

Adesioni[modifica | modifica sorgente]

Videomessaggio di Luciano Ligabue durante il V-Day a Bologna

Il V-Day raccolse l'adesione di numerose personalità, alcune delle quali produssero videomessaggi poi proiettati nelle piazze dell'iniziativa. Oltre ai sostenitori abituali delle "battaglie" del comico genovese e ai lettori del suo blog, il V-Day ha visto una inedita partecipazione da parte di esponenti del mondo della politica, dello spettacolo e del sociale, che hanno manifestato la propria opinione positiva per iscritto o tramite auto-interviste video, diffuse da Grillo tramite il suo blog e YouTube. Tra questi del procuratore generale della Corte dei Conti Claudio De Rose, del politico Antonio Di Pietro, dei giornalisti Massimo Fini e Milena Gabanelli, dei cantanti Fiorella Mannoia, Luciano Ligabue, Biagio Antonacci, Andrea Pellizzari[12], del presidente nazionale di Greenpeace Walter Ganapini, e dei presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e dell'Associazione Consumatori Utenti Gianni Cavinato.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Il V-Day raccolse diverse critiche da parte di esponenti della politica e del giornalismo.

In termini generali, Libero e Il Giornale avanzarono il sospetto che l'intera operazione costituisse l'avvio di una campagna elettorale che avrebbe portato alla candidatura di Beppe Grillo alle elezioni europee del 2009, con una propria lista o nell'Italia dei Valori.[13]

Nel merito del disegno di legge, le obiezioni furono in gran parte esplicitate nel documento pubblicato sullo stesso blog di Grillo con le risposte dei parlamentari[senza fonte]. La proposta di rendere non candidabili i condannati ereditò le critiche già formulate contro l'iniziativa Parlamento pulito che vertevano sull'equiparazione di reati gravi e meno gravi, di condanne e patteggiamenti (che per la legge vigente non hanno le caratteristiche delle prime), e sull'asserita violazione di due principi giuridici: la presunzione d'innocenza dell'imputato fino alla sentenza definitiva e quello in base al quale l'espiazione della pena restituisce piena cittadinanza al condannato (sebbene le condanne pregresse siano ostative per l'accesso a numerosi pubblici impieghi).[14] Circa la limitazione a due legislature degli incarichi parlamentari, le critiche vertevano sul rischio che una minore esperienza politica potesse ridurre l'efficienza complessiva delle istituzioni. Infine, l'introduzione del voto di preferenza venne considerata foriera di fenomeni di clientelismo e comunque inefficace a selezionare politici onesti e capaci: secondo Daniele Luttazzi[15] "l'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Beppe Grillo, Vaffanculo-Day, beppegrillo.it, 14 giugno 2007. URL consultato il 5 maggio 2013.
  2. ^ La scelta della data voleva essere un richiamo al Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 che determinò la fuga di Vittorio Emanuele III e lo sbandamento della nazione negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Visto il successo della manifestazione, gli organizzatori decisero di prolungare le attività anche per il giorno 9 settembre.
  3. ^ Le firme del V-Day dal Blog di Beppe Grillo
  4. ^ Beppe Grillo, Stand up! Clean up! The Parliament..., beppegrillo.it, 22 novembre 2005. URL consultato il 1 maggio 2013.
  5. ^ Beppe Grillo, Radio Londra, beppegrillo.it, 9 dicembre 2005. URL consultato il 5 maggio 2013.
  6. ^ Il Sole 24 Ore, Con la «ricetta Grillo» via un parlamentare su tre
  7. ^ Testo scaricabile (PDF) del sondaggio parlamentare, dal sito di Beppe Grillo.
  8. ^ Alberto Pepe e Corinna Di Gennaro. "Political protest Italian–style: The blogosphere and mainstream media in the promotion and coverage of Beppe Grillo’s V–day". First Monday. Volume 14, Number 12 - 7 December 2009.
  9. ^ V-day di ieri e di domani
  10. ^ Il Tg1 e lo spazio a Beppe Grillo Botta e risposta tra Riotta e Travaglio
  11. ^ Bestiario grillesco
  12. ^ Blog di Beppe Grillo - Aria fresca in Parlamento
  13. ^ Post del blog di Beppe Grillo dell'8 settembre
  14. ^ Eugenio Scalfari, L'invasione barbarica di Grillo, la Repubblica, 12 settembre 2007. URL consultato il 19 settembre 2007.
  15. ^ Si veda il post "Il cosa e il come", pubblicato sul suo blog l'11 settembre 2007 e due giorni dopo sul sito della rivista MicroMega

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]