Antonio Bisaglia

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on. Antonio Bisaglia
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Antonio Bisaglia
Luogo nascita Rovigo
Data nascita 31 marzo 1929
Luogo morte Santa Margherita Ligure
Data morte 24 giugno 1984
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Partito Democrazia Cristiana
Gruppo Democrazia Cristiana

Antonio Bisaglia (Rovigo, 31 marzo 1929Santa Margherita Ligure, 24 giugno 1984) è stato un politico italiano e Ministro della Repubblica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una famiglia di umili origini (il padre era ferroviere) e numerosa, Bisaglia studia in seminario; nel 1945 si iscrive all'Azione Cattolica.

Nel 1951 viene eletto consigliere nazionale del movimento giovanile democristiano.

Si laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova ed ottiene un incarico presso la Cassa Mutua dei Coltivatori Diretti di Rovigo che diviene la sua base elettorale.

Entrò in Parlamento nel 1963 e ricoprì ininterrottamente la carica di deputato fino alle elezioni del 1979, quando fu eletto senatore nel collegio di Bassano del Grappa e confermato alle successive elezioni del 1983.

Ha svolto incarichi di governo per circa 8 anni a partire dal 1972:

Si dimise da ogni carica di governo nel dicembre del 1980.

Si era anche fatto promotore di alcune istanze autonomiste della propria terra, il Veneto, sia per quanto riguarda un'ipotetica riforma federale[1], sia per una riorganizzazione della DC veneta sul modello bavarese della CSU.[2]

Il mistero della morte[modifica | modifica wikitesto]

Muore il 24 giugno 1984 a Santa Margherita Ligure, in circostanze non del tutto chiarite, ufficialmente cadendo in mare dal panfilo Rosalù, di proprietà della moglie Romilde Bollati di Saint Pierre (sposata l'anno prima), in seguito ad un'onda anomala mentre veleggiava nel golfo.

Al momento della morte rivestiva la carica di presidente del gruppo democristiano al Senato della Repubblica.

Il 17 agosto 1992 morì annegato, in circostanze misteriose nel lago di Centro Cadore, vicino a Domegge (BL), il fratello prete, don Mario Bisaglia.

Il 30 aprile 1993 morì annegato nel fiume Adige anche il suo ex segretario particolare, Gino Mazzolaio.

Eredità politica[modifica | modifica wikitesto]

Bisaglia è ricordato per aver allevato due giovani leve della Dc, di cui disse: «Ho due figli, uno bello e uno intelligente». Secondo la stampa quello bello era Pier Ferdinando Casini[3], quello intelligente era Marco Follini[4]; in effetti, dopo la rottura politica tra i due, la prima occasione di un incontro pubblico comune è stata proprio la commemorazione della morte di Bisaglia, a Rovigo, nel 2009[5].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giampaolo Pansa. Bisaglia, una carriera democristiana Sugarco Edizioni, Milano, giugno 1975;
  • Carlo Brambilla - Daniele Vimercati GLI ANNEGATI Il giallo dei Bisaglia e altri misteri Ed. Baldini&Castoldi;
  • Leonardo Raito - Laura Frigeri, Antonio Bisaglia nella storia della DC, Rovigo, Crams, 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Il Veneto sarebbe maturo per uno Stato federalista, ma questo Stato, centralista e burocratico, alla mia regione l'autonomia non la concederà mai".
  2. ^ Viene a cadere, con la scomparsa dei due (Bisaglia e Marcora), il progetto di una Dc modello Baviera: una sorta di Csu che dialoga con la Cdu (in questo caso la Dc romana) mantenendo una caratteristica regionale molto profonda.
  3. ^ Greta Privitera, "Berlusconi: «Casini è bello»", 22 gennaio 2010, consultabile alla URL ((http://www.style.it/news/le-notizie-del-giorno/2010/01/22/berlusconi-casini-e-bello.aspx)).
  4. ^ Cazzullo Aldo, "Casini politico dell'estate «Ma ora scelga di rischiare»", Corriere della Sera (17 agosto 2009), pagina 9.
  5. ^ ItaliaOggi, numero 154 pag. 5 del 1/7/2009, "Casini e Follini ri-uniti per Bisaglia", ove si legge anche che «sul Gazzettino di Venezia è apparso un appassionato ricordo di Toni Bisaglia, firmato a quattro mani da Follini e Casini. “Venticinque anni sono un tempo abbastanza lungo perché la polvere cancelli i ricordi”, hanno scritto i due irriducibili democristiani, sottolineando che loro lo hanno conosciuto “meglio”, volendo ricordarlo “come una figura significativa e non troppo lontana”.».
Predecessore Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste Successore Emblem of Italy.svg
Mario Ferrari Aggradi 14 marzo 1974 - 23 novembre 1974 Giovanni Marcora