Giovanni Lanza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni Lanza
Lanza iii.jpg

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 2 aprile 1860 –
17 dicembre 1860
Predecessore Urbano Rattazzi
Successore Urbano Rattazzi

Durata mandato 16 dicembre 1867 –
8 agosto 1868
Predecessore Adriano Mari
Successore Adriano Mari

Durata mandato 18 novembre 1869 –
15 dicembre 1869
Predecessore Adriano Mari
Successore Giuseppe Biancheri

Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia
Durata mandato 14 dicembre 1869 –
10 luglio 1873
Capo di Stato Vittorio Emanuele II
Predecessore Luigi Federico Menabrea
Successore Marco Minghetti

Dati generali
Partito politico Destra storica

Giovanni Lanza (Casale Monferrato, 15 febbraio 1810Roma, 9 marzo 1882) è stato un politico italiano. Tra gli altri incarichi ricoperti, è stato Presidente del Consiglio dei ministri dal 1869 al 1873, e deputato al Parlamento ininterrottamente dalla concessione dello Statuto fino alla sua morte. Durante il suo governo vi fu la Breccia di Porta Pia, compiendo così, nove anni dopo l'Unità d'Italia, l'ultimo atto del Risorgimento nazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento di Giovanni Lanza a Casale Monferrato

Pur conseguendo la laurea in medicina esercita la professione solo per pochi anni, preferendo impegnarsi alla sua tenuta agricola nella quale introduce moderni sistemi di coltivazione. Fa parte dell'Associazione agraria di Torino e ha il modo, di manifestare le sue idee liberali e patriottiche attraverso i giornali e i convegni del sodalizio. Nel 1848 aderisce come volontario ad una campagna militare e viene eletto deputato in diversi collegi dalla I alla XIV legislatura dove viene ogni volta riconfermato. Si schiera inizialmente con l'Estrema Sinistra, divenendo poi membro della Commissione, incaricata per far luce sulla sconfitta di Novara ed è contrario all'armistizio.

La sua propensione al conservatorismo illuminato, lo porta sempre più verso posizioni più moderate, fino a diventare uno dei padri del centrosinistra. Prende parte alla fondazione del giornale L'Opinione, appoggiando l'alleanza fra il Cavour ed il Rattazzi. Nel 1852 viene eletto vicepresidente della Camera, nel 1855 è il relatore dell'intervento in Crimea. Nel novembre 1855 viene nominato dal Cavour alla guida del ministero della Pubblica Istruzione che tiene sino al luglio del 1859, reggendo in diverse occasioni, anche l'interim delle Finanze.

Come ministro dell'Istruzione passa alla storia come un abile riformatore, azione che costituisce una solida base da cui muove in seguito il successore Gabrio Casati. Infatti, il 10 dicembre 1855, Lanza presentò un progetto di legge che riformava l'istruzione elementare, introducendo il principio di obbligatorietà scolastica e il controllo governativo sulla nomina e il licenziamento dei maestri. Una Commissione parlamentare però elaborò un "controprogetto", di cui fu relatore Luigi Amedeo Melegari, che eliminava il secondo punto della proposta di Lanza, considerato un'indebita ingerenza dello Stato nell'educazione nazionale, e sosteneva la necessità di una scuola intesa come servizio comunale, ma accettava comunque il principio di obbligatorietà scolastica.

Trovandosi a ricoprire la carica di responsabile delle Finanze alla vigilia della seconda guerra d'indipendenza, provvede allo stanziamento dei fondi necessari alla preparazione bellica. Dal 2 aprile 1860 al 17 dicembre 1860 viene eletto per la prima volta, Presidente della Camera dei deputati, riconfermato nell'incarico dal 16 dicembre 1867 all'8 agosto 1868 e, per la terza volta dal 18 novembre 1869 al 15 dicembre 1869. Viene poi eletto ministro dell'interno dal settembre 1864 all'agosto 1865 nel governo La Marmora, presentando in parlamento, la legge sul trasferimento di capitale da Torino a Firenze.

Dal 14 dicembre 1869 al 10 luglio 1873 viene eletto presidente del Consiglio. Il suo ministero viene caratterizzato con un programma di estrema economia, mantenendo una rigorosa neutralità nel conflitto franco-prussiano. Il 20 settembre 1870 riesce a ricongiungere Roma all'Italia. Gli si deve anche la legge delle Guarentigie che regolerà i rapporti con la Santa Sede fino ai Patti Lateranensi del 1929. Dopo il 1876 decise di dedicarsi soprattutto ad incarichi amministrativi nella natia Casale Monferrato. Dal 1878 è anche presidente dell'Associazione Costituzionale; muore a Roma il 9 marzo 1882.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1870
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1870
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1870

Alla memoria[modifica | modifica wikitesto]

La città di Torino gli ha dedicato un corso, come anche la natia città di Casale Monferrato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Camera dei deputati Successore
Urbano Rattazzi
Adriano Mari
2 aprile 1860 - 17 dicembre 1860
16 dicembre 1867 - 15 dicembre 1869
Urbano Rattazzi
Giuseppe Biancheri
Emblema della Regno d'Italia Predecessore: Presidenti del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia Successore: Stemma dei Savoia
Luigi Federico Menabrea 14 dicembre 1869 - 10 luglio 1873 Marco Minghetti I
Camillo Benso, conte di Cavour (1861-1861)  | Bettino Ricasoli (1861-1862)  | Urbano Rattazzi (1862-1862)  | Luigi Carlo Farini (1862-1863)  | Marco Minghetti (1863-1864)  | Alfonso La Marmora (1864-1866)  | Bettino Ricasoli (1866-1867)  | Urbano Rattazzi (1867-1867)  | Luigi Federico Menabrea (1867-1869)  | Giovanni Lanza (1869-1873)  | Marco Minghetti (1873-1876)  | Agostino Depretis (1876-1878)  | Benedetto Cairoli (1878-1878)  | Agostino Depretis (1878-1879)  | Benedetto Cairoli (1879-1881)  | Agostino Depretis (1881-1887)  | Francesco Crispi (1887-1891)  | Antonio di Rudinì (1891-1892)  | Giovanni Giolitti (1892-1893)  | Francesco Crispi (1893-1896)  | Antonio di Rudinì (1896-1898)  | Luigi Pelloux (1898-1900)  | Giuseppe Saracco (1900-1901)  | Giuseppe Zanardelli (1901-1903)  | Giovanni Giolitti (1903-1905)  | Tommaso Tittoni (1905-1905)  | Alessandro Fortis (1905-1906)  | Sidney Sonnino (1906-1906)  | Giovanni Giolitti (1906-1909)  | Sidney Sonnino (1909-1910)  | Luigi Luzzatti (1910-1911)  | Giovanni Giolitti (1911-1914)  | Antonio Salandra (1914-1916)  | Paolo Boselli (1916-1917)  | Vittorio Emanuele Orlando (1917-1919)  | Francesco Saverio Nitti (1919-1920)  | Giovanni Giolitti (1920-1921)  | Ivanoe Bonomi (1921-1922)  | Luigi Facta (1922-1922)  | Benito Mussolini (1922-1943)  | Pietro Badoglio (1943-1944)  | Ivanoe Bonomi (1944-1945)  | Ferruccio Parri (1945-1945)  | Alcide De Gasperi (1945-1946)
Predecessore Ministro dell'Interno del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Ubaldino Peruzzi 28 settembre 1864 - 1º settembre 1865 Giuseppe Natoli I
Antonio Starrabba, Marchesi di Rudinì 14 dicembre 1869 - 10 luglio 1873 Gerolamo Cantelli II

Controllo di autorità VIAF: 69731214 LCCN: n92002591 SBN: IT\ICCU\LO1V\155759