I Popolari di Italia Domani

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I Popolari di Italia Domani
Coordinatore Francesco Saverio Romano
Stato Italia Italia
Fondazione 28 settembre 2010
Dissoluzione 19 novembre 2013
Sede Corso Vittorio Emanuele II, 229
00186 Roma
Ideologia Cristianesimo democratico, Popolarismo
Collocazione Centro / centro-destra
Seggi massimi Camera
4 / 630
Seggi massimi Senato
1 / 315
Seggi massimi Europarlamento
1 / 73
Sito web www.ipopolariditaliadomani.it

I Popolari di Italia Domani (PID) è stato un partito politico italiano d'ispirazione democristiana, nato da una costola dell'UdC il 28 settembre 2010.[1][2] e presentato ufficialmente il 7 ottobre successivo[3].

I suoi componenti abbandonano il ruolo di opposizione e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra di Silvio Berlusconi; come primo atto votano la fiducia al Governo Berlusconi IV.

I principali fondatori sono parlamentari campani e siciliani che fanno capo all'ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, già vicesegretario nazionale dell'UDC.

Al PID aderiscono quattro deputati, Francesco Saverio Romano, Giuseppe Drago, Michele Pisacane, Giuseppe Ruvolo, una senatrice, Maria Pia Castiglione, un europarlamentare, Antonello Antinoro[4] e quattro deputati regionali siciliani.[5]

Coordinatore Nazionale è Saverio Romano, già segretario regionale dell'UDC siciliana.[6] Presidente, fino al suo abbandono, è stato Calogero Mannino.[7]

Nel 2012 il PID dà vita, insieme ad Azione Popolare di Silvano Moffa, al Movimento Cristiano Lavoratori di Carlo Costalli ed al Patto Cristiano Esteso di Massimo Ripepi, ad una federazione denominata Cantiere Popolare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi malumori nell'UdC[modifica | modifica wikitesto]

Il dissenso dei futuri aderenti al PID esplode pubblicamente l'11 settembre 2010 con l'intervento di Saverio Romano al I «Laboratorio di idee» dell'UdC (Chianciano Terme, 10-12 settembre 2010)[8][9]. Emerge così il malumore che da tempo covavano alcuni esponenti dell'UDC, in particolare dei dirigenti siciliani dell'area cuffariana, per i quali la linea del partito si stava spostando pericolosamente a sinistra[10]. Il dissenso abbraccia anche il progetto del Partito della Nazione e l'opposizione al governo Berlusconi IV[11].

Il leader UdC Casini il giorno dopo dallo stesso palco di Chianciano ribadisce la sua linea: «Lo zio Silvio si deve aiutare da solo, ci hanno offerto di tutto ma noi non siamo quelli per l'aggiungi un posto a tavola. (...) Rimaniamo con la barra al centro[12][13].

In quelle stesse ore, la spaccatura appare ancora più evidente in Sicilia dove l'UdC vicina a Casini, che contava quattro deputati regionali contro i sei del segretario regionale Romano, decide di sostenere il quarto governo Lombardo composto di soli tecnici ed appoggiato anche da MpA, ApI, FLI e PD[14]. Questa operazione è vista da Romano come la prova dell'avvicinamento dell'UdC al PD che così si dimette da segretario regionale non escludendo, in vista del voto di fiducia di Berlusconi del 29 settembre, di creare una nuova formazione politica che riunisca i delusi del partito[15].

La linea di Romano in Sicilia di fatto è maggioritaria: per il segretario regionale simpatizzano nove deputati regionali, tre presidenti di provincia, 42 sindaci e oltre 500 tra assessori e consiglieri comunali sparsi nei 390 Comuni siciliani; mentre con Casini ci sono il senatore Gianpiero D'Alia, il deputato Giovanni Ardizzone, una quarantina di amministratori e cinque sindaci per lo più della provincia di Messina[16].

Il 15 settembre il deputato campano Michele Pisacane rilascia un'intervista a la Repubblica[17] che gli costa l'espulsione dall'UDC[18].

Intanto fra Casini e Cuffaro la rottura è anche sul piano personale[19].

Il 25 settembre Casini e Buttiglione sono a Messina insieme a Giuseppe Naro e Giampiero D'Alia per intervenire al convegno UdC La responsabilità al Centro[20]. Per il leader centrista il nuovo Partito della Nazione «non si allea con chi come Berlusconi ha fallito e nemmeno con il PD di Bersani che vuole fare un'alleanza con la sinistra estrema e l'IdV Di Pietro». Al contempo è cosciente che «nell'UdC ci sono dissensi con amici che hanno fatto cose importanti e che meritano il nostro rispetto, ma non possiamo cambiare strada e aggregarci con chi ha fallito». Mentre il presidente Buttiglione aggiunge: «Vogliamo un partito che dia un taglio a ogni possibile rapporto con aree equivoche della vita siciliana e con una certa politica clientelare. Mi dispiace che alcuni amici non condividano questo percorso, ma nessuno di loro potrà dire che va via perché vogliamo fare un governo con la sinistra. Se domani ci fossero le elezioni, noi andremmo da soli. Il governo regionale di Lombardo? Mi pare che si sia liberato dalla cappa del sistema dei partiti e che adesso possa cambiare passo»[21].

La scissione e l'entrata in maggioranza[modifica | modifica wikitesto]

Tre giorni dopo i dissidenti siciliani ufficializzano la scissione dall'UdC[22].

I parlamentari del nuovo PID si iscrivono subito al gruppo Misto ed il giorno dopo esprimono la loro fiducia al Governo Berlusconi IV[23].

Il 7 ottobre viene presentato il nuovo simbolo[3] e l'11 al Teatro Franco Zappalà di Palermo si tiene la prima assemblea programmatica[24][7].

Il 25 ottobre Casini ufficializza il nuovo gruppo dell'UdC all'ARS formato da cinque deputati regionali a lui fedeli e chiamato UDC verso il Partito della Nazione[25].

Il 20 ottobre le componenti parlamentari di PID e Noi Sud annunciano un patto federativo e la nascita di una componente unica del gruppo misto formata da undici deputati. Rappresentante della componente e vicepresidente del gruppo misto sarà Luciano Mario Sardelli, vice Giuseppe Ruvolo e tesoriere Michele Pisacane. Alla componente aderisce anche l'ex IdV Americo Porfidia[26]. Il 9 dicembre 2010 la componente si allarga a dodici deputati con l'ingresso di Antonio Razzi, ex esponente dell'Idv.

Il 3 novembre viene arrestato Fausto Fagone, deputato all'ARS e già in giugno rinviato a giudizio per abuso di ufficio, truffa aggravata, falso materiale e ideologico, e frode in pubblica fornitura nel periodo in cui era sindaco di Palagonia. Stavolta l'accusa per Fagone è di aver «intrattenuto strettissimi rapporti con Rosario Di Dio scarcerato nel 2003 dopo una detenzione per mafia», tanto che il boss «ha curato la campagna elettorale di Fagone e si è attivamente adoperato nella individuazione delle più opportune alleanze, curando anche i rapporti tra il politico e gli imprenditori per consentirgli all’epoca della sua sindacatura di ottenere una rendita costante nel tempo»[27]. I PID ribadiscono subito la loro vicinanza a Fagone, ma questi come deputato viene sospeso e sostituito da Salvatore Giuffrida rimasto nell'UdC[28].

Il 14 dicembre 2010 il partito vota compatto la fiducia a Berlusconi.

L'adesione ad Iniziativa Responsabile e Romano ministro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Iniziativa Responsabile.

Il 21 gennaio 2011 gli esponenti del PID sono tra i promotori della costituzione del gruppo parlamentare, insieme a Noi Sud ed agli ex FLI di Silvano Moffa, Iniziativa Responsabile (poi detto Popolo e Territorio). Mannino però rifiuta di aderire, anche se continuerà a sostenere la maggioranza di governo, insieme ad Antonio Gaglione e Francesco Nucara, che pure non hanno aderito al gruppo, assicurando però l'appoggio al governo Berlusconi IV[29].

Il 22 gennaio 2011 il senatore Salvatore Cuffaro viene definitivamente condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Nelle ultime ore di libertà Cuffaro ha avuto sempre vicino il leader PID Saverio Romano[30]. Decaduto da senatore, a Cuffaro succederà Maria Pia Castiglione, la quale, insieme a Cuffaro, ha lasciato l'Unione di Centro aderendo al nuovo partito, permettendogli così di mantenere un seggio al Senato, insieme ai 5 della Camera dei Deputati[31].

Il 2 marzo 2011 il PID aderisce al gruppo parlamentare del Senato denominato Coesione Nazionale, nato a sostegno della maggioranza di governo di Silvio Berlusconi e simile per le caratteristiche a quello di Iniziativa Responsabile (poi detto Popolo e Territorio) presente alla Camera dei Deputati[32].

Il 14 marzo il presidente del PID, Calogero Mannino, annuncia l'abbandono del partito per lavorare alla fondazione di Iniziativa Popolare. A detta di Mannino «il Pid non ha mai preso consistenza. È stato purtroppo attraversato dalla conclusione della dolorosa vicenda giudiziaria di Totò Cuffaro, ma più ancora è stato riassorbito dall'esigenza di Berlusconi di organizzare un gruppo parlamentare per fronteggiare l'emorragia dei finiani». Questi giudizi vengono accompagnati dall'esigenza di un riavvicinamento all'UdC e all'MpA[33].

Il 23 marzo 2011 il leader del PID Saverio Romano viene nominato Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del Governo Berlusconi IV. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso delle riserve sulla nomina, per via dei procedimenti giudiziari penali pendenti su Romano[34][35]. Il 26 ottobre 2011 il segretario regionale siciliano del partito e deputato all'ARS, Nino Dina, lascia il PID per tornare nell'Unione di Centro[36].

L'adesione a Cantiere Popolare[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 gennaio 2012 viene annunciata la nascita del nuovo soggetto politico "Cantiere Popolare", al quale aderiscono PID, Azione Popolare (AP), Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) e Patto Cristiano Esteso (PACE).[37] Il movimento parteciperà alle elezioni amministrative del 2012 in Sicilia del 6-7 maggio ed alle successive elezioni regionali in Sicilia del 28-29 ottobre a sostegno del candidato presidente del centrodestra Nello Musumeci, raccogliendo il 5,85% dei voti e riuscendo ad eleggere 5 deputati nell'Assemblea Regionale Siciliana.

L'adesione a Forza Italia[modifica | modifica wikitesto]

A fine ottobre 2013 il gruppo dirigente del partito decide di partecipare al rilancio di Forza Italia, confluendo così nel nuovo partito.[38][39]

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo del Partito Popolare Europeo

VII legislatura
1 europarlamentare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^  "Popolari per l'Italia di Domani". Presentazione della nuova componente parlamentare alla Camera dei Deputati. Radio Radicale, 28 settembre 2010. URL consultato in data 2 settembre 2013.
  2. ^ Mannino contro Casini "Ha l'invidia di Follini", newrassegna.camera.it. [collegamento interrotto]
  3. ^ a b Giacinto Pipitone, Ecco il simbolo del Pid in Giornale di Sicilia (Palermo), 8 ottobre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  4. ^ Antinoro: Progetto di rete Italia troverà sostegno del PID al parlamento europeo, ipopolariditaliadomani.it. [collegamento interrotto]
  5. ^ Udc: deputati lasciano gruppo Ars, nasce quello del Pid in Giornale di Sicilia (Palermo), 28 settembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  6. ^ Conferenza stampa di Francesco Saverio Romano sulle sue dimissioni da segretario regionale dell'Udc in Sicilia, Radio Radicale, 22 settembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  7. ^ a b Massimo Lorello, Il dopo Udc parte senza Cuffaro in la Repubblica, 12 ottobre 2010, p. 6. URL consultato il 2 settembre 2013.
  8. ^ Intervento di Romano nell'ambito di "Ricostruiamo l'Italia" 1° Laboratorio delle idee - Al centro la responsabilità nazionale, Radio Radicale, 11 settembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  9. ^ I siciliani dell'UDS: mai con la Sinistra, newrassegna.camera.it. [collegamento interrotto]
  10. ^ Antonio Fraschilla, Udc, la fronda dei siciliani contro Casini 'Non può scaricarci per allearsi con il Pd' in la Repubblica (Palermo), 10 settembre 2010, p. 4. URL consultato il 2 settembre 2013.
  11. ^ Guerzoni Monica, omano, il «ribelle»: l'Udc sbaglia linea in Corriere della Sera (Chianciano Terme), 13 settembre 2010, p. 9. URL consultato il 2 settembre 2013.
  12. ^  Un partito nuovo per la Nazione - Ultima giornata di "Ricostruiamo l'Italia" 1° Laboratorio delle idee - Enrico Mentana intervista Pier Ferdinando Casini. Radio Radicale, 12 settembre 2010. URL consultato in data 2 settembre 2013.
  13. ^ Alberto D'Argento, Casini: Berlusconi tenta di comprarci in la Repubblica (Chianciano Terme), 13 settembre 2010, p. 9. URL consultato il 2 settembre 2013.
  14. ^ Antonella Romano, Nuova grana per Lombardo l'Udc siciliana si spacca in due in la Repubblica, 14 settembre 2010, p. 5. URL consultato il 2 settembre 2013.
  15. ^ Romano resta nell'Udc e critica Casini: «In Sicilia un ribaltone» in Il Tempo, 23 settembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  16. ^ L'impari sfida tra i siciliani dell'Udc contro Casini un esercito da 400 mila voti in la Repubblica, 15 settembre 2010, p. 4. URL consultato il 2 settembre 2013.
  17. ^ Antonello Caporale, Sto nell' Udc tratto col Pd e forse voto Pdl in la Repubblica, 15 settembre 2010, p. 4. URL consultato il 2 settembre 2013.
  18. ^ Emanuele Lauria, Carmelo Lopapa, Silvio guida la caccia agli ascari l'Udc espelle il transfuga Pisacane in la Repubblica (Roma), 16 settembre 2010, p. 7. URL consultato il 2 settembre 2013.
  19. ^ Emanuele Lauria, 'Totò è un peso'. 'Prego per Pier' Casini-Cuffaro, così finisce un idillio in la Repubblica (Palermo), 18 settembre 2010, p. 5. URL consultato il 2 settembre 2013.
  20. ^ La responsabilità al centro. L'UdC dice no al bipolarismo e alla politica morta, messinanotizie.it. [collegamento interrotto]
  21. ^ Antonio Fraschilla, Casini battezza il dopo-Cuffaro in la Repubblica (Messina), 26 settembre 2010, p. 6. URL consultato il 2 settembre 2013.
  22. ^ Antonella Romano, Romano battezza la scissione nell'Udc in la Repubblica (Palermo), 29 settembre 2010, p. 4. URL consultato il 2 settembre 2013.
  23. ^ Gianluca Luzi, Il governo ottiene la fiducia finiani e Mpa determinanti Berlusconi: mai comprato voti in la Repubblica (Roma), 30 settembre 2010, p. 2. URL consultato il 2 settembre 2013.
  24. ^ Assemblea programmatica de I Popolari di Italia Domani, Radio Radicale, 11 ottobre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  25. ^ Palermo, Casini battezza all'Ars nuovo gruppo parlamentare Udc, Palermo, Unione di Centro, 25 ottobre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  26. ^ Camera: Nuovo gruppo Noi Sud, Roma, AgenParl, 20 ottobre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  27. ^ Politica e appalti, scacco alla mafia etnea 47 arresti: c'è anche il deputato Fagone in Corriere del Mezzogiorno (Catania), 3 novembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  28. ^ Antonio Fraschilla, In un mese quattro indagati per mafia all'Ars riesplode la questione morale in la Repubblica (Palermo), 4 novembre 2010. URL consultato il 2 settembre 2013.
  29. ^ Camera: nasce gruppo dei 'responsabili' in ANSA (Roma), 20 gennaio 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  30. ^ Mafia: Romano (Pid) a casa Cuffaro, atteggiamento rispettoso con giudici in la Repubblica (Palermo), 22 gennaio 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  31. ^ Come Cuffaro è siciliana e medico: Castiglione è la nuova senatrice Pid in Corriere del Mezzogiorno (Palermo), 22 gennaio 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  32. ^ Senato, nasce "Coesione nazionale" Dentro i fuorisciti da Futuro e libertà in la Repubblica, 26 febbraio 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  33. ^ Giacinto Pipitone, Mannino, addio al Pid: "Nascerà movimento di ispirazione cattolica" in Giornale di Sicilia (Palermo), 14 marzo 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  34. ^ Romano ministro dell'Agricoltura via libera con riserve da Napolitano in la Repubblica (Roma), 23 marzo 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  35. ^ Emanuele Lauria, L'erede di Mannino e Cuffaro indagato per mafia e corruzione in la Repubblica (Palermo), 23 marzo 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  36. ^ Dina torna nell’Udc, LiveSicilia.it, 26 ottobre 2011. URL consultato il 2 settembre 2013.
  37. ^ Pid: "Nasce il cantiere popolare", LiveSicilia.it, 4 gennaio 2012. URL consultato il 2 settembre 2013.
  38. ^ Il Pid-Cantiere Popolare si fonde con Forza Italia. Il senatore Ruvolo tra i firmatari del documento
  39. ^ Forza Italia, i dirigenti del Pid aderiscono al partito di Berlusconi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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