Voto di preferenza

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Il voto di preferenza è il voto espresso da un elettore per un candidato all'interno di una lista elettorale.

Il sistema elettorale usato per una determinata elezione può prevedere o non prevedere il voto di preferenza. Se lo prevede, tra i candidati presenti in ciascuna lista vengono eletti quelli che hanno ottenuto più voti di preferenza, in numero pari agli eletti spettanti alla lista in base ai voti da essa ottenuti. Se non lo prevede, gli eletti vengono scelti in base all'ordine in cui compaiono in lista; in questo caso si parla di lista bloccata.

Il voto di preferenza è proprio dei sistemi elettorali di tipo proporzionale; non si applica ai sistemi elettorali maggioritari, nei quali vengono eletti tutti i candidati della lista vincente e quindi non si pone il problema di scegliere tra di loro.

Sull'opportunità di consentire il voto di preferenza vi sono argomenti sia a favore sia contro. Da un lato esso conferisce all'elettore un maggiore potere di scelta, permettendogli di scegliere non solo la lista, ma anche le persone da eleggere all'interno della lista; in regime di liste bloccate questa scelta è invece compiuta dalle segreterie dei partiti. Dall'altro lato, però, alcuni paventano che il voto di preferenza possa alimentare la corruzione e il voto di scambio come metodi a cui alcuni candidati potrebbero ricorrere per prevalere sugli altri.

Per ridare agli elettori il potere di scegliere gli eletti anche in presenza di liste bloccate, alcuni suggeriscono di ricorrere alle elezioni primarie per la compilazione delle liste. Questo sistema però non elimina i timori di corruzione e voto di scambio, in quanto la competizione tra i candidati non verrebbe eliminata, ma soltanto spostata dalle elezioni politiche alle primarie.

Indice

[modifica] Il voto di preferenza nei vari Paesi

[modifica] Italia

In Italia, la legge elettorale (proporzionale) per le elezioni politiche nazionali prevedeva fino al 1993 la possibilità di esprimere fino a quattro voti di preferenza, scrivendo sulla scheda elettorale i cognomi dei candidati prescelti oppure i loro numeri di lista. Il referendum tenuto nel 1991 aveva modificato la legge consentendo un solo voto di preferenza; questa normativa però fu applicata una sola volta in quanto prima delle elezioni svoltesi nel 1994, è stata varata una nuova legge elettorale che ha introdotto un sistema misto maggioritario-proporzionale con liste bloccate, eliminando quindi completamente il voto di preferenza. Anche la successiva legge elettorale entrata in vigore nel 2005 ha mantenuto il sistema delle liste bloccate. Il voto di preferenza è invece tuttora previsto dai sistemi elettorali usati per le elezioni comunali, regionali ed europee.

[modifica] Belgio

Nelle elezioni in Belgio non esiste una limitazione ai voti di preferenza: sulla scheda elettorale sono scritti tutti i nomi dei candidati e l'elettore può esprimere la preferenza per quanti candidati vuole all'interno di una stessa lista. È vietato votare per candidati di diverse liste, questo voto è dichiarato nullo.

Fino al 1991, non era possibile esprimere più di un voto di preferenza alle elezioni legislative (Camera e Senato), ma era possibile votare per un candidato della lista degli effettivi e per uno della lista degli supplenti, dello stesso partito. A partire dal 1991 il sistema di voto è diventato lo stesso per tutte le elezioni.

I voti per la lista sono ridistributi tra i primi candidati della lista. Il sistema di ridistribuzione è stato cambiato alcune volte per dare più peso ai voti di preferenza e meno ai voti di lista. Quindi le campagne elettorali sono adesso molto piu individuali: ciascun candidato fino all'ultimo della lista può sperare di essere eletto.

[modifica] Olanda e Paesi scandinavi

In questi paesi è consentito esprimere un voto di preferenza; tale voto è anche obbligatorio.

[modifica] Lussemburgo

Per le elezioni comunali in Lussemburgo è possibile votare per più di un candidato, anche di diverse liste.

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