Palazzo Montecitorio
Coordinate: 41°54′5″N 12°28′43″E / 41.90139°N 12.47861°E
Palazzo Montecitorio è un edificio di Roma in cui ha sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Origine e periodo pontificio
La storia del palazzo inizia nella prima metà del Seicento quando Innocenzo X commissionò a Gian Lorenzo Bernini di realizzare una residenza per la famiglia Ludovisi.[1]
È ancora discussa l'origine del toponimo della modesta altura sulla quale fu costruito il palazzo: c'è chi ritiene che in epoca romana vi si svolgessero le assemblee elettorali (da cui "mons citatorius") e chi pensa che il nome deriverebbe dal fatto che vi venivano scaricati i materiali di risulta della bonifica del vicino Campo Marzio ("mons acceptorius").
Il Bernini, straordinario interprete del barocco romano, realizzò un edificio che, sia nella struttura che nelle decorazioni, si adatta alla morfologia del territorio. La facciata del palazzo, lievemente curva, segue l'andamento della collina artificiale e gli elementi di pietra appena sbozzata, dai quali fuoriescono foglie e rametti spezzati, simulano un edificio costruito nella viva roccia.
Morto il papa nel 1655, i lavori dovettero essere interrotti bruscamente a causa delle difficoltà economiche dei Ludovisi, per essere ripresi più di trent'anni dopo per volere di Innocenzo XII (famoso per il suo antinepotismo), che originariamente intendeva destinare il palazzo come ospizio per i poveri per decidere in seguito di installarvi il massimo organismo dell'amministrazione della giustizia: la Curia Pontificia (che rimase a lungo denominata Curia innocenziana).
Dopo la morte di Bernini, il progetto passò a Carlo Fontana che modificò profondamente il progetto originale, conservando comunque la caratteristica facciata convessa e aggiungendovi il campanile a vela. La Curia fu inaugurata nel 1696. Oltre ai tribunali pontifici, il palazzo fu anche sede del Governatorato di Roma e della direzione di polizia[2], assumendo così un ruolo di spicco nella vita giudiziaria e amministrativa del governo pontificio.
[modifica] Dopo il Risorgimento
Con l'Unità d'Italia, Palazzo Montecitorio fu espropriato dallo Stato italiano e destinato ad ospitare la Camera dei deputati (vennero scartati nella scelta Palazzo Venezia e il Campidoglio). Le modifiche necessarie alle nuove mansioni del palazzo vennero compiute rapidamente, il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato a un poco noto ingegnere dei lavori pubblici, Paolo Comotto, che costruì nel cortile una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno, inaugurata il 27 novembre 1871. La nuova aula si dimostrò tuttavia inadeguata, dotata di una pessima acustica, freddissima d'inverno e troppo calda d'estate. Inoltre, a causa di copiose infiltrazioni d'acqua, fu dichiarata pericolante e chiusa nel 1900. Nel frattempo, fallito un tentativo di costruire un nuovo palazzo del Parlamento in Via Nazionale venne costruita una nuova aula provvisoria in via della Missione, e solo nel 1918 fu inaugurata la sede definitiva nel Palazzo Montecitorio.
I lavori di ampliamento del palazzo furono affidati all'architetto palermitano Ernesto Basile, esponente di primo piano della stagione liberty italiana, che eseguì importanti interventi costruendo un nuovo edificio alle spalle dell'originale. Basile mantenne infatti solo la parte frontale del palazzo berniniano, riducendo invece il cortile e demolendo le ali e la parte posteriore, innalzando, sulla piazza del Parlamento, il nuovo corpo di fabbrica caratterizzato da quattro torri angolari rivestite in mattoni rossi e travertino. All'interno di questo blocco Basile collocò l'aula delle sedute, illuminata da uno straordinario lucernario a ventaglio in stile liberty, il famoso Velario di Giovanni Beltrami.
Sotto il velario in vetro colorato di Beltrami fu posto un fregio pittorico, che circonda l'aula in alto: l'autore era Aristide Sartorio ed il fregio era dedicato alla storia del popolo italiano[3].
Insieme a Basile collaborarono anche altri artisti, tra i quali Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste, autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore.
Il pannello bronzeo dell'Aula, posto alle spalle dello scranno del Presidente è intitolato: "La glorificazione della dinastia sabauda", è opera del torinese Davide Calandra ed è stato fuso a Pistoia[4].
A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico", lungo ed imponente, posto sul diametro dell'emiciclo e centro informale della vita politica italiana, caratterizzato da un pavimento in marmo siciliano, che deve la curiosa denominazione alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento.
[modifica] Descrizione
Le più importanti sale di rappresentanza si trovano al secondo piano, insieme agli uffici del Presidente e dei componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Segretario generale.
Attraverso uno scalone monumentale, si accede al cosiddetto corridoio dei busti, lungo il quale sono esposti una trentina di busti in bronzo e marmo di illustri deputati.
Un altro salone è chiamato "della Lupa", l'ambiente più ampio dell'ala berniniana, che deve il suo nome alla presenza di una scultura in bronzo della lupa capitolina. Qui fu proclamato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e si svolgono ancora oggi riunioni importanti. A sinistra del salone della Lupa si affaccia la Biblioteca del Presidente, dove si tengono le riunioni dell'Ufficio di Presidenza e degli altri organi della Camera. Sul lato destro è invece situata la Sala Aldo Moro. L'intitolazione della storica sala è avvenuta il 13 maggio 2008, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, quando ricorreva il trentesimo anniversario della scomparsa del politico. La sala, che prima era soprannominata Sala gialla per il colore della tappezzeria, è arredata con mobili in stile rococò provenienti dalla Reggia di Caserta.
[modifica] Patrimonio artistico
A Palazzo Montecitorio si trovano più di mille dipinti e sculture datati tra il XVI e XX secolo, alcune migliaia di incisioni e stampe di varie epoche, un nucleo consistente di reperti archeologici e una discreta quantità di beni artistici, quali: orologi, mobili d'epoca, arazzi e busti. Una buona parte di queste opere è di proprietà delle varie Soprintendenze e si trova in deposito temporaneo presso la Camera dei deputati. La rimanente parte del patrimonio artistico, rappresentata soprattutto da opere d'arte moderna e contemporanea, è stata direttamente acquisita in proprietà dalla Camera a partire dagli anni trenta. Una piccola parte del patrimonio artistico è inoltre rappresentata da donazioni fatte sia dagli artisti che dagli eredi. Nel corso della XIII legislatura, si è deciso di procedere alla restituzione, alle varie Soprintendenze proprietarie, di un buon numero di opere collocate temporaneamente alla Camera dei deputati per favorire la ricostituzione del patrimonio museale di tali istituzioni. Tra le opere più famose restituite figurano[5]:
- La via del Calvario, Mattia Preti
- Ulisse e Nausicaa, Michele Desubleo
- Le quattro stagioni, Guido Reni
- Fiori e cacciagione, Giuseppe Recco
- Venere dormiente, Luca Giordano
Il palazzo ospita comunque diverse opere d'arte di grande valore, raccolte in buona parte per abbellire l'edificio dopo i lavori di ampliamento del 1918, tra le tante è presente anche l'opera:
- Orme di Leggi, di Maria Lai
[modifica] Note
- ^ Le fondamenta dell'edificio sarebbero insufficienti rispetto all'altezza e alla dimensione del Palazzo, per giunta costruito su un terreno particolarmente cedevole; dopo l'8 settembre 1943, fu proprio l'esibizione delle crepe sui muri da parte di un funzionario dell'ufficio stralcio a bloccare l'occupazione della Camera da parte delle truppe tedesche: cfr. M. Pacelli, Interno Montecitorio, Storie sconosciute, Franco Angeli, 2006.
- ^ Nella prigione sotterranea dell'epoca pontificia si sarebbe rifugiato (ricercato dai fascisti che l'avevano espulso dall'aula) il deputato comunista Francesco Misiano: cfr. M. Pacelli, Interno Montecitorio, Storie sconosciute, Franco Angeli, 2006.
- ^ Esso decora tutta in circolo la parte alta dell'aula e reca figure di uomini e donne anche nudi, con cavalli; fu eseguito con una tale fretta da richiedere l'uso di una specie di proiettore. Sartorio disegnò i volti sulla base di diapositive che ritraevano i malati di mente del Policlinico: M. Pacelli, Interno Montecitorio, Storie sconosciute, Franco Angeli, 2006.
- ^ Quel bronzo a Montecitorio è un pezzo di storia pistoiese, Il Tirreno, 30 aprile 1999.
- ^ Patrimonio artistico di Palazzo Montecitorio sul sito della Camera dei deputati.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Storia e descrizione di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati
- Disegni e foto di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati
- Il sito ufficiale della Camera dei deputati
- Volume di Carlo Fontana dal titolo Monte Citatorio, corredato da varie tavole, 1694, Stamperia Buagni
