Alfredo Rocco

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Alfredo Rocco
Alfredo Rocco.gif

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 24 maggio 1924 –
5 gennaio 1925
Predecessore Enrico De Nicola
Successore Antonio Casertano

Ministro di Grazia e Giustizia
Durata mandato 5 gennaio 1925 –
20 luglio 1932
Capo di Stato Vittorio Emanuele III
Primo ministro Benito Mussolini
Predecessore Aldo Oviglio
Successore Pietro De Francisci

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
sen. Alfredo Rocco
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Napoli
Data nascita 9 settembre 1875
Luogo morte Roma
Data morte 28 agosto 1935
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Docente universitario
Data 1 marzo 1934
Pagina istituzionale

Alfredo Rocco (Napoli, 9 settembre 1875Roma, 28 agosto 1935) è stato un politico e giurista italiano, al cui nome è legato il codice penale da lui varato e tuttora sostanzialmente in vigore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un ingegnere, la sua famiglia fu definita da Indro Montanelli "un allevamento di cavalli di razza"[1]. Tutti i suoi quattro figli emersero nel Novecento sul piano nazionale come giuristi: oltre ad Alfredo, Arturo (professore di diritto e procedura penale alle università di Ferrara, Sassari, Napoli e Roma, fondatore della scuola moderna del tecnicismo giuridico), Ugo (professore ordinario di diritto processuale civile a Napoli) e Ferdinando Rocco, presidente del Consiglio di Stato dal 1947 al 1950.

Rocco fu professore ordinario di Diritto commerciale all'Università di Urbino e Macerata, poi di Procedura civile a Parma, tenne la cattedra di Diritto commerciale all'Università di Padova, dal 1910 al 1925, e successivamente quella di Legislazione economica dell'Università La Sapienza di Roma, di cui fu rettore dal 1932 al 1935.

Eletto nel 1921 alla Camera dei deputati del Regno d'Italia, della quale fu Presidente nel 1924, più volte sottosegretario, dal 1925 al 1932 fu ministro della Giustizia e degli Affari di culto e promosse la codificazione penale del fascismo, firmando il codice penale e quello di procedura penale del 1930, e conciliando la scuola penale Classica e quella Positiva col sistema del cosiddetto "Doppio Binario", ovvero l'alternanza fra pena e misura di sicurezza.

È stato presidente della Confederazione Italiana di Scherma dal 1924 al 1925.

Albert Einstein scrisse al ministro una lettera (riportata nel libro Il mondo come io lo vedo) in cui chiedeva che non fosse necessario che gli scienziati italiani dovessero giurare fedeltà al partito fascista per continuare le loro attività didattiche e scientifiche.

Nominato senatore del Regno nel 1934, morì a Roma nel 1935.

I codici Rocco[modifica | modifica sorgente]

Rocco intervenne in prima persona nel corso dei lavori di redazione dei codici penale e processuale penale, optando per soluzioni spesso in contrasto con la maggioranza dei membri delle commissioni ministeriali ed entrando spesso in dissidio con giuristi insigni come Vincenzo Manzini che proponevano tesi più oltranziste.

Il codice penale del 1930 è tuttora in vigore, sia pure con non poche modifiche rispetto al testo originario. Il suo carattere autoritario è stato oggetto di critiche provenienti da diverse parti politiche[2].

Il codice di procedura penale, profondamente modificato a partire dal 1955, è stato abrogato nel 1990 per essere sostituito dal testo attuale, che - pur redatto da una commissione di giuristi presieduta da Giandomenico Pisapia - convenzionalmente prende il nome dal guardasigilli Giuliano Vassalli.

Pensiero politico[modifica | modifica sorgente]

Rocco traccia una sorta di filosofia della storia, che può esprimersi tramite il principio dell'organizzazione (quando vige si realizzano i momenti migliori della società umana: impero romano, cultura cattolica, grandi realtà statali) oppure tramite il principio dell'individualità (quando è protagonista la storia vive i suoi momenti più bassi: barbari, movimento protestante, Rivoluzione). L'Italia, secondo Rocco, è riuscita a coniugare i due principi durante il risorgimento: è pervenuta all'organizzazione attraverso lo sfruttamento di idee liberali e democratiche.

Questo periodo è seguito dal decadimento dell'età giolittiana che perdura sino alla prima guerra mondiale. Con il fascismo si è tornati allo stato organizzato (principio dell'organizzazione): la rivoluzione fascista è stata tale nel significato etimologico del termine: ha fatto tornare le cose come erano prima (cambiamento di 360°, quindi ritorno al punto di partenza). La rivoluzione fascista, secondo Rocco, è stata dunque una rivoluzione conservatrice, avendo dato vita ad un ritorno delle forme autoritarie e gerarchiche.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 29 dicembre 1910
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 14 giugno 1916
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 17 dicembre 1922
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 30 novembre 1924
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 11 giugno 1925
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 30 dicembre 1929
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere della Sera (18 gennaio 1998) - Pagina 33
  2. ^ Critiche al codice Rocco, anche la sinistra vuole cambiarlo «Corriere.it», 19 giugno 2001

Bibliografia ragionata[modifica | modifica sorgente]

Giulia Simone, Il guardasigilli del regime, Franco Angeli Edizioni, 2012.

Alfredo Rocco, Scritti e discorsi, volume 3°, La formazione dello Stato fascista - 1925 / 1934, a cura di Marco Piraino, Stefano Fiorito, Lulu.com, 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

  • L'enciclopedia del cinema desaparecida [1]
Predecessore Presidente della Camera dei deputati Successore
Enrico De Nicola 24 maggio 1924 - 5 gennaio 1925 Antonio Casertano
Predecessore Ministro della Giustizia del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Aldo Oviglio 5 gennaio 1925 - 20 luglio 1932 Pietro De Francisci
Predecessore Rettore dell'Università "La Sapienza" Successore Sapienza stemma.png
Pietro De Francisci 1932 - 1935 Pietro De Francisci

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