Orso Mario Corbino

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sen. Orso Mario Corbino
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Orso Mario Corbino
Orso Mario Corbino
Luogo nascita Augusta
Data nascita 30 aprile 1876
Luogo morte Roma
Data morte 23 gennaio 1937
Gruppo Liberale democratico, poi Unione democratica
Data 3 ottobre 1920
Pagina istituzionale

Orso Mario Corbino (Augusta, 30 aprile 1876Roma, 23 gennaio 1937) è stato un fisico e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nascita e studi[modifica | modifica sorgente]

Nato ad Augusta (SR) da una modesta famiglia di artigiani pastai, il secondo di ben otto figli, in una tradizionale famiglia (il padre Vincenzo e la madre Rosaria Imprescia si erano sposati nel 1872) in cui le donne non si recavano a scuola. Entrò in seminario, dal quale uscirà all'età di 11 anni, per frequentare il liceo a Catania dove verrà influenzato dal fisico Emanuele Stracciati e dai suoi studi di frontiera.

Conseguì la laurea in fisica a soli 20 anni presso l'Università di Palermo, dove fino al 1885 aveva insegnato Augusto Righi, e divenne poi assistente di Damiano Macaluso. Un altro suo fratello, Epicarmo Vincenzo, fu Ministro del Tesoro nei primi governi democristiani di Alcide De Gasperi.

Ricerche e scoperte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1904 vinse la cattedra di fisica sperimentale presso l'Università di Messina e nel 1908 si trasferì a Roma.

Si occupò della magneto-ottica scoprendo prima, con Damiano Macaluso, l'effetto Macaluso-Corbino (riguardante la polarizzazione rotatoria dei vapori metallici nel campo magnetico) e poi l'effetto Corbino, una variante dell'effetto Hall consistente nella distorsione delle linee di corrente in un disco percorso da correnti radiali e immerse in un campo magnetico.

Con la collaborazione del suo assistente Giulio Cesare Trabacchi, realizzò un dispositivo per la produzione di alte tensioni raddrizzate per alimentare i tubi a raggi X impiegati in radiodiagnostica e in radioterapia. Fece ricerche, tra l'altro, sul calore specifico dei metalli ad altissime temperature e in fotoelasticità, verificando la teoria di Volterra delle distorsioni elastiche ed applicandola all'analisi degli stress nei materiali. Durante la Prima guerra mondiale si occupò di esplosivi collaborando con l'ufficio "Invenzioni e ricerche" presso il sottosegretariato per le armi e le munizioni.

Tecnico-manager idroelettrico[modifica | modifica sorgente]

Nel decennio che va dal 1910 al 1920 Corbino fu coinvolto nella grande scommessa italiana sullo sviluppo del settore idroelettrico e quindi nel delicato giro delle concessioni e nelle divergenze tra società. Nello stesso tempo collaborò con l'Ufficio invenzioni e ricerche e sia le sue doti diplomatiche sia l'arguzia nel risolvere situazioni intricate lo fecero entrare nelle grazie di Giolitti, per quella che sarà la prima di una lunga collaborazione con il mondo politico.[1]

Politico e tecnico[modifica | modifica sorgente]

Nel dopoguerra svolse un’importante attività politica e industriale. Presidente del Consiglio Superiore delle acque e dei Lavori Pubblici nel 1917, Senatore del Regno dal 1920, fu ministro della Pubblica Istruzione nel 1921-1922 (nel governo Bonomi I) e ministro dell'Economia Nazionale nel 1923-1924 (chiamato a tale incarico da Mussolini, pur non essendo iscritto al partito fascista). Dopo la morte di Blaserma inoltre ottenne la cattedra dell'istituto di fisica sperimentale e dell'istituto di Via Panisperna dal 1918 al 1937.

Non si iscrisse mai al PNF, anche se ne appoggiò le più significative iniziative economiche; questo fatto è accaduto, secondo gli storici perché una buona parte del mondo della scienza e della tecnocrazia vide nel progetto mussoliniano una linea di continuità con le tendenze giolittiane e nittiane (seppur scarnificate dei valori democratici).[1]

Manager industriale[modifica | modifica sorgente]

I suoi contributi scientifici nei campi dell'elettrotecnica e dell'elettronica si accompagnarono ad un diretto impegno nello sviluppo dell'industria elettrica italiana: fu presidente della Compagnia Generale di Elettricità e della Società Meridionale di Elettricità. Nel 1926, chiamando a Roma Enrico Fermi e Franco Rasetti, diede l'avvio a quella che sarà nota come Scuola di Roma.

Gestore dei ragazzi di via Panisperna[modifica | modifica sorgente]

Per Fermi fece istituire a Roma nel 1926 la prima cattedra di Fisica Teorica e per Rasetti, dapprima chiamato come assistente, nel 1930, una cattedra di Spettroscopia. Nel 1931 divenne presidente della Società industrie elettriche Rodi e dell'Azienda elettrica di Bengasi oltre ad entrare nel consiglio di amministrazione del Credito e presidente della Commissione di controllo sulle radiodiffusioni.[1]
La sua eccezionale capacità di cogliere l'eventuale importanza applicativa delle ricerche ebbe modo di mostrarsi anche quando, nel 1934, convinse Fermi, Rasetti e altri quattro “ragazzi di via Panisperna” a brevettare il loro metodo di produzione di radioisotopi con l'uso di neutroni lenti. Nel 1936 fondò l'Istituto di elettroacustica del CNR a via Panisperna, oggi Istituto Sperimentale di Acustica "Orso Mario Corbino". Fu presidente della Società italiana delle scienze e della Società italiana di fisica.

Una delle sue maggiori abilità nella gestione dei ragazzi di Via Paninsperna fu il raggiungimento di una condizione ottimale dal punto di vista economico, organizzativo e accademico. Corbino dovette fare i conti con le difficoltà a reperire i fondi per le ricerche e per l'acquisto dei costosissimi minerali di radio.

La televisione[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo periodo della sua carriera fu sempre più assorbito dalle problematiche legate allo sviluppo delle radiotelecomunicazioni e agli studi sulle immense potenzialità della televisione. Nel 1935 venne eletto presidente del Centro internazionale di televisione a Nizza, mentre l'anno successivo fu attivamente in giro negli Stati Uniti per studiare le trasmissioni televisive.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1909 gli è stata assegnata la Medaglia Matteucci.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c "Il ministro scienziato", di Giovanni Battimelli e Giovanni Paoloni, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.484, dic.2008, pag.112-118

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Amaldi, Dizionario biografico degli italiani vol.28, pag.760-766, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2001.
  • E. Corbino, Ricordo di una vita, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1972.
  • Fermi Laura, Atomi in famiglia, Mondadori, 1954
  • Mafai Miriam, Il lungo freddo, Rizzoli, 2012

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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