Dino Alfieri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dino Alfieri ispeziona la triennale d'Oltremare a Napoli

Edoardo Alfieri detto Dino (Bologna, 8 dicembre 1886Milano, 12 dicembre 1966) è stato un politico e diplomatico italiano, fu ministro della Cultura Popolare nel governo Mussolini.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1911 si laurea in legge e poco dopo gli studi aderisce al nazionalismo di Enrico Corradini. Interventista e volontario nella Prima guerra mondiale, nel 1923 criticò la confluenza dell'Associazione Nazionalista Italiana nel Partito Nazionale Fascista, tra le file del quale fu comunque eletto deputato nel 1924. Durante il governo Mussolini gli vennero assegnati vari incarichi: dal 1929 al 1932 fu sottosegretario alle Corporazioni.

Nel 1932 fu direttore della Mostra della Rivoluzione Fascista [1] che aveva ideato come direttore dell'Istituto fascista di cultura di Milano. Dal 1935 fu sottosegretario alla Stampa e Propaganda, facendo le funzioni del ministro Galeazzo Ciano, impegnato nella guerra d'Etiopia, dall'11 giugno 1936. Quando il genero del duce occupò il dicastero degli Esteri, Alfieri venne nominato ministro della Cultura Popolare nel 1937 ed un anno dopo, sottoscrivendo il Manifesto della razza ("Manifesto degli scienziati razzisti"), si dichiarò favorevole all'introduzione delle leggi razziali fasciste.

Ambasciatore d'Italia presso il Vaticano nel 1939, un anno dopo si trasferisce con lo stesso ruolo in Germania, dove ebbe l'opportunità di conoscere personalmente Adolf Hitler. Membro del Gran Consiglio del Fascismo, nel luglio del 1943 vota sì all'ordine del giorno Grandi e per evitare ritorsioni fugge in Svizzera, entrando dal valico di Astano grazie ai contatti del parroco don Isidoro Marcionetti. Condannato a morte in contumacia nel processo di Verona (1944), nel 1947 tornò in patria ed un anno dopo pubblicò il libro Due dittatori a fronte (ovvero il duce ed il führer); negli anni Cinquanta aderì al Partito Nazionale Monarchico[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Home
  2. ^ Federico Robbe, L'impossibile incontro. Gli Stati Uniti e la destra italiana negli anni Cinquanta, FrancoAngeli, Milano, 2012, pag. 86

Controllo di autorità VIAF: 39368938

Predecessore Ambasciatore italiano in Germania Flag of the NSDAP (1920–1945).svg Successore Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Bernardo Attolico 1940 - 1943 Filippo Anfuso
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie