Carluccio Pareschi

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Carluccio Pareschi (Poggio Renatico, 19 agosto 1898Verona, 11 gennaio 1944) è stato un politico italiano.

Celebre agronomo, aderì al fascismo all'inizio degli anni Venti e fu, durante la dittatura mussolinana, Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste. Dal 1928 al 1932 è stato segretario Generale della Confederazione fascista degli Agricoltori mentre nel 1933 entrò nel Gran Consiglio del Fascismo, pur senza mai parteciparvi.

Nel luglio del 1943 votò in favore dell'ordine Grandi in maniera un po' anomala: a chi gli faceva notare che l'approvazione di tale decreto imponeva le dimissioni del duce egli rispondeva "sono solo parole, come al solito non cambierà mai niente". Anche dopo l'arresto di Benito Mussolini egli, che si considerava un tecnico prestato quasi controvoglia alla politica, non calcolò la prevedibile voglia di vendetta dei fascisti e rimase a Roma, dove ai primi di ottobre fu catturato dalle truppe della neonata Repubblica Sociale Italiana.

Condotto a Verona e processato insieme agli altri "traditori" del 25 luglio, fu condannato a morte insieme a Galeazzo Ciano nel 1944 e giustiziato l'11 gennaio dello stesso anno. Poco prima della condanna, ebbe una crisi di pianto e si mise a gridare invocando pietà: fu l'unico, insieme a Giovanni Marinelli, ad avere una reazione del genere.

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