Filippo Anfuso

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on. Filippo Anfuso
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Filippo Anfuso
Luogo nascita Catania
Data nascita 1 gennaio 1901
Luogo morte Roma
Data morte 13 dicembre 1963
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione diplomatico
Partito MSI
Legislatura II, III, IV
Incarichi parlamentari
  • Componente della II Commissione (Affari Esteri) dal 1º luglio 1953 all'11 giugno 1958
  • Componente della II Commissione (Interni) dal 12 giugno 1958 al 15 maggio 1963
  • Componente della Commissione d'indagine chiesta dal Deputato Sullo in merito ad accuse mossegli dal Deputato Covelli dall'8 marzo 1962 al 15 maggio 1963
  • Componente della III Commissione (Esteri) dal 1º luglio 1963 al 13 dicembre 1963
Pagina istituzionale
Filippo Anfuso

Sottosegretario agli Affari Esteri della RSI
Durata mandato 26 marzo 1945 - 25 aprile 1945
Predecessore Alberto Mellini
Successore nessuno

Dati generali
Partito politico Partito Fascista Repubblicano
Professione diplomatico, politico

Filippo Anfuso (Catania, 1º gennaio 1901Roma, 13 dicembre 1963) è stato un politico e diplomatico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di precoci attitudini letterarie, nel 1917 pubblicò la sua prima raccolta di poesie. Divenne collaboratore dei quotidiani La Nazione e La Stampa come corrispondente da Germania e altri paesi. Partecipò come giornalista all'impresa di Fiume di d'Annunzio.

Carriera diplomatica[modifica | modifica sorgente]

Laureatosi in Giurisprudenza, entrò in diplomazia nel 1925, fu destinato a Monaco di Baviera (1927-1929), Budapest (1929-1931), Berlino (1931-1932), Pechino (1932-1934), Atene (1934-1936).

Partecipò come volontario alla Guerra Civile Spagnola, col grado di tenente d'artiglieria, e il 24 novembre 1936 garantirà il sostegno dell'Italia al generale Franco. In quel conflitto si meritò una croce di guerra,

È menzionato, come Ciano, fra i mandanti dell'omicidio dei fratelli Nello e Carlo Rosselli, esuli in Francia che combattevano il fascismo, massacrati a Bagnoles-de-l'Orne il 9 giugno 1937 da cospiratori francesi della "Cagoule", su mandato dell'ufficio torinese del SIM, il Servizio di Informazioni militare.

Nel 1938 divenne Capo di gabinetto del Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, suo amico da lungo tempo.

Nel 1941 fu in importanti missioni in Croazia e Grecia, pur deciso, come Ciano, dello sganciamento dell'Italia dalla Germania. Nel 1942 fu destinato alla guida della Legazione di Budapest.

L'adesione alla RSI[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana divenendone l'Ambasciatore a Berlino. Per Tito Gandini "Anfuso è stato l'ultimo ambasciatore della repubblica di Salò a Berlino, rappresenta l'epoca di più alto connubio, di maggiore compenetrazione, di simbiosi filosofica tra fascismo e nazismo, in un momento in cui Mussolini aderì all'ideologia dell'olocausto per quelle che definì essere ragioni politiche". Per contro, altri autori e studiosi hanno ricordato la pressante azione svolta da Anfuso a favore dei militari italiani deportati in Germania dopo l'8 settembre 1943. Così pure, gli interventi di Anfuso e della sua Ambasciata per aiutare connazionali ebrei che sono stati evidenziati in occasione del processo ad Eichmann, tenutosi in Israele nel 1961.

Il 26 marzo 1945, dopo la morte di Mazzolini e il breve interim di Mellini, venne fatto rientrare in patria dal Duce che lo nominò sottosegretario agli Esteri della RSI.

Venne condannato a morte in contumacia a Roma nel 1945 dall'Alta Corte di Giustizia per collaborazionismo con i nazisti e per crimini fascisti[1].

Dopo la guerra si rifugiò in Francia, dove venne arrestato, detenuto ed indagato per due anni. La Giustizia francese lo rilasciò nel 1948 con un non luogo a procedere nei suoi confronti e Anfuso si trasferì in Spagna.

L'attività politica nel dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

In Italia venne assolto con una sentenza della Corte d'Appello di Perugia nel 1949. Era ministro plenipotenziario di I classe a riposo.

Rientrato in Italia nel 1950, aderì al Movimento Sociale Italiano e nel 1953 venne eletto deputato nel collegio unico nazionale[2] e riconfermato per le due successive legislature (1958 e 1963) nel collegio di Catania. Appoggiò la NATO in funzione anticomunista e nel dicembre 1963, mentre parlava alla Camera, venne colto da malore e spirò in aula a Montecitorio.

Filippo Anfuso ha lasciato un importante libro di memorie, Roma-Berlino-Salò (1936-1945), pubblicato a Roma nel 1950, oltre che una serie di libri, articoli e scritti di carattere biografico, storico e politico. Nel 2002 il comune di Catania gli ha dedicato una strada.

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • F. Anfuso, Roma-Berlino-Salò (1936-1945), Milano: Garzanti, 1950, 589 p. (trad. fr. Du Palais de Venise au lac de Garde Paris: Calmann-Lévy, 1949; tr. ted. Rom-Berlin in diplomatischen Spiegel, München: Verlag Pohl 1951)
  • F. Anfuso, Da Palazzo Venezia al Lago di Garda [3. edizione del precedente con aggiunta di documenti], Bologna: L. Cappelli, 1957, 510 p. (nuova ed.: Roma: Settimo Sigillo, 1996)
  • F. Anfuso, L'innocenza del Mezzogiorno e altri racconti, Milano: Garzanti 1951, 171 p.
  • F. Anfuso, Fino a quando?, Milano: Le edizioni del Borghese 1962. 292 pp.
  • F. Anfuso, Discorso ai sordi scritti e discorsi scelti a cura di Pino Romualdi, edizioni de «L'Italiano», 529 p.
  • F. Anfuso, Da Jalta alla luna, a cura dell'Ufficio esteri del MSI, Roma: Tip. Tambone, s.d. (1959?), 46 p.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (Mimmo Franzinelli, Il Delitto Rosselli, Anatomia di un omicidio politico, Milano, Mondadori, 2007)
  2. ^ La Camera dei Deputati

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Zara Algardi, Processo ai fascisti: Anfuso, Caruso, Graziani e Borghese di fronte alla giustizia ..., esame storico-giuridico di Zara Algardi; presentazione di Ferruccio Parri; prefazione di Domenico R. Peretti Griva, Firenze: Parenti, 1958, 281 p.
  • Pino Romualdi, Filippo Anfuso e l'idea d'Europa-nazione: discorso commemorativo nel 20. anniversario della scomparsa: Catania, Hotel Excelsior, 18 febbraio 1984, Palermo : I.S.S.P.E., 1983 (ma 1984), 59 p.
  • Nello Musumeci, L' ambasciatore Anfuso: Duce, con voi fino alla morte, s.l. [Catania]: CE.S.PO.S, 1986, 158 p.
  • F. W. Deakin, The Brutal Friendship, Weidenfeld and Nicolson, London, 896 p.
  • Nicola Cospito - Hans Werner, Salò - Berlino, L'Alleanza Difficile, Mursia, 1992, 346 p.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

(FR) L'articolo "L'épuration en Italie après la chute du fascisme" di Philippe Foro

Controllo di autorità VIAF: 27056565 SBN: IT\ICCU\SBLV\032880

Predecessore Ambasciatore italiano in Germania Flag of the NSDAP (1920–1945).svg Successore Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Dino Alfieri 1943 - 1945 Vitale Giovanni Gallina
(Germania occupata)