Filippo Anfuso
| on. Filippo Anfuso | |
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| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Catania |
| Data nascita | 1 gennaio 1901 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 13 dicembre 1963 |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | diplomatico |
| Partito | MSI-DN |
| Legislatura | II, III, IV |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
| Filippo Anfuso | |
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| Sottosegretario agli Affari Esteri della RSI | |
| Durata mandato | 26 marzo 1945 - 25 aprile 1945 |
| Predecessore | Alberto Mellini |
| Successore | nessuno |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Fascista Repubblicano |
| Professione | diplomatico, politico |
Filippo Anfuso (Catania, 1º gennaio 1901 – Roma, 13 dicembre 1963) è stato un politico e diplomatico italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Di precoci attitudini letterarie, nel 1917 pubblicò la sua prima raccolta di poesie. Divenne collaboratore dei quotidiani La Nazione e La Stampa come corrispondente da Germania e altri paesi. Partecipò come giornalista all'impresa di Fiume di d'Annunzio.
[modifica] Carriera diplomatica
Laureatosi in Giurisprudenza, entrò in diplomazia nel 1925, fu destinato a Monaco di Baviera (1927-1929), Budapest (1929-1931), Berlino (1931-1932), Pechino (1932-1934), Atene (1934-1936). Nel 1938 divenne Capo di gabinetto del Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, suo amico da lungo tempo.
Partecipò come volontario alla Guerra Civile Spagnola, col grado di tenente d'artiglieria, e il 24 novembre 1936 garantirà il sostegno dell'Italia al generale Franco. In quel conflitto si meritò una croce di guerra,
È menzionato, come Ciano, fra i mandanti dell'assassinio dei fratelli Nello e Carlo Rosselli, esuli in Francia che combattevano il fascismo, massacrati a Bagnoles-de-l'Orne il 9 giugno 1937 da cospiratori francesi della "Cagoule", su mandato dell'ufficio torinese del SIM, il Servizio di Informazioni militare.
Nel 1941 fu in importanti missioni in Croazia e Grecia, pur deciso, come Ciano, dello sganciamento dell'Italia dalla Germania. Nel 1942 fu destinato alla guida della Legazione di Budapest.
[modifica] L'adesione alla RSI
Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana divenendone l'Ambasciatore a Berlino. Per Tito Gandini "Anfuso è stato l'ultimo ambasciatore della repubblica di Salò a Berlino, rappresenta l'epoca di più alto connubio, di maggiore compenetrazione, di simbiosi filosofica tra fascismo e nazismo, in un momento in cui Mussolini aderì all'ideologia dell'olocausto per quelle che definì essere ragioni politiche". Per contro, altri autori e studiosi hanno ricordato la pressante azione svolta da Anfuso a favore dei militari italiani deportati in Germania dopo l'8 settembre 1943. Così pure, gli interventi di Anfuso e della sua Ambasciata per aiutare connazionali ebrei che sono stati evidenziati in occasione del processo ad Eichmann, tenutosi in Israele nel 1961.
Il 26 marzo 1945, dopo la morte di Mazzolini e il breve interim di Mellini, venne fatto rientrare in patria dal Duce che lo nominò sottosegretario agli Esteri della RSI.
Venne condannato a morte in contumacia a Roma nel 1945 dall'Alta Corte di Giustizia per collaborazionismo con i nazisti e per crimini fascisti[1].
Dopo la guerra si rifugiò in Francia, dove venne arrestato, detenuto ed indagato per due anni. La Giustizia francese lo rilasciò nel 1948 con un non luogo a procedere nei suoi confronti e Anfuso si rifugiò in Spagna.
[modifica] L'attività politica nel dopoguerra
In Italia venne assolto con una sentenza della Corte d'Appello di Perugia nel 1949. Era ministro plenipotenziario di I classe a riposo.
Rientrato in Italia nel 1950, aderì al Movimento Sociale Italiano e nel 1953 venne eletto deputato nel collegio unico nazionale[2] e riconfermato per le due successive legislature (1958 e 1963) nel collegio di Catania. Appoggiò la NATO in funzione anticomunista e nel dicembre 1963, mentre parlava alla Camera, venne colto da malore e spirò in aula a Montecitorio.
Filippo Anfuso ha lasciato un importante libro di memorie, Roma-Berlino-Salò (1936-1945), pubblicato a Roma nel 1950, oltre che una serie di libri, articoli e scritti di carattere biografico, storico e politico. Nel 2002 il comune di Catania gli ha dedicato una strada.
[modifica] Scritti
- F. Anfuso, Roma-Berlino-Salò (1936-1945), Milano: Garzanti, 1950, 589 p. (trad. fr. Du Palais de Venise au lac de Garde Paris: Calmann-Lévy, 1949; tr. ted. Rom-Berlin in diplomatischen Spiegel, München: Verlag Pohl 1951)
- F. Anfuso, Da Palazzo Venezia al Lago di Garda [3. edizione del precedente con aggiunta di documenti], Bologna: L. Cappelli, 1957, 510 p. (nuova ed.: Roma: Settimo Sigillo, 1996)
- F. Anfuso, L'innocenza del Mezzogiorno e altri racconti, Milano: Garzanti 1951, 171 p.
- F. Anfuso, Fino a quando?, Milano: Le edizioni del Borghese 1962. 292 pp.
- F. Anfuso, Discorso ai sordi scritti e discorsi scelti a cura di Pino Romualdi, edizioni de «L'Italiano», 529 p.
- F. Anfuso, Da Jalta alla luna, a cura dell'Ufficio esteri del MSI, Roma: Tip. Tambone, s.d. (1959?), 46 p.
[modifica] Note
- ^ (Mimmo Franzinelli, Il Delitto Rosselli, Anatomia di un omicidio politico, Milano, Mondadori, 2007)
- ^ La Camera dei Deputati
[modifica] Bibliografia
- Zara Algardi, Processo ai fascisti: Anfuso, Caruso, Graziani e Borghese di fronte alla giustizia ..., esame storico-giuridico di Zara Algardi; presentazione di Ferruccio Parri; prefazione di Domenico R. Peretti Griva, Firenze: Parenti, 1958, 281 p.
- Pino Romualdi, Filippo Anfuso e l'idea d'Europa-nazione: discorso commemorativo nel 20. anniversario della scomparsa: Catania, Hotel Excelsior, 18 febbraio 1984, Palermo : I.S.S.P.E., 1983 (ma 1984), 59 p.
- Nello Musumeci, L' ambasciatore Anfuso: Duce, con voi fino alla morte, s.l. [Catania]: CE.S.PO.S, 1986, 158 p.
- F. W. Deakin, The Brutal Friendship, Weidenfeld and Nicolson, London, 896 p.
- Nicola Cospito - Hans Werner, Salò - Berlino, L'Alleanza Difficile, Mursia, 1992, 346 p.
[modifica] Collegamenti esterni
(FR) L'articolo "L'épuration en Italie après la chute du fascisme" di Philippe Foro
- Politici italiani del XX secolo
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- Personalità della Repubblica Sociale Italiana
- Personalità legate a Catania
- Politici del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale
