Paolo Orano

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Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Roma
Data nascita 15 giugno 1875
Luogo morte Nocera Inferiore
Data morte 7 aprile 1945
Professione docente
Partito P.N.F.
Legislatura XXX
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Roma
Data nascita 15 giugno 1875
Luogo morte Nocera Inferiore
Data morte 7 aprile 1945
Professione docente, giornalista
Partito P.N.F.
Legislatura XXV, XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX
Gruppo PNF

Paolo Orano (Roma, 19 giugno 1875Nocera Inferiore, 7 aprile 1945) è stato uno scrittore, docente, deputato e giornalista italiano, che, dopo una breve militanza nel Partito socialista italiano e, successivamente, nel Partito Sardo d'Azione, aderì al fascismo. Ebbe vasta notorietà fra gli anni venti e la prima metà degli quaranta del Novecento, grazie alla propria attività di saggista e docente. Fu uno dei fondatori della Scuola fascista di giornalismo e l'iniziatore della scienza della demodoxalogia.

Biografia e attività letteraria e politica[modifica | modifica sorgente]

Gli anni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1875 a Roma da padre romano e madre sarda, si laurea presso l'Ateneo della propria città natale in Lettere e filosofia nel 1898. Dal 1899 inizia ad insegnare filosofia in molti licei italiani, fra cui quelli di Siena, Senigallia e Tivoli. Negli ultimi anni dell'Ottocento e agli inizi del Novecento collabora con varie testate, fra cui Il corriere di Roma e La Tribuna. Iscrittosi al Partito socialista italiano, fra il 1903 e il 1906 collabora stabilmente con L'Avanti, diretto all'epoca da Enrico Ferri. Milita nel movimento sindacale rivoluzionario[1], collaborando per un breve periodo con Arturo Labriola. Anticristiano, manifesta in quegli anni simpatia per la comunità ebraica[2]. Uscito dal PSI (1906) entra a lavorare, prima in qualità di codirettore (1907), poi di direttore, nella rivista Pagine libere, e, dopo una sfortunata esperienza con una testata di sua proprietà, La Lupa, tentativo di coniugare nazionalismo e socialismo sostenendo l'impresa di Libia, di cui usciranno solo pochi numeri (1910-1911), inizia a collaborare con il periodico Sardegna, fondato nel 1910 da Attilio Deffenu. In questi anni pubblica, fra gli altri, i saggi Psicologia sociale e, in tre volumi, I moderni: Medaglioni (1908-1914).

La guerra e l'adesione al fascismo[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della prima guerra mondiale si arruola volontario come ufficiale nel 1917, iniziando a collaborare con Il Popolo d'Italia di Mussolini. Prima di venir congedato, nel 1918, dà alle stampe Nel solco della guerra (1915) e la La spada sulla bilancia (1917), mentre è del 1919 L'Italia e gli altri alla conferenza della pace. Inviato in Francia nel 1918, finita la guerra è nel maggio 1919 direttore dell’Istituto italiano di cultura a Parigi.

Quell'anno è eletto deputato alla Camera [3] nella lista del "Partito dei combattenti sardi" aderì al gruppo parlamentare "Rinnovamento nazionale" e l'annodopo in parlamento appoggiò D’Annunzio nell’impresa di Fiume.

Nel 1921 aderisce al Partito Sardo d'Azione nelle cui file, in quello stesso anno, viene rieletto deputato (insieme a Emilio Lussu, Pietro Mastino e Umberto Cao)[4]. Subito dopo il suo ingresso in Parlamento gli viene affidata la responsabilità della commissione emigrazione in Tunisia, ma si dimette dal partito il 10 novembre 1922, pochi giorni dopo la marcia su Roma. Nel 1923, insieme a un certo numero di iscritti al Partito Sardo d'Azione, entra nel PNF[5].

Docente, politico fascista e rettore a Perugia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1924 è rieletto alla Camera in Toscana nel Listone fascista. Gli viene affidata da Mussolini la vicedirezione del quotidiano Il Popolo d'Italia (1924-1925) e la responsabilità dell'edizione romana. Confermato alla Camera anche nel 1929 e nel 1934.

Nel 1930 entra a far parte del corpo docenti dell'Università di Perugia, dove aveva fondato una scuola di giornalismo all'interno della facoltà di scienze politiche, facoltà di cui diviene preside nel 1933 e assumendo due anni più tardi (1935) la carica di rettore [6]. Dirige nel 1935 una rivista di sua proprietà, Il pubblico, alla quale collabora anche la moglie, la scrittrice e giornalista francese Camille Mallarmé[7].

Nel 1939 lascia la Camera ed è nominato senatore del Regno. Conserva entrambe le cariche fino alla tarda primavera del 1944, allorquando le truppe anglo-americane libereranno sia Roma che Perugia. Sono anni di intensa attività di saggista in favore del fascismo (L'educazione fascista del 1933, Fascismo, idea universale del 1936). Il saggio su Gli ebrei in Italia (1937) apre in Italia la campagna antiebraica orchestrata dal regime fascista.

Egli preconizza la fusione degli italiani di religione ebraica con gli altri italiani, purché rinuncino ai propri legami con la comunità israelita internazionale e appoggino la lotta che il fascismo ha ingaggiato contro il sionismo e l'alta finanza ebraica[8]. Secondo lo storico Francesco Germinario tale impostazione, nei fatti, non fu utilizzata dalla propaganda razzista del regime più attenta a ricalcare le teorie biologiche dell'alleato nazista[9]. Orano si fa pure biografo di alcuni fra i personaggi più rappresentativi dell'Italia fascista del tempo, fra cui Benito Mussolini (Mussolini, fondatore dell'Impero fascista del 1940 e Mussolini al fronte della storia universale, 1941), Italo Balbo (Balbo, 1940), Cesare Maria De Vecchi (De Vecchi Di Val Cismon, 1935) e Rodolfo Graziani (Rodolfo Graziani generale scipionico, 1936).

L'arresto e la morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'8 settembre 1943 proseguì l'insegnamento, senza incarichi nella RSI. Arrestato a Firenze nell'agosto 1944, viene internato, con altri fascisti, nel campo di concentramento anglo-americano di Padula. Soffre da tempo di una grave forma di ulcera duodenale che si acuisce con la prigionia. Agli inizi di aprile dell'anno successivo Paolo Orano morì in ospedale a Nocera Inferiore per una emorragia da ulcera perforata trasformatasi in peritonite.

La scuola di giornalismo fascista[modifica | modifica sorgente]

Paolo Orano, fu, insieme ad Ermanno Amicucci, uno degli artefici della scuola di giornalismo fascista sorta a Roma nel novembre 1929 con il patrocinio di Giuseppe Bottai e della quale assunse, fin dalla sua costituzione, la direzione. Compito della scuola era quello di curare la preparazione tecnica dei futuri giornalisti e, nel contempo, inquadrarli politicamente onde poterne assicurare la fedeltà al regime. Nel 1930 Paolo Orano si fece anche promotore, presso l'Università di Perugia, dell'istituzione di un indirizzo giornalistico (optativo) nel seno della facoltà di Scienze politiche dell'Ateneo (creata nel 1928), che avrebbe dovuto agire in stretto coordinamento con la scuola di giornalismo fascista di Roma. I laureati avrebbero avuto la possibilità di iscriversi all'albo dei giornalisti senza aver effettuato il tirocinio previsto per legge. La facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Perugia, di cui anche Paolo Orano fu docente (1933-1936), poi rettore (1936-1944), assunse una notevole importanza all'epoca per essere stata uno dei vivai in cui sviluppò una nuova scienza, la demodoxalogia.

Iniziatore e teorico della demodoxalogia[modifica | modifica sorgente]

Fu fra i massimi iniziatori e teorici della demodoxalogia (nota anche con il termine di demodossalogia), che studia l'opinione pubblica e il ruolo che essa riveste in una società moderna. Orano fu il primo in Italia a gettare le basi di tale scienza nel 1928, in un discorso tenuto a Perugia. L'Ateneo di questa città istituì, alcuni anni più tardi, una cattedra di giornalismo, all'interno della facoltà di Scienze politiche, inserendo, fra le materie di insegnamento, anche la demodoxalogia. Lo stesso Orano si occupò, nella sua lunga permanenza a Perugia (1933-1944), sia in qualità di docente, che di rettore della locale università, di sviluppare e diffondere tale scienza. Fra i suoi allievi ricordiamo Federico Augusto Perini-Bembo, docente presso l'Università di Perugia e presso la Pro-Deo (l'attuale LUISS) di Roma, cui si deve l'omonima Fondazione di Demodossalogia (1989) con sede a Venezia-Mestre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco E.L.Guidi e Luca Michelini (a cura di), Marginalismo e socialismo nell'Italia liberale, 1870-1925, Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2001, p.225, Sta in books.google
  2. ^ Vedi Paolo Orano, Roma israelita, in "Avanti!", 29 luglio 1904, secondo Willy Gianinazzi, Intellettuali in bilico, p. 98, cit. sotto nelle fonti
  3. ^ http://storia.camera.it/deputato/paolo-orano-18750619/leg-regno-XXV#nav
  4. ^ Cfr. a tale proposito la parte relativa alla nascita del partito, nel sito ufficiale del Partito Sardo d'Azione
  5. ^ Anche Umberto Cao si avvicinerà un anno più tardi (1924) al PNF. Sulle ragioni che hanno indotto Paolo Orano e Umberto Cao a compiere tale scelta, cfr. l'Archivio storico del Corriere della Sera
  6. ^ Paolo Orano in Dizionario Biografico – Treccani
  7. ^ . La scrittrice diverrà, negli anni trenta, corrispondente dall'Italia del settimanale francese Je suis partout, diretto da Pierre Gaxotte
  8. ^ Cfr. a tale proposito, il sito Romacivica (ANPI di Roma) e Stefano Arieti, dell'Università di Bologna Antisemitismo all'italiana nel sito Bibliomanie
  9. ^ Francesco Germinario, Fascismo e antisemitismo, Bari, Laterza, 2009

Opere di Paolo Orano (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Psicologia della Sardegna, Roma, Tipografia della Casa editrice italiana, 1896
  • Psicologia sociale, Bari, Giuseppe Laterza e Figli, 1902
  • I moderni: medaglioni (Tre volumi), Milano, Treves, 1908-1914
  • Cristo e Quirino. Il problema del cristianesimo, Firenze 1911
  • Nel solco della guerra, Milano, Treves, 1915
  • La spada sulla bilancia, Milano, Treves, 1917
  • L'Italia e gli altri alla Conferenza della pace, Bologna, Zanichelli Editore, 1919
  • "La rinascita dell'anima", Roma, La fionda, 1920
  • Mussolini, da vicino, Roma, Casa editrice Pinciana, 1928
  • L'educazione fascista, Roma, Casa editrice Pinciana, 1933
  • De Vecchi Di Val Cismon, Roma, Casa editrice Pinciana, 1935
  • Rodolfo Graziani generale scipionico, Roma, Casa editrice Pinciana, 1936
  • Gli ebrei in Italia, Roma, Casa editrice Pinciana, 1937
  • Balbo, Roma, Casa editrice Pinciana, 1940
  • Mussolini fondatore dell'impero fascista, Roma, Casa editrice Pinciana, 1940
  • Mussolini al fronte della storia, Roma, Casa editrice Pinciana, 1941

Opere a cura e/o con prefazione di Paolo Orano (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Labriola, Del socialismo. La prima conferenza socialista detta dal grande pensatore a Roma il 20 giugno 1889 al Circolo operaio di studi sociali con prefazione del discepolo Paolo Orano, Roma, L. Mongini, 1904
  • Guido Mattioli, Mussolini Aviatore: e la sua opera per l’aviazione, con prefazione di Paolo Orano, Roma, Casa editrice Pinciana, 1936
  • Benito Mussolini, La difesa nazionale, Roma, Casa editrice Pinciana, 1936
  • Benito Mussolini, La politica demografica, Roma, Casa editrice Pinciana, 1937
  • Benito Mussolini, Le corporazioni, Roma, Casa editrice Pinciana, 1937
  • Benito Mussolini, L'espansione coloniale, Roma, Casa editrice Pinciana, 1940
  • Benito Mussolini, L'autarchia, Roma, Casa editrice Pinciana, 1940
  • Paolo Orano (a cura di), "Inchiesta sulla razza", Roma, Casa editrice Pinciana, 1939

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo De Donno, Paolo Orano, Roma, Casa editrice Pinciana, 1935
  • Willy Gianinazzi, Intellettuali in bilico. Pagine libere e i sindacalisti rivoluzionari prima del fascismo, Milano, Unicopli, 1996

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia. Controllo di autorità VIAF: 37727510 SBN: IT\ICCU\RAVV\005221