Telesio Interlandi

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Telesio Interlandi (Chiaramonte Gulfi, 20 ottobre 1894Roma, 20 gennaio 1965) è stato un giornalista italiano.

Indice

Biografia [modifica]

Compiuti gli studi superiori a Catania, nel 1913 è già redattore capo del "Giornale dell'Isola". Partecipa come sottotenente alla Prima guerra mondiale. Dopo la guerra lavora per diversi quotidiani: la "La Nazione" di Firenze, il "Travaso", giornale satirico romano, l'"Impero" di Mario Carli ed Emilio Settimelli, un quotidiano fascista per il quale crea una rubrica breve ed efficace, "Colpi di punta".

Attivismo fascista [modifica]

Su invito di Benito Mussolini fonda nel 1924 e dirige, in antitesi con il "Popolo d'Italia", foglio ufficiale del fascismo, un giornale più spregiudicato e aggressivo: "Il Tevere". Dalle colonne del "Tevere" vengono attaccati in prima pagina ministri in carica, come Giuseppe Bottai, o personaggi di rilievo del Regime, come nel caso di Marcello Piacentini, architetto e urbanista "ufficiale" del fascismo. Alla "terza pagina" del "Tevere" collaborarono, tra gli altri, Luigi Pirandello, Emilio Cecchi, Giuseppe Ungaretti, Vincenzo Cardarelli, Vitaliano Brancati, Antonio Baldini, Corrado Alvaro, Carlo Bernari, Ercole Patti, Ardengo Soffici, Julius Evola, Luigi Chiarini, Umberto Barbaro, Giorgio Almirante e Alfredo Mezio. Nel 1925 è segretario dei giornalisti romani.

Ruolo nella politica razziale fascista [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica razziale fascista.
« A Telesio Interlandi / Or ciascun si raccomandi / presentando com’è logico / l’albero genealogico »
(Mino Maccari)

Nel 1933 fondò il settimanale Il Quadrivio. Nel 1938 Interlandi fondò e diresse fino al 1943 il quindicinale La difesa della razza, punto di riferimento della politica razzista messa in atto dal fascismo italiano.

Dello stesso anno è il suo libro più discusso, Contra judaeos. Aderì alla Repubblica sociale italiana dove gli fu affidata la propaganda radiofonica. Arrestato nell'ottobre 1945 beneficiò dell'amnistia del 1946 [1].

Interlandi massone [modifica]

Telesio Interlandi prima della nascita del fascismo, conseguì l'iniziazione massonica il 10 agosto 1919 nella loggia Aurora di Catania[2]

Opere [modifica]

  • La croce del sud. Dramma in 3 atti (con Corrado Pavolini), Rizzoli editore, Milano 1927.
  • Pane bigio, L'italiano, Bologna 1927.
  • I nostri amici inglesi, Cremonese, Roma 1936.
  • Contra judaeos, Tumminelli, Roma-Milano 1938.
  • Le vele nere. Rappresentazione in tre atti, Circolo della Stampa, Milano 1944.
  • Così, per (doppio) gioco. Rapsodia d'una generazione, Quadrivio, Lanciano 1962.

Bibliografia [modifica]

  • Nunzio Dell'Erba, Interlandi e la "Difesa della razza". Riflessioni critiche su un libro recente, in "Nuova Storia Contemporanea", gennaio-febbraio 2009, a. XIII, n. 1, pp. 321-339.
  • Giampiero Mughini, A via della Mercede c'era un razzista, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84100-5

Note [modifica]

  1. ^ Telesio Interlandi in Dizionario Biografico – Treccani
  2. ^ Ma quali sono i reati massonici e non massonici di Licio Gelli? di Aldo Alessandro Mola

Collegamenti esterni [modifica]

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