Chiaramonte Gulfi
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| Chiaramonte Gulfi | |||||||||
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| Chiaramonte Gulfi, "Balcone di Sicilia" | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 668 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 126 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 63,89 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Piano dell'Acqua, Roccazzo, Sperlinga | ||||||||
| Comuni contigui: | Acate, Comiso, Licodia Eubea (CT), Mazzarrone (CT), Monterosso Almo, Ragusa, Vittoria | ||||||||
| CAP: | 97012 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0932 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 088002 | ||||||||
| Codice catasto: | C612 | ||||||||
| Nome abitanti: | chiaramontani | ||||||||
| Santo patrono: | Beata Vergine Maria di Gulfi, san Giovanni Battista, san Vito martire | ||||||||
| Giorno festivo: | 3° martedi dopo Pasqua, 24 giugno, 15 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Chiaramonte Gulfi (Ciaramunti in siciliano) è un comune di 8.021[1] abitanti della provincia di Ragusa.
Indice |
[modifica] Geografia
Chiaramonte Gulfi si trova a 15 km da Ragusa, su una collina a nord rispetto al capoluogo. Il paese si trova ad una quota di 668 m s.l.m. mentre l'altitudine massima del territirio comunale si raggiunge sul monte Arcibessi a 906 m s.l.m. La città è anche chiamata il Balcone di Sicilia per la posizione panoramica, con vista che va da Gela (Sud-est) all'Etna (Nord), e la valle dell'Ippari e i suoi paesi (Comiso, VIttoria, Acate) e le dorsali degli Erei fino a Caltagirone, oltre al mare e ai monti Iblei.
Il territorio del comune di Chiaramonte Gulfi è il 5^ per estensione (126 km²) in provincia di Ragusa ed comprende un'area che va dai monti Iblei fino alla piana di Vittoria. I corsi d'acqua del comune sono tutti a carattere torrentizio eccetto il fiume Dirillo che segna il confine con la provincia di Catania.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Akrillai. |
Nel territorio sono diffusamente presenti insediamenti fortificati (castellieri) dell'età del bronzo e del ferro, resti di insediamenti abitati greci arcaici ed ellenistici, testimonianze di epoca romana, bizantina e medievale.
La città venne fondata con il nome di Akrillai dai Siracusani nel VII secolo a.C. Distrutta dai Cartaginesi nel 406 a.C., fu sede di una sconfitta siracusana ad opera delle forze del console romano Marco Claudio Marcello nel 213 a.C. Con la conquista romana prese il nome di Acrillae.
Nel territorio è presente anche un abitato ellenistico rinvenuto nella località di Scornavacche, caratterizzato dalla specializzazione nella produzione ceramica. L'abitato, fondato anch'esso dai Siracusani lungo il fiume Dirillo, venne ugualmente distrutto dai Cartaginesi una prima volta nel 406 a.C. e una seconda, dopo la ricostruzione ad opera di Timoleonte, nel 280 a.C. I reperti sono conservati nel Museo archeologico ibleo di Ragusa.
Acrillae sarebbe stata distrutta dagli Arabi del califfo Ibn Al Furat nell'827 durante la conquista della parte orientale dell'isola. Gli abitanti fondarono un nuovo abitato alle pendici del monte Arcibessi, che prese il nome di Gulfi', con il significato in arabo di terra amena.
Ruggero di Lauria durante i Vespri Siciliani assediò e prese Gulfi per gli Angioini nel 1299: l'abitato fu completamente distrutto e fu commesso un eccidio. Manfredi Chiaramonte, che era stato creato conte di Modica dal re aragonese Federico III nel 1296, fece spostare i superstiti in un luogo più elevato e fortificato, detto "Baglio", attorno a cui sorsero le prime case che fece circondare da mura. All'interno del "Baglio" costruì il castello e il nuovo paese prese il nome dal suo casato.
Chiaramonte nel 1366 contava 200 famiglie ed il paese si estendeva all'interno delle mura. Nel 1593 il paese si era esteso oltre le mura, principalmente con i quartieri "Burgo" (297 case) e "Salvatore" (258 case). All'interno delle mura il quartiere più antico ("Baglio") era costituito da 278 case e Chiaramonte contava in tutto 5.711 abitanti. In quel tempo, due porte davano l'accesso alla città fortificata: la "Porta dila chaza" a nord e la "Porta di Ragusa" a sud. Chiaramonte aveva una cavalleria che, nel 1614, contava 47 cavalieri armati di spada e archibugio per la difesa della contea di Modica[2].
Nel 1693 un terremoto, esteso da Catania fino a Malta, distrusse quasi interamente il paese ed il suo castello. La ricostruzione avvenne sempre sul medesimo impianto medioevale. Nel XVIII secolo gli antichi quartieri di Chiaramonte scomparvero per il fenomeno della sacralizzazione ed il paese fu suddiviso in 4 quartieri con nomi di santi. Nei “Chiaramontanissimi” di Gianni Morando, una minuziosa ricerca, evidenzia che, nel 1748, quasi la metà del patrimonio di Chiaramonte si trovava nelle mani di 176 religiosi, contro una popolazione di 5.972 laici!
Il nome dell'antico centro di Gulfi verrà aggiunto a quello ufficiale del comune solo nel 1881, come memoria dell'antica origine del paese.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi di interesse
[modifica] Architetture civili
- "Arco dell'Annunziata", una delle porte della cinta muraria di Chiaromonte, chiamata fino al XVIII secolo Porta di la Chaza perché confinava con la prima piazza del paese, oggi in parte scomparsa[2].
- Porta di Ragusa, oggi scomparsa, era un'altra delle porte della cinta muraria, da cui si accedeva alle strade per Ragusa.
- Palazzo Montesano, palazzo barocco e dimora nobiliare del XVIII secolo, sede di cinque musei.
- Palazzo Comunale, edificio in stile liberty.
- Villa comunale, giardini pubblici in stile italiano con vista panoramica.
[modifica] Architetture religiose
- Basilica di Santa Maria La Nova (chiesa madre): si trova nel centro del paese, in piazza Duomo. La chiesa costruita inizialmente in stile gotico poi trasformata in stile barocco nel 1608. L'interno conserva una decorazione in stucco.
- Santuario della Beata Maria Vergine di Gulfi (Santa Maria la Vetere), patrona principale del paese. Il santuario si trova in corrispondenza dell'antico centro di Gulfi. Nel santuario si venera una statua della Vergine di Gulfi giunta via mare sulla spiaggia di Gela nel periodo dell'iconoclastia.
- Chiesa commendale dell'ordine gerosolimitano di San Giovanni Battista, Compatrono e Protettore della città, costruita nel XIV secolo dai Cavalieri di Malta, e annessa alla Commenda Gerosolimitana di Modica e Randazzo. In essa ha sede una confraternita laicale già esistente nel 1586 dedicata al titolare.
La chiesa è a tre navate e in origine era tutta affrescata in stile bizzarro (sono presenti in alcune colonne diverse testimonianze) e il soffitto era di tavole. La presente struttura risale agli ultimi rifacimenti dopo il terremoto del 1693, gli stucchi sono opera del Gianforma, mentre gli ovali delle colonne rappresentanti la vita del precursore sono del 1550; la monumentale facciata risale al XIX secolo. Di grande pregio sono: la cripta della confraternita; il quadro dedicato alla Madre della Misericordia, co-titolare della Confraternita, attribuito al Durer; il quadro del titolare di scuola diretta del Caravaggio fatto dipingere a Malta nel XVIII secolo e donato dall'allora commendatore Tomasi poi Gran Maestro dell'Ordine; il quadro della natività di Vito D'Anna e altri dipinti di pregevoli artisti locali. Bella la statua del Cristo alla Colonna della prima metà dell'Ottocento, opera di Carmelo Distefano, posta sul fercolo settecentesco già usato per il taumaturgo simulacro del Battista.
All'interno sono inoltre di particolare interesse: l'altare del Santissimo Sacramento con tronetto in legno, opera di Bonaventura Puccio datato 1915; la lapide in marmo intarsiato del 1700 rappresentante la morte che vince sul tempo; l'altare maggiore in marmo; la balaustra in pece del 1600; la statua di san Giovanni Battista in legno, di cui si sconosce la provenienza e la fattura, posta all'interno di un artistico fercolo in legno indorato opera di Mariano e Rosario Distefano su disegno dello zio sacerdote Gaetano Distefano risalente al 1869.
Nel 1995 è stato benedetto il nuovo altare e l'ambone in marmo di Carrara con fregi in ottone dorato opera del professore Gismondi e nel 2000 è stato benedetto il nuovo portone ornato con grandi pannelli in bronzo che raccontano la vita del santo precursore di Cristo, protettore della città.
- Chiesa di San Vito, compatrono della città. Conserva un campanile del 1927, e una statua di San Vito seicentesca attrbuita a Melchiorre Ereddia, posta su un fercolo settecentesco di Benedetto Cultraro.
- Chiesa di San Filippo, con la cappella del Rosario.
- Chiesa del Santissimo Salvatore, che ospita la statua del Salvatore, secondo la tradizione qui giunta insieme a quella della Vergine di Grangi.
- Santuario della Madonna delle Grazie, situata poco fuori il paese, all'interno di una pineta. La costruzione, ad una sola navata, risale al XVI secolo. All'interno, in una cappella seicentesca in pietra tenera opera di Simone Mellini, è ospitata una statua marmorea della Madonna dello scultore Luca Maldotto.
[modifica] Cultura
[modifica] Personaggi illustri
- Corrado Melfi, barone, studioso di storia locale e di archeologia, autore di numerosi libri ed opuscoli e scopritore dei siti di Scornavacche e di Akrillai. I numerosi materiali rinvenuti furono consegnati al Museo archeologico regionale di Siracusa.
- Padre Samuele Nicosia fu il primo storico di Chiaramonte. Nel libro Notizie storiche su Chiaramonte Gulfi (1882) si occupò in particolare del periodo ottocentesco.
- Serafino Amabile Guastella (1819-1899), scrittore in lingua siciliana. Da un suo racconto è stato tratto il testo "La nascita del giullare, messo in versi da Dario Fo in Mistero Buffo, interessante la sua opera più importante "le parità morali" dove interessantissima è la individuazione della differenza sociale tra le classi. Da un lato i berretti e dall'altra i cappelli (i burritti e i cappedda) dove la dicotomia implica una differenza non solo sociale ma forse di natura tra la povera gente i subalterni e i notabili o le classi egemoni (S. A. Guastella, Le parità; Cirese, Cultura egemone e cultura subalterna).
- Vincenzo Rabito, bracciante semi-analfabeta, improvvisatosi scrittore, autore di Terra matta, opera autobiografica pubblicata postuma da Einaudi nel 2007
[modifica] Musei
- Museo dell'Olio, Via Montesano.
- Museo del "Ricamo e dello Sfilato siciliano", Via Lauria 4.
- Museo Ornitologico, Via Montesano.
- Museo di "Cimeli storico militari", Piazza Duomo.
- Casa Museo Liberty, Palazzo Montesano.
- Museo di Arte Sacra, Via S. Caterina.
- Museo degli "Strumenti Etnico musicali", Palazzo Montesano.
- Pinacoteca Giovanni De Vita, Palazzo Montesano.
[modifica] Eventi
[modifica] Feste
- Festa della Beata Maria Vergine di Gulfi Patrona Principale e Regina di Chiaramonte Gulfi la festa inizia la domenica in Albis con il trasporto a spalle del Simulacro Bizantino in marmo di nostra Signora di Gulfi, con un cammino della durata di un'ora, dal Santuario posto ai piedi del colle ove sorge Chiaramonte sino alla Chiesa Madre dove entra ed esce più volte. Nel XIII secolo. Gulfi fu rasa al suolo dagli Angioini costringendo gli abitanti a spostarsi nel vicino Castello dei Conti di Chiaramonte. Nel 1500 circa la Sicilia fu invasa dalla peste e i Chiaramontani invocarono San Vito che liberò la cittadina dalla peste e fu proclamato per voce di popolo Patrono della Città, infatti negli anni a seguire fu istituita sia la Fiera che la Confraternita dedicata al Santo, però nel 1550, per dispaccio diocesano ed approvazione dal vicerè di Sicilia, ed infine decretata dalla sacra congregazione dei Riti fu ri-eletta patrona principale la Beata Vergine di Gulfi che per diritto secolare le spettava questo titolo, sostituendo quindi San Vito eletto solo per voce di popolo. I documenti di questa elezione si conservano negli archivi diocesani di Siracusa e Ragusa e al Santuario, poi confermata nel 1664 dal re Filippo IV di Spagna, e riconfermata il 06/05/1954 con L'incoronazione del Capitolo Vaticano, il 06/05/2005 in occasione del 50° dell'incoronazione è stata offerta alla Vergine Santa una Chiave D'Oro simbolo del secolare Patrocinio. La festa fu istituita nel 1644 dal re di Spagna Filippo IV, anche se vi si celebrava da tempo immemorabile il 15 agosto, giorno dell'assunzione. Sull'arma del comune infatti è posto sopra 5 monti inquartati su sfondo rosso il monogramma mariano, il tutto posto sul petto di un'aquila.
- Festa di San Giovanni Battista, "Precursore di Cristo, compatrono e protettore della città"', La festa si celebra dal 21 al 24 giugno, organizzata dalla "Confraternita di Maria SS della Misericordia e San Giovanni Battista del Sovrano Militare Ordine di Malta". Nei primi due giorni si svolgono concerti e spettacoli in piazza Duomo. Il 23 giugno, vigilia della festa la chiesa è meta di pellegrinaggi da parte dei devoti, alcuni scalzi, che portano al santo ex voto e grossi ceri. Caratteristiche le preghiere tradizionali in dialetto. Nella tarda serata si ha la "svelata" del simulacro del santo, seguita dalla sacra rappresentazione della sua vita in piazza Duomo. La chiesa rimane aperta per tutta la notte. Il 24 giugno, giorno della festa si susseguono al mattino le messe, mentre nel primo pomeriggio la statua viene portata a spalla al centro della chiesa per la venerazione e l'offerta dei bambini. In tarda serata la confraternita di san Vito porta in trionfo al santo un grande cero ornato di fiori e subito dopo vi è la "sciuta" (uscita) del simulacro, accolto in piazza da un lancio di migliaia di nastrini di carta colorati, detti nzareddi dai piani alti della facciata. Segue quindi la processione, alla quale partecipano tutte le confraternite, che tocca le varie chiese cittadine. La festa termina con uno spettacolo pirotecnico.
- Festa di San Vito martire, Compatrono della città, nell'ultima domenica di agosto. Nel tardo pomeriggio la confraternita di San Giovanni offre un cero addobbato di fiori al santo. In tarda serata si svolge la processione, conclusa da uno spettacolo pirotecnico.
- "Quindicina dell'Assunta", nel santuario di Gulfi, dal 1 al 15 agosto, data storica della festa della Patrona Beata Maria Vergine di Gulfi. Ogni giorno si svolge la messa solenne alle prime luci dell'alba, mentre la sera si allestiscono in città le cappelluzze, altarini addobbati con l'effige della Vergine e al passaggio della banda si cantano le litanie e gli inni alla vergine e si tengono quindi giochi o sorteggi. Il 15 agosto, giorno della festa, si tiene la fiera del bestiame.
- Festa del Santissimo Salvatore, organizzata dalla Confraternita omonima nella domenica successiva al 6 agosto, con processione serale del simulacro.
- Festa di Maria santissima della Grazia, in concomitanza con la novena dello Spirito Santo, dal santuario omonimo sito ai piedi del monte Arcibessi viene portata a spalla in città la statua marmorea della Vergine maria opera dello scultore Cola maldotto 1609 , che sosta nella chiesa di San Giovanni Battista e arriva quindi nella chiesa madre, dove verrà esposta per nove giorni. Al termine della festa viene riportata nella propria chiesa.
- Settimana Santa, di cui le protagoniste principali sono le confraternite di Maria SS della Misericordia & San Giovanni Battista, di San Vito, di San Filippo, del SS. Salvatore e del SS. Sacramento le quali nei giorni di lunedi e martedì si recano a turno in Chiesa madre per l'Adorazione Eucaristica. Il mercoledi santo viene portata in processione la statua del Cristo alla colonna dalla chiesa di San Giovanni, da parte della omonima Confraternita; il giovedi santo, ogni confraternita prepara il "sepolcro" nella propria chiesa, e in tarda serata tutte le Confraternite, con i loro stendardi ricamati e l'abito tradizionale si recno in Chiesa madr per l'esposizione solenne del Santissimo all'Altare della Reposizione (Sepolcro); il venerdì santo si cantano "le Sette Spade" nella chiesa madre e subito si tiene la processione di tutte le confraternite sino al "Calvario" dove vi è la sacra rappresentazione seguita dalla processione dell'Addolorata e del Cristo morto.
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- Festa di San Raffaele Arcangelo, in occasione della festa liturgica, si espone la statua dal 26 al 29 settembre, con spettacolo pirotecnico e musica della banda in serata. Un tempo vi era collegata la fiera del bestiame.
- Feste liturgiche minori
- Festa di Sant'Antonio, il 13 giugno, con la distribuzione del "Pane benedetto" nella chiesa dei francescani riformati.
- Festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, un tempo festeggiata con la processione della statua, oggi con un pellegrinaggio alla chiesetta rupestre di Santa Lucia alle pendici del monte Arcibessi, dove secondo la tradizione la santa avrebbe passato una notte.
- Festa di San Sebastiano, il 20 febbraio, nella chiesa del Santissimo Salvatore
- Festa di San Biagio, il 3 febbraio.
[modifica] Sagre
- "Sagra dell' olio", fine novembre - inizio dicembre in Piazza Duomo.
- "Sagra della salsiccia" nell'ultimo lunedì di carnevale[3].
- "Sagra della focaccia" in agosto in contrada Piano dell'Acqua.
- "Sagra dei sapori mediterranei" presso "Villaggio Gulfi" il 19 agosto.
- "Sagra dell'uva" a settembre nella frazione di Roccazzo.
- "Sagra del gallo ai sapori chiaramontani" il 17 agosto, nella vallata sottostante il paese, in contrada Muti, con giochi, balli campestri e degustazione di prodotti tipici conditi con olio chiaramontano.
[modifica] Manifestazioni
- "Carnevale Chiaramontano", sfilata di carri, febbraio.
- "Coppa Monti Iblei", gara automobilistica (crono scalata) che nel 2008 è giunta alla 48^ edizione, settembre.
[modifica] Economia
L'attività principale è quella del settore agricolo, sia come produzione diretta, sia come trasformazione dei prodotti. La produzione consiste principalmente in ortaggi, mandorle e olive. Viene praticato l'allevamento dei maiali e la trasformazione della carne suina in salumi tipici (principalmente la salsiccia).
[modifica] Viticultura
Le uve da tavola prodotte nel territorio di Chiaramonte Gulfi fanno parte dell'Uva da tavola di Mazzarrone[4] a cui e' stato attribuito il marchio di origine IPG (Indicazione geografica protetta), mentre le uve destinate alla vinificazione vengono anche impiegate per la produzione del Cerasuolo di Vittoria, che è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
[modifica] Olivicoltura
Il territorio di Chiaramonte Gulfi è anche ricco di oliveti ed oleifici che ricadono nel comprensorio del ' Consorzio D.O.P. Monti Iblei'[5] che tutela e garantisce l'eccellente qualità dell’Olio Extravergine di Oliva prodotto nell’area dei Monti Iblei. L'olio di oliva della zona ha vinto numerosi premi internazionali[6][7] confermandosi uno tra i migliori oli del mondo.
[modifica] Industria
A valle del paese, lungo la SP.7 che porta alla SS 514 (Strada a scorrimento veloce) che mette in comunicazione Ragusa e Catania, si sta sviluppando la piccola zona industriale dove sono presenti industrie artigianali per la produzione di scarpe, sedie, carpenteria metallica.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Nicastro (lista civica) dal 15/05/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0932 928049
Posta elettronica: sindaco@comune.chiaramonte.rg.it
[modifica] Gemellaggi
Il comune è gemellato con Clermont sull'Oise (Francia), luogo di origine del fondatore del paese, il conte Manfredi Chiaramonte.
[modifica] Siti Web
ChiaramonteWeb.it Il portale degli abitanti di Chiaramonte Gulfi
[modifica] Note
- ^ a b Dati Istat al 31 dicembre 2006:[1]
- ^ a b Gianni Morando, Chiaramonte medievale e la contea di Modica, Flaccovio editore, 2000.
- ^ La salsiccia è prodotto tipico del paese, va consumata fresca ed è senza additivi, fatta con ritagli di prima scelta con una miscela che ha leggermente più carni magre che grasse, è insaporita con sale, pepe macinato, peperoncino, semi di finocchio[senza fonte]
- ^ Decreto e disciplinare
- ^ Reg. CE n. 2325 del 24.11.97 (GUCE L. 322 del 25.11.97)
- ^ Articolo sul premio "Orciolo d'Oro di Pesaro".
- ^ http://comune.chiaramonte.rg.it/olio.php


