Enna

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Enna
comune
Enna – Stemma Enna – Bandiera
Enna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Sindaco Paolo Garofalo (centrosinistra) dal 14/06/2010
Territorio
Coordinate 37°34′00″N 14°16′00″E / 37.566667°N 14.266667°E37.566667; 14.266667 (Enna)Coordinate: 37°34′00″N 14°16′00″E / 37.566667°N 14.266667°E37.566667; 14.266667 (Enna)
Altitudine 931 m s.l.m.
Superficie 357,18 km²
Abitanti 27 867[1] (30-01-2013)
Densità 78,02 ab./km²
Frazioni Arcera, Borgo Cascino, Bruchito, Calderai, Cooperativa Giove, Geracello, Geraci, Girgia, Granci, Pergusa, Pizzuto, Ramata, Risicallà, Rossi, Rossi Sibbione, San Cataldo, San Giovanni, Sant'Antonino, Scioltabino, Stazione di Enna
Comuni confinanti Agira, Aidone, Assoro, Calascibetta, Caltanissetta (CL), Gangi (PA), Leonforte, Piazza Armerina, Pietraperzia, Santa Caterina Villarmosa (CL), Valguarnera Caropepe, Villarosa
Altre informazioni
Cod. postale 94100
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086009
Cod. catastale C342
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 248 GG[2]
Nome abitanti ennesi
Patrono Maria Santissima della Visitazione
Giorno festivo 2 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Enna
Posizione del comune di Enna nella sua provincia
Posizione del comune di Enna nella sua provincia
Sito istituzionale

Enna è un comune italiano di 27.867 abitanti[3], capoluogo della provincia omonima in Sicilia.

Denominata Castrogiovanni fino al 1926, anno in cui riprese l'antico nome di Enna. Nota per essere il capoluogo di provincia più alto d'Italia, per via dell'altitudine del centro abitato che si attesta a 931 m presso il Municipio, raggiunge i 992 m al Castello di Lombardia, l'antica acropoli.

La città è stata definita Urbs Inexpugnabilis, dai romani per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, per la sua centralità geografica rispetto all'Isola, e Belvedere di Sicilia, per le vedute panoramiche che da qui si hanno nelle varie direzioni.

Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi. Enna conserva il castello, la Rocca di Cerere ed il Duomo. È sede dell'Università Kore.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Enna sorge nella parte più elevata di un'ampia dorsale montuosa, che svetta sulla valle del Dittaino a 931 m d'altitudine. Tale dorsale, avente forma di V dolce o, secondo altre interpretazioni[senza fonte], di ferro di cavallo, si trova proprio nel centro geografico della Sicilia indicato con precisione dall'obelisco della Chiesa di Montesalvo nel quartiere Monte, il cosiddetto antico umbilicus Siciliae[4][5][6][7]. I rilievi che circondano Enna fanno parte della catena dei monti Erei, montagne calcaree e arenacee poco sviluppate in altezza, che costituiscono la maggiore presenza orografica della provincia ennese. Il versante settentrionale del monte su cui Enna poggia è molto ripido con un maggiore dislivello rispetto agli altri ed è ammantato da un ampio bosco. Quello meridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, legando fra loro la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell'altopiano. Il comune di Enna rientra tra i primi 30 comuni più estesi d'Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di 357,14 km². La porzione centro-occidentale della Provincia, costituita prevalentemente da rilevi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m s.l.m. e la massima di 990 m, corrisponde alla cima del monte su cui sorge la città e dove originariamente aveva sede l'acropoli antica. Circa 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m s.l.m., caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di aviofauna. Attorno le rive del lago si snoda l'omonimo circuito automobilistico. I fiumi che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, tranne il Dittaino, affluente del Simeto, ed l'Imera meridionale o Salso. Enna è comunemente suddivisa in due "macro-aree":[senza fonte] Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, che ne è una frazione. Tutte e tre le aree sono nettamente separate dal punto di vista geografico.

Enna Alta[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del centro storico visto dalla Torre Pisana
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Enna alta.

Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 e i 990 m d'altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la valle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest. L'altipiano ennese ha forma di triangolo irregolare: i versanti settentrionale e occidentale sono i più ripidi e scoscesi, con strapiombi fino a 400 m sulle vallate sottostanti. A sud, invece, si apre il profondo solco vallivo del Pisciotto, storico asse di penetrazione al monte, e altre vallette che si dipartono da esso, lungo le quali si sono sviluppati nei secoli i quartieri popolari, come Valverde. Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale, ancora oggi sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi. L'altipiano ennese misura, approssimativamente, 2 km lungo il fronte nord, 1 km in quello ovest e 1,5 km in quello sud. La leggenda vuole che il sito fosse scelto oltre 3000 anni fa dai Sicani, che vi introdussero il culto di Cerere, perché ben protetto come sito militare e roccaforte[8][9][10]. La posizione strategica consentiva di avere una visuale molto ampia del territorio circostante. Di questa presenza rimane ancora oggi testimonianza nella la rocca di Cerere, un'emergenza rocciosa su cui sorgeva il santuario di Demetra[11][12].

Il monte ennese, benché isolato, offre 5 sorgenti d'acqua: una è stata inglobata nella Villa Farina, un'altra sgorga dalla viva roccia tra le scalette di via Canalicchio. Sgorga acqua dalla roccia anche nella parete meridionale del Castello di Lombardia. Quest'abbondanza di sorgenti aiutò Enna a resistere ai lunghi assedi tesi al tempo dei Romani e degli Arabi che nell'859 guidati da un traditore cristiano, riuscirono a penetrare nella città attraverso la rete fognaria.[13] Enna alta, fino al primo dopoguerra, fu per lungo tempo l'unico insediamento urbano del capoluogo ereo. La sua saturazione urbana ha portato nel Novecento alla nascita di Enna Bassa.

Nel settore orientale si trova il quartiere Lombardia che prende nome dall'imponente omonimo castello, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico di Palazzo Varisano, un po' più lontano dal museo "Fede e Tradizione" di recente costituzione nei locali della chiesa San Leonardo Abate, Il centro storico si snoda lungo Via Roma lungo la quale sorgono ampie piazze, tra cui il cosiddetto Belvedere comprendente piazza Francesco Crispi e il viale Guglielmo Marconi fino alla confluenza con via Alessandro Volta; numerose sono le chiese e monumenti. Lungo tale via sorgono le sedi delle principali istituzioni (provincia, comune, prefettura, genio civile), il teatro, banche e assicurazioni. A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, Valverde, il quartiere più vecchio, con viuzze strette e tortuose, bagli e ponti, e Fundrisi altrettanto antico.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monte (Enna).

Il Monte è il quartiere più moderno ed è attraversato dai viali Armando Diaz e IV novembre, che si incrociano con via Libertà (terminale della centrale via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Vi si trovano, la Torre e la Villa di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale Generale Gaeta. In questa area, un tempo occupata da un bosco di roveri, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale Torre di Federico II, importante monumento svevo.

Enna deve la nomea di Belvedere di Sicilia in quanto sorge in cima a un monte, in una terrazza naturale che sporge al centro dell'isola, senza catene montuose abbastanza vicine o alte da poter chiudere la vista. Nei giorni più limpidi, lo sguardo spazia ininterrotto, in linea d'aria, per circa 30 km verso nord (si scorge Nicosia, alle falde dei Nebrodi), per altrettanti verso est (fino ad Agira e alla zona industriale di Dittaino) e verso ovest (si intravede Caltanissetta), e per quasi 15 km verso sud (si vede Pergusa ed il suo lago, e Valguarnera Caropepe).

Punti panoramici principali:

  • il Belvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie
  • il viale Paolo e Caterina Savoca, che ne è la continuazione fino al Castello di Lombardia
  • il viale Nino Savarese, che cinge il castello e permette pertanto di passare dal panorama a nord a quello a sud
  • la Torre delle Aquile del Castello, il punto panoramico più completo, che svetta da oltre 1000 m d'altezza a 360º sul panorama a nord, est, sud, e ad ovest domina tutta Enna (si vede chiaramente anche la Torre di Federico) e, dietro di essa, lascia intravedere Caltanissetta
  • la Rocca di Cerere, ultimo sperone orientale dell'akropolis di Henna, da cui il panorama si apre a nord, est e sud, mentre a ovest si ha una veduta del Castello di Lombardia
  • via Porta Palermo o Porta Reale, arco che si apre in via Roma nei pressi del Duomo inquadrando Calascibetta
  • il Corso Sicilia, che dà verso nord su Calascibetta
  • la Torre di Federico II, dalla cui cima si domina Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.

Enna Bassa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Enna Bassa.

Enna Bassa si è sviluppata sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine variabile intorno ai 700 m. s.l.m. partendo dal quadrivio Sant'Anna attorno al quale sorgeva un piccolissimo nucleo di case attorno alla chiesetta di Sant'Anna. Dagli anni sessanta in poi si sono sviluppati gradatamente quartieri residenziali, aree commerciali, uffici e attività varie. La nascita dell'Università ha avuto un ulteriore effetto propulsivo. Nel quadrivio originario si incrociano tre strade statali e una provinciale.

Pergusa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villaggio Pergusa.

Pergusa è una frazione della città e dista 10 km dal centro. Ha una popolazione residente assai ridotta (circa mille abitanti) ma è presente una sviluppata edilizia di villeggiatura e buona parte delle strutture ricettive e turistiche quali hotel, bed and breakfast e agriturismo, molti dei quali affacciati sul lago, principale meta turistica della località. La Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa, ingloba il piccolo abitato del villaggio e vanta una ricca avifauna che sverna, transita o risiede nell'area. La Riserva comprende il bacino del Lago Pergusa, di 1,8 km² e l'ampia area che lo circonda che comprende la Selva Pergusina, una pineta attrezzata, il giuncheto e altre aree di pregio naturalistico. La frazione dà il nome ad un circuito automobilistico, l'Autodromo di Pergusa, nel quale venne disputata l'unica edizione del Gran Premio di Enna di Formula 1 il 27 agosto 1961.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Enna e Clima della Sicilia centrale.

Le medie si riferiscono al trentennio 1960-1990 per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 6,5 6,9 8,4 11,8 17,6 22,3 25,4 25,6 21,5 15,8 12,3 8,5 15,2
Temperatura minima media (°C) 2,9 2,7 3,8 6,1 11,1 14,9 17,9 18,2 15,0 10,8 7,9 4,8 9,7

Il clima di Enna è particolare in quanto nonostante l'altitudine superiore ai 900 m sul livello del mare e la posizione nell'entroterra è comunque più dolce rispetto a molte città dell'Europa centro-meridionale poste in situazioni similari e fa registrare una temperatura media annua di 13,6 °C e minime medie di 6 °C.

L'inverno è piuttosto fresco: le minime di gennaio e febbraio si attestano sui 3 °C circa, le massime di 6/7 °C. In genere da aprile le massime salgono sopra i 10 °C e le minime superano tale verso maggio. 7 mesi hanno temperature medie superiori ai 10 °C. Il clima più fresco ha reso Enna un buon rifugio dalle torride estati siciliane; l'imperatore Federico II di Svevia vi costruì l'omonima torre a Enna come residenza estiva.

Scorcio di Piazza Vittorio Emanuele avvolta nella nebbia

.

La nebbia caratterizza l'autunno ennese. La primavera è abbastanza fresca, con temperature superiori ai 10-15 °C, mentre in estate la continentalità climatica si manifesta con alte temperature (sopra i 25-30 °C), che raramente degenerano in afa. Il comune di Enna è inserito nella fascia climatica E, unico caso per la Sicilia (con i 2 soli comuni d'Italia in fascia A e tutti i comuni costieri in fascia B) (Le fasce regolano l'utilizzo degli impianti di riscaldamento).

Particolari valori climatici[modifica | modifica sorgente]

Si riferiscono al trentennio 1960-1990 secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura minima mai registrata (°C) −5,8 −5,0 −5,0 −1,4 0,6 6,8 10,4 11,4 8,4 3,2 −1,0 −4,0 −5,8
Temperatura massima mai registrata (°C) 20,4 19,8 21,8 23,2 30,0 35,0 41,0 38,0 33,0 28,0 22,4 21,2 41,0

La temperatura minima registrata ad Enna dall'ultimo dopoguerra è di -5,8 °C, nel gennaio 1962, valore sfiorato anche nei mesi di febbraio e marzo 1956 con -5,4 °C. L'agosto 1958 fu il più freddo in assoluto, con una minima di 10 °C, valore pari a un quarto di quello del luglio del 1988, quando il termometro toccò i 41 °C. In assoluto la temperatura più alta registrata in inverno è stata 21,2 °C nel dicembre 1989. Per quanto riguarda le precipitazioni, l'agosto 1999 fu il mese più piovoso, con 253 mm di pioggia caduta, mentre il mese più siccitoso fu il settembre del 1988, quando si ebbero precipitazioni quattro volte inferiori, pari cioè a 58,8 mm.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Varisano durante una manifestazione del ventennio fascista
Via Roma tra Piazza VI dicembre e Piazza Umberto I nel settembre 2011

Enna ha origini incerte antecedenti all'influsso greco risalenti al XIV secolo a.C.: un villaggio, una necropoli e un tempio risalenti al Neolitico sono stati rinvenuti sui colli attorno al Lago di Pergusa, ed in particolare sul colle detto di Cozzo Matrice. Diversi altri insediamenti nascono durante l'età del rame e poi del bronzo sulle colline che circondano l'altura ennese. Tra essi, in parte già indagati, i centri anonimi di Capodarso, Juculia, Contrada Rossi. Un insediamento di una popolazione indigena, da alcuni identificata con i Sicani, sarebbe agli albori della presenza umana sul monte che, però, a causa della continua utilizzazione urbana, non ha sinora consentito grandi ricerche nell'ambito pre e protostorico. Nel XI secolo a.C. genti che possono essere identificate con il popolo siculo, si stabilirono sull'altura. Questa presenza viene tra l'altro, confermata dalla permanenza di un dialetto arcaico fortemente caratterizzato da aspetti tipici del siculo come la presenza di una K senza alcun segno di palatalizzazione e della U mai iotacizzata. Da recenti ritrovamenti, il primo insediamento può porsi durante l'età del rame lungo la vallata del Torcicoda, il torrente che scaturisce dai pendii meridionali della città, e che da sempre rappresenta la principale via di penetrazione verso l'altipiano.

Durante la dominazione greca la polis certamente aveva già il toponimo Henna che parrebbe di origine preindoeuropea e che, nonostante diverse ipotesi, appare del tutto incomprensibile dal punto di vista etimologico. Era rinomata in tutta la Sicilia per il tempio e il culto di Demetra, la Cerere dei romani. Nel 396 a.C. passò in mano ai Siracusani, nel 212 a.C. ai Romani. Durante la prima guerra servile 139 - 132 a.C. fu governata dallo schiavo siriano Euno che partendo da questa acropoli conquistò l'intera Sicilia orientale.

Dopo la dominazione romana, Henna diventò un fiorente centro bizantino dell'isola e successivamente arabo. Da questi ultimi fu ribattezzata Qaṣr Yānī - il Castello di Enna poi, riconquistata la città dai Normanni, il nome arabo della città viene foneticamente latinizzato in 'Castrogiovanni'. Nella sollevazione antiangioina del Vespro siciliano, la città ebbe un grande ruolo e riuscì per qualche tempo a divenire libero comune con istituzioni repubblicane. Diventata l'isola aragonese, fu proprio uno degli aragonesi, Federico III, a fare di Enna, grazie alla sua posizione di città inespugnabile, un centro fiorente, sovente sede della corte, rinnovandone l'architettura con numerosi monumenti in stile gotico catalano, che ancor oggi caratterizzano il centro storico. Sotto gli spagnoli ed i Borbone la città, che faceva parte del demanio della corona, ancora fiorente nel corso del XVI e XVII secolo, iniziò un lento declino anche per le frequenti carestie. Persa l'occasione di diventare sede di diocesi - fu preferita per la sua posizione geografica e altimetrica Piazza Armerina - con l'unità d'Italia la città riuscì ad inserirsi nel nascente mercato nazionale grazie alla ferrovia che attraversava il suo territorio e che garantiva accessibilità e sbocchi portuali alla produzione delle sue miniere di zolfo.

Benito Mussolini la costituì capoluogo di provincia, preferendola a Caltagirone e a Piazza Armerina, città legate agli Sturzo e al partito popolare, esaltandone antichi fasti legati al suo mitico passato classico - il mito di Proserpina innanzitutto - e ripristinando l'antico nome di Enna nel 1926.

Nel 2004 è diventata sede del quarto polo universitario siciliano.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Enna è stato introdotto nel 1927 con il processo di denominazione fascista, che riprendeva dove era possibile i nomi di età classica. Fino a quella data infatti il comune di Enna era chiamato Castrugiuvanni e italianizzato in Castrogiovanni. L'origine etimologica del nome proverrebbe da un termine della lingua sicana, Ennaan[senza fonte], ellenizzato in Ἔννα (Henna) per i Greci. Presso i Romani rimase la stessa etimologia, Henna (meno frequentemente Hennae), mentre durante la dominazione islamica prese a chiamarsi Qasr Yanna. Quest'ultimo starebbe a significare letteralmente Roccaforte di Henna[14]. La corruzione della etimologia in lingua araba si deve ai Normanni i quali trasportarono in lingua latina il nome, dando origine a Castrum Ioannes donde Castrogiovanni, in uso per la città dall'XI secolo fino appunto al 1927.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Enna, via Roma (Enna) e Belvedere di Enna.

Grazie alla sua lunga storia Enna può vantare un notevole patrimonio monumentale. La maggior parte dei luoghi d'interesse sorge lungo l'asse della via Roma che percorre tutto il centro storico della città; l'itinerario parte da piazza Neglia, dove sorge la chiesa di san Tommaso e, passando per le cinque piazze più grandi, termina al castello di Lombardia, il monumento più importante.

Castello di Lombardia, particolare della Torre Pisana.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Varisano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Varisano.

Palazzo Varisano sorge in piazza Mazzini, a ridosso della Chiesa di San Michele; l'edificio è del XVIII secolo, costruito sui resti di una struttura cinquecentesca che lascia ancora traccia di se nei locali dei piani terreni. Ospita le sale del Museo Archeologico Regionale che espone nelle sue sale pregevoli manufatti archeologici connessi alle antiche società che animarono le contrade del territorio Ennese. Il palazzo è appartenuto nel corso dei secoli alle famiglie nobili dei Leto di Capodarso, dei Petroso e dei Varisano, da cui ha preso il nome; negli anni settanta del XX secolo è stato acquistato dalla Regione Sicilia e poi ceduto al Comune di Enna. La struttura viene ricordata nelle cronache storiche poiché il 13 agosto 1863, Giuseppe Garibaldi, vi avrebbe pronunciato il celebre discorso terminato con la frase o Roma o morte.

Palazzo Pollicarini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Pollicarini.

Palazzo fortificato in stile gotico-catalano, la cui costruzione è riconducibile ai primi del XVI secolo, si affaccia sulla piazza Napoleone Colajanni. È stato dimora, nei secoli, di numerose famiglie notabili quali i Falanga, i Petroso e i Notarbartolo. È organizzato su più livelli; al piano nobile si trovano i locali di rappresentanza e dimora (tra cui la sala Magna) e al piano terra i locali dei servizi; il locale sottotetto era dedicato alla servitù. Cornici, arabeschi e stemmi caratterizzano la struttura; in particolare la cornice che divide il piano terra dal il nobile è dotata di tre finestre ornate da pizzi in pietra.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Castello di Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Lombardia.

Il castello di Lombardia sorge sul terreno in cui, nel V secolo a.C., sussisteva un santuario dedicato a Cerere. Sostituito da un castrum sotto i bizantini, in epoca normanna si trasformò in castello. Il nome deriva dai fanti lombardi che lo occuparono al seguito della regina Adelaide del Monferrato, moglie di Ruggero I di Sicilia.

Delle 20 torri iniziali, la Torre Pisana è la meglio conservata. In passato sono stati rinvenuti oggetti e resti di varia epoca; dal 2000 al 2002 sono stati eseguiti scavi archeologici[senza fonte].

La posizione del castello offre un panorama vastissimo, che spazia dalle Madonie all'Etna, sono visibili il lago di Pergusa e due i bacini artificiali (Nicoletti e Morello), e buona parte della Sicilia centro-orientale. Un tempo era sede, in estate, di concerti e spettacoli teatrali, presso il vasto recinto di San Nicola o degli Armati che poteva ospitare fino a 5000 persone[senza fonte].

Non lontano dal castello sorge la Rocca di Cerere costruita in direzione del sole nascente; sin dal primo insediamento del XIV secolo a.C. fu un luogo di culto e divenne parte integrante del vicino santuario: si intravede ancora l'ara sacrificale utilizzata per oltre mille anni, da Sicani, Greci e Romani, per il culto della dea delle messi, Demetra o Cerere. L'area è lo sperone est di Enna.

Torre di Federico II[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre di Federico II.

La torre, di forma ottagonale, venne fatta costruire dall'imperatore Federico II sui probabili resti del teatro greco. La sua forma ottagonale, che ricalca il modello orientale del sacro Tempio di Gerusalemme, fa pensare che venisse utilizzata per la rosa dei venti. In ogni caso era una torre di difesa per controllare quel versante della città di Enna ch'era esposto ad eventuali assalti dei nemici. La torre sorge in cima a una collinetta alberata. Dalla sua sommità lo sguardo spazia su tutta la città alta e sulle valli sottostanti, fino all'Etna.

Porta di Janniscuru[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porta di Janniscuru.

La porta di Janniscuru è l'unica rimasta delle 6 antiche porte di accesso alla città edificata nel periodo arabo-normanno, poste lungo le mura di cinta (che in più epoche furono erette) attorno all'urbs inexpugnabilis e di cui oggi rimane lieve traccia sulle pendici del monte. Le altre porte caddero in rovina o furono abbattute quando Enna fu eretta capoluogo di provincia per ampliare le strade di accesso alla città.

La Porta di Janniscuru si trova nel quartiere di Fundrisi, fuori dal circuito turistico ordinario del capoluogo. Si presenta massiccia e con un arco a tutto sesto ed è circondata dalle grotte con necropoli che si arroccano sul monte.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Enna.

La città è ricca di chiese e conventi ereditati dal suo lungo passato di dominazione spagnola e borbonica le cui tracce sono evidenti nell'architettura urbana di alcuni dei monumenti più significativi dal punto di vista religioso. Nel Settecento, l'allora Castrogiovanni possedeva ben 133 chiese, all'incirca una per ogni centinaio di abitanti, di cui 400 erano preti[senza fonte]. Oggi ne sopravvivono più di 35.

Duomo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Enna.
Particolare del presbitero destro del Duomo, in stile barocco

Il Duomo di Enna è un notevole esempio di architettura ecclesiastica medievale: costruito nel Trecento e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati corinzi, tre navate e tre absidi. La facciata è maestosa, con torre campanaria la cui campana è di notevole mole. All'interno pregiate tele e lampadari. Tra le opere custodite, affreschi del Borremans. Il Duomo è il punto culminante delle celebrazioni della Settimana Santa di Enna.

Santuario di Papardura[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di Papardura Superiore è una chiesa arroccata su un'area rocciosa ricca di grotte, alcune visitabili. Presenta un prospetto esterno austero, con rosone, ma all'interno la sua ricchezza decorativa è una notevole espressione del barocco della Sicilia centrale. Vi sono concentrati, un soffitto ligneo intarsiato, dodici statue degli Apostoli, numerose tele e affreschi del Borremans, pittore fiammingo, e stucchi del Seicento della scuola di Giacomo Serpotta .

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa dello Spirito Santo è parte di un antico complesso bizantino, dapprima restaurato nel 1320 ad opera dei frati Minori Conventuali dell'Ordine di San Francesco che vi risiedettero fino al 1393, quando si videro affidati i locali dei palazzi confiscati ai signori Andrea Chiaramonte e Scaloro degli Uberti, poi diventati chiesa e convento di San Francesco d'Assisi.

Essa è sempre stata annessa alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo nonostante agli inizi del Novecento fosse ancora in mani private. È stata riaperta al culto nel 2009 in seguito all'intervento del Comune di Enna e della Venerabile Confraternita dello Spirito Santo, della quale è sede.

Su una roccia vicino alla chiesa si trova un campanile a vela, mentre nella parte posteriore era posta anticamente una torre di avvistamento, data la posizione strategica per la difesa della città, sovrastante la vicina Porta di Janniscuru. La struttura fu parzialmente adattata dai frati minori per le esigenze del convento, costituendo probabilmente anche un refettorio, mentre le celle-dormitori vennero scavate nelle grotte accanto alla chiesa.

Entrando, a sinistra, si trova la cappella dello Spirito Santo, con l'effigie della Trinità portata in processione in diverse occasioni dalla confraternita. La cappella di destra accoglie una statua di Maria Addolorata mentre nella cappella del corridoio laterale destro è stata posta nel 2011 una statua raffigurante il "Cristo alla colonna". L'interno presenta una conformazione simile a quella della Santa Casa di Loreto, con una finestrella che volge lo sguardo verso l'altare maggiore, dove è collocata la Vergine Nera di Loreto. Vi si festeggiano il Triduo e la Solennità della Pentecoste e quella di Maria SS. Assunta il 15 agosto.

Chiesa di San Leonardo Abate[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di S.Leonardo abate, conosciuta come "A Chisa 'a Passioni" risale al 1400 come si rileva dagli atti. L'interno ad unica navata è molto semplice ed è costituito da un altare maggiore e da quattro nicchie laterali; in esse si trovano i simulacri dei Santi Cosma e Damiano, della Madonna del Giglio, di San Leonardo Abate e della vergine di Fatima. Nella più importante è contenuto il simulacro dell'Ecce homo, fulcro essenziale per la settimana Santa; in tale periodo è meta di pellegrinaggio. Un campanile medievale sovrasta la struttura. Vi si celebrano le festività dell'Ecce Homo (Domenica delle palme) e la festa della Madonna di Fatima (13 maggio).

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione architettonica e urbana[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Chiaramonte su Piazza Vittorio Emanuele.

Poco o nulla si sa della struttura urbana originaria datale dai Sicani che si arroccarono sulla montagna fuggendo dai Siculi che incalzavano da sud; il primo nucleo del Castello di Lombardia fu probabilmente eretto in questa epoca.

Sempre in questo periodo sulla Rocca di Cerere venne eretto il prestigioso Tempio dedicato alla dea delle messi; del pregevole edificio marmoreo parlò Cicerone notando che custodiva 4 preziose statue trafugate dal pretore Verre nel 77 d.C.. Una scalinata ancora attraversabile conduce ai resti dell'ara sacrificale. Il grande sviluppo che Henna conobbe coi Greci è corrisposto a uno sviluppo urbano-architettonico di cui rimane scarsa traccia, giacché i Romani, per prendere Henna (che definirono Urbs Inexpugnabilis) operarono stragi, incendi e devastazioni. Ancora visibili sono le antichissime mura di cinta su alcuni costoni del monte.

Poche tracce rimangono dell'Alto Medioevo mentre dopo il Mille, nel pieno della dominazione araba, si costruì una moschea su quella che è oggi la Chiesa di San Michele, innanzi al Duomo e si verificò un boom edilizio. Con i Normanni, e in seguito, Castrogiovanni si configurò come cittadina medievale, con Duomo gotico, numerose e belle torri di difesa, casupole in pietra, viuzze strette e tortuose, un gigantesco Castello, la Torre di Federico e alcune chiese. Le epoche rinascimentale e barocca, tra XVI e XVIII secolo, mutarono profondamente il volto della città: numerose, magnifiche chiese barocche vennero innalzate e le antiche torri di difesa vennero trasformate in campanili. Il Castello cadde in rovina mentre fioriva l'architettura religiosa.

Arte barocca ad Enna, scorcio del soffitto ligneo del Duomo.

In tale periodo vennero costruiti palazzi baronali e monastici (barocchi) e la città si espanse in tutto il versante centrale e orientale dell'altipiano mentre in quello occidentale, più aspro e climaticamente rigido, vennero confinati i contadini deportati dal feudo di Fundrisi. Intanto, nascevano, nel Settecento, le 7 porte per l'accesso alla città. Con l'Ottocento molte torri, chiese, monumenti, porte e lo stesso Castello caddero in rovina e alcuni scomparvero a causa dell'asportazione delle loro pietre per costruire case ovunque ci fosse posto: tutto l'altipiano fu edificato. Tra gli edifici più pregevoli di quel periodo, figura il Palazzo dei Benedettini, monastero barocco che contiene elementi gotici. Il monastero, caduto in disuso, è stato oggetto di un finanziamento iniziale di 2,7 milioni di euro per consentirne il restauro e ospitare la sede del Rettorato dell'Università di Enna[15].

Dopo il 1927, con l'erezione a capoluogo di provincia e l'insediamento di uffici e dipartimenti, anche in vista della visita di Re Vittorio Emanuele II e di Benito Mussolini), interi quartieri vennero rasi al suolo per far posto a strade diritte e ampie, a piazze e a nuovi palazzi. Enna perse la sua immagine di borgo medievale, che conserva solo in alcuni rioni. L'area del Monte (versante ovest) venne in gran parte stravolta da costruzioni e condomini mentre nasceva il nucleo originale di Enna Bassa e Pergusa.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il canneto di Pergusa in primo piano con uno scorcio del lago sullo sfondo.

Ad Enna alta sono presenti tre ville con verde: la villa di Torre di Federico ospitante la sveva torre ottagonale, la villa Pisciotto che prende nome dalla porta antica che ivi costituiva l'accesso alla città e un ampio atrio verde all'interno del Castello di Lombardia.

Enna Bassa ha un impianto urbano molto più arioso e i complessi condominiali sono separati da aree verdi.

A 5 km da Enna è sita la Riserva naturale speciale Lago di Pergusa con la Selva Pergusina (area forestale) e l'unico lago naturale della Sicilia interna, dal quale transita la maggior parte dell'avifauna migratoria isolana[senza fonte].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il Teatro Garibaldi, sede del municipio di Enna.

(Istat luglio 2009) Abitanti censiti[16]

La popolazione censita nel 2001 risultava di 28.983 abitanti, quella effettivamente residente al 2006 è inferiore.

L'evoluzione demografica registrata a partire dal 1861 e per quasi un ventennio denota il dato di circa 14.000 abitanti. In seguito all'incremento dell'attività mineraria dello zolfo divenne pressoché doppia al 1901.

La tendenza positiva culminò nei 31.879 ab. del 1921 ma il primo decennio fascista segnò un decisivo crollo che ricondusse la popolazione alla soglia dei 22.000 ab. L'erezione a capoluogo di provincia nel 1926 riportò il trend positivo e nel secondo dopoguerra tornò ai livelli precedenti al fascismo, stabilizzandosi.

Dagli anni settanta agli anni ottanta, un lieve calo della popolazione conseguì a un impoverimento dell'economia, con la chiusura delle miniere di zolfo e di vari uffici, finché nel decennio successivo non si ebbe una nuova crescita, anche da associarsi all'espansione di Enna Bassa e dell'università, grazie alla quale nel 2001 è stato registrato il picco storico del numero di residenti, dopo quello del 1921. Dal 2007 si verifica una flessione della popolazione residente attestandosi intorno 27.900 abitanti

Il Comune di Enna ha una densità di popolazione molto inferiore alla media nazionale e regionale, circa la metà. Al 2006, il dato era di 78,94 ab/km², superiore tuttavia a quello provinciale di 55,63 ab/km²[17].

Dei 27.000 abitanti, la quasi totalità si concentra in una ristretta area urbana comprendente Enna alta, Enna Bassa e il Villaggio Pergusa. Nelle contrade, invece, risiede il 3% circa della popolazione: da ciò si evince che a dispetto di un'area relativamente poco estesa dove risiede il 97% degli abitanti, la minima parte restante si distribuisce su un territorio assai vasto, e pertanto quasi disabitato.

La tendenza generale degli ultimi anni è un lievissimo decremento demografico a Enna alta (che dai 16.662 ab. del 2001 è passata ai 16.543 ab. del 2006) e uno assai più accentuato nelle contrade extraurbane (2212 ab. nel 2001, dimezzatisi nel giro di 5 anni fino a quota 1208 ab.), a favore di Enna Bassa che gode al contrario di un aumento della popolazione residente, anch'esso però a livelli trascurabili (9.556 ab. nel 2001, 9.691 nel 2006) e del Villaggio Pergusa (dove i 1449 ab. del 2001 sono passati a 1604 ab. nel 2006).

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti a Enna con regolari permessi di soggiorno assommavano a 560

Principali cinque comunità straniere presenti in città, aggiornato il 31/12/2008

Nazionalità Residenti
Romania Romania 201
Marocco Marocco 159
Tunisia Tunisia 57
Filippine Filippine 54
Cina Cina 21
Micronesia Micronesia 19
Isola Norfolk Isola Norfolk 14

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Principali eventi fissi
La statua quattrocentesca della Vergine, in processione il per la festa del 2 luglio sulla nave d'oro

La patrona di Enna è Maria SS. della Visitazione che si festeggia il 2 luglio: in tale ricorrenza i membri scalzi della omonima confraternita portano, a spalla, la nave d'oro con la statua della Madonna per le vie della città sino ad arrivare alla Chiesa Francescana di Montesalvo dove sosterá per due settimane. La statua della Madonna è adornata con gioielli d'oro offerti da persone devote nell'arco di secoli. Altro appuntamento è l'ultima domenica di agosto con la festa della Madonna di Valverde.

I festeggiamenti della Settimana Santa di Enna hanno come culmine la solenne processione del Venerdì Santo, durante la quale migliaia di confratelli incappucciati percorrono le vie della città.

  • Festeggiamenti del Signuruzzu du Lacu (Signore del Lago) sul Lago Pergusa:

La festa si svolge durante la prima settimana di maggio e ha il suo culmine la prima domenica, con la benedizione delle acque del Lago. Seguono i giochi pirotecnici e uno spettacolo di musica leggera o teatrale.

  • Festa del Beato Girolamo De Angelis sacerdote ennese e compatrono della città:
    Girolamo de Angelis,compatrono della città (4-5 dicembre)

I festeggiamenti iniziano la penultima domenica di novembre e culminano il 4 e 5 dicembre, con processione e giochi pirotecnici.

  • Festa della Madonna di Valverde:

La festa della Madonna di Valverde ha origini molto antiche (1300 circa). La Vergine di Valverde fu la prima patrona del popolo Ennese, sino al 1412 (anno dell'arrivo del simulacro della Madonna della visitazione in città e attuale patrona). La festa ha il suo clou l'ultima domenica di agosto tra processione, luminarie, fuochi pirotecnici e concerti.

  • Festa della Madonna dei carusi:

Quella della Madonna dei carusi è una delle feste più sentite dal popolo ennese. La festa venne istituita per onorare i giovani operai delle miniere e metterli sotto la protezione di Maria. La festa culmina la prima domenica di settembre, con la processione, i giochi pirotecnici e una kermesse musicale: il festival canoro dei bimbi, in piazza Sant'Agostino,tra il Sabato e la Domenica della festa.

l'Urna del Cristo Morto e il Fercolo dell'Addolorata durante la processione del Venerdì Santo
  • Festa del SS. Crocifisso di Papardura:

Nel santuario arroccato di Papardura si svolge il 13 e il 14 settembre una delle feste più antiche della città, con la degustazione delle " Cudduredde", la benedizione con una reliquia della Santa Croce, e coincide con la tradizionale fiera di settembre in piazza Europa.

  • Festa dell'Immacolata:

Processione del Simulacro della Vergine sino al carcere, saluto dei detenuti, ritorno e giochi pirotecnici al Belvedere Marconi.

  • Fiere e altro
    • Fiera di maggio e settembre
    • Fiera del Bestiame
    • Mercato del martedì
    • Mercatino rionale di Via Mercato S. Antonio
    • Torneo Internazionale della Musica (TIM), semifinali e finali dal 2007
    • Stagione motoristica dell'Autodromo di Pergusa
    • Stagione concertistica e convegnistica dell'Università Kore di Enna
    • Stagione teatrale del Teatro Garibaldi
    • Programma natalizio ed estivo

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università Kore di Enna.
Logo dell'Università Kore di Enna

L'Università Kore di Enna è la più giovane fra le università siciliane; fondata nel 2005 è l'unico istituto universitario fondato in Sicilia dopo l'Unità d'Italia. Al momento[quando?], sono circa 4.052 gli studenti iscritti. Istituita dal ministro Letizia Moratti, vi collaborano o hanno collaborato Marcello Pera, Giuliano Amato, Franco Battiato e numerose altre personalità accademiche e governative dell'area mediterranea, in special modo autorevoli esponenti dei governi di Malta, Cipro e Tunisia e le relative università.[senza fonte] È presieduta[ancora?] dal prof. Cataldo Salerno.

Comprende le seguenti facoltà:

  • Facoltà Arti e Comunicazione
  • Facoltà di Giurisprudenza
  • Facoltà di Ingegneria e Architettura
  • Facoltà di Psicologia e Scienze della Formazione
  • Facoltà di Scienze motorie e del Benessere
  • Facoltà di Scienze Economiche e Sociali

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Alessi di Enna.
Monete romane
  • Il Museo Alessi è situato in locali in stile gotico-catalano, traccia dell'impianto trecentesco originario del Duomo; il progetto di allestimento è stato redatto dall'architetto Andrea Nonis. Il museo espone alcune collezioni di una certa ricchezza, tra cui si segnalano la sezione numismatica, con 4.000 monete greco-romane, alcune collezioni appartenute a famiglie nobili e il Tesoro della Chiesa Madre, che custodisce un vasto ventaglio di pezzi d'oreficeria siciliana, come la Corona della Madonna in oro tempestato di diamanti di Leonardo e Michele Montalbano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Archeologico Regionale di Enna.
  • Il Museo Archeologico Regionale di Enna, fondato negli anni 1980, conserva numerosi reperti rinvenuti in diversi siti archeologici della Sicilia interna, tra cui alcuni noti in ambito internazionale, come la città indigena ellenizzata di Morgantina o la celeberrima Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.
  • Il Museo Musical Art 3 M raccoglie "opere musicali" esponendo virtualmente i quadri di artisti siciliani o che hanno operato in Sicilia dal XV al XX secolo. Vi sono inoltre mostre fotografiche temporanee ed è sede di iniziative culturali riguardanti arte e tradizioni locali e non.

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei film girati ad Enna:

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Sono tipici dell'ennese alcuni prodotti gastronomici di notevole diffusione. Tra questi:

Persone legate ad Enna[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Mazzini nella piazza accanto al Duomo

L'economia di Enna è stata nei secoli incentrata nella produzione agricola. A partire dal XVIII secolo ha sviluppata l'estrazione dello zolfo. A Pasquasia è stata per secoli praticata l'estrazione dei sali potassici. L'attività mineraria è andata decadendo lungo tutto il XX secolo e verso la fine dello stesso è stata definitivamente chiusa. Una debole attività turistica è sostenuta dalla presenza delle varie aree di interesse archeologico mentre alcune attività commerciali e artigianali si sono insediate nell'area industriale del fiume Dittaino. Enna ha dichiarato nel 2010 un PIL di 16.260 euro pro capite, piazzandosi tra le province più povere.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo di permanenza breve o media si concentra prevalentemente in estate o durante la Settimana Santa di Enna.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polo Industriale di Enna.
Veduta dal Belvedere di Enna, con Calascibetta in primo piano

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Enna, situata al centro dell'isola e in posizione elevata è accessibile soltanto mediante il trasporto su gomma. Sono numerose le autolinee attive tra Enna e le principali città della Sicilia, in gran parte gestite da due tra le maggiori compagnie siciliane d'autotrasporti, aventi sede ad Enna, la SAIS Autolinee e la Interbus. Queste forniscono anche collegamenti con il resto d'Italia e con alcuni paesi d'Europa. Enna è raggiungibile con l'autostrada A19 Palermo-Catania (E932) uscendone mediante una serie di svincoli in viadotto tra i più lunghi della Sicilia. Per raggiungere le due parti, alta e bassa della città si deve imboccare la strada statale 117 bis Centrale Sicula.

Il territorio di Enna è attraversato dalla detta strada statale 117 bis che la collega a Caltanissetta, dalla strada statale 121 Catanese che la collega a Palermo e a Catania (via Paternò), dalla strada statale 192 della Valle del Dittaino che la collega a Catania, dalla strada statale 561 Pergusina che la collega a Piazza Armerina e Gela e dalla strada statale 290 di Alimena che la collega a Calascibetta, Alimena e alle Petralie. La strada provinciale 1 assicura gran parte del traffico tra Enna alta ed Enna bassa.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Enna e Stazione di Dittaino.

Enna è costeggiata a quota più bassa dalla linea ferroviaria Catania-Palermo che la collega anche a Caltanissetta e Agrigento. La stazione si trova 5 km a valle del centro storico ma il movimento delle merci avviene principalmente a Dittaino. Alcune linee di autotrasporto pubblico urbano sono attive ad Enna. Di queste, una percorre le vie del centro mentre le altre collegano quest'ultimo ad Enna Bassa e al Villaggio Pergusa.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idroscalo di Enna.

Dal 2007 Enna dispone anche di un idroscalo situato nel vicino lago Nicoletti. L'infrastruttura tuttavia non è da tempo operativa.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Vista delle tribune dell'Autodromo

La città possiede alcuni impianti sportivi; a Pergusa ha sede un circuito automobilistico (Autodromo di Pergusa). Nel 1997 ha ospitato il Ferrari Day con la partecipazione di Michael Schumacher ed altri campioni[19].

Pergusa ospita anche tre piscine scoperte comunali, un campo di calcio e vari di calcetto. A Enna Bassa è sita la piscina comunale coperta, la pista di Atletica leggera, corsa e ciclismo intitolata a Tino Pregadio e il Palazzetto dello Sport. Campi di tennis, pallavolo, bowling, bocciodromi e altre strutture sportive si trovano ad Enna alta, sede tra l'altro dello Stadio Generale Gaeta di Enna.

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Lo sport del calcio ad Enna ha vissuto soltanto alcune stagioni in Serie C). La G.S.D. Enna Calcio è fallita il 10 febbraio 2013. Le formazioni giovanili disputano le proprie partite nell'impianto di Pergusa.

La città possiede due squadre di rugby. Le, Aquile Enna militante nel Campionato di serie C1 regionale e l'Amatori Enna militante nel Campionato di serie C2 regionale. Entrambe giocano le partite interne nel Campo Comunale di Pergusa.

Unico team sportivo cittadino in categoria maggiore è la squadra di pallamano maschile Haenna. Fino all'estate del 2006 in Serie A era presente la squadra di pallamano femminile, la De Gasperi Enna, che ha vinto lo scudetto nel 1999 e nel 2002 e due, Coppa Italia, nel 1998 e nel 2000; in seguito la squadra è fallita dedicandosi solamente al settore giovanile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Popolazione residente al 30 gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/01/2013.
  4. ^ Monumento, Chiesa e convento di Montesalvo
  5. ^ Viaggi Sicilia
  6. ^ Rete comuni italiani
  7. ^ Tuttocittà
  8. ^ Sulla storia antica della Sicilia discorsi di V. N, Volume 1, pag. 618, Vincenzo Natale, 1843
  9. ^ Il Mediterraneo con le sue isole e golfi: opera originale francese recata in italiano e annotata da Guglielmo Villarosa, pag. 41, Clément Pellé, Dalla tipogradia e litografia del Guttemberg, 1841
  10. ^ Enna e provincia: laghi, torri e castelli : Morgantina, Piazza Armerina, la villa romana del Casale, pag. 24, Touring Editore, 2001
  11. ^ Sicilia esoterica, Marinella Fiume, Newton Compton Editori, 2013
  12. ^ Scritti minori, pag. 205, Antonio Giuliano, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2001
  13. ^ Storia della Sicilia Medievale e Moderna, Denis Mack Smith, Edizione Laterza, 1968, pagina 10
  14. ^ Il termine infatti non significa "roccaforte di Giovanni" ("Giovanni" in arabo diventa "Yuhanna" tra i cristiani e "Yahya" tra i musulmani), mentre più probabilmente deriverebbe dall'espressione Qasr Yānī o Qasryānnih, corruzione di Qasr Henna. Cfr. l'Encyclopaedia of Islam, s. v. «Ķaṣryānnih» (U. Rizzitano, che si basa sugli ampi e documentati studi di Michele Amari espressi in special modo sulla sua Stioria dei musulmani di Sicilia).
  15. ^ http://www.vivienna.it/notizie/notizia.php?id_news=20758&05/08/2007&10:50:23&titolo=Enna: Finanziata la ristrutturazione del palazzo Benedettini
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Agenda 21 Enna
  18. ^ http://www.sicilianews.org/?p=6797
  19. ^ http://www.vivienna.it/notizie/notizia.php?id_news=20343&26/06/2007&08:24:35&titolo=Le Ferrari a Pergusa?

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enna e provincia. Laghi, torri e castelli. Morgantina, Piazza Armerina. La villa romana del Casale. Touring Club Italiano, 2001. ISBN 88-365-1851-6
  • Maria Concetta Di Natale. I monili della Madonna della Visitazione di Enna. Il Lunario.
  • Carmelo G. Severino.Nel Cinquecento di Enna, in Demetra/Semestrale d’arte, n.3, dicembre 1992, pp. 41–43.
  • Carmelo G. Severino. Enna. La città al centro. Gangemi, 1996. ISBN 88-7448-681-2
  • Anna Maria Corradini. Enna: storia e mitologia attraverso le fonti classiche. Papiro.
  • Di Matteo; Barbagallo; Guarnaccia; Castellucci. Enna. «Ciao Sicilia - What's on», 1989.
  • Emilio Barbera; Gino Fabio. Dove nasce la primavera. Le riserve naturali in provincia di Enna. Città Aperta Edizioni, 2001. ISBN 88-8137-018-2
  • De Francesco M., Pulicanò G., Termine R., Bruni V. Red water in the Lake of Pergusa (Sicily, Enna)
  • Francesco S. Martino De Spucches. La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni. Editore Boccone del Povero 1923

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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