Terni

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Terni
comune
Terni – Stemma Terni – Bandiera
Terni – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Leopoldo Di Girolamo (PD) dal 22/06/2009
Territorio
Coordinate 42°34′00″N 12°39′00″E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Terni)Coordinate: 42°34′00″N 12°39′00″E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Terni)
Altitudine 130 m s.l.m.
Superficie 211,90 km²
Abitanti 112 178[1] (28-02-2014)
Densità 529,39 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Acquasparta, Arrone, Colli sul Velino (RI), Labro (RI), Montecastrilli, Montefranco, Narni, Rieti (RI), San Gemini, Spoleto (PG), Stroncone
Altre informazioni
Cod. postale 05100
Prefisso 0744
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055032
Cod. catastale L117
Targa TR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 650 GG[2]
Nome abitanti ternani
Patrono san Valentino
Giorno festivo 14 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terni
Posizione del comune di Terni all'interno della provincia omonima
Posizione del comune di Terni all'interno della provincia omonima
Sito istituzionale

Terni è un comune italiano di 112.178 abitanti,[3] capoluogo dell'omonima provincia in Umbria.

È il quarantunesimo comune italiano per popolazione e il settimo dell'Italia Centrale, secondo[4] comune della regione per popolazione e il nono[5] per superficie.

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal XIX secolo dove ricoprì un ruolo da protagonista nella seconda rivoluzione industriale, quando furono costituite le acciaierie. Per la sua importanza ha subìto pesanti bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale da parte degli Alleati che, però, non le hanno impedito di rimanere tuttora uno dei fulcri dell'economia umbra ed italiana. Per questo motivo è soprannominata "La Città d'Acciaio" e la "Manchester italiana".[6]

Oggi, nel XXI secolo, Terni è una città completamente rinnovata e a misura d'uomo con un importante centro storico, economico, sociale e naturalistico.[7] Alle vastissime zone industriali, infatti, si alternano paesaggi verdi (in primis la cascata delle Marmore), testimonianze di resti romani, medievali e di archeologia industriale.

È conosciuta in tutto il mondo come la "Città degli Innamorati" poiché il suo patrono, san Valentino, vi è nato e diventato vescovo e le spoglie sono ivi custodite.[8]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Terni sorge sulle rive del fiume Nera e del fiume Serra, in una vasta e fertile conca circondata dall'Appennino umbro-marchigiano e dal Subappennino laziale.

Area metropolitana di Giorno.
Parte dell'Area metropolitana di Notte

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conca Ternana.

Il territorio comunale è ampio (211,90 km²), e si estende intorno alla città di Terni, (conca Ternana) fino alla Valnerina Ternana ad est e alle Terre Arnolfe a nord/nord-ovest raggiungendo una superficie di 325 km² ed i 172.770 abitanti. La densità abitativa è abbastanza elevata, per la notevole presenza di aree verdi sparse nel territorio comunale. Il territorio si è formato a causa dell'erosione dovuta al mare presente durante la preistoria. Anche per questo elemento il sottosuolo è sabbioso e quindi riduce la possibile devastazione dei terremoti che spesso si scatenano nelle zone appenniniche.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale e l'hinterland hanno un dislivello di 1.577 m s.l.m., infatti si passa dai 95 metri tra il confine fra Terni e Narni, passando dai 130 di Terni, i 300 di media dei comuni limitrofi e Valnerina, i 1.121 del Monte Torre Maggiore fino ai 1.672 del Monte Aspra.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

I fiumi presenti nel territorio sono il Nera, il Serra, il Tescino, l'Aia e il canale di Recentino. Le Cascate delle Marmore sono formate dal fiume Velino che compie interamente il suo corso attraversando la provincia di Rieti e il suo capoluogo, gettandosi poi nel Nera.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Terni appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini, con estate calda. La città gode di un tipico clima mediterraneo, mite e confortevole nei periodi primaverili ed autunnali. Le stagioni più piovose sono la primavera e l'autunno, prevalentemente nei mesi di novembre e aprile. L'estate è calda, umida, afosa e tendenzialmente siccitosa, mentre l'inverno è freddo e piovoso, ma con notevoli picchi di freddo e intervallati fenomeni nevosi di una certa consistenza. In generale, il clima è abbastanza ventilato poiché i venti diminuiscono d'intensità incontrando le montagne limitrofe.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Terni.
TERNI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,2 12,6 16,1 19,7 24,6 28,9 32,7 32,2 27,9 21,8 15,3 10,8 11,2 20,1 31,3 21,7 21,1
T. min. mediaC) 2,4 3,5 5,6 8,1 11,9 15,7 18,3 18,3 15,5 10,8 6,6 3,5 3,1 8,5 17,4 11,0 10,0
Precipitazioni (mm) 66 68 63 65 69 60 26 57 83 102 110 83 217 197 143 295 852
Giorni di pioggia 8 8 8 8 8 7 4 5 6 7 9 8 24 24 16 22 86
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,3 4,2 4,8 5,5 6,9 7,9 9,4 8,8 7,1 5,6 3,8 3,0 3,5 5,7 8,7 5,5 5,9
Vento (direzione-m/s) E
3,3
E
3,3
SW
3,1
SW
3,2
SW
3,2
SW
3,2
SW
3,3
SW
3,2
SW
2,9
E
3,1
E
3,1
E
3,3
3,3 3,2 3,2 3,0 3,2

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Terni.

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

La città, posta in una pianura alluvionale tra il fiume Nera e il torrente Serra, vide il suo territorio abitato già nell'età del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti. L'età del Bronzo medio (XVIXIII secolo a.C.) è segnata da un'attività pastorale, di tipo transumante, contraddistinta da insediamenti in capanne e grotte. Questa attività di tipo caseario è testimoniata dai vari manufatti ceramici, ad essa connessi, rinvenuti presso Titignano, Avigliano Umbro e Narni. Con gli inizi dell'età del Ferro (X secolo a.C.), il territorio accresce la propria importanza, come attestato dalla grande necropoli delle Acciaierie. In questo periodo si afferma un modello di insediamento stabile ed organizzato, supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura ternana, una delle più importanti dell'Italia protostorica.

In base alla tipologia dei corredi funerari è possibile distinguere tre fasi: Terni I, Terni II e Terni III.

Alla prima fase, la più antica, appartengono le tombe ad incinerazione, formate da un pozzetto per lo più cilindrico. Le analogie culturali sono con l'area laziale, soprattutto Roma-Colli Albani e Allumiere. L'abitato corrispondente alla necropoli di questo periodo era probabilmente situato sul Colle di Pentima, lungo il margine orientale della conca ternana.

La fase Terni II, databile al IX secolo a.C., è caratterizzata dalla sostituzione del rito funerario dell'incinerazione con quello dell'inumazione. Le sepolture ad inumazione sono formate da fosse rettangolari, riempite con terra e pietrame oltre il livello del suolo, alcune con circolo di pietre a delimitarne il perimetro, a volte con fondo pavimentato da ciottoli di fiume. Le evidenze culturali di questa fase ricollegano la necropoli ternana all'area umbra, sabina e picena, ma con apporti dalla fase laziale di Roma-Colli Albani II, soprattutto nella ceramica.

Alla fase Terni III, databile fra l'VIII e il VI secolo a.C., appartengono le tombe di S. Pietro in Campo, poco più ad occidente della necropoli delle Acciaierie, e quelle rinvenute nell'area dell'ex poligrafico Alterocca. Le sepolture sono tutte ad inumazione, particolarmente ricche, quelle maschili, di armi in ferro, fra cui le lance a foglia, giavellotti, spade e pugnali, in quelle femminili, lebeti, bacili, attingitoi, anfore, oltre alle fibule. I più recenti scavi, in località Maratta Bassa ed in contesto urbano, hanno confermato un processo di proto urbanizzazione, decisamente precoce rispetto ad altre realtà umbre.

In epoca storica, secondo le Tavole eugubine, il popolo dei Naharti (Naharkum..Numen) era considerato nemico dell'arce umbra di Gubbio, al pari degli Etruschi e degli Jabusci. È probabile che i Naharti abitassero proprio lungo il corso del Nera, la cui radice idronimica Nahar- è in comune con l'appellativo Naharkum.

Alcune sommità che circondano la piana di Terni continuarono ad essere abitate, come le propaggini meridionali dei monti Martani, disseminate di piccoli insediamenti, posti fra i 700 e i 1.000 m di altezza, non tutti a scopo abitativo, di cui il più importante è il sito fortificato di S. Erasmo di Cesi, databile almeno al V secolo a.C.

La notizia non provata che al di sopra di Rocca San Zenone si trovasse l'oppidum umbro di Vindena si riferisce probabilmente alla memoria di questi insediamenti di altura.

L'origine della città viene dunque fatta risalire al 672 a.C., come si evince da un'iscrizione latina di età tiberiana. Il nome Interamna Nahars ha fatto pensare che il Nera e il Serra e le loro derivazioni circondassero la città, costituendo una difesa naturale. Il nome Interamna si è poi evoluto in Teramna, Terani e, infine, Terni.[9]

La conquista romana[modifica | modifica sorgente]

Le fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Nel 290 a.C., o poco dopo, Manio Curio Dentato promosse la costruzione della Via Curia (di cui non resta traccia), collegando Terni a Rieti[10] e realizzò il taglio del costone delle Marmore, per facilitare il deflusso delle acque del Velino nel Nera;[11] è, quindi, probabile che già all'epoca Interamna fosse romanizzata.

Durante la seconda guerra punica, nel 214 a.C., Interamna, insieme ad altre undici colonie latine, non si trovò nelle condizioni di fornire il suo contingente di armati per formare le due legioni urbane che i consoli di quell'anno, Quinto Fabio Massimo Verrucoso e Marco Claudio Marcello, ebbero intenzione di arruolare; quest'azione, giudicata dal Senato di Roma come tradimento, fu severamente punita qualche anno dopo con l'emanazione di una legge apposita, che nella giurisdizione delle colonie latine si chiamò ius XII coloniarum.[12] Tra l'altro, a questo periodo risalgono le mura che circondarono il perimetro dell'abitato romano.

Alla fine del secondo secolo a.C. sono databili alcuni lavori di riassetto del ramo orientale della via Flaminia, che collegava (e collega) Narni a Spoleto, per riallacciarsi all'originario tracciato della consolare all'altezza di Forum Flaminii, poco a nord di Foligno.

Dopo la Guerra sociale Interamna divenne municipium, non si sa se con le caratteristiche della piena cittadinanza o come civitas sine suffragio.[13]

L'Impero Romano[modifica | modifica sorgente]

La statua di Gaio Cornelio Tacito a Terni.

Con la sistemazione amministrativa dell'Italia, Interamna fu iscritta alla tribù Clustumina e fu inclusa nella Regio VI Umbria.[14] Si colloca nel periodo fra la fine del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. la strutturazione definitiva della Terni romana. In questo periodo furono edificati tempi, il teatro, due terme e l'anfiteatro.[15]

Durante l'Impero fu teatro di alcuni avvenimenti significativi: la resa delle ultime truppe di Vitellio alle legioni di Vespasiano nel 69,[16] l'attribuzione, da parte del Senato, dell'auctoritas imperiale a L. Settimio Severo, già acclamato Imperatore dalle legioni d'Illiria, nel 193,[17] e l'uccisione, nel 253, nelle campagne vicine, dell'imperatore V. Treboniano Gallo e di suo figlio G. Vibio Volusiano, mentre si apprestavano a combattere contro le legioni dell'usurpatore M. Emilio Emiliano, acclamato Imperatore dalle truppe della Mesia.[18]

Risale all'inizio del III secolo d.C. la testimonianza della Tabula Peutingeriana che il tracciato di riferimento della Via Flaminia non è più quello occidentale, da Narnia a Mevania, ma quello orientale, che passa per Terni, contrariamente all'itinerarium Gaditanum di due secoli prima, che indica il primo come percorso preferito.[19]

La diffusione del Cristianesimo è attestata dall'area cimiteriale, databile al IV secolo, sorta su una necropoli pagana, alla sommità di un colle poco a sud della città, lungo la via Interamnana. Il luogo principale di culto fu costruito probabilmente all'interno delle mura cittadine, a ridosso dell'anfiteatro, nel luogo dove ora sorge la cattedrale e fu dedicato inizialmente a S. Maria Assunta.[20]

Dopo la Guerra Gotica, durante la quale è probabile che anche Interamna sia stata, prima occupata dagli Ostrogoti, poi ripresa dai Bizantini,[21] la conquista più significativa fu quella longobarda, avvenuta ad opera dei Duchi di Spoleto alla fine del VI secolo e compiuta già al tempo di Autari. Terni assunse il carattere di città di frontiera, trovandosi a poca distanza da Narni bizantina, posta a guardia della via Flaminia, nel suo tratto occidentale. Sebbene il limite esatto fra le due aree nemiche sia molto difficilmente identificabile, si ritiene che esso fosse compreso fra la consolare Flaminia, nel suo percorso più antico, in mano ai Bizantini, e la via Interamnana, in mano ai Longobardi, che la utilizzarono per l'occupazione della Sabina occidentale, fino a Farfa.[22]

Durante la prima fase del dominio longobardo la diocesi ternana fu soppressa da Gregorio Magno, forse più per mancanza di fedeli che per riduzione della popolazione, e fu assorbita da quella di Narni.

Il passaggio ai Franchi non mutò radicalmente la situazione, poiché Terni continuò a dipendere dal Ducato di Spoleto, pur essendo sede di un comes. La diocesi, alla fine dell'VIII secolo, fu annessa a quella di Spoleto, ristabilendo così, ma a favore del Regno, un'anomalia istituzionale. Proprio per questo motivo il Papato e la diocesi narnese non smisero mai di rivendicare la sovranità su Terni, facendosi forti della Promissio Carisiaca e dei capitolari successivi, che affermavano la volontà dell'Impero di restituire Narni al Papa.[23]

Il Basso Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Terni fu libero comune già dall'anno 1000. Nel 1174 le soldataglie del vescovo Cristiano di Magonza la presero e la distrussero con l'accusa di non pagare le gabelle dovute.[24]

Nonostante i Diplomi imperiali dei secoli precedenti, la cessione del territorio e della diocesi ternani al potere temporale dei Papi non si realizzò, probabilmente per le resistenze dei duchi e dei vescovi di Spoleto, e soltanto la decisa opera di annessione dell'intero Ducato di Spoleto da parte di Innocenzo III, nel 1198, riuscì a fare di Terni un pezzo del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia. Nel 1218, Onorio III ricostituì il Capitolo Cattedrale nella chiesa di S. Maria Assunta, ma dotandola di una competenza territoriale molto esigua, esposta alle rivendicazioni di Narni, da una parte, e di Spoleto, dall'altra.[25]

Quando Terni entrò a far parte del potere temporale dei Papi era già un Comune, con la magistratura dei due consoli e il Parlamento, ma con una storia di lotte per la stessa sopravvivenza.

Al momento in cui gli fu restituita la diocesi, Terni ebbe anche il Podestà e il Capitano del Popolo, apparentemente in anticipo di qualche decennio rispetto ad altri comuni umbri.

Nel giugno del 1241 Terni si sottomise spontaneamente a Federico II, che la individuò, forse per le sue vie di comunicazione con Roma, come base della sua presenza nell'Italia Centrale durante il conflitto che lo oppose, nel 1244, al papa Innocenzo IV e, come sede, nel 1247, della dieta che avrebbe dovuto ridisegnare l'assetto amministrativo e politico dell'Italia.[26] Ma con la morte del sovrano, Terni tornò all'obbedienza papale, anche se lo fece molto tardivamente, nel 1252.

Nel 1294 il Comune si dotò di una nuova carica, i 'quattro di credenza' o difensori del Popolo e, nel 1307, dei Priori.

Durante la Cattività avignonese continuò la resistenza al potere papale e, schiacciata fra due fortissimi Comuni, come Spoleto e Narni, fu costretta ad allearsi con Todi, che nominò fra il 1338 e il 1354 sette Podestà su dieci.[27] Nel 1354 si sottomise al legato Papale, il cardinale Egidio Albornoz.[28]

Nel 1416 fu soggetta alla signoria di Braccio da Montone,[29] ma nel 1420 i mercenari al soldo di Martino V la ricondussero sotto il potere papale.[30]

Fra il 1444 e il 1448, prima Eugenio IV e poi Niccolò V, modificarono gli statuti comunali ed introdussero a Terni, come in altre parti del Patrimonio, il Governatorato, dando così un'impronta accentratrice all'amministrazione pontificia.[31] Fra i governatori, risulta citato il conte palatino Ioannes De Sellis da Forlì.[32]

Il dominio papale[modifica | modifica sorgente]

Il duomo.

Nel luglio del 1527 Terni accolse con favore i Lanzichenecchi, di ritorno dal sacco di Roma, e si schierò poco dopo con i Colonna nella lotta che oppose Clemente VII a gran parte della nobiltà dello Stato, refrattaria ad accettare l'autoritarismo della Curia.[33]

In questo periodo si ebbero anche guerre intestine tra nobili e borghesi, che culminarono nel sanguinoso episodio del 22 agosto del 1564, in cui avvenne la strage dei nobili ad opera della fazione dei Banderari, a cui fece seguito la repressione del commissario apostolico, il cardinale Monte Valenti, inviato da papa Pio IV. La durezza della repressione fu proporzionale alla volontà del Papa di imporre una volta per tutte la sua autorità.[34]

Dopo il Concilio di Trento iniziò un'epoca, di circa due secoli, in cui Terni, avendo perduto una sua precisa identità, trovò in Roma un punto di riferimento. Gli Aldobrandini e i Barberini furono per molti anni, nel corso del XVII secolo, patroni della città: ternani, come Francesco Angeloni, si recarono a Roma e si legarono a queste due famiglie. Viceversa, importanti personaggi dell'arte e della cultura approdarono, da Roma, a Terni: Antonio da Sangallo il Giovane per dirigere i lavori della cava paolina alla cascata delle Marmore (proprio a Terni trovò la morte); Jacopo Barozzi da Vignola e Carlo Fontana per la riedificazione del Ponte Romano, Carlo Maderno per la cava clementina e Girolamo Troppa come decoratore di ville e palazzi cittadini.[35]

Da Napoleone al Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Terni all'inizio del XIX secolo

Il sonno di questa piccola comunità fu bruscamente interrotto il 16 febbraio del 1797, quando il generale Louis Alexandre Berthier da Spoleto dettò le condizioni di resa all'Armata Francese. Nel marzo dello stesso anno, Terni fu dichiarato Municipio cantonale urbano appartenente al Dipartimento del Clitumno, con capoluogo Spoleto.[36] Geograficamente si trovava a poca distanza dal confine fra il territorio della Repubblica Romana, termine con cui fu ridenominato il vecchio Stato Pontificio, in mano ai francesi, e il Regno delle due Sicilie, nelle mani dei Borbone di Napoli. Una sollevazione popolare contro gli occupanti ed un vano tentativo di reprimerla precedettero soltanto di poche settimane l'arrivo, il 14 agosto del 1799, delle truppe austro-russe del generale Gerlanitz, che di fatto pose fine alla breve esperienza napoleonica.[37] Dal luglio del 1809 Terni, come parte del Circondario di Spoleto,[38] entrò nel Dipartimento del Trasimeno, non accorpato al Regno d'Italia, ma, insieme al Dipartimento del Tevere, dipendente direttamente dalla corona imperiale.

Nel febbraio del 1831 Terni accolse le avanguardie dell'esercito del generale Sercognani, che scendeva dalle Legazioni e dalla Marca, deciso a dirigersi su Roma ed entrò a far parte del territorio delle 'Province Unite', formalmente distaccatosi dal resto dello Stato Pontificio. Per circa un mese le truppe raccogliticce dei rivoltosi usarono Terni come base per le imprese contro Rieti e Civita Castellana, ma la resistenza papalina, il mancato aiuto della Francia e la reazione dell'Austria, che nel frattempo aveva ripreso le Legazioni, indussero Sercognani ad abbandonare l'impresa.[39]

Il ritorno di Terni al Papa fu immediato e ne seguì un periodo di relativo benessere: nel 1842 fu ammodernata la ferriera, nel 1846 fu inaugurato un moderno cotonificio, arrivò la ferrovia che la collegava a Roma e ad Ancona.[40]

L'esperienza della Repubblica Romana del 1848, segnò l'inizio di una svolta politica: al contrario dei moti del 1831, l'adesione popolare fu piuttosto consistente, tanto che Terni divenne sede del 'Corpo di osservazione degli Appennini'. Nel luglio di quell'anno, però, anche questa breve fase di liberazione dal giogo pontificio si esaurì. Alcuni ternani seguirono Giuseppe Garibaldi che scappava verso la Romagna; uno di essi, Giovanni Froscianti, diventerà uno dei suoi più fidati collaboratori.[41]

Annessione al Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Lavori pubblici disposti dal Commissario generale Pepoli.

I nuovi sentimenti popolari di chiara ribellione al potere papale, alimentati soprattutto dai mazziniani, sfociarono in dimostrazioni contro la tassa sul macinato nel 1850 e contro la tassazione delle attività artistiche ed artigiane nel 1852.[42] Il 20 settembre 1860 i bersaglieri piemontesi del colonnello Brignone, dopo lo scontro di Castelfidardo e la liberazione di Perugia e Spoleto, entrarono a Terni, attraverso la Porta Spoletina, e vi rimasero, poiché Terni diventò sede del comando della XV divisione. Il Plebiscito che seguì e formalizzò l'annessione al Regno d'Italia vide 1 solo voto contrario a fronte di 3.461 voti favorevoli.[43] Il primo sindaco post-unitario fu eletto il 1º dicembre del 1860.

La sua posizione di città di confine fra il Regno d'Italia e lo Stato Pontificio la fece diventare ben presto la base di appoggio per le iniziative politiche e militari tese alla liberazione di Roma. Fra il giugno e l'ottobre del 1867 partirono da Terni vari tentativi in questo senso; prima quello di un centinaio di patrioti ternani, poi quello di Menotti Garibaldi, che riuscì a prendere Montelibretti, l'impresa di Enrico e Giovanni Cairoli, che fu fermata dai papalini a Villa Glori e il tentativo di Giuseppe Garibaldi, che svanì a Mentana.[44] Nel Museo nazionale di Mentana sono presenti, tra gli altri, divisa, berretto e medaglie del ternano Anselmo Massarelli, nato nel 1844, uno dei Mille presente con Garibaldi anche a Bezzecca nel 1866. Quello che non poterono i volontari garibaldini e mazziniani lo fecero la diplomazia e le truppe del generale Raffaele Cadorna, che il 6 settembre 1870 organizzò a Terni il suo quartier generale, mentre i soldati del IV Corpo d'armata piemontese prendevano posizione ai confini; in città fu organizzato un ospedale militare e il necessario per il vettovagliamento giornaliero delle truppe, tramite ferrovia. L'11 settembre 1870 Cadorna lanciò il Proclama con cui iniziava la campagna di guerra; il 20 settembre, esattamente dieci anni dopo l'entrata a Terni, i bersaglieri sabaudi varcavano Porta Pia.[45]

L'industrializzazione[modifica | modifica sorgente]

Terni, vista panoramica, 1900 circa

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, la volontà del Ministero della Guerra, del Commissario per l'Umbria Gioacchino Napoleone Pepoli e degli amministratori locali di fare di Terni un centro industriale e militare portò all'edificazione della 'Fabbrica d'Armi' nel 1875[46] e alla 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni', nel 1881, su iniziativa di un imprenditore belga, Cassian Bon, che aveva rilevato una fonderia locale specializzata nella fusione di tubi e di Vincenzo Stefano Breda, titolare della 'Società Veneta per le Imprese e le Costruzioni Pubbliche', un'azienda che utilizzava capitali dello Stato per le opere di edificazione e di impiantistica; l'obiettivo dell'impresa era quello di produrre corazze per le navi da guerra.[47]

Nel 1884 il romano Angelo Sinigaglia acquistò ed ammodernò la ferriera;[48] nel 1885 il genovese Alessandro Centurini iniziò la costruzione di un lanificio e jutificio;[49] nel 1890 il torinese Antonio Bosco costruì uno stabilimento per la produzione di attrezzi agricoli;[50] nel 1896 si costituì la 'Società Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas', che gestiva non solo stabilimenti per la produzione del carburo di calcio ma anche centrali idroelettriche.[51] Terni fu la quarta città italiana, in ordine di tempo, ad avere l'illuminazione pubblica ad elettricità.

L'industrializzazione creò, tuttavia, dei grossi problemi logistici per la scarsa disponibilità di case e l'inadeguatezza dei servizi pubblici, a cui si aggiunsero i pregiudizi della gente locale contro gli immigrati e la riottosità dei titolari di fondi a concedere le aree necessarie ed i diritti di sfruttamento delle acque per l'impiantistica e gli edifici.[52] All'inizio del XX secolo Terni era, comunque, fra le prime città industriali italiane.

Con l'industrializzazione della seconda metà dell'Ottocento fu necessario istruire i giovani nelle attività professionali di tecnico. La situazione dell'istruzione a Terni risultava in questo periodo estremamente grave, mancando un qualsiasi tipo di scuola professionale. A tal fine, nel 1861, fu istituito il Regio Istituto Tecnico (in seguito Istituto Industriale e Liceo Scientifico), uno dei primi quattro in Italia, che verso la fine dell'Ottocento, sotto la guida del prof. Luigi Corradi, divenne rinomato attraendo giovani da ogni parte d'Italia.[53]

Nel 1889 Terni si trovò ad ospitare i vescovi della Chiesa Cattolica Nazionale partecipanti al Sinodo di Arrone (in cui si sarebbe cambiato il nome della chiesa in Chiesa Cattolica Riformata d'Italia, esempio italiano di Chiesa vetero-cattolica)

Fra i due conflitti mondiali[modifica | modifica sorgente]

Alloggi costruiti per gli operai della 'Terni', 1938
La chiesa di Sant'Andrea

Durante la Prima guerra mondiale la 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni' aumentò notevolmente la produzione, oltre che delle corazze per le navi da battaglia, anche di componenti dei cannoni e dei proiettili, almeno fino all'apertura degli stabilimenti Ansaldo di Genova.[54] La 'Fabbrica d'Armi' produceva armi di vario tipo, fra le quali il fucile Carcano Mod. 91 che equipaggiò l'esercito italiano per molti anni: durante il primo conflitto mondiale raggiunse la produzione di duemila fucili al giorno.[55] La 'Bosco' si affermò nelle costruzioni per i rimessaggi aeronautici e, nel 1924, iniziò la costruzione di manufatti metallici, come idroestrattori, autoclavi e bollitori.[56] Nel 1927 il 'Lanificio e Jutificio Centurini' era, per dipendenti e produzione, il secondo opificio italiano del settore;[57] nel 1910 il 'Tipografico Alterocca' immetteva sul mercato il 30% delle cartoline illustrate che si stampavano in Italia.[58]

La presenza degli operai nel tessuto sociale cittadino fu enorme, se si considera che questa categoria costituiva, all'inizio del secolo, il 70% della popolazione residente. Nel 1901, dopo le leggi Pelloux, fu ricostituita la 'Camera del Lavoro'.[59] Nelle elezioni politiche del 1919 i socialisti riscossero una maggioranza del 71%. Nonostante nel 1921 vi operassero circa cinquecento Arditi del Popolo, Terni rimase l'unico comune umbro ad amministrazione socialista fino al 17 ottobre 1922.[60]

Sotto la spinta politica del PNF la 'Terni', come era più brevemente chiamata, finanziò, soprattutto negli anni trenta, la costruzione di alloggi per gli operai, fino ad interi quartieri.[61] La concessione dello sfruttamento dell'intero sistema idrico Nera-Velino e le notevoli commesse militari spinsero la 'Terni' ad essere uno dei maggiori gruppi industriali italiani: entrata nell'IRI nel 1933, oltre a sfornare acciaio, produceva in un anno circa un miliardo di kilowattora di energia elettrica dalle centrali del sistema dei fiumi Salto e Turano nel Lazio, e del Vomano in Abruzzo; produceva in esclusiva, negli stabilimenti chimici di Nera Montoro, l'ammoniaca secondo il processo Casale,[62] carburo di calcio e composti azotati nel nuovo stabilimento di Papigno.[63] Nel 1927 la 'Società Umbra Prodotti chimici', modificatasi poi in 'Viscosa Umbra', iniziò la produzione di solfuro di carbonio.[64] Nel 1939 fu costruito lo stabilimento della 'Società Anonima Industria Gomma Sintetica' (SAIGS), su iniziativa dell'IRI e della Pirelli, per la sintesi del butadiene dal carburo di calcio.[65]

L'istituzione della provincia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Provincia di Terni.
Piazza Tacito negli anni '30. L'istituzione della provincia di Terni nel 1927 portò alla realizzazione di diversi edifici importanti: Palazzo del Governo, Banca d’Italia, Palazzo Inam, Albergo Savoia.

Nel 1927 fu istituita la provincia di Terni[66] e il territorio comunale fu ampliato con l'aggregazione dei comuni limitrofi di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Papigno, Piediluco e Torre Orsina.[67] Decisivi in questo senso i buoni rapporti che il podestà della città, Elia Rossi Passavanti, aveva con il governo fascista.

Nel 1943, con l'apporto di molti operai, fu costituita la brigata partigiana 'Antonio Gramsci', che durante la Resistenza operò sull'Appennino umbro-marchigiano.[68]

Nodo industriale di primaria importanza, Terni fu oggetto di oltre cento bombardamenti da parte degli Alleati durante la loro campagna di guerra in Italia: l'11 agosto del 1943 un bombardamento aereo, senza che l'UNPA facesse in tempo a lanciare l'allarme, provocò un numero elevatissimo di vittime, quasi tutte civili, e la distruzione di gran parte degli edifici. Gli inglesi del generale Alexander entrarono in città il 13 giugno del 1944.[69] Per i motivi di cui sopra, Terni è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare.

La Ricostruzione[modifica | modifica sorgente]

Vista del centro storico

Le dismissioni belliche risultarono deleterie per l'acciaio ternano: fra il 1947 e il 1952 furono licenziati quattromila e settecento lavoratori.[70] Tuttavia, la capacità produttiva e le competenze delle maestranze sopravvissute alla guerra permisero di recuperare tutto il sistema idroelettrico e di installare una linea diretta con Genova per l'alimentazione del nuovo stabilimento siderurgico dell'Ilva di Cornigliano. Ma nel 1962, con l'istituzione dell'ENEL, tutte le fonti energetiche della società ternana furono nazionalizzate. Seguì, a breve, lo scorporo delle altre attività: l'elettrochimico di Nera Montoro fu ceduto all'Anic, nel 1967 lo stabilimento di Papigno passò all'ENI; le attività siderurgiche furono incorporate nella Finsider.[71]

Negli anni cinquanta fu chiuso lo stabilimento della Viscosa, nel 1970 cessò l'attività il 'Lanificio e Jutificio Centurini' e nel giugno del 1985 chiuse i battenti la SIRI, nonostante i grandi successi industriali degli anni cinquanta. Nel 1949 la SAIGS fu ceduta alla Montecatini, che riconvertì gli impianti per la produzione dei polimeri sintetici. Nel 1960 iniziò la produzione del 'Meraklon', seguita dal 'Montivel'e dal 'Moplefan', suddivisi, agli inizi degli anni settanta, in varie sub-unità, imperniate sul polipropilene in granuli, fiocco, film, filo.[72] La 'Fabbrica d'Armi', pur subendo un inevitabile ridimensionamento dopo il secondo conflitto mondiale, con la denominazione di 'Stabilimento Militare Armamento Leggero', ha continuato ad essere uno dei siti nazionali per la manutenzione delle armi dell'esercito italiano e della NATO.

La riconversione di alcuni impianti industriali, dopo gli anni ottanta, non è stata meno importante: la vecchia società 'Terni', sotto la denominazione di 'Acciai Speciali Terni', un insieme di attività siderurgiche ad alta specializzazione, è stata acquistata nel 1994 dalla multinazionale tedesca ThyssenKrupp, l'area della 'Bosco' ospita il 'Centro Multimediale', lo stabilimento di Papigno è stato riconvertito a studi cinematografici e museo, l'ex-SIRI è stata destinata al terziario.

Negli ultimi quindici anni, Terni è diventata una città-cantiere: dai primi anni novanta non si sono fermati i lavori che via via stanno portando ad un radicale cambiamento del centro cittadino, imperniato sui "tre centri storici" del Quartiere Clai come centro della città romana, del Quartiere Duomo come centro della città medioevale e dell'asse Piazza Europa-Piazza della Repubblica-Corso Tacito come centro della città moderna.

Nel gennaio 2006 sono iniziati i lavori, con quasi venti anni di ritardo (il progetto preliminare era infatti del 1987), di Corso del Popolo, dove al posto di un terrapieno adibito a parcheggio sorgerà un centro direzionale, un moderno parcheggio multipiano interrato, edifici residenziali e un parco che farà da continuum tra i Giardini della Passeggiata e il fiume Nera.

La città, nel secondo dopoguerra, ha avuto una forte espansione ben oltre i villaggi operai d'inizio secolo, sviluppandosi su quattro assi a raggiera intorno al nucleo centrale e ponendo al nuovo piano regolatore Ridolfi (e sue successive varianti) il problema della vivibilità delle periferie e del loro collegamento con il resto della città.[73] La viabilità ha dovuto superare l'antico schema dell'unico asse preferenziale della Flaminia, contestualizzando i progetti in un ambito interregionale, come la direttrice Rieti-Terni-Civitavecchia, la SS 3 bis e la piattaforma logistica, ancora non realizzata, tutte essenziali per le industrie del ternano.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il gonfalone

La leggenda legata alla città di Terni e al suo stemma narra che molti anni fa, la presenza nel territorio di un terribile drago chiamato Tiro o Thyrus provocava paura e apprensione tra la cittadinanza, e che neanche i più coraggiosi, chiamati dal Consiglio degli Anziani, osavano avventurarsi in quei territori e nessuno riusciva a risolvere la questione. Quando il Consiglio era sul punto di rinunciare alla battaglia, si fece avanti un giovane ternano della nobile famiglia dei Cittadini: si dice che indossasse una lucente armatura e che sfoderasse tutta la sua fierezza e la sua voglia di sfidare l'orribile drago: "Vado io a fare una visita a quel mostro. Cosa ne dite?", sembra che disse presentandosi agli Anziani, i quali accettarono e lo benedirono augurandogli ogni fortuna.

Il coraggioso sorprese il mostro addormentato e la cosa sembrava facilitare il suo ardito compito. Ma mentre stava per colpirlo con la sua lancia, il drago si alzò e gli balzò contro. Da qui ne seguì una spaventosa battaglia, durante la quale la bestia aveva la meglio. Ma un certo punto, il bagliore di un raggio di sole riflesso nell'armatura accecò il drago: fu l'occasione giusta, il giovane scagliò la sua lancia e trafisse a morte il mostro. Tutti i cittadini si riunirono immediatamente sul luogo del combattimento per vedere con i propri occhi quello che era accaduto. Seguirono giorni di festa per celebrare il giovane, che fu premiato con dei terreni che un tempo erano di appartenenza del mostro.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Il drago della leggenda, che aveva per nome Thyrus (Tiro), è riportato sullo stemma della città di Terni. Sul gonfalone della città invece, campeggia la scritta Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis, che significa: Tiro e i fiumi segnarono Terni.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Con decreto dell'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 13 gennaio 1960 venne conferita la Medaglia d'argento al valor civile alla Città di Terni per i 108 bombardamenti subiti e per il contributo offerto alla lotta per la liberazione. L'onorificenza venne consegnata dall'allora Prefetto Ferro al Sindaco Ottaviani durante un Consiglio Comunale straordinario che vide la presenza delle massime autorità e di numerosi cittadini.[74]

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, sopportava con sereno coraggio ben 108 bombardamenti che la radevano quasi completamente al suolo e che uccidevano numerosi dei suoi figli migliori. Teneva, nei confronti del nemico invasore, sereno e dignitoso contegno, offrendo un notevole contributo alla lotta per la liberazione.»
— 13 gennaio 1960

Terni è inoltre tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[75]

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Terni, centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, fin dall'8 settembre 1943 sostenne con animo indomito la guerra partigiana. La sua popolazione incurante delle rappresaglie, distruzioni e sacrifici opponeva fiera resistenza allo strapotere militare nazifascista, offrendo alla causa della Resistenza un valido contributo di sangue e di eroismo. Terni, 8 settembre 1943 - 13 giugno 1944.»
— 30 ottobre 1992

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti e luoghi d'interesse di Terni.

I resti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • I resti dell'Anfiteatro Fausto del 32 a.C., ubicato all'interno del parco cittadino "La Passeggiata". Di questa struttura si possono notare parti di opus reticulatum in blocchetti bicolori. Fu eretto nel 32 d.C. per ordine di Fausto Liberale, durante il regno di Tiberio, e poteva ospitare fino a 10.000 persone. Attualmente è scoperto per 2/3 del perimetro, essendo una parte occupata dalla chiesa del Carmine; tuttavia, si può vedere l'ellisse originaria. Periodicamente è adibito a sito per eventi culturali e concertistici.
  • I resti dell'antica cinta muraria romana.
  • I resti archeologici di palazzo Carrara, ex biblioteca civica, consistenti per la maggior parte in epigrafi romane.
  • I resti della città romana di Carsulae, dove ancora è visibile un tratto della antichissima Via Flaminia, che da Roma portava all'Adriatico.
  • Il Museo archeologico di Terni (area ex-SIRI), dove sono raccolti i resti pre-romani e romani recuperati dai numerosi scavi cittadini. Di notevole interesse l'esposizione dei corredi tombali rinvenuti nelle necropoli dell'età del ferro delle Acciaierie, di S. Pietro in Campo e di Alterocca.

La città medievale[modifica | modifica sorgente]

  • Porta Sant'Angelo (XIV secolo), era l'ingresso nord-occidentale della città.
  • Porta Spoletina (XIV secolo), sulla via Flaminia; era l'ingresso settentrionale.
  • La cripta del Duomo (VI secolo).
  • La torre romanica dei Barbarasa, situata in via Roma, è la meglio conservata tra le case-torri medievali. Una lapide in alto ricorda che da qui venne esposta la reliquia del Preziosissimo Sangue, conservata nel Duomo, per allontanare dalla città un'epidemia di peste.
  • La torre dei Castelli, situata in via dei Castelli.
  • Duomo di Terni, dedicato a Santa Maria Assunta, di origine romanica, fu ristrutturato nel XVII secolo. La chiesa conserva interessanti opere d'arte, tra le quali va segnalata la tavola di Livio Agresti "Presentazione al tempio e Circoncisione", del 1560; nella cappella maggiore si può ammirare un altare, opera del Minelli, che rappresenta senza dubbio la testimonianza artistica cittadina più importante tra quelle del XVIII secolo.
  • Chiesa di San Francesco (XIII secolo), in stile gotico. La chiesa è stata manomessa più volte nel corso dei secoli. La parte centrale della facciata presenta un portale gotico sovrastato da un oculo, mentre le parti laterali sono del XV secolo. L'abside e il campanile, decorato con bifore, sono opera di Angelo da Orvieto. All'interno è di notevole interesse la Cappella Paradisi, decorata da affreschi con scene dantesche di Bartolomeo di Tommaso (XV secolo).
  • Chiesa di San Salvatore (XI secolo): è una struttura molto particolare, formata da due edifici contigui, uno a pianta circolare del V secolo ed un altro, l'avancorpo, a pianta rettangolare del XII secolo, con semplice facciata decorata da una monofora e da archetti.
  • Chiesa di Sant'Alò (XI secolo), appartenuta all'Ordine dei Cavalieri di Malta; restaurata negli anni cinquanta, la chiesa presenta tre navate divise da colonne e pilastri e una bella abside.
  • Chiesa di San Pietro, appartenuta agli Agostiniani fin dal 1267, la chiesa presenta nella facciata un portale gotico con decoro quattrocentesco nel timpano; sul lato sinistro si può notare parte della struttura primitiva e il campanile quadrato con bifore nella parte inferiore.
  • Chiesa di San Lorenzo, costruita nel XIII secolo, su un edificio molto più antico, e quindi ampliata nel XVII secolo; restaurata dopo i bombardamenti, attualmente presenta una facciata con trifore e portale cieco, e una bella abside; l'interno è a due navate, con la particolarità che la parte destra è ad un livello più basso.
  • Chiesa di San Cristoforo, risalente al XIII secolo. La chiesa è stata ristrutturata nel dopoguerra e divisa in una parte nuova e in una vecchia: nella parte vecchia vi sono affreschi e resti dei secoli XIV e XV; la parte nuova è stata ricavata dalla canonica, luogo in cui, secondo un'antica tradizione, san Francesco operò un miracolo. Nella chiesa viene anche conservato il cippo dal quale il Santo parlava ai fedeli.
  • Basilica di San Valentino, antichissima struttura costruita in un'area cimiteriale cristiana per ricordare il vescovo ternano martirizzato a Roma nel 273 e portato su tale collina della periferia ternana dai suoi seguaci; la forma attuale risale al 1618 ed il convento e le spoglie del Santo sono state conservate dai Carmelitani fino al XX secolo, quando il comune di Terni ne prese l'eredità.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova, inaugurata nel 1935 e ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale è occupata da Frati Francescani. Dal 2010 la chiesa diventa santuario poiché vi sono custudite le spoglie dei protomartiri Francescani (Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto) uccisi in Marocco il 16 gennaio 1220 e venerati santi da papa Sisto IV nel 1481.

I palazzi cittadini[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Spada
  • Palazzo Spada (sede del Comune) del XV secolo, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane (fu terminato nel 1576, forse sua ultima opera), imponente edificio antica sede della famiglia Spada, è a due piani e un mezzanino.
  • Palazzo Fabrizi (sec. XVII).
  • Palazzo Mazzancolli (XV secolo), in via Cavour, sede attuale dell'Archivio di Stato.
  • Palazzo Rosci (ora Bianchini-Riccardi) (XVI secolo), in Piazza Duomo, forse edificato su progetto di B. Peruzzi.
  • Palazzo Gazzoli (fine XVIII secolo). Lo schema tipologico del palazzo deriva da quello del palazzo tardo-rinascimentale romano, con una corte interna su cui si affaccia un loggiato a doppio ordine, con volte affrescate a grottesche. ÈOggi è sede di svariate attività culturali, una grande sala per le conferenze nonché della rappresentanza della Regione Umbria.
  • Palazzo Manassei (XV secolo).
  • Palazzo Mariani (XVI secolo), sede dell'Istituto Musicale Briccialdi.
  • Ex Palazzo del Comune (XIV secolo), ora bibliomediateca comunale (BCT).
  • Palazzo Filerna-Perotti (ora Montani) (XVII secolo), con significativi affreschi di Girolamo Troppa.
  • Palazzo Pierfelici (XV secolo), con un notevole portale cinquecentesco.
  • Palazzo Possenti (XVIII secolo).
  • Palazzo Corradi-Maroni, già Gigli (XV-XIX secolo), con un significativo portale cinquecentesco in travertino.
  • Palazzo Faustini (XIX secolo), con numerose iscrizioni romane nell'androne.
  • Palazzo Cittadini (XVIII-XIX secolo).
  • Palazzo Carrara (sec.XVI-XVIII), ivi è presente una serie di elementi lapidei romani e rinascimentali (stemmi, sarcofagi, iscrizioni).
  • Palazzo Sciamanna (sec. XVII), in via Tre Colonne.
  • Palazzo Pressio-Colonnese (già Spada e Graziani) (sec. XVI) in Via Silvestri.
  • Palazzo Canale (sede del Circolo del Drago).

Vie e piazze storiche[modifica | modifica sorgente]

Piazza Tacito
  • Piazza della Repubblica, con l'antico palazzo comunale ora sede della biblioteca comunale (bct). Con la ristrutturazione, l'antica torre civica distrutta dai bombardamenti è stata sostituita da una moderna torre di vetro che richiama la cascata delle Marmore.
  • Piazza Tacito, ideata dall'architetto Ridolfi, dove troviamo il Palazzo del Governo ideato dall'architetto Bazzani e al centro la fontana, simbolo della forza delle acque che producono energia elettrica, decorata con i mosaici rappresentanti i dodici segni zodiacali, di Corrado Cagli.
  • Piazza Solferino, (opposta a piazza della Repubblica dietro la biblioteca) è anche conosciuta come piazza dei bambini e delle bambine, al centro c'è una scultura in marmo di una balena.
Piazza Solferino (già Piazza delle Erbe, poi Vittorio Emanuele II; rinominata Solferino poi "dei bambini e delle bambine" e di nuovo Solferino in anni recenti)
  • Piazza Europa, di fianco a palazzo Spada.
  • Piazza Mario Ridolfi, di fronte a palazzo Spada.
  • Piazza Clai, la più antica della città, infatti risale al medioevo anche se è stata modernizzata nel XX secolo
  • Piazza San Francesco, di fronte al Santuario di San Francesco.
  • Piazza Valnerina, ivi sorgeva una porta cittadina (porta Valnerina) che collegava la città con la Valnerina.
  • Piazza Dante Alighieri, antistante alla stazione, qui è stata posizionata la pressa da 12.000 tonnellate.

I monumenti di archeologia industriale[modifica | modifica sorgente]

  • Obelisco "Lancia di Luce" di Arnaldo Pomodoro, che si trova alla fine di Corso del Popolo. L'opera rappresenta contemporaneamente i traguardi tecnologici e i moniti verso gli stessi; la miriade di fratture, gli inserti e gli effetti chiaroscurali rappresentano il dramma della loro scoperta e dei loro relativi poteri. Assemblata con tecniche industriali, si slancia nella sezione terminale e un suo fascino lo trova nel mutamento che assume il suo aspetto in base all'angolo visuale dell'osservatore e della differente luce dei momenti della giornata.
  • La "Pressa" di Piazza Dante.
  • Il Grande Hyperion.
  • La centrale idroelettrica di Galleto.
  • Complesso dell'ex fabbrica chimica Siri: ospita il CAOS (Centro per le Arti Opificio Siri),[76] un complesso architettonico e spazio culturale sede di due musei - il museo archeologico e il Museo d'arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice, di uno spazio per mostre e del Teatro Sergio Secci.
  • Il Ponte di Ferro.
  • Monumento ai Partigiani d'Italia.
  • La "Stella di Miranda", una stella artificiale posizionata tra le frazioni di Larviano e Miranda, ed è la più grande del mondo.
  • Gli Umbria Studios, appartenenti a Cinecittà, chiamati scherzosamente "PapignHollywood".

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Il museo archeologico contiene una sezione preromana ed una dedicata all'illustrazione della vita cittadina in epoca romana e tardoantica; è ospitato presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri).
  • Il Museo d'arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice: al suo interno trovano spazio il rinnovato allestimento della pinacoteca comunale (ospitata precedentemente a Palazzo Gazzoli) e una nuova area dedicata interamente all'arte contemporanea (dal dopoguerra ai giorni nostri) con particolare attenzione agli artisti del territorio. Sono presenti i dipinti della "Pala dei Francescani" di Piermatteo d'Amelia e lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria" di Benozzo Gozzoli, lo "Stendardo" di Niccolò Alunno; è ospitato presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri).
  • Il parco "A. De Felice" a Torreorsina.
  • Mostra permanente di paleontologia (ex-chiesa di San Tommaso).
  • Centro di visita e documentazione di Carsulae.
  • Museo Diocesano e Capitolare.
  • Museo ornitologico e micologico.
  • Centro di Documentazione sul Patrimonio Industriale Locale "Antenna Pressa".
  • Museo delle Armi della Città di Terni.

Luoghi naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Già dagli ultimi anni del XIX secolo, con l'espansione della grande industria, la città raddoppiò i propri abitanti, passando da trentamila a circa sessantamila. Dopo la seconda guerra mondiale, la seconda ondata di immigrazione interna fece superare la cifra dei centomila abitanti negli anni sessanta, pertanto nel nuovo Piano Regolatore degli architetti Ridolfi e Franckl, si pensò che la città avrebbe raggiunto con facilità i 200.000 in pochi decenni. Con la crisi della siderurgia degli anni settanta e ottanta, il numero degli abitanti si è stabilizzato sugli odierni 115.000, grazie anche all'apporto dell'immigrazione dai paesi esteri, aumentata a partire dagli anni novanta.

L'andamento demografico della città di Terni ha attraversato diverse fasi nel secondo dopoguerra. In particolare, a partire dalla fine degli anni cinquanta troviamo:

1960 – 1974: gli anni dello sviluppo espansivo. Furono caratterizzati da elevati ritmi di sviluppo demografico, con la popolazione che passò da 94.825 a 111.043 unità.

Il saldo demografico, tranne che nel 1961 e 1967, si mantenne costantemente superiore alle mille unità e generò un tasso medio annuo di crescita attorno al 13 per mille. Elementi portanti dell'esplosione demografica furono innanzitutto gli elevati valori della natalità (fenomeno del “baby boom”) con il relativo tasso che oscillava fra il 12,7 ed il 16,2 per mille, raggiungendo quest’ultimo valore, (massimo storico non più registrato) in corrispondenza del 1965 con 1645 nati. Più uniforme l’andamento della mortalità il quale, nonostante qualche oscillazione, procedeva secondo una tendenza di lieve ma costante crescita, muovendosi in un intervallo di valori compresi tra il 7,9 e 9,8 per mille. In valore assoluto, furono più gli anni nei quali si registrò un numero di morti inferiore a 1000 che non quelli con valori superiori. Non meno sostenuto risultò il livello dei movimenti migratori: sull’onda non ancora esaurita della favorevole congiuntura degli anni dello sviluppo economico (1951-1963), alimentati da massicci trasferimenti verso il nord Italia e dai processi di urbanizzazione, i flussi migratori dimostrarono di avere considerevole vitalità e consistenza.

1975 - 1979: gli anni dello sviluppo controllato vedono, in valori assoluti, la popolazione proseguire ancora nella sua fase di espansione, raggiungendo anche il suo massimo storico con 113.241 unità nel 1979.

Sebbene caratterizzato da valori positivi tanto del saldo demografico quanto dei differenziali del movimento naturale (ad eccezione del 1979) e migratorio, lo sviluppo della popolazione segnalò un cambio di marcia nei suoi ritmi espansivi con l’inizio di una decelerazione che ridusse notevolmente la velocità di crescita. A determinare questo rallentamento contribuì in primo luogo il progressivo venir meno dell’apporto fino ad allora fornito allo sviluppo del movimento naturale, la cui costante riduzione in termini di saldo giunse per la prima volta a mostrare nel 1979 un valore negativo. È conseguenza di ciò il costante attenuarsi dei livelli di natalità (9,1 per mille) contrapposti a valori lievemente crescenti della mortalità (9,7 per mille) Anche i movimenti migratori diedero il loro apporto, sebbene in tono minore, al rallentamento della crescita della popolazione: meno consistenti rispetto al passato, soprattutto quelli in entrata, i flussi dimostrano una accentuata tendenza ad avvicinare i propri valori così da produrre differenziali sempre più ridotti.

1980-1986: gli anni della caduta frenata vedono consolidarsi il modello a bassa natalità della società ternana che porta come risultato l’invecchiamento della popolazione e quindi il suo progressivo decremento.

In termini assoluti la consistenza della popolazione scende da 113.108 a 111.162 unità, caduta che corrisponde ad un tasso medio annuo dell’1,35 per mille. Il differenziale del movimento naturale, a partire dal 1979, diventa definitivamente negativo e determinato in ciò dal persistente prevalere dei decessi sulle nascite. I 785 nati (7,1 per mille) rapportati coi 1084 morti (9,7 per mille) nel corso del 1986, sostanziano assai eloquentemente il divario crescente in seno alla componente naturale della popolazione; se tuttavia la negatività crescente del saldo naturale non si riflette per intero sul saldo demografico, ciò è dovuto al solo fatto che almeno in questo periodo l’effetto delle determinazioni biologiche viene in parte controbilanciato dai differenziali dei movimenti migratori, limitati ma ancora positivi.

1987-1992: gli anni della caduta libera; è il periodo dove nulla più si oppone al continuo e crescente decremento della popolazione e dove tutti i fenomeni del precedente periodo si presentano su scala allargata.

La popolazione scende fino alle 108.138 unità nel 1992 e i movimenti migratori esauriscono la loro funzione di controbilanciare gli esiti negativi della componente biologica.

1993-1999: gli anni di sostanziale equilibrio; la caduta si stabilizza e la popolazione si assesta sulle 108 mila unità.

Un anno a sé stante è il 1994, in quanto è stata fatta una sanatoria che ha caratterizzato il saldo migratorio di 1129 unità ed ha permesso un saldo demografico in attivo di 634 unità; è proprio in questi anni che si riscontra il maggior divario fra tassi di natalità (media del 6,9 per mille) e tassi di mortalità (media dell’11,3 per mille).

L'agglomerato urbano è rappresentato dalla Conca Ternana, dalla Valnerina Ternana, dalla Provincia di Rieti e dalla città di Spoleto (PG), per il quale esiste un "Accordo di pianificazione",[77] raggiunge i 372.782 abitanti. Abitanti censiti[78]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente al 1º gennaio 2014 è di 12.685 abitanti e rappresenta il 11,3% della popolazione totale,[79] in aumento rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi (più 500) sono:

  1. Romania: 3.876 - 3,48%
  2. Albania 1.816 - 1,89%
  3. Ucraina: 978 - 0,87%
  4. India: 646 - 0,60%
  5. Filippine: 532 - 0,47%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La nuova Biblioteca Comunale

Università[modifica | modifica sorgente]

Con l'apertura del triennio clinico della facoltà di Medicina, nel 1974, l'Università di Perugia compiva uno dei suoi primi decentramenti sulla città di Terni. Seguì, negli anni novanta, l'apertura della facoltà di Ingegneria, il completamento del ciclo unico di Medicina e l'avvio del Diploma Universitario in Economia Aziendale (DUEC), che diedero nuovo impulso alla vita universitaria: sono stati avviati nuovi corsi di laurea, che ospitano circa 3.000 iscritti nelle cinque facoltà riunite nel Polo scientifico e didattico di Terni dell'Università degli studi di Perugia:

  • Facoltà di Medicina e Chirurgia (sede di "Viale Trieste");
  • Facoltà di Ingegneria (sede di "Pentima", dove si trovano anche le segreterie amministrative);
  • Facoltà di Economia (sede di "San Valentino");
  • Facoltà di Scienze della Formazione (sede di "Narni").

Centri di ricerca[modifica | modifica sorgente]

  • Centro Europeo di Ricerca sulle cellule staminali - Diretto da Angelo Vescovi, da ubicare presso la restaurata caserma dell'ex-milizia, nei pressi dell'ospedale. Dall'estate 2006 è attiva la Banca delle Cellule Staminali, ovvero una struttura in cui vengono prodotte e conservate cellule del cervello umano per curare, in futuro, le malattie neurodegenerative.[80] Il 26 agosto 2011 il comitato etico regionale dell'Umbria ha dato via libera alla sperimentazione delle cellule staminali sull'uomo.[81]
  • Centro di eccellenza sui materiali innovativi nanostrutturali per applicazioni chimiche, fisiche e biomediche.[82]
  • Human Health Foundation - Laboratorio di ricerca sul cancro.
  • ISRIM - Istituto Superiore di Ricerca e Formazione sui Materiali Speciali per Tecnologie Avanzate, costituito nel 1989 nell'ambito del programma di diversificazione produttiva dell'area ternana. L'istituto opera nei settori delle biotecnologie e ambiente, nei beni culturali e nei materiali e tecnologie industriali.
  • T.E.R.N.I. - Terni Enterprise for Research and New Industries (meglio nota come Terni Research): centro di ricerca e produzione di fonti energetiche alternative. Gestore di diversi complessi fotovoltatici ed eolici nella provincia di Terni ed in altre zone d'Italia, studia nuove tecnologie di smaltimento e di conversione dei rifiuti in bio combustibili.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni novanta, Roberto Benigni decise di girare nei dintorni della città, e più precisamente presso la vecchia zona industriale dismessa di Papigno, il suo film La Vita è bella, vincitore di diversi premi Oscar: i capannoni abbandonati della vecchia fabbrica della calciocianamide si adattavano perfettamente all'ambientazione delle vicende del film in un campo di concentramento nazista (anche il film Pinocchio fu completamente girato negli studi di Papigno). In conseguenza di questo episodio, e dell'esistenza del CentroMultiMediale (CMM) - struttura produttiva ora dismessa per totale inutilizzo, che ospita teatri di posa dove sono state occasionalmente girate scene sia di lungometraggi che cortometraggi, si parlò tra il 1997 e il 1998 di fare dell'impianto industriale un sorta di Città del Cinema (pubblicizzata all'epoca come "Papignolliwood"). Il progetto è stato realizzato solo in piccola parte e senza una reale bonifica dell'area, pesantemente inquinata. Gli studi di Papigno, che sulla carta vantano teatri di posa tra i più grandi in Europa, una piscina con oblò per le riprese e un teatro di posa, fornito di un enorme blue screen, destinato esclusivamente alla ripresa di scene a cui dovranno essere aggiunti effetti speciali, sono stati utilizzati solo in modo sporadico e occasionale. Recentemente, grazie ad un patto stipulato con il comune di Terni, gli studi di Papigno sono passati sotto la gestione di Cinecittà che malgrado la promessa di svolgervi almeno 150 giorni di lavoro annui, li ha di fatto adibiti al ruolo di magazzino, svolgendovi solo occasionalmente (pochi giorni negli anni) qualche attività lavorativa. L'unico dipendente degli studi costati diversi milioni di euro è stato recentemente messo in cassa integrazione.

Nel corso di quasi tutto il Novecento (e non solo) diversi film, sceneggiati televisivi, spot pubblicitari e videoclip musicali sono stati ambientati nella zona. Tra questi, si citano Acciaio di Walter Ruttmann (1933), La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969), Inferno di Dario Argento (1980), Intervista di Federico Fellini (1987) e La ragazza di Bube di Luigi Comencini (1963).

Nel 1999, presso l'ospedale cittadino Santa Maria, ebbero luogo le riprese della fiction Titanus-RAI L'amore oltre la vita con Monica Guerritore, Adriano Pappalardo ed altri. La stessa RAI, al termine delle riprese, regalò all'ospedale una statua in gesso di Santa Maria utilizzata nello sceneggiato ed oggi posta all'interno della cappella dell'ospedale con tanto di targhetta attestante la donazione.

Nel 2001 fu completamente ambientata a Terni la fiction Sei forte maestro.

Negli studios di Papigno è stato girato La Terza Madre di Dario Argento.

Inoltre, proprio nel CMM, nella primavera del 2004, fu realizzata la prima edizione del reality show Music Farm.

Nel 2007 è stato girato il film Lezioni di cioccolato con Luca Argentero e Violante Placido.

Il 29 novembre 2007, presso gli studi di Papigno si è svolto lo spettacolo di Roberto Benigni Quinto dell'Inferno, basato sulla Divina Commedia di Dante.

Nel 2008 è stato interamente girato a Terni il film Alice per la regia del ternano Oreste Crisostomi, distribuito da Medusa Film nel 2010.

Nel gennaio 2011 cominciano ufficialmente le attività della Funfactory Entertainment che produrranno al CentroMultiMediale svariati Format, Sitcom, una Fiction e un Film.[83][84]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Tele Galileo
  • TRT Nuova TeleTerni
  • Tele Umbria Viva

Internet[modifica | modifica sorgente]

  • Terninrete
  • TerniOggi.it
  • TuttOggi.info
  • Sporterni
  • TuttoTernana.it

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina umbra e Prodotti agroalimentari tradizionali umbri.

Terni è una città che, pur risentendo notevolmente l'influenza dei piatti tipici della vicinissima Valnerina (soprattutto per quanto riguarda legumi, salumi, olio, funghi e tartufi), è riuscita nel tempo a caratterizzarsi per alcune prelibatezze autoctone. I ternani sono degli ottimi consumatori di carne (di ogni genere, maiale soprattutto) abbinata a dei vini rossi, oltre che dei primi e dei dolciumi segnati. Di norma continuano a prediligere la pizza al taglio rispetto a quella al piatto, sebbene alcune pizzerie (al taglio) storiche del centro cittadino abbiano chiuso l'attività negli ultimi anni. La stragrande maggioranza dei paesi ai dintorni di Terni organizza nei periodi estivi delle sagre, tanto che, ormai si parla di vero e proprio circuito gastronomico del comprensorio. Ecco un elenco di piatti tipicamente ternani e di piatti abitualmente consumati dalle famiglie di Terni:

  • il Pane di Terni: non salato, facilmente digeribile, è tipico del luogo.
  • bruschetta: utilizzata spesso come antipasto, viene degustata semplicemente con l'olio umbro (di pregevole fattura anche in paesi del ternano che fanno parte del circuito delle "Città dell'olio", come Stroncone, Sangemini, Ferentillo e Cesi, che si ergono su colline piene di ulivi), con olio e pomodoro, oppure con paté a base di olive, di carciofi o di cacciagione.
  • le ciriole: primo piatto di pasta, più spessa degli spaghetti, che ben si combina con un sugo a base di funghi o a base di asparagi. La variante ciriola alla ternana viene servita in molti ristoranti del luogo. Ciriola in romanesco vuol dire anguilla.
  • spaghetti o tagliatelle al tartufo.
  • Pappardelle al cinghiale: un altro primo piatto.
  • lasagne abbinate solitamente al sugo di carne o alla besciamella ed asparagi/funghi.
  • tagliolini cacio e pepe: altro primo piatto, notevolmente saporito come lascia intendere il nome stesso. Il pepe è un ingrediente usato spesso nella cucina ternana.
  • gnocchi fatti in casa: abbinati con il sugo di carne. Sono comunque famosi anche gli gnocchetti alla Collescipolana (dalla forma più quadrata ed abbinati con fagioli e sugo), che prendono il nome dalla frazione di Collescipoli.
  • la pizza di formaggio: sempre presente in tavola nel periodo pasquale, per una tradizione che coinvolge tutto il territorio umbro.
  • la pizza sotto lu focu: è una sorta di focaccia cotta a legna dall'aspetto simile ad una piadina ben più robusta. All'interno la si farcisce solitamente con prosciutto, formaggio e prosciutto, formaggio, salsiccia, verdura cotta e salsiccia, verdura cotta o anche con il solo olio. È un piatto che si consuma prevalentemente in inverno. Particolarmente famosa è la pizza sotto lu focu di Portaria, paese a Nord della conca ternana e attualmente frazione del comune di Acquasparta, situato sulla collina di fronte alle antiche rovine romane di Carsulae e vicino a Cesi e Sangemini. Nella provincia di Perugia questo piatto è conosciuto come torta al testo (ci sono, comunque, delle piccole differenze).
  • la cacciagione: famosi sono i piatti come il cinghiale alla cacciatora, o la polenta cucinata con la cacciagione (allodole, tordi).
  • il pampepato: dolce natalizio composto di una quantità notevole di ingredienti (tra cui miele, cioccolato, pinoli, nocciole, noci, pepe ecc.), viene cucinato anche in alcune zone del Lazio (Lazio Settentrionale e Roma stessa) e dell'Umbria Orientale, nonostante sia riconosciuta soprattutto la qualità di quello ternano (che ha il marchio D.O.P.). Nel periodo natalizio è usanza comune cucinare parecchi pampepati per poterli anche regalare agli amici o ai parenti (anche lo scambio di pampepati tra famiglie non si disdegna). È considerata una finezza tagliare a fette sottili il pampepato da offrire.
  • le paste e le crostate delle pasticcerie ternane: nelle pasticcerie di Terni vengono preparati dei dolci di altissima qualità, come crostate alla crema o alla cioccolata e come, soprattutto, le paste (dall'ampia gamma di scelta: si parla di crema, panna, crema al cioccolato e frutta). La crema è particolarmente curata nella lavorazione (spesso fatta a mano). È consuetudine del luogo prendere le paste la domenica mattina per poi degustarle come dessert del pranzo. Anche nelle occasioni in cui si viene ospitati si usa comprare le paste e degustarle con la famiglia (o gli amici) ospitante. Rinomati anche i cornetti della mattina (vuoti, alla marmellata, alla crema, integrali al miele), da non gustare mai freddi, possibilmente, ma ben fumanti. Anche le gelaterie del centro cittadino offrono gelati di ottima qualità.
  • gli amari: particolarmente conosciuti quelli a base di erbe (Viparo, "Amaro Vecchia Umbria", "Thyrus"), dalle notevoli proprietà digestive e dall'ottimo retrogusto dolciastro.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Da gennaio a marzo - Visioninmusica, stagioni di spettacoli e concerti di musica classica a livello internazionale.
  • Da gennaio ad aprile - Araba Fenice, stagioni concertistiche di musica classica a livello internazionale.
  • Da ottobre ad aprile - Filarmonica Umbra, stagioni concertistiche di musica classica a livello internazionale.
  • Febbraio - Giorno di San Valentino vescovo e martire, nativo e patrono della città e protettore degli innamorati, la basilica è situata a 2,2 km dal centro e conserva il corpo del martire. Per tutto il mese di febbraio la città ospita gli Eventi Valentiniani dedicati al patrono della città e a tutti gli innamorati del mondo. Agli eventi religiosi vengono affiancati concerti, mostre, conferenze, sagre, seminari, spettacoli teatrali, sport, premiazioni, fiere. Dal 2005 gli eventi si sono arricchiti con gli stand di Cioccolentino, dove il cioccolato e la tradizione della pasticceria ternana animano le vie del centro.
  • Aprile - Certamen Taciteum, concorso letterario riservato agli studenti delle scuole secondarie italiane, che consiste in una prova di traduzione di un testo latino dello storico Gaio Cornelio Tacito, (che si pensa) nativo della città.
  • Aprile - tre giorni di Regata Internazionale di Canottaggio "Memorial Paolo D’Aloya" al lago di Piediluco.
  • 30 aprile e 1º maggio - Cantamaggio Ternano sfilata di carri allegorici, antica tradizione legata al risveglio della primavera.
  • Giugno - Concorso Internazionale Pianistico "Alessandro Casagrande".
  • Ultima domenica di giugno - Festa delle acque - alla cascata delle Marmore e al lago di Piediluco.
  • Giugno - Giugno Cesano, nella frazione di Cesi vengono svolte varie manifestazioni teatrali, musicali affiancate alle taverne di cucina tipica. le manifestazioni si concludono con un lungo Serpentone, dove è possibile mangiare camminando per le vie del paese.
  • Luglio - Ephebia Rock Festival, manifestazione musicale che dopo un anno di selezione si conclude a Terni con l'esibizione dei migliori gruppi giovanili selezionati da tutta Italia. Negli anni hanno suonato tra gli altri: Linea 77, Statuto, The Ark, Moltheni, Afterhours, Il Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Casino Royale, Cosmetic, Zen Circus, Meganoidi, Paolo Benvegnù, Dente, Massimo Volume, Stato Sociale e Gazebo Penguins. Dal 2014 Ephebia si è allargato anche oltre i confini italici. Infatti si sono esibiti, tra gli altri, i britannici 65daysofstatic.
  • Settembre - Terni Festival, festival internazionale della creazione contemporanea. Il festival propone un cartellone di spettacoli teatrali di artisti italiani e stranieri.
  • Settembre - Terni On-Notte Bianca, notte bianca dove si svolgono concerti, spettacoli, manifestazioni, fiere ed altro nei tre giorni (e notti) di un fine settimana.
  • Novembre - Filmfestival popoli e religioni, festival cinematografico dedicato al dialogo interreligioso.
  • Vari periodi dell'anno - Hermans Festival, concerti d'organo.
  • Tutti i secondi week-end del mese - Mercatino dell'antiquariato.

Persone legate a Terni[modifica | modifica sorgente]

Economia ed imprese[modifica | modifica sorgente]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Militari e forze armate[modifica | modifica sorgente]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Arte e cultura[modifica | modifica sorgente]

Musica e spettacolo[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni di Terni[modifica | modifica sorgente]

Nuova ripartizione territoriale secondo la delibera della Commissione Statuto del Comune; divisione operativa dalle elezioni comunali 2009 (Dal 23 giugno 2009)

La città è suddivisa in tre circoscrizioni, a seguito di una riforma amministrativa avvenuta nel 2009.[85] In precedenza le circoscrizioni erano nove, e il loro numero è mantenuto dall'istituto del collegio di circoscrizione:

La suddivisione è la seguente:

Circoscrizione Superficie Residenti Distretti-Quartieri
I Est 118,23 km² 29.257 Quartieri: Centro Storico (parte est), Achille Grandi, Bovio, Campofregoso-Brin, Casali di Papigno, Cervara, Ex Ferrovieri, Pentima, San Carlo, Sant'Agnese, Toano, Trevi, Tuillo, Volghe-Prisciano.

Frazioni: Collestatte, Collestatte Piano, Larviano, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, San Liberatore, Torreorsina, Valserra (Rocca San Zenone, Collelicino, Castagna, Romita, Appeccano, Poggio Lavarino, Cecalocco, Battiferro, Acquapalombo, Colle Giacone, Giuncano, Polenaco, Pracchia, Porzano).

II Nord 60,72 km² 39.605 Quartieri: Centro Storico (parte ovest), Campitello, Cardeto-Uffici Finanziari, Campomaggiore, Cinque Strade, Colle Dell'Oro, Collerolletta, Dalmazia-San Martino, Fiori, Fonderia, Gabelletta, Maratta, Piedimonte, Pozzo Saraceno, Rivo.

Frazioni: Cesi

III Sud 32,95 km² 44.551 Quartieri: Campomicciolo, Cesure, Cospea, Giardino, Italia, Le Grazie, Matteotti, Perticara-San Rocco, Polymer-Campomaggio, Sabbione-Pantano, San Giovanni, San Valentino, Staino, Valenza, Vallecaprina-Boccaporco.
Frazioni: Collescipoli

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Acquapalombo, Appecano, Battiferro, Cecalocco, Cesi, Collegiacone, Collescipoli, Collestatte, Giuncano, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, Poggio Lavarino, Polenaco, Porzano, Pracchia, Rocca San Zenone, San Liberatore, Titurano, Torreorsina, San Carlo, La Castagna, Colle Sant'Angelo.[86] Interessante la Collegiata di Santa Maria Maggiore (Collescipoli), con l'organo W. Hermans.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Piazza Mario Ridolfi
Skyline di Terni.

Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento la città conobbe un importante processo di industrializzazione con la creazione di numerose fabbriche.

Questo processo di industrializzazione ed un parallelo sviluppo economico-imprenditoriale hanno portato la città a diventare un importante polo siderurgico, metallurgico e chimico dell'economia italiana.

Nel secondo dopoguerra, il nuovo Centro Ricerche della fabbrica chimica della Polymer iniziava a studiare le fibre poliestere e acrilica, protette dal segreto durante la guerra e delle quali pertanto ben poco si conosceva. Il Centro Ricerche studiava, inoltre, la fibra clorovinilica di cui iniziava a la produzione industriale. Oggetto di ricerca era il processo di produzione del polimero clorovinilico (PVC). In questo centro lavorava nel 1954 Giulio Natta, quando riuscì a mettere a punto i catalizzatori per la polimerizzazione stereochimica selettiva delle alfa-olefine: nove anni dopo, nel 1963, Natta fu insignito del Premio Nobel per la chimica, unico finora in Italia.

Il fucile Carcano, modello 91/38 matricola C2766, con il quale Lee Oswald avrebbe assassinato il presidente Usa John Fitzgerald Kennedy, fu costruito nel 1940 nella Regia fabbrica d'Armi di Terni.

Nel 1992 alle acciaierie di Terni fu sequestrata la culatta del famoso "super cannone" commissionato da Saddam Hussein.

Oggi l'economia cittadina è ancora imperniata sull'acciaieria, che dalla fine degli anni novanta è totalmente in mano della multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Dopo le dure trattative del 2004 e 2005, terminate con la chiusura del reparto di produzione dell'acciaio magnetico, unico sito in Italia, il trend sembra essere positivo, con nuovi investimenti della proprietà specialmente nella produzione dell'inossidabile.

Inoltre la città si sta sempre più specializzando nel settore terziario, grazie alla posizione geografica che ne fa una cerniera tra l'Umbria, Roma e il Centro Italia; e della ricerca, grazie allo sviluppo universitario e al costituendo Centro di ricerca per le cellule staminali, progetto curato dallo scienziato Angelo Vescovi, e dal centro di ricerca per le Nanotecnologie. In tutto il territorio sono presenti ben 17 multinazionali, operanti soprattutto nei settori della chimica e della tecnologia.

Fonti di energia[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Terni è presente una centrale idroelettrica (Galleto), controllata da E.ON che produce 530 MW. Due sono le centrali termoelettriche, entrambe controllate da Edison S.p.A. Nell'ambito delle energie rinnovabili si annovera TerniEnergia (installazione di impianti fotovoltaici, parchi eolici) e Genera (progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici, a biomasse e parchi eolici).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Nodo viario di Terni (in arancione la tangenziale)

Per la sua posizione strategica, Terni è collegata a tutte le maggiori città del centro Italia con tempi di percorrenza piuttosto brevi. Il sistema viario di Terni è composto da:

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Le autolinee urbane e suburbane di Terni sono gestite da Umbria Mobilità (fino al 2010 ATC). Le linee urbane hanno frequenze medie di 5-10 minuti per direzione e sono quasi totalmente servite da autobus alimentati a metano (eccetto corse speciali come bus scolastici). Le linee sono differenziate per colore e numero e hanno tutte come capolinea la stazione di Terni (piazza della Rivoluzione Francese) (eccetto la linea 3 che ha come capolinea la stazione di Cesi). Di notevole utilità è da segnalare, inoltre, la navetta istituita nel 2006 che dal parcheggio dello Staino, sito nella zona di viale Centurini, con una frequenza andata-ritorno di 15 minuti raggiunge piazza San Francesco attraversando il centro storico cittadino; i servizi di parcheggio e navetta sono gratuiti.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Terni

La stazione centrale è situata sulla ferrovia Roma-Ancona, interessata da relazioni treni regionali e a lunga percorrenza, e funge altresì da capolinea di due relazioni regionali.

La ferrovia Terni-Sansepolcro, la cui infrastruttura è in carico alla Ferrovia Centrale Umbra (FCU), è gestita da Umbria Mobilità e risulta utilizzata soprattutto dagli studenti universitari[senza fonte].

La ferrovia Terni-L'Aquila-Sulmona, di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), vede anch'essa servizi gestiti da Umbria Mobilità sulla relazione verso L'Aquila. Su tale infrastruttura sono attive in ambito suburbano le stazioni e fermate di Terni Cospea, Marmore e Stroncone.

È in fase di progetto una nuova galleria ferroviaria che collegherà le stazioni di Terni e Spoleto in 10 minuti, e che sarà parte del riammodernamento della linea linea ferroviaria Roma-Ancona.[87]

Nel corso del 2006-2007 alla parte esterna della stazione è stata aggiunta una nuova pensilina, più moderna e funzionale.

La stazione è interessata anche da alcuni treni merci, soprattutto in relazione alla presenza degli stabilimenti siderurgici e chimici raccordati.

Tram[modifica | modifica sorgente]

Convoglio in sosta davanti alle acciaierie (cartolina d'epoca)

Fra il 1901 ed il 1933 fu attiva a Terni una linea tranviaria urbana che collegava la stazione Dante e la centrale piazza Tacito fino a raggiungere piazza Vittorio Emanuele, oggi piazza della Repubblica. Una diramazione di tale linea conduceva presso le Acciaierie di Terni, dove sorgeva anche il deposito della società esercente, la STET.

Quest'ultima esercì anche, fino al 1960, la tranvia Terni-Ferentillo, una linea extraurbana costruita prevalentemente per il trasporto delle merci lungo la Valnerina; questa, che originava presso la Barriera Valnerina e seguiva il tracciato dell'attuale strada statale 209, raggiunse la località di Collestatte nel 1901 e Ferentillo nel 1909. L'intera linea fu soppressa il 5 maggio 1960 allo scadere dell'iniziale concessione alla STET; il declino dei traffici merci e la scarsa volontà di investire nel rinnovo degli impianti consuddero la Provincia alla decisione di sostituire la tranvia con un autoservizio. Uno spezzone di binario è tutt'oggi conservato e visibile in Viale Brin, così come alcuni fabbricati lungo la valle.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

La città non dispone di un aeroporto, anche se in passato ci sono stati alcuni progetti per la sua costruzione in località San Liberato. Oggi esiste una aviosuperficie, l'aviosuperficie Alvaro Leonardi, presso la zona di Maratta, per piccoli aerei, adibita a scuola di volo nonché a servizio delle forze di sicurezza e protezione civile e alla pratica del paracadutismo. Con la costruzione di una piastra logistica nelle immediate vicinanze, un programma ne prevederebbe l'ampliamento, con l'allungamento della pista fino a 1.400 m, la costruzione di hangar e dei servizi necessari, nonché di una torre di controllo, che ne farebbero un piccolo aeroporto per l'atterraggio velivoli privati e aerotaxi, soprattutto ad uso dei dirigenti delle numerose multinazionali presenti nel territorio.[88]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Due delle tre suddivisioni amministrative del comune di Terni sono governate da una coalizione di centro-sinistra, mentre una da Rifondazione Comunista.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1899 1900 Giovanni Mattioni Sindaco
1900 1901 Giulio Silvestri Sindaco
1901 1902 Domenico Claradonna Sindaco
1903 1903 Salvatore Salvatori Sindaco
1903 1905 Giovanni Mattioni Sindaco
1905 1914 Vittorio Faustini Sindaco
1915 1916 Pietro Setacci Sindaco
... ... ... Sindaco
1920 1921 Tito Oro Nobili PSI Sindaco
1923 1924 Mariano Cittadini Sindaco
1924 1926 Giovanni Santini Sindaco
1926 1927 Felice Montani Podestà
... ... ... Sindaco
1946 1948 Comunardo Morelli Sindaco
1948 1955 Luigi Michiorri Sindaco
1955 1958 Emilio Secci Sindaco
1958 1970 Ezio Ottaviani Sindaco
1970 1978 Dante Sotgiu Sindaco
1978 1990 Giacomo Porrazzini PCI Sindaco
1990 1993 Mario Todini PSI Sindaco
1993 1997 Gianfranco Ciaurro lista civica "Alleanza per Terni" Sindaco
1997 1999 Gianfranco Ciaurro Forza Italia Sindaco
1999 2004 Paolo Raffaelli DS Sindaco
2004 2009 Paolo Raffaelli DS poi PD Sindaco
2009 in carica Leopoldo Di Girolamo PD Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Patti di amicizia[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport a Terni.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ternana Calcio.

La principale squadra di calcio della città è la Ternana Calcio che è nata nel 1925 e milita attualmente in serie B. Nella sua storia ha disputato 2 volte la Serie A e 23 volte la Serie B.

Le altre squadre di calcio della città sono: la Polisportiva Campitello 1973 e l'Olympia Thyrus San Valentino che militano nel girone B umbro di Promozione. Nel girone C umbro di 1ª Categoria vi figura il Terni Est.

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito femminile la città è rappresentata dalla Ternana Futsal che milita nel campionato di Serie A.

In ambito maschile la principale squadra locale è stata il Terni Calcio a 5 nato dalle ceneri della Thyssen-Krupp Terni. Questa squadra fino alla stagione 2010-2011 ha militato in serie A2, mentre fino al 2008-2009 ha militato per diversi anni in serie A1 vantando uno dei migliori settori giovanili d'Italia, avendo conquistato negli ultimi anni uno Scudetto Under 21 (2010), due Coppe Italia Under 21 (2006, 2007, 2008) e tre campionati nazionali Juniores (dal 2005 al 2007). Nel 2012 si è definitivamente sciolta e ripartita dalla serie D. La squadre più rappresentative sono: la rifondata Circolo Lavoratori Terni Calcio a 5, la Libertas Tacito Terni e la squadra maschile della Ternana Futsal, tutte e tre militanti in C2.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giro d'Italia.

Terni è stata per otto volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1926, l'ultima nel 1995. La città fu inoltre sede di arrivo della prima tappa nel 1995. Nel 1978 la tappa di Terni si concluse al Lago di Piediluco comunque sempre nel comune.

Nel 2012 è stata fondata la Ternana Ciclismo (vedi il sito), unica società in città con squadre giovanili. Nella prima stagione sono arrivate due vittorie: una su strada a Migliaro (Cr) con David Pecorari e una in pista con Giammarco Maccagnan che ha vinto l'individuale a punti al Velodromo Monticelli di Ascoli Piceno. Nel 2013 la Ternana Ciclismo ha tesserato sei atleti (cinque allievi e un esordiente) guidati dai direttori sportivi Sandro Latini e Marco Orsini, in questa stagione gli atleti rossoverdi conquistano il campionato umbro della velocità allievi con David Pecorari. Nel 2014 nasce la Ternana Ciclismo - Capiobianchi formazione plurima umbro-laziale composta da undici juniores, guidata da Latini, Orsini e da Giorgio Cristofori.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La squadra maggiore della città nell'ambito della pallacanestro è la Union Basket Terni, impegnata nel campionato di serie D, formata dalle società Leo Basket Terni, Interamna Terni, Team74 Terni e la Pink Basket Femminile.

Motociclismo[modifica | modifica sorgente]

Terni è l'unica città italiana ad aver dato i natali a due campioni del mondo di motociclismo: Libero Liberati, primo campione mondiale italiano di motociclismo nella classe 500 nel 1957, e Paolo Pileri, campione del mondo nella classe 125 nel 1975. Altri motociclisti di spessore a livello mondiale sono Mirko Giansanti ex pilota della classe 125 e 250 e il giovanissimo Danilo Petrucci che nel Motomondiale 2012 corre in MotoGP con l'azienda ternana Ioda Racing Project.

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Baconin Borzacchini è stato un pilota automobilistico ternano vincitore di una Mille Miglia e del Gran Premio di Tripoli.

Ha vissuto a Terni nel quartiere di Campomicciolo, per un breve periodo, anche l'ex campione del mondo di Formula Uno Jenson Button.[89]

Canottaggio[modifica | modifica sorgente]

Il lago di Piediluco è il centro principale della Federazione Italiana Canottaggio, dove si svolgono anche meeting a livello nazionale ed internazionale.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Nelle altre discipline figurano il Circolo Lavoratori Terni Volley in C e la Ternana Pallavolo Femminile in B2, nella pallavolo, il Terni Rugby in serie C nel rugby, nel nuoto sono presenti due delle maggiori società regionali, l'Umbria Nuoto e il Nuoto Club Terni.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Il parco per il jogging "La Passeggiata".

Questi sono i più importanti impianti sportivi della città di Terni:[90]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat al 28/02/2014
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/01/2014
  4. ^ Comuni umbri per popolazione
  5. ^ Comuni umbri per superficie
  6. ^ Terni, la Manchester italiana - Terni, la Manchester italiana | Stile.it
  7. ^ Guida turistica Terni: una città, mille sfaccettature - Logitravel.it
  8. ^ DONBOSCOLAND.IT - San Valentino e la città degli innamorati
  9. ^ Laura Bonomi Ponzi, L'Età Preistorica, in Storia Illustrata delle città dell'Umbria a cura di Raffaele Rossi, Terni , a cura di Michele Giorgini, Elio Sellino Editore, Milano 1993, pp. 37-46
  10. ^ Dionigi di Alicarnasso, Ρωμαιχή Ἁρχαιολόγια, I, 14.4
  11. ^ Marco Tullio Cicerone, Epistulae ad Atticum, Liber IV, 15, 5
  12. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, XXVII, 9; Tito Livio, Ab Urbe condita, XXIX, 15. Per una critica complessiva sull'accaduto e l'importanza della sentenza definitiva del Senato si veda Gaetano De Santis, Storia dei Romani, vol. III, parte II, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1968, pp. 448-449 e vol. IV, parte I, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1969, pp. 553-554.
  13. ^ Claudia Andreani, La città romana, in Valentina Leonelli, Paolo Renzi, Claudia Andreani, Cristina Ranucci, Interamna Nahartium, Materiali per il Museo Archeologico di Terni , Edizioni Thyrus, Arrone (TR) 1997, p. 139
  14. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 12, 107
  15. ^ Claudia Andreani, Il municipio romano , op. cit., pp. 139-168
  16. ^ Publio Cornelio Tacito Historiae, Liber III, LXI
  17. ^ Elio Sparziano ''Historia Augusta, Vita Severi, 6
  18. ^ Epitome De Caesaribus, XXX
  19. ^ Sulla viabilità romana extra-urbana si veda Paul Fontaine, Cités et enceintes de l'Ombrie antique, Institut Historique Belge de Rome, Bruxelles-Rome 1990, pp. 111-114
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  22. ^ Pier Maria Conti, Genesi, fisionomia e ordinamento territoriale del ducato di Spoleto, in Spoletium, XVII, 1975
  23. ^ Nonostante i fondati dubbi di autenticità e l'equivoco sull'oggetto della restituzione al Papato, dopo le guerre del re longobardo Desiderio, la documentazione può essere reperita nei vari Diplomi imperiali editi in Monumenta Germaniae Historica dMGH | Suche
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  29. ^ Ludovico Silvestri, Collezione di Memorie Storiche, parte I, Edizioni Thyrus, Arrone (TR) 2004, p. 50
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  32. ^ Terni. Memorie diverse (1387-1615)
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Veduta della città
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  • Luigi Lanzi, Terni, la città e i dintorni. Edizioni Thyrus, Terni 2002
  • Elia Rossi Passavanti, Terni. Alterocca, Terni 1974
  • AAVV, Storia Illustrata delle Città dell'Umbria, a cura di M. Giorgini. Elio Sellino Editore, Milano 1994
  • L'Umbria - Manuali per il territorio, Terni. Edindustria, Roma 1980
  • Franco Bonelli, Lo sviluppo di una grande impresa in Italia. La Terni dal 1884 al 1962. Einaudi, Torino 1975
  • Valentina Leonelli, Paolo Renzi, Claudia Andreani, Cristina Ranucci, (a cura di Vincenzo Pirro) Interamna Nahartium - Materiali per il Museo Archeologico di Terni. Edizioni Thyrus, Terni 1997
  • Marcello Gaggiotti, Dorica Manconi, Liliana Mercando, Monika Verzàr, Guide Archeologiche Laterza, Umbria Marche. Laterza, Roma-Bari 1980
  • Lodovico Silvestri, Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816. Edizioni Thyrus, Terni 1977
  • Francesco Angeloni, Historia di Terni. Roma 1666. III ed. Terni 1966
  • Renato Covino (a cura di), Le industrie di Terni. Giada, Perugia 2002
  • Renato Covino (introduzione) e Gianni Bovini (apparati), "Le industrie di Terni. Schede su aziende, infrastrutture e servizi". Giada, Perugia 2002
  • Paolo Rinaldi (a cura di), "L'iconografia francescana a Terni, nel sud Umbria e nella Sabina". Comune di Terni, Terni febbraio 1983
  • Paolo Rinaldi, "Materiali per il museo archeologico di Terni". Comune di Terni, Terni
  • Adriano Andreani con presentazione di Alighiero Maurizi, "Historie Ternane". Edizioni APE, Terni 2000
  • Simonetta Neri, "Terni. Guida della città e dei dintorni". edilmond, Città di Castello (PG) 1998
  • Enzo Simula - Paola Biribanti (a cura di), "Cento anni cento scatti. Una città si racconta". Edizioni Thyrus, Terni 2005
  • Marcella Arca Petrucci (edited by), "Il patrimonio della cultura termale. Per una rete europea di ecomusei". Edizioni 2005
  • 'Rassegna Economica', periodico trimestrale della CCIA di Terni, varie annate
  • 'Memoria Storica', Rivista del Centro di Studi Storici di Terni, Direttore Vincenzo Pirro. Edizioni Thyrus, Arrone (TR), varie annate, ISSN 1125-3886
  • Aldo Tarquini, La città di Mario Ridolfi. Architettura, urbanistica, storia, arte, cinema, fotografia. De Luca editori d'Arte, Roma 2006, ISBN 88-8016-705-7
  • Roberto Fabrini " La piccola grande storia della medicina a Terni" 2005 Stella editore
  • Tommaso Dore, Misteri di ieri e di oggi a Terni e nella Bassa Umbria, Italus Edizioni / Associazione Italus, Roma 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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