Dario Argento

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Dario Argento

Dario Argento (Roma, 7 settembre 1940) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Autore e regista italiano, noto internazionalmente (in particolare in Francia e Stati Uniti)[1][2][3][4], è soprannominato maestro del brivido,[5] avendo dedicato al cinema thrilling quasi tutta la propria produzione. Tra i suoi lavori più noti Profondo rosso e la saga de Le tre madri.

Fin dagli esordi Argento trasfonde nelle sue opere le proprie paure, concentrandosi sui meccanismi della suspense e del terrore,[6][7] in particolare nei primi film, capostipiti del giallo all'italiana.[8]

Biografia

Gioventù e primi passi

Nasce a Roma il 7 settembre del 1940 figlio di Salvatore Argento, un produttore cinematografico romano di origini siciliane, in passato funzionario dell'Unitalia, e di Elda Luxardo, una fotografa di moda brasiliana. Da bambino si tratteneva spesso presso lo studio della madre, rimanendo affascinato dalle figure femminili, dalla cura per il dettaglio, dal gusto per l'illuminazione, dalle lunghe sedute per il trucco, tutte componenti che caratterizzeranno il suo cinema. Il padre è stato il produttore di tutti i suoi primi film, a partire da L'uccello dalle piume di cristallo fino a Tenebre.

Dopo essersi iscritto al liceo classico, lo abbandona al secondo anno, prendendo così la decisione di trasferirsi a Parigi, dove risiede per circa un anno vivendo di espedienti e lavorando anche come lavapiatti. Rientrato in Italia, nel 1957 inizia a collaborare con L'Araldo dello Spettacolo, occupandosi di teatro, cinema e musica.

È in questo periodo che matura le proprie passioni cinefile, rappresentate dal cinema espressionista, dalla Nouvelle Vague, dai film noir, horror, gialli, polizieschi, dagli spaghetti-western, da Hitchcock, Antonioni, Fellini, ma anche dal cinema dei "telefoni bianchi" e da quello sovietico. Forte di queste passioni, Argento riesce a farsi assumere a Paese Sera, noto quotidiano romano, come critico cinematografico: con le sue recensioni si schiera nettamente a favore del cinema di genere, in particolare western, thriller, horror, fantascienza, in rottura con la critica ufficiale.

Tra il 1967 e il 1969 collabora alla stesura dei copioni di diversi film di genere, quali Cimitero senza croci, La stagione dei sensi, Comandamenti per un gangster, La rivoluzione sessuale, Probabilità zero, Oggi a me... domani a te!, Commandos, Un esercito di cinque uomini, La legione dei dannati, ma anche di film d'autore come Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi, e soprattutto C'era una volta il West, del quale scrive il soggetto con Bernardo Bertolucci e Sergio Leone.

L'esordio alla regia e i primi gialli

Dario Argento alla macchina da presa

Secondo alcune fonti l'esordio di Argento come regista avviene sul set di Un esercito di cinque uomini (pellicola del 1969 della quale firma la sceneggiatura) supervisionando un team subentrato dopo il primo giorno di riprese a Don Taylor, anche se poi ufficialmente la regia verrà attribuita al produttore Italo Zingarelli.[9]

Nel 1969 Argento crea insieme al padre Salvatore una società di produzione, la S.E.D.A. Spettacoli, con la quale avvia il suo primo progetto cinematografico da regista. Debutta infatti dietro la macchina da presa nello stesso anno con il frammisto di giallo, horror, thriller, e in parte noir, L'uccello dalle piume di cristallo, scritto basandosi sul romanzo La statua che urla di Fredric Brown. Il film, uscito nel febbraio 1970, nonostante una tiepida accoglienza iniziale, si trasforma in un grande successo, incassando poco più di un miliardo di lire.[10]

Definito dal critico cinematografico Roberto Pugliese come un "sasso nello stagno" del cinema italiano dell'epoca, L'uccello dalle piume di cristallo contiene diversi elementi che verranno dal regista ripresi, sviluppati e dilatati nelle opere successive e che contribuiranno a delineare il suo stile: le tecniche di ripresa (lo stacco dal piano lungo al primo piano, l'uso di soggettive, primissimi piani su oggetti e occhi), l'ossessione per i dettagli, l'importanza della fotografia (tonalità di certi colori, luci, inquadrature, carrelli) e colonna sonora (quasi sempre allucinante) e rumori (amplificati), il ricorso al montaggio alternato, con cui si anticipa con fotogrammi la sequenza successiva, la scarsità dei dialoghi, la frammentazione delle location in città diverse e la conseguente indeterminatezza geografica dell'azione, il senso di avulsione dalla realtà che circonda i protagonisti, la presenza di sketch umoristici in stile hitchcockiano, il whodunit, l'interesse per le psicopatologie e, infine, la descrizione dettagliata delle azioni dell'assassino, rappresentato quasi sempre in impermeabile, cappello e guanti di pelle.[11]

Visto il successo commerciale del primo film, Argento prosegue con Il gatto a nove code (1971). La pellicola si distingue per la suspense e il delinearsi di uno stile personale. Nel dicembre dello stesso anno esce anche Quattro mosche di velluto grigio, giallo in parte horror, nel quale sperimenta tecniche innovative per suscitare tensione emotiva nel pubblico, come l'impiego di una macchina da presa proveniente da una università della Germania Orientale, la Pentazet, per riprendere la sequenza del proiettile che esce dalla pistola, girata a 18000 fotogrammi/secondo, e, soprattutto, per l'incidente finale a 36000 fotogrammi/s[senza fonte]. Ma la pellicola in questione viene ricordata soprattutto per la sequenza "onirica" della decapitazione, ogni volta condotta un passo più avanti, secondo uno schema che ricorda il flashback di C'era una volta il West.

Queste prime tre opere vengono definite Trilogia degli animali o "Trilogia zoologica"[12].

Guadagnatosi il soprannome di Hitchcock italiano,[2] Argento accetta la proposta della RAI di produrre e curare una serie TV di quattro film, della durata di circa un'ora ciascuno, intitolata La porta sul buio, trasmessa nel settembre 1973 sulla prima rete. Il regista dirige, con lo pseudonimo di Sirio Bernadotte, l'episodio Il tram, ricavato da una sequenza eliminata dalla sceneggiatura originale de L'uccello dalle piume di cristallo, mentre collabora a soggetto e sceneggiatura di Testimone oculare, firmato da Roberto Pariante ma in realtà girato dallo stesso Argento.[13] Gli altri due episodi, Il vicino di casa e La bambola, sono diretti rispettivamente da Luigi Cozzi e Mario Foglietti. L'episodio di Argento in particolare rivede le idee già sviluppate nei primi tre lungometraggi (inquadrature ricercate, uso di soggettive, ossessione per il dettaglio, il "particolare" rivelatore, il whodunit), con le uniche differenze che il giallo presenta un marcato umorismo di fondo e viene risolto da un poliziotto, il tutto scandito dalla colonna sonora jazz di Giorgio Gaslini.

Una parentesi "storica"

Nel 1973 Argento si vede costretto, per esigenze produttive, a dirigere quello che rimane l'unico episodio “fuori tema” della sua filmografia, ossia Le cinque giornate, appartenente al filone “ottocentesco popolare” in voga in quel periodo e ambientato durante i giorni dell'insurrezione della cittadinanza milanese contro gli austriaci (18-22 marzo 1848). Tra gli interpreti Adriano Celentano ed Enzo Cerusico. Argento, affiancato in sede di sceneggiatura da Nanni Balestrini, realizza un film di critica sociale e politica.

Il ritorno al thriller e il debutto nell'horror

Argento realizza nel 1975 il suo film più celebre, Profondo rosso: con il fondamentale contributo della colonna sonora dei Goblin, il film si rivela un successo di pubblico. La pellicola costituisce il punto d'arrivo di un percorso di sperimentazione sul genere.

Nel 1977 Argento debutta definitivamente nell'horror con Suspiria, sorta di fiaba gotica moderna, ambientando la storia nella piccola cittadina di Friburgo, nella Foresta Nera, collocato tra le prime opere dell'espressionismo cinematografico.[14][15][16]

Dagli anni ottanta

Negli anni ottanta Argento alterna horror a thriller, iniziando con Inferno (1980). Le tematiche che in Suspiria erano state per la prima volta affrontate, sono amplificate ed estremizzate. Molti i riferimenti al film precedente: analoghe scenografie e luci, con colori accesi e innaturali (prevalentemente blu, rosso e viola). Ancora una volta elemento importante è la colonna sonora (con, tra gli altri brani, il "Và pensiero" di Verdi).

Nel 1982 il regista torna al thriller giallo con Tenebre, nel quale rimette in scena i temi a lui prediletti: traumi psichici, feticismo, deviazioni sessuali, follia, il tutto secondo il classico whodunit.

In seguito dirige l'horror Phenomena (1985) e il thriller Opera (1987).

Nel 1993 è la volta di altri due thriller: Trauma, interpretato dalla figlia Asia Argento e La sindrome di Stendhal (1996) e del remake di un classico dell'horror gotico: Il fantasma dell'opera (1998).

Dopo il ritorno al thriller con Non ho sonno (2001), Argento dirige Il Cartaio (2004). Nel 2007 vi è la produzione de La terza madre (2007), in cui torna a lavorare con la figlia Asia: è il capitolo finale della Trilogia delle Tre Madri. Nel 2009 Argento dirige Giallo, pellicola presentata in anteprima al Festival del Cinema di Edimburgo e distribuita direttamente in home video l'anno stesso.

Nel 2009, il regista cede i diritti di due suoi film per farne realizzare dei remake negli Stati Uniti; i titoli interessati sono L'uccello dalle piume di cristallo e Suspiria[17].

Nel maggio 2010 Dario Argento annuncia durante il Fantafestival di Roma, a maggio 2010 un film su Dracula in 3D distribuito dalla Paramount pictures. Il 19 maggio 2012 il film viene presentato in anteprima mondiale, fuori concorso, al Festival di Cannes, durante la "Proiezione di mezzanotte", accolto da critiche per niente benevole.[18] Argento annuncia in quell'occasione l'uscita del film in Italia per il novembre 2012. Al botteghino italiano il film raccoglie la cifra di 275.000€, largamente al di sotto anche delle peggiori previsioni.

Nel 2012 il Reykjavík International Film Festival gli ha conferito il Premio alla carriera.

Dal 2 agosto 2012 è conduttore del programma 100 pallottole d'Argento su Rai Movie, nel quale presenta cento pellicole della storia del cinema da lui selezionate.[19][20]

Il teatro

Nel 2007 firma la direzione artistica del musical Profondo rosso, scritto da Claudio Simonetti per la regia di Marco Calindri, con l'attore e cantante (scoperto da Luciano Pavarotti) Michel Altieri che interpreta il ruolo di Mark Harris.[21]

La trama riprende la versione originale del film, ma l'ambientazione è spostata ai giorni d'oggi. Vengono inoltre aggiunti nuovi brani elettronici scritti da Simonetti per Altieri, raccolti in una nuova colonna sonora.[22]

Il 4 ottobre 2013 debutta come regista dell'opera Macbeth di Giuseppe Verdi (la stessa che aveva trasposto al cinema nel film Opera) al Teatro Coccia di Novara.

Vita privata

Dario Argento con la figlia Asia al Festival di Cannes del 1993

Argento ha due figlie: Fiore (1970), nata dal matrimonio con Marisa Casale (1968 - 1972) e Asia (1975), nata dalla relazione con l'attrice Daria Nicolodi. Asia lo ha reso nonno due volte, nel 2001 di Anna Lou e nel 2008 di Nicola Giovanni. Nel 1974 si è sposato con l'attrice Marilù Tolo, ma i due si sono separati dopo pochi mesi.

Filmografia

Regista

Cinema

Televisione

Come affermato durante l'intervista a Victor Victoria - Niente è come sembra, Argento è stato l'unico regista europeo a partecipare alla serie americana Masters of Horror.

Teatro

Sceneggiatore

Attore

Quando nelle scene dei suoi film compaiono le mani dell'assassino (per esempio nella scena iniziale di Profondo rosso), è lo stesso regista a utilizzare le proprie mani in una sorta di "cameo feticista". La motivazione è che lo stesso Argento afferma di avere: "un'ottima manualità, penso di essere molto bravo a muovere le mani", per cui: "scelgo sempre me stesso per quella parte".[23]

Conduttore

Compositore

Doppiatore

Note

  1. ^ La Repubblica/spettacoli_e_cultura: "Nei film sono cattivo ma nella vita aiuto tutti"
  2. ^ a b Film - Blood Not So Simple, From Dario Argento, Italy’s Hitchcock - NYTimes.com
  3. ^ Dario Argento, suspense pur-sang - Libération
  4. ^ Dario Argento, 59 ans, Italien. L'obsédé raffiné du film d'épouvante ressort de l'ombre avec un «Fantôme» et une rétrospective. Schizo furioso. - Libération
  5. ^ Compie 60 anni Dario Argento, il maestro del brivido
  6. ^ Velvet | Stampa articolo
  7. ^ Dario Argento: "Io sono banale è il mio doppio a fare paura" - Repubblica.it
  8. ^ Davinotti, 2007 - Consultato il 3 luglio 2012
  9. ^ pag. 189 di Dizionario del Western all'Italiana di Marco Giusti, edito da Arnoldo Mondadori Editore, Milano; I edizione Oscar varia agosto 2007.
  10. ^ Rai Movie Dario Argento
  11. ^ * Roberto Pugliese, Dario Argento, Il Castoro Cinema n. 126, Editrice Il Castoro, 1996. ISBN 88-8033-070-5
  12. ^ Dario Argento, Io, risucchiato nel Satanismo dalla Terza Madre in Corriere della Sera, 14 ottobre 2007, p. 49. URL consultato il 03-07-2008.
  13. ^ a b c sito [1].
  14. ^ Dario Argento’s Suspiria: A Visual and Aural Masterwork | Arts and Music - Indiana Public Media
  15. ^ Italian Research Seminar - Term 2 - 2011/12
  16. ^ [2]
  17. ^ 'Suspiria' di Dario Argento avrà un remake - Trovacinema
  18. ^ Pochi applausi per Dracula 3D di Argento - Corriere della Sera
  19. ^ 100 pallottole d’Argento, una maratona lunga un anno - Marco Chiani - Il Fatto Quotidiano
  20. ^ Rai Movie agosto
  21. ^ Tgcom - "Profondo Rosso", brividi in musica
  22. ^ Michel Altieri con Dario Argento sul set del musical teatrale Profondo Rosso
  23. ^ Intervista realizzata per il backstage di Profondo rosso

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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