Cristiano di Magonza

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Cristiano di Magonza (1130 circa – Tusculum, 23 agosto 1183) è stato un diplomatico e arcivescovo cattolico tedesco al servizio dell'imperatore Federico I Barbarossa. Fu conte di Buch, arcivescovo di Magonza (11651183), e cancelliere di Germania (11651183).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

il Duomo di Magonza, X secolo

Cristiano non nacque circa il 1110, per cui nel 1126 era 'ministerialis' della chiesa di S. Servazio di Maastricht, continuando ad esserlo almeno fino al 1139. 1) Quello doveva essere un suo omonimo. Cristiano però di certo fu preposito della stessa chiesa, ma è incerto il periodo. 2) Probabilmente lo fu prima del 1160 anno in cui egli ricopriva la carica di preposito in Merseburg ed ebbe l'incarico da parte dell'antipapa Vittore IV di far pervenire la sua mitra ad Enrico abate di Lauresham. Cristiano piuttosto dovette nascere circa il 1140, se, come si vedrà, nel 1160, nel 1165 e nel 1177 viene definito dai Cronisti come 'iuvenis'. Cristiano ed il fratello Tiederico, che ritroveremo alla Tregua di Venezia del 1177, erano originari 'de veteri Bichelingen', luogo presso Soemmerda in Turingia (D). 3) La loro ignota madre, moglie di ignoto padre, che probabilmente si chiamava Tiederico, era sorella di Federico conte di Beichlingen, fratello di Bertoldo (la cui figlia Adala fu la prima moglie di Federico I imperatore) e di Cuniza badessa in Rinsberch, morta nel 1169. 4) Prima di essere 'ministerialis', quindi da giovanissimo, fu allevato, cioè studiò, nelle strutture della chiesa magontina. 5) Nel 1160, dopo l'assassinio dell'arcivescovo Arnoldo di Magonza, Rodolfo di Zähringen, benché supportato da parte del clero tentò di succedere contro i Canoni e violentemente, derubando gli arredi sacri di valore, per 'comprarsi' la carica. Arrivato poi in Italia, fu riprovato prima da Federico Barbarossa, che era in lotta mortale contro Milano, poi 'in itinere' gli giunse la scomunica papale. Poco dopo la partenza di Rodolfo da Magonza la parte avversa, che doveva essere 'lealista', guidata da Corrado di Wittelsbach, i cui fratelli allora combattevano in Italia, tentò d'imporre sullo scranno arcivescovile Cristiano da Beichlingen. Cristiano allora viene definito come 'iuvenis'. 6) Doveva avere circa 20 anni. L'imperatore Federico I Barbarossa, al Sinodo di Lodi, sciolse il ruolo ambiguo di Cristiano in tale periodo e nominò pertanto Corrado di Wittelsbach arcivescovo di Magonza il 20 giugno 1161. 7)

Primo viaggio (autonomo) in Italia (1165).[modifica | modifica sorgente]

Si dice da alcuni che Cristiano ricoprisse la carica di prevosto della cattedrale di Magonza nel 1162, non si sa con quali prove. Seguì forse nel 1162 Federico I imperatore, quando distrusse Milano. Corrado di Wittelsbach allora lo seguiva e già il 26 giugno viene qualificato arcivescovo 'electus' di Magonza. Ritornando Federico in Germania e passando per la Borgogna gli conferì l'altro onore di arcicancelliere per la Germania. Nella successiva Dieta di Costanza del 27 novembre 1162 vediamo Cristiano qualificato per la prima volta come Cancelliere, vice di Corrado. 8) Rimase vice di Corrado solo per pochi mesi, poiché costui non volle seguire la linea scismatica di Federico. Già il 4 novembre 1163, quando Federico I, ridisceso in Italia, era a Lodi l'imperatore s'era scelto un altro arcicancelliere, Rinaldo arcivescovo di Colonia, solo per l'Italia (segno che quello di Germania lo si considerava 'vacante'). Cristiano conservò il posto di Cancelliere, segno che non solo abbandonò Corrado al suo destino, ma doveva risultare 'simpatico' anche a Rinaldo. 9) Nel 1165, Corrado di Wittelsbach si rifiutò di riconoscere l'antipapa Pasquale III creato dall'imperatore e quest'ultimo immediatamente tornato in Germania lo depose nominando Cristiano al suo posto. Cristiano, nel frattempo sceso in Italia, dalla Toscana andò nel Lazio per sottomettere le popolazioni ed imporre l'antipapa Pasquale III. Diede a fuoco castelli come Castro e Cisterna, che si opposero. In giugno era sotto le mura di Anagni, città che non poté prendere. Federico I Barbarossa scese in Italia a fine 1166, seguito da Cristiano. Passato a Piacenza e Bologna, arrivò in Imola, dove il 4 marzo 1167 Ermanno vescovo di Verden consacrò Cristiano prete e diaconi Guido arcivescovo eletto di Ravenna, Eberardo vescovo eletto di Ratisbona ed altri. Il giorno dopo, domenica 5, Daniele vescovo di Praga consacrò Cristiano vescovo. 10) Nel 1167, Federico, dopo il vano tentativo di prendere Ancona con l'assedio tra giugno e luglio, dovette smobilitare e se ne andò a Roma. Cristiano fu assente all'assedio, poiché già da aprile, quando si era a Rimini, era corso con un corpo militare in aiuto di Rinaldo arcivescovo di Colonia, che era a Tuscolo.

In maggio 1167 i Romani ammassarono un grande esercito di 40.000 uomini e assediarono Tuscolo, dove l'imperialista Conte Raino figlio di Tolomeo fu prima soccorso dalle forze di Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia. Federico I, quando ancora era nel Riminese, gli mandò poi in aiuto Cristiano. Solo dopo vario tempo Federico I scese davanti Ancona. Con 1.300 tedeschi e brabantini, e con gli uomini di Roberto II di Bassavilla, Cristiano si accampo a fianco di Monte Porzio, fuori dalla città. I Romani respinsero tutti i tentativi di Cristiano di una soluzione diplomatica e attaccarono. L'importante battaglia di Monte Porzio si svolse il 29 maggio. Le truppe romane e papali vennero sconfitte, Tuscolo preservata, e la strada per Roma aperta. L'imperatore e il suo antipapa entrarono a Roma nella seconda metà di luglio, ma un'epidemia di malaria uccise 2.000 uomini, tra cui Rainaldo di Dassel. Cristiano non ricoprì mai dopo di lui la carica di arcicancelliere d'Italia.

Diplomatico[modifica | modifica sorgente]

Dopo essere tornato in Germania, dove fece una delle uniche due visite della sua carriera a Magonza, mediò nel 1167 tra Adelberto marchese e il duca sassone Enrico il Leone. 11) Nel 1168, si trovò a Rouen, per mediare tra Enrico II d'Inghilterra e Luigi VII di Francia. 12) Fu un'idea di Cristiano quella di incoronare il figlio di Federico, Enrico come Re dei Romani a Bamberga nel giugno 1169. Egli cercò anche di porre fine allo scisma papale, il che lo portò in Grecia nel 1170 come ambasciatore del Sacro Romano Imperatore. 13) Nel 1177 fu uno dei capi negoziatori del Trattato di Venezia tra l'imperatore e il papa. Ottenne così il riconoscimento di Papa Alessandro III e ricevette il pallium.

Secondo viaggio in Italia[modifica | modifica sorgente]

Oltre a servire l'impero come diplomatico, a fine 1171 Cristiano fu inviato da Federico in Italia come legato imperiale. Cristiano poi scese in Toscana ed il 3 febbraio 1172 era a Pisa. Il 28 marzo tenne una famosa Curia a Siena. Tra febbraio e dicembre 1172 si trovò impelagato nelle vicende toscane, in cui alla fine Pisa fu l'oggetto precipuo delle azioni belliche. Ad inizio 1173 Cristiano passò in Umbria. Colpì prima con un bando Terni, togliendole del territorio pro Narni, perché riconosciuta centro di zecca illegale che emetteva moneta taroccata. 14) Il 13 febbraio 1173 era a Foligno. 15) Nel frattempo aveva sottomesso Spoleto (forse con le buone) ed Assisi (forse con le cattive). 16) Dopo Foligno Cristiano andò contro Ancona, presumendo di annullare l'onta data all'impero nel 1167. Dovette quindi non proseguire per la Flaminia, ma prendere un diverticulum, o quello vicino Foligno, oppure l'altro vicino Nocera Umbra, che poi si riunivano presso Castelraimondo. È possibile quindi che già allora Cristiano abbia visto i luoghi, dove fra qualche anno sarà arrestato da Corrado di Monteferrato. Prima di arrivare in Ancona Cristiano ottenne l'alleanza di Venezia. O all'andata o al ritorno, arrivato dalle parti di Castelraimondo, dovette fare una digressione e distrusse il castello di Matelica. 17) Iniziò l'assedio di Ancona a fine maggio 1173 e durò fino a metà ottobre. 18) Dovette però Cristiano abbandonare l'assedio, quando arrivarono le schiere filopapaline di Aldruda Frangipane contessa di Bertinoro e di Guglielmo Marchesella capo guelfo di Ferrara. Ritornando in Toscana in marzo 1174, saccheggiò Terni. 19) Il Magontino rimase in Toscana fino all'estate del 1174. Infatti il 20 maggio era ancora a Castiglion Aretino. 20) Dalla Toscana passò poi in Romagna, facendo di Faenza, città su cui il conte toscano Guido Guerra aveva qualche dominio, il perno delle sue operazioni, in particolare contro Bologna. 21) I risultati non furono esaustivi, nonostante alcune sue vittorie locali.

Nel 1176 Cristiano doveva essere ancora in Romagna, quando Federico I affrontò la Lega Lombarda a Pontida. Quindi non assistette alla sconfitta del 29 maggio. Di certo consolò l'imperatore, raggiungendolo a Pavia. Qui si discusse sul da farsi. La 'lezione' indusse Federico a miti consigli e si decise di proporre un Trattato, che poi si ridurrà a Tregua. Scese quindi una delegazione capeggiata da Cristiano arcivescovo di Magonza, da Wichmanno arcivescovo di Magdeburgo e seguito. Non scesero come agnellini desiderosi di pace, pace ancora tutta da 'definire'. Scesero per la 'Adriatica' di allora e giunti a Fermo devastarono la città il 21 settembre. 22) La delegazione arrivò in Anagni il 21 ottobre, dove era papa Alessandro III. Si trattò con esito positivo. Il papa partì, andando prima a Benevento, poi a Vieste, quindi col supporto di re Guglielmo II salpando per Zara, dove arrivò il 13 marzo 1177, approdando infine a Venezia il 20 marzo. Sembra incredibile, anche se la collocazione del fatto è un po' discussa, ma Cristiano dopo i colloqui col papa non se ne ritornò subito a nord o come varie fonti ci dicono di certo accompagnò poi a nord dei cardinali che risalivano da Vieste, dove avevano salutato il papa. Il furbastro scese invece in contea di Marsia, cioè nel Regno Normanno. Non ci andò certo con spirito di pace. Infatti il 10 marzo 1177 affrontò e sconfisse a Celle presso Carsoli un esercito normanno comandato da Ruggero conte d'Andria gran Connestabile e da Tancredi conte di Lecce. 23) Dopo la vittoria risalì a Coccorone presso Foligno, dove era sceso Federico I. 24)

Alla Tregua di Venezia, che ebbe il suo apice in agosto 1177, Cristiano fu omaggiato dal fratello Tiederico e da 300 magontini del seguito. 25) Fu il capo che condusse le trattative, ma la Curia gli remò contro, immaginando uno scambio dei Beni matildini con altro che rimase segreto. Alla fine prevalse la ragione. Dopo l'abiura di Federico I anche Cristiano e gli altri furono riammessi nella Comunione. Cristiano si vide confermata la sede di Magonza e Corrado di Wittelsbach, che era là presente dovette accontentarsi di quella di Salisburgo.

Dopo Venezia Alessandro III scese per mare, sbarcando a Siponto; risalì poi in Anagni il 14 dicembre 1177. Non potendo proseguire per Roma, in cui il prefetto Giovanni ed i Romani gli erano avversi, ad inizio 1178 passò a Tuscolo. Cristiano invece coi legati papali Raniero cardinale di S. Giorgio e Greco suddiacono da Venezia scese in Romagna per ottenere la dedizione delle popolazioni al Pontefice. Ad inizio 1178 dovette arrivare a Viterbo, appena dopo che l'antipapa Callisto III, percepito il pericolo e consigliato da Giovanni (Maledetto) prefetto di Roma e Signore di Albano, si era rifugiato in Albano. 26) Cristiano, agendo per il Papa, non ci pensò due volte ed assediò il castello senza prenderlo, ma tenendolo sotto controllo. Ritornò quindi a Viterbo per riportarvi il potere papale, che fu accettato dal partito popolare, ma avversato da quello dei nobili. Intanto Callisto III, visto ormai esaurito il suo ruolo, il 29 agosto 1178 si umiliò in Tuscolo (Frascati) davanti il papa Alessandro III. Il papa intanto riuscì a portare dalla sua il prefetto e i Romani, entrando così in Roma il 13 settembre 1178, accompagnato da Cristiano. 27) Fu pertanto prima di tale evento che Cristiano aveva risolto a favore del papa in Viterbo la lotta tra Popolari e Nobili, costringendo Corrado di Monferrato, chiamato dai secondi, se non proprio alla resa, comunque a pagare una penale, una 'liberatoria' di 12 mila 'perperi', pari a 4 mila libbre. 28) Fu forse una ritorsione tardiva di Cristiano per due atti, cui era stato presente, dati da Federico imperatore a Venezia nel 1177, riguardanti Poggibonsi e Marturi. Corrado in quelle circostanze era comunque riuscito a catturare e mettere in prigione Goffredo da Viterbo, cancelliere imperiale.

Cristiano nel marzo 1179 prese parte coi suoi vescovi suffraganei al terzo Concilio Lateranense, che annullò tutti gli atti di Pasquale III. 29) Dopo il Concilio Cristiano ebbe certo l'incarico da parte del papa di ripristinare qualche controllo in Romagna. Risalì, passando per Rimini e Forlì. Il diverso schieramento delle parti ci fà capire il diverso 'ruolo' di Cristiano in tale circostanza. Faenza, che nel 1175 era stata sua alleata, ora è l'avversario da colpire. In giugno 1179 Cristiano assedia Castrocaro; il 24 luglio seguente c'è battaglia tra Cristiano e Faenza. Stando al Tolosano vinsero i Faentini. Dopo tali fatti l'arcivescovo ricevette una lettera, in cui il papa lo invitava ad andare nel monastero di S. Clemente sul Pescara (Casauria) per fare restituire al monastero i beni violentemente sottratti. Si deve pensare che, eseguito l'ordine papale, ritornando a Roma, trovò la 'sorpresa' di Corrado di Monferrato. Fu catturato il 29 settembre presso la rocca di Pioraco, dove non riuscì ad entrare, presso Camerino, mentre cercava di sottrarsi alla cattura. Ciò significa che egli aveva cercato di evitarla, prendendo vie secondarie. Dopo la cattura Corrado lo tenne prigioniero ed incatenato per quindici mesi nel castello di San Flaviano, quindi a Rocca Venere, e infine ad Acquapendente. Secondo lo storico bizantino Niceta Coniata, Corrado beneficiò del supporto economico dell'imperatore Manuele I Comneno ed era pronto a inviare il suo prigioniero a Costantinopoli come ostaggio, ma Manuele alla fine rifiutò il suggerimento.[1] Dopo la liberazione Cristiano tornò a Viterbo, accogliendo addirittura il papa, che aveva lasciato Roma.

Nel 1181, quando papa Lucio III similarmente lasciò la città, Cristiano giunse in suo soccorso a Tuscolo, che i romani stavano assediando. Egli li sconfisse due volte e salvò il papa e la città (nuovamente). Cristiano contrasse la stessa febbre malarica che aveva ucciso duemila uomini dopo Monte Porzio, anche se Ruggero di Hoveden suggerisce che bevve da una fonte avvelenata. Cristiano morì a Tusculum e vi venne sepolto. Corrado di Wittelsbach venne di nuovo nominato arcivescovo di Magonza.

Cristiano fu un diplomatico e un soldato, mai un prelato, per tutto il corso della sua vita. La sua eredità e il suo carattere sono riassunti da Gregorovius:

« Cristiano [...] fu uno dei più grandi principi della sua epoca, [...] un cavaliere gioviale fino alla sua morte, mantenne un harem di belle ragazze, e, rivestito da una brillante armatura, cavalcava uno splendido destriero, roteando l'ascia di guerra con la quale mandò in frantumi l'elmo e la testa di molti nemici [...] Parlava diverse lingue [...] I muli del suo esercito venivano accuditi più lussuosamente dei servi dell'imperatore. »

Note[modifica | modifica sorgente]

1. Monumenta Germaniae Historica Dipl. RIG VIII d. 9 (1126) pag. 11, d. 41 (1132), d. 42 (1132); IX d. 31 (1139).

2. Mon. Germ. Hist. Dipl. RIG X,2 d. 528 pag. 470 diploma di Federico I imperatore pro S. Servazio di data incerta, ma intorno al 1165 'quondam prepositus vester'.

Chronicon Laureshamense MGH Scr. XXI pag. 445 'Hic (Enrico abate) a Victore papa, qui et Octavianus, per manum Christiani cancellarii insulam transmissam personae dumtaxat suae, recepit..'. Segue diploma di Vittore IV dato a Vetralla il 5 dicembre e quindi quello citato del 27 febbraio 1160 'Victor episcopus, servus servorum Dei, dilecto filio Heinrico, abbati Laurishamensi...quod ad petitionem karissimi filii nostri Friderici, Romanorum imperatoris, et ad venerabilis fratris nostri Regenoldi, Coloniensis electi, preces tibi de capite nostro per dilectum filium Christianum, Mersiburgensem prepositum, transmittimus...Datum Papiae 3. Kalendas Martii'.

3. MGH Dipl RIG X, 1 d. 73 (1154) pag. 123 'Tiediricus et Christianus de veteri Bichelingen' testi ad atto del loro zio Federico conte di Beichlingen.

4. Annales Egmundani MGH Scr. XVI pag. 467 anno 1169 'Eodem anno obiit Cuniza piae memoriae abbatissa prima in Rinsberch, litterarum...soror Fritherici comitis de Bichle (cioè Beichlingen), matertera (cioè zia) Christiani archiepiscopi Maguntiacensis'.

5. Christianus (II) Moguntinus: Boehmer Fontes Rer. Germ. II pag. 265 Cristiano II arc. Magonza scrive che Federico I nel 1165 nominò arcivescovo 'Christianum, sue quidem curie cancellarium, loco domini Conradi Bavari..pag. 266..Erat (Cristiano) enim in ipsa ecclesia (di Magonza) a puero enutrito'.

6. Annales Stadenses MGH Scr. XVI pag. 346 'Canonici duos elegerunt, Conradum de Widelesbach et Christianum iuvenem strenuum et virilem'. Lo Stadense fa spesso errori. Qui ne dice una errata. Nel 1160 Cristiano e Corrado furono alleati e non avversari. Si può quindi dubitare sullo 'iuvenem'; 'virilem' lo era di certo.

7. Annales Disibodenbergenses: Boehmer Fontes R. G. III pag. 215 Rodolfo di Zeringen nel 1160 scende in Lombardia 'Sed frustra perrexit, quia Cunradus Palatinus alium nomine Cristianum episcopum levavit, et rex munera Rudulfi et aurum sprevit...Imperator in Longobardia res publicas agens, Cristiano priore (s'intende 'tempore') electo interim neglecto...episcopum constituit Moguntine sedi Cunradum, fratrem Ottonis Palatini..'.

8. MGH Dipl. RIG X,2 d. 392.

9. MGH Dipl. RIG X,2 d. 405.

10. Vincentius Pragensis Annales: MGH Scr. XVII pag. 683 'Anno dominice incarnationis 1167...Verdensis episcopus (Ermanno) predictum electum (Cristiano) in presbiterum, et Ravennatensem (Guido) et Ratisponensem (Eberardo) et alios plurimos sabbato quatuor temporum quadragesimalium in diaconos consecrat. In proximo dominico die (5 marzo) eundem Moguntinum electum domnus Daniel Pragensis episcopus cum aliis episcopis in archiepiscopum consecrat. In crastino Kristanus archiepiscopus a domno Daniele Pragensis episcopo consecratus, predictum episcopum et suos plurimis et optimis donat muneribus. His Immolae Dei gratia expletis, imperator..'.

11. Annales S. Petri Erphesfurdenses: MGH Scr. XVI pag. 93 'Vix tandem pace composita presentibus legatis inperatoris, videlicet Mogontino episcopo et Bertoldo duce de Zaringe, terra ad tempus quievit..'.

12. Annales Cameracenses: MGH Scr. XVI pag. 545 '..tres isti famosissimi, domnus Coloniae archiepiscopus, domnus H. (errore per Cristiano) Maguntiae urbis archiepiscopus cum duce famosissimo Saxoniae (Enrico), qui ex domni imperatoris parte ad utrosque reges, scilicet Galliae atque Angliae, pacis causa reformandae dirigebantur..(i quali andando si trovarono il 14 ottobre a Cambray)..diligenter 2. Idibus Octobris procurati sunt..'.

Chronica regia Coloniensis MGH Scr. ad us. schol. 18 (1978) pag. 120 Filippo arc. eletto di Colonia 'Nec multo post in legatione imperatoris Rothomagum regem Angliae adiit, ubi archiepiscopus Mogontinus et dux Saxoniae ei occurrerunt, sed qualis legatio fuerit, preter eos et regem latuit'.

13. Annales S. Petri Ersphesfurdenses: MGH Scr. XV pag. 23 '1170. Cristanus archiepiscopus, legatus imperatoris, Greciam proficiscitur, pluresque reliquias sanctorum reportavit..'.

14. Haegermann Die Urkunden Erzbischof Christians I von Mainz, in Archiv fuer Diplomatik 14 (Koeln Graz 1968) d. 18 pag. 261 '..specialiter super false monete compositione infami...annuente et consentiente Conrado ducati Spoletani legatus..'.

15. Haegermann Urkunden d. 17 pag. 256 'Dat. Fulginei...idibus februarii'.

16. Romualdus Salernitanus: Muratori Rer. It. Scr. VII col. 214 'Dehinc ad Ducatum Spolitanum et ad Marchiam veniens multa Castra regionis illius depopulatus est, et cepit Assisiam civitatem, et Spolitinam suo dominio subdidit'.

17. Acquacotta Memorie di Matelica (Ancona 1838-39) d. 5 (1185) pag. 24 '..antequam felicis memorie Christianus Maguntine Sedis Archiepiscopus locum illum destruxisset..'.

18. Chronica varia pisana RIS VI col. 190 '..a Calendis Aprilis usque ad medium mensem Octobris civitatem Anconae cum magno militum et peditum exercitu, et 40. galeis obsedit..'.

Boncompagno da Signa De obsidione Anconae RIS VI col. 929 '..videlicet in exitu mensis Madii, quando cibaria carescunt..'.

19. Conrad von Lichtenau Chronicon MGH Scr. XXIII pag. 357 'Anno Domini 1174. Interamna destructa est mense martio'.

20. Rena Serie V, IV pag. 91.

21. Albertus Stadensis Annales: MGH Scr. XVI pag. 347 'Christianus Magontinus archiepiscopus, imperialis aulae cancellarius et sedis apostolicae legatus (dell'antipapa Callisto III), cum Brabantinis per Longobardiam et Tusciam omnia depopulans, Bononienses invasit, et in equo residens, indutus thorace, et desuper tunica iacintina, habens in capite galeam deaurata, et in manibus clavam trinodem, ipse in eodem proelio dicitur stravisse novem homines propria manu. Vidit Heinricus scolasticus Bremensis, qui tunc 35 annorum, notarius fuerat eiusdem Christiani, eundem archiepiscopum 28 melioribus terrae dentes cum petra manu propria excussisse..pag. 347..Die sequenti post victoriam archiepiscopus, indutus pontificalibus...Heinricus praedictus scolasticus retulit se veraciter audivisse, quod asini sui exercitus maiores haberent expensas quam omnis familia imperatoris, quae tam opulentissima videbatur. Clerici et feminae exercitus eius duo castra munitissima ceperunt...Subiugavit etiam Ferrariam et Ravennam'. Che Cristiano avesse attaccato i Ferraresi trova conferma in Romualdo Salernitano Chronica presso Muratori RIS VI col. 222 'Christianus Cancellarius, qui Ferrarienses offenderat, plurimum metuebat..'.

22. Antonio di Niccolò Cronaca Fermana, in Monumenti di Storia Italiana IV pag. 3 'In millesimo CLXXVI, in festo beati Matthei, de mense septembris, civitas Firmana fuit invasa, occupata ac destructa ab Archiepiscopo Maguntie, dicto alias Cancellario Chistiano'.

23. Chronicon Fossae Novae Ughelli It. Sacra X col. 16 '1176. Indict. octava, 12 Kal. Novemb. venit Cancellarius Imperatoris ad Anagniam ad Papam Alexandrum. octavo idus Decembris ibat Papa ad Venetiam. Cancellarius Imperatoris Theutonicorum venit super Cellas, et eas obsedit. Comites vero Regni Siciliae cum ingenti exercitu insurrexerunt in eum, et gens quidem Alemannorum fuit super eos, et plerosque cepit, atque fugam verterunt 6. id. Martii'.

24. MGH Dipl. RIG X,3 d. 669 pag. 181 'Cristianus Maguntine sedis archiepiscopus...indictione Xa...dat. Cucurani XI kal. aprilis'.

25. Historia Ducum Veneticorum: MGH Scr. XIV pag. 84 'Christianus Magontinus archiepiscopus cum Pisauriensi electo et cum abbate Sancti Iacobi et Enrico decano maioris ecclesie et quatuor prepositis et quodam comite fratre suo (cioè Tiederico) et aliis quattuor comitibus, cum hominibus 300'.

Relatio de pace Veneta: MGH Scr. XIX pag. 462 'Domnus Christianus Magontensis archiepiscopus, etate iuvenis, statura mediocris, facie decorus..'.

26. Boso Liber Pontificalis (Duchesne) II pag. 443 '..(Callisto III) occulte a Viterbio exiens, tanquam profugus ad montem Albanum sub frivola defensione Iohannis, domini ipsius castri, confugium inaniter fecit'.

Romualdus Salernitanus Chronicon RIS VII col. 241 'Ioannes vero de Struma, qui a suis Callistus appellatus est, Alexandrum Papam cum Imperatore audiens concordatum, timore correptus, Bitervium deserens, Praefecti consilio et auxilio, Albanum Montem intravit...Quo cognito, Moguntinus Archiepiscopus idem castrum obsedit, vineas ejus incidit, et segetes devastavit, et militum et peditum circa ipsum custodia derelicta, Bitervum rediit, et Populum ejusdem civitatis in manu sua pro parte Alexandri Papae recepit'.

27. Chronicon Fossae Novae Ughelli It. Sacra X col. 17 '1178. hoc anno, 4. kal. Septemb. Joannes Strumi Tusculanum venit, et Alexandro Papae satisfecit, poenitentiam egit...Ibat Papa Romam cum Cardinalibus et Episcopis, quem receperunt Romani honorifice Id. Septemb.'.

28. Gesta Henrici II et Richardi I: MGH Scr. XXVII pag. 99 'Ipse (Corrado marchese) enim prefatum cancellarium odio habebat, quia ipse ad dedicionem coegerat, nec pacem cum eo facere poterat, donec daret ei 12 milia perperorum..'.

Gotifredus Viterbiensis Pantheon: MGH Scr. XXI pag. 271 vv. 40-41 'Si mea vincla prius subito punita fuissent, / Nulla Maguntina tibi captio dampna dedisset..'.

29. Mansi S.C. t. 22 col. 217 'Provincia Maguntina Christianus Maguntinus archiepiscopus. Odo Bambergensis episcopus. Arduicus Augustensis. Bertoldus Constantiensis. Olricus Ypirensis. Goradus Guarmaciensis. Ulricus Curiensis'.

  1. ^ Niceta Coniata, Histories p. 201 van Dieten.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ferdinand Gregorovius, Roma nel Medioevo, vol. IV, parte 1, 1905.
  • Boncompagno da Signa, Liber de obsidione Anconae a copiis Friderici I Imperatoris anno MCLXXII peracta, eiusque urbis liberatione, in Rerum Italicarum Scriptores, vol. VI.
  • Tolosano Chronicon Faventinum: Muratori Rer. It. Scr. ns vol. XV.
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Corrado I di Wittelsbach 1165-1183 Corrado I di Wittelsbach

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