Cisterna di Latina

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Cisterna di Latina
Panorama di Cisterna di Latina
Cisterna di Latina - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Latina
Coordinate: 41°36′0″N 12°50′0″E / 41.6, 12.83333Coordinate: 41°36′0″N 12°50′0″E / 41.6, 12.83333
Altitudine: 77 m s.l.m.
Superficie: 142,83 km²
Abitanti:
34.131 2008
Densità: 238,96 ab./km²
Frazioni: Borgo Flora, Castel Ginnetti, Cerciabella, Colle Marcaccio, Doganella, Le Castella, Quartiere San Valentino, Torrecchia 
Comuni contigui: Aprilia, Artena (RM), Cori, Latina, Norma, Sermoneta, Velletri (RM)
CAP: 04012
Pref. telefonico: 06
Codice ISTAT: 059005
Codice catasto: C740 
Nome abitanti: cisternesi 
Santo patrono: San Rocco 
Giorno festivo: 16 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Qui cominciavano le paludi e i cisternesi erano tutti butteri, cow boys. Conoscevano solo il cavallo, le mandrie, le foreste ed i pantani. Ancora adesso - che la bonifica è stata fatta da un pezzo e girano pure in macchina - restano nell'animo sostanzialmente butteri: onesti ed orgogliosi. »

Cisterna di Latina è un comune di 34.131 abitanti della provincia di Latina, distante circa 17 km dal capoluogo.

Ai margini settentrionali dell'Agro pontino, ha origini antichissime ma del suo passato non è rimasto quasi più nulla a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che la rasero al suolo. Ricostruita velocemente, ha conosciuto negli ultimi cinquant'anni un grande boom economico e demografico.

È conosciuta come la città dei butteri.

Indice

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al valor civile

[1]

[modifica] Geografia

Cisterna di Latina, o più semplicemente Cisterna nell'uso comune, sorge alle porte dell'Agro pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante, ad eccezione di piccoli rilevi dei Monti Lepini e dei Colli Albani, ai confini con i territori comunali di Cori e Velletri.

La Fontana Biondi, con la statua della Bella Ninfa, è il monumento-simbolo della città di Cisterna

Fino al 1932, il suo territorio era fra i più grandi e vasti d'Italia, comprendendo una larga fetta delle antiche "paludi pontine", di cui era l'ingresso. Successivamente parte del suo territorio fu ceduto al neonato comune di Latina.

Il clima è mite, soprattutto d'inverno quando la temperatura scende raramente sotto lo 0°. D'estate, invece è particolarmente caldo e a volte, anche afoso, nonostante venga mitigato dal vicino mare.

Il territorio comunale ospita numerose località d'interesse naturalistico: l'oasi WWF del Giardino di Ninfa, la tenuta di Torrecchia Vecchia, recentemente donata alla città dagli eredi del suo proprietario Carlo Caracciolo, il bosco di San Biagio e la riserva del Filetto.

[modifica] Storia

[modifica] L'età antica

Le origini di Cisterna sono antichissime: nel suo territorio, forse in località Caprifico, si sarebbe trovata l'antica città latina di Ecetra, poi conquistata dai Volsci che ne fecero insieme ad Anzio la loro capitale.

I Volsci, fondarono altri due centri: Ulubrae (sita molto probabilmente nei dintorni dell'attuale frazione di Doganella) e Suessa Pometia (che alcune teorie vorrebbero fra le attuali Borgo Flora e Borgo Podgora, ai confini con il territorio comunale di Latina), città che raggiunse una certa importanza, tanto da imporre la sua autorità su una trentina di centri, i quali costituirono l'Ager Pometinus, poi Ager Pontinus e quindi Agro Pontino. Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo, secondo quanto scrive Livio nella sua opera Ab Urbe condita.

Ulubrae, invece, dopo la distruzione di Suessa, ne accolse i superstiti e diventò municipium. Il centro, raggiunse anche una certa importanza, grazie alla vicinanza con la palude e i boschi, che costituivano una riserva di caccia per molti nobili romani. Molti autori hanno scritto delle ville che furono costruite qui, tra questi si ricordano Orazio, Plinio il Vecchio, Svetonio e Giovenale. Cicerone scrisse in una delle sue Epistole:

« Ti scrivo, o Attalo, dalla piana pontina, dove sono ospite di Filemone, nella sua villa di Ulubrae. Quando arrivai, fui accolto dal gracidare delle rane…  »

Anche Augusto, secondo Svetonio, avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae.

Intanto, nel 312 il console Appio Claudio Cieco avviava la costruzione della Via Appia, collegando Roma alle città del Sud Italia. Lungo l'Appia si svilupprano due stazioni di sosta: Ad Sponeas e Tres Tabernae, così chiamata per la presenza di tre taverne, oggi riprese nello stemma cittadino.

Tres Tabernae è citata negli Atti degli Apostoli, quando si descrive il viaggio di San Paolo verso Roma e si ricorda che l'"apostolo delle genti", qui fu accolto e ristorato dalla locale comunità cristiana, la quale lo accompagnò fino a Roma.

I Giardini di Via Porta Agrippina. Secondo alcune leggende locali, la Porta (oggi scomparsa) sarebbe stata costruita e dedicata quindi a sua madre Agrippina, dall'imperatore Nerone

Intorno al III secolo d.C., le paludi conobbero una nuova espansione e l'abitato di Ulubrae fu allagato. I suoi abitanti, furono, così costretti a lasciarlo per trasferirsi a Tres Tabernae. Tres Tabernae crebbe progressivamente di importanza e diventò Sede Vescovile. Si sa che vi fu edificata una cattedrale paleocristiana, dedicata a San Paolo (in ricordo del passaggio dell'apostolo), di cui non è rimasta traccia. Nel 307 vi fu assassinato l'imperatore Flavio Valerio Severo, ucciso dal luogotenente di Massenzio, Eraclio.

Le invasioni barbariche, provocarono la distruzione delle opere di bonifica e quindi una progressiva espansione delle paludi, provocando il declino della città. Nel 592 papa Gregorio Magno unì la sua diocesi a quella di Velletri. Subì diverse e micidiali devastazioni da parte dei Saraceni, fino a quella fatale dell'868, quando fu definitivamente distrutta.

[modifica] Il Medioevo e il Rinascimento

Gli abitanti di Tres Tabernae, decisero, costretti anche dall'espansione implacabile della palude, di trasferirsi sopra un piccolo colle. Il borgo conobbe una certa ripresa solo a partire dall'anno Mille, quando viene citata, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna. La tradizione vuole che questo nome derivasse da un'antica cisterna presente nel territorio, fatta costruire dall'imperatore Nerone per rifornire d'acqua la sua villa di Anzio. Tale cisterna è tuttora esistente nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Caetani, che sorse appunto sulla cima del colle. Quindi gli abitanti trasferendosi di qui, avrebbero iniziato a dichiarare di vivere "alla cisterna" e quindi "a Cisterna".

Lo scrittore Antonio Pennacchi nel libro Una nuvola rossa sostiene invece che la cisterna di Nerone rientra invece in un ambizioso progetto di bonifica delle paludi portato avanti dall'imperatore.

Alcuni storici locali sostengono che in realtà il nome derivi dall'espressione di chiamare le località a sud di Roma, Terrae Cis Aeterna e quindi Terra di Cisterna. Fu quindi la città a dare il suo nome al contenitore d'acqua (appunto la cisterna).

Un vicolo nel centro storico di Cisterna

Nel frattempo sul territorio, lungo l'attuale Via Tivera si sviluppò l'abbazia benedettina di Sant'Eluterio fondata da un eremita. L'espansione implacabile della palude costrinse i monaci ad abbandonare l'antico convento e a trasfersi a Valvisciolo.

Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146. I Frangipane rafforzarono il borgo con una cinta muraria e con l'edificazione di una rocca.

L'ex Municipio della città, detto popolarmente il Comune Vecchio, visto da Piazza XIX Marzo

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Il 5 settembre 1159 fu eletto papa, il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome di Alessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall'Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Quest'ultimo, protetto dai Frangipane fuggì prima a Cisterna e poi a Ninfa dove fu incoronato ufficialmente.

L'Imperatore quindi decise di vendicarsi assediando i due abitati e distruggendoli. In seguito i Frangipane ricostruirono Cisterna. Nel 1328 fu nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro. Gli abitanti però avvertiti da un velletrano, avevano già abbandonato da tempo il centro e vi ritornarono solo dopo due secoli.

Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu Bonifacio Caetani, ad intraprendere diversi lavori urbanistici per ricostruire Cisterna, distruggendo le rovine del castello e sostituendole con una residenza rinascimentale: il Palazzo Caetani, appunto. In seguito al riordino dei feudi e delle proprietà dei Caetani effettuati da Bonifacio che istituì un Principato e fece di Cisterna la capitale.

La facciata di Palazzo Caetani

Il prestigio della famiglia Caetani, unita alla fama delle vicine paludi pontine e alle abbondanti riserve di caccia, fece sostare a Cisterna numerose personalità storiche come Papa Paolo III, Papa Urbano VIII, numerosi vescovi e cardinali nonché diversi aristocratici della Capitale. Nei numerosi resoconti che hanno lasciato descrivono Cisterna e il suo territorio come una pianura selvaggia, ma con una campagna ricca ed estesa. Nel 1589, vi sostò Sisto V, nel 1596 Clemente VIII, nel 1792 Benedetto XIII, nel 1839 Gregorio XVI.

[modifica] Dalla fine del XVIII secolo alla bonifica pontina

Papa Pio VI avviò un massiccio progetto di bonifica, il quale però fu bruscamente interrotto dalla Rivoluzione Francese e dall'invasione del Lazio delle truppe napoleoniche. Quest'ultime, si dedicarono a distruggere le opere di bonifica avviate dal Papa, provocando il ritorno della palude, apportando a Cisterna un rovinoso declino. Inoltre la diffusione del brigantaggio, i quali sfruttavano le foreste della palude, per nascondersi, causò diversi morti e scontri con i Carabinieri.

Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo D'Azeglio, politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Il marchese, inoltre descrive alcuni momenti della vita quotidiana nelle paludi, dai rodei dei butteri, le passeggiate dei briganti nel centro cittadino e la festa patronale di San Rocco.

Nel 1863, Papa Pio IX vi si fermò in visita pastorale.

Nel 1870, in seguito ad un plebiscito passò al Regno d'Italia e mutò il suo nome in Cisterna di Roma.

Nel 1890 Buffalo Bill, che con il suo circo di cowboy aveva fatto tappa a Roma e aveva sfidato gli italiani a domare il fiero cavallo americano del West. Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida, riuscendo a domare il cavallo ed entrando così nella leggenda. Si racconta che Buffalo Bill rimase così offeso per la sconfitta, che abbandonò l'Italia in fretta e in furia. [2]

[modifica] Dall'inizio della bonifica alla seconda guerra mondiale

Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista. Cisterna fu dichiarato come il quartier generale dei lavori di bonifica, soprattutto dell'area settentrionale (il cosiddetto "bacino di Pescinara"), su cui sorse successivamente la città di Littoria (oggi Latina).

Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria.

Il 22 gennaio 1944, gli Alleati con lo sbarco ad Anzio, tentarono di cogliere alle spalle i Tedeschi che si erano arroccati nei fronti sul Garigliano e a Cassino e conquistare Roma. Lo sbarco però non dette gli effetti sperati, poiché la tattica attendista scelta dal Generale Lucas, comandante del corpo d'Armata Alleato, permise ai Tedeschi di Kesselring di organizzarsi e di bloccare gli Alleati sulle posizioni iniziali. Nelle prime fasi dell'Operazione Shingle (nome in codice dello Sbarco di Anzio), una colonna di reparti scelti statunitensi, composto da circa cento uomini, guidata dal generale William Orlando Darby, si muoveva da Anzio verso Cisterna ma si incrociò casualmente in località Isolabella con una divisione tedesca, che aveva ben trecento unità al suo interno. Lo scontro fu fatale per gli americani: solo due soldati riuscirono a rientrare a Nettuno. La città di Cisterna riconobbe l'opera di questi soldati gemellandosi nel 1982 con la città americana di Fort Smith, nell'Arkansas, città nativa del generale Darby e titolando a quest'ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. Dopo lo scontro di Isolabella, gli americani avevano bruciato il "fattore sorpresa", e i tedeschi avevano preparato una linea difensiva compresa, al cui centro si trovava appunto Cisterna. La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti. La popolazione civile, in preda al panico, si rifugiò nelle grotte sotterranee di Palazzo Caetani. Si nascosero qui, circa quattromila dei settemila abitanti. Il 25 marzo, però i tedeschi, forti delle difficoltà alleate, che si erano impantanati, decisero di sgomberare l'abitato, costringendo gli abitanti, (in quello che verrà chiamato l'Esodo Cisternese), a lasciare Cisterna. [3]

La battaglia di Cisterna raffigurata su una mappa dell'Esercito degli Stati Uniti

Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, le forze alleate sferrarono una dura offensiva (Operazione Buffalo). I tedeschi crollarono all'altezza di Borgo Sabotino e si videro costretti a cedere Littoria e si arroccarono su Cisterna. Gli Alleati, concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. I tedeschi si rintanarono allora dentro Palazzo Caetani ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio, si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro pontino erano completamente liberati ma la città era rasa al suolo con quasi il 96% degli edifici distrutti.

Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Cisterna.

[modifica] Dal dopoguerra ad oggi

« Al pellegrino che domanderà della nostra vita, non dite per "Pietà"! Non parlate dei vostri figli raminghi e dispersi che attendono ancora per darvi il bacio del ritorno, non dite: "Qui fu Cisterna" ma forte gridate: "Qui risorgerà Cisterna!" »
(Padre Eugenio Caldarazzo)

La ricostruzione della città avvenne abbastanza velocemente, grazie all'impegno del sindaco Felice Leonardi, anche senza un preciso piano regolatore, tanto che ancora oggi, agli occhi dei forestieri, il ricostruito centro storico appare come un'accozzaglia degli stili più diversi e disparati e in molti casi, gli edifici sono risultati addossati l'uno con l'altro.

In seguito, per arginare il caos edilizio, fu avviata la costruzione di un nuovo quartiere, lungo Via Primo Maggio, a est di Piazza XIX Marzo. Le nuove abitazioni erano realizzate in condizioni precarie, a volte delle vere e proprie baracche addossate l'una sull'altra, tanto che i Cisternesi ribattezzarono "Shanghai" il nuovo quartiere e con questo nome ancora oggi continua ad essere noto.

A partire dagli anni settanta, Cisterna conobbe un forte sviluppo economico e demografico, dovuto prevalentemente all'insediamento della città nell'area tutelata dalla Cassa del Mezzogiorno. A Cisterna si insediarono moltissime aziende, che attirarono un notevole flusso di popolazione da tutte le regioni d'Italia. La sua popolazione passò dalle 7.000 unità degli anni quaranta a 20.000 negli anni settanta e ai 30.000 degli anni ottanta. Un boom enorme, come tra l'altro si verificò anche nei Comuni limitrofi dell'Agro.

Via Monti Lepini, un tempo aperta campagna oggi inglobata nel centro della città

Negli anni novanta, la città ha risentito della crisi industriale che ha investito l'area dell'Agro pontino, dovuto soprattutto alla chiusura degli stabilimenti industriali del territorio, a causa dell'abolizione della Cassa del Mezzogiorno e dei privilegi fiscali che ne derivavano. La chiusura dello stabilimento Goodyear, uno dei più grandi in città, nonostante il buon funzionamento dell'industria, provocò durissimi scioperi ma nonostante tutto la multinazionale americana decise di chiudere, licenziando ben cinquecento persone. Successive indagini della magistratura, hanno rivelato che lo stabilimento non rispettava le leggi in materia ambientale e ha rivelato una massiccia presenza di amianto sul sito. Inoltre i dirigenti dell'azienda sono stati condannati in primo grado, perché le scarse condizioni di sicurezza all'interno della fabbrica, avrebbero causato la morte, per cancro, di dieci operai.

Investimenti nell'agricoltura specializzata, con la produzione in particolare del kiwi (nella versione locale del kiwi latina IGP), di cui Cisterna è il primo produttore nazionale, hanno permesso un rilancio della sua economia.

Negli ultimi tempi, è sorto in città un comitato con l'obiettivo di riportare il nome della città da Cisterna di Latina a più semplicemente Cisterna, com'era prima dell'Unità d'Italia.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Quartieri

[modifica] Cisterna Nord

Il quartiere comprende l'area settentrionale della città, in direzione Velletri. Comprende la primissima parte di Corso della Repubblica (fino all'incrocio con Via Manzoni), l'antico convento di Sant'Antonio (noto anche come Il Mulino), il quartiere sorto lungo Via Roma e la due zone residenziali di Franceschetti e Collina dei Pini.

[modifica] Cisterna Centro

  • E' la parte storica della città. Comprende tutto il cosidetto tratto del Chilometro di Corso della Repubblica (dall'incorcio con Via Manzoni fino a Piazza Cesare Battisti), con Piazza XIX Marzo e il centro storico (Cisterna Vecchia). Nel quartiere rientra anche l'area di Via Quasimodo e la zona residenziale sorta intorno a Piazza Volpi e a Piazza Martiri di Belfiore.
Veduta di Piazza XIX Marzo, il cuore della città

[modifica] Sciangai

Soprannominato così per via del grande numero di baracche e case abusive sorte qui nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, il quartiere, uno dei più caratteristici della città, si sviluppa essenzialmente lungo Via Primo Maggio, comprendendo anche tutta l'area compresa lungo Via Po, Via Guido d'Arezzo e Via Benedetto Croce, fino all'incrocio con Via Roma. Nel quartiere è presente il Monumento al Bersagliere, che ospita le relique di un milite ignoto caduto durante la prima guerra mondiale.

[modifica] Stazione

  • Il quartiere della Stazione si sviluppa attorno alla fermata delle Ferrovie dello Stato. Nato fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Il quartiere comprende l'intera area fra Piazza Michelangelo (la Murgia) e Piazza Cesare Battisti, compresa l'area ad est di Corso della Repubblica fra Piazza Battisti e l'incrocio con Via Martiri delle Ardeatine. Al suo interno è presente la chiesa di San Francesco.

[modifica] Mariotti

Il quartiere è essenzialmente una zona residenziale, segnata in anni dalla numerosa presenza di immigrati. Il quartiere comprende tutta l'area ovest di Corso della Repubblica nel tratto fra Piazza Cesare Battisti e il Ponte della Ferrovia, fino a Via Oberdan nonché il tratto iniziale di Via Monti Lepini fino all'incrocio con Viale America.

[modifica] L'Annunziata (o Via Cori)

Il quartiere dell'Annunziata deve il suo nome ad un'antica cappella, tuttora esistente, dedicata alla Madonna dove era tradizione che i cisternesi trascorressero la Pasquetta (un tempo la zona era in aperta campagna). L'Annunziata comprende il tratto di Via Monti Lepini, con relative traverse, fra Viale America e Via Machiavelli. Nel quartiere è compresa anche la zona residenziale sorta nei pressi dell'Istituto Tecnico Superiore Darby e l'area di Porta Agrippina, ai confini con il centro storico.

[modifica] Ponte della Regina

  • Il quartiere del Ponte della Regina comprende una vasta area mista ad uso residenziale e agricolo, sorta lungo Via Marconi ma sempre più urbanizzata negli ultimi anni.

[modifica] Quartiere San Valentino

Il quartiere San Valentino è il più grande e il più popolato della città. Comprende tutta l'area intorno a via Monti Lepini, a partire dall'incrocio con Via Machiavelli (Residenza del Gallo) fino alla località Quattro Strade, agli estremi confini del centro abitato. Il quartiere sorto come zona popolare alla fine degli anni 1970 su quello che era fino ad allora parte del latifondo della famiglia Sciarretta, soffre da sempre di una pesante carenza di servizi, insufficenti a coprire le esigenze della numerosa popolazione. Vi si trova la più vasta area verde cittadina, i Giardini Giovanni Paolo II meglio noti come il Parco.

[modifica] Cisterna Sud

Il quartiere comprende la periferia meridionale della città. In particolare l'ultimo tratto di Corso della Repubbica, la località Rotonda della Croce (che mutua il nome da un croce in ferro posta in memoria dei missionari Passionisti negli anni 1950) e Cerciabella (in presenza di una antica quercia centenaria, oggi scomparsa). Inoltre del quartiere fa parte l'intera area Ex Nalco, sfruttata come zona industriale e commerciale.

[modifica] Via Nettuno

Il quartiere nasce e si sviluppa lungo Via Nettuno che unisce la città all'omonimo centro sul litorale romano, comprendendo anche la traversa di Via Aprilia e la località di Collemarcaccio.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Palazzo Caetani

La scalinata interna di Palazzo Caetani

Palazzo Caetani fu costruito nel 1560, per volontà di Onorato Caetani, e venne ultimato nel 1574. Il palazzo fu fatto erigere sulle rovine della antica rocca dei Frangipane, di cui ha inglobato una torre quadrata in pietra, l'unico edificio sfuggito alle devastazioni precedenti.

Non ha una pianta completamente regolare, in quanto ha inglobato l'antica torre e ha dovuto seguire la conformazione ondulata del terreno. Comprende due torri e un cortile quadrato interno, pavimentato a selci. Buona parte del palazzo è crollato sotto le bombe della Seconda guerra mondiale e in molti tratti, è stato irrimediabilmente danneggiato.

Sottoposto ad un delicato restauro negli anni novanta, il palazzo ha recuperato in parte l'antica bellezza, degli affreschi tardo-rinascimentali e delle sale del palazzo. Nel 2008 è iniziato un intervento al piano nobile per eliminare ulteriori superfetazioni e incongruenze architettoniche, restituendo, tra l'altro, al cortile parte della sua antica eleganza.

Palazzo Caetani ospita ogni anno, numerosi eventi e manifestazioni culturali (mostre, presentazioni, convegni, concerti, esibizioni teatrali) soprattutto nella suggestiva cornice della sua caratteristica corte. È sede permanente della Biblioteca Comunale e di una sezione della Facoltà d'Ingegneria dell'Università "La Sapienza" di Roma.

Nel Palazzo è allestita una modesta Pinacoteca Civica d'arte moderna e contemporanea, una selezione non rappresentativa di opere di artisti locali e nazionali.

In due sale è stato allestito il Museo dei Butteri e del Cavallo, dove sono conservati documenti e materiali sulla vita nelle paludi pontine e sull'allevamento dei butteri; nonché opere d'arte dedicate al cavallo (Aligi Sassu, Mirella Bentivoglio fra gli autori).

[modifica] Sala Zuccari

Nota anche come "Sala del Vescovo", era la sala di rappresentanza dei Caetani e le sue pareti sono state affrescate dai fratelli Zuccari. Gli affreschi rappresentano i possedimenti dei Caetani (Ninfa, Sermoneta, Circeo, il mare, la campagna) nonché uno spaccato delle paludi pontine nel XVI secolo. Oggi la sala ospita convegni e incontri, nonché i matrimoni civili.

[modifica] Grotte di Palazzo Caetani

Le Grotte di Palazzo Caetani, costituiscono un complesso di grotte, cave e cunicoli sotterranei che si snodano sotto Palazzo Caetani. La più antica è la cisterna di Nerone, che avrebbe dato nome all'intero abitato. Le altre sono una serie di antiche cave di tufo e pozzolana, scavate per ricavare il materiale necessario per costruire le case di Cisterna. Molte di queste grotte sono ancora inesplorate e si ritiene che in passato, furono impiegate, anche come passaggio segreto da parte della famiglia Caetani o degli altri proprietari del palazzo. Le Grotte diventarono durante la Seconda guerra mondiale, un rifugio sicuro per i Cisternesi. Vi scamparono ai bombardamenti alleati, circa 4.000 persone. Oggi, una parte delle Grotte sono state restaurate e aperte al pubblico mentre nel mese di marzo, ospitano le manifestazioni in memoria dell'"Esodo Cisternese" e della distruzione totale della città.

[modifica] Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

La chiesa di Santa Maria Assunta

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L'attuale edificio della Chiesa di Santa Maria Assunta è il frutto delle ricostruzioni effettuate dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale. La nuova chiesa, ha mantenuto l'antico lineamento neoclassico e la divisione in tre navate, separate da un colonnato. È sopravvissuta (si dice miracolosamente) una statua marmorea del patrono San Rocco, risalente al 1725, di scuola canoviana.

L'antica chiesa, invece è stata fatta costruire dai Caetani e nel 1582, fu elevata al titolo di collegiata e il suo clero fu unito a quello di Ninfa. Aveva due portali d'ingresso, ornate con due stipiti in travertino e un Coro in noce, opera di Francesco Giangiacomo, autore fra gli altri di alcuni stucchi e dipinti insieme al pittore velletrano Vincenzo Vilà. Si trovava, dietro l'altare, un dipinto cinquecentesco dell'Assunta. La chiesa, aveva inoltre sei cappelle, dedicate a: S.S. Sacramento, San Rocco, S.S. Crocefisso, S.S. Salvatore, San Paolo e Santa Teresa.

Il portale in bronzo, fuso nel 1981 da Angelo Biancini a Faenza, raffigura attraverso un ciclo di bassorilievi, tutti gli eventi principali della storia di Cisterna ed è circondato da una serie di formelle in terracotta lavori del Biancini (fatiche di Ercole e altri episodi).

[modifica] Piazza XIX Marzo

Piazza XIX Marzo è il cuore di Cisterna. Vi si affaccia il Palazzo Caetani, la chiesa di Santa Maria Assunta è ed attraversata dal Corso della Repubblica, la via principale. La piazza, recentemente risistemata e chiusa al traffico, è mattonata in selci. Al centro si aprono gli omonimi Giardini con la Fontana Biondi.

Sulla qualità degli interventi sostenuti per la risistemazione l'opinione pubblica si è spaccata a causa dell'apparente snaturazione inflitta all'impianto originale.

La piazza, prende il nome dal 19 marzo 1944, giorno in cui la popolazione civile fu costretta dai tedeschi ad abbandonare le proprie case.

[modifica] Fontana Biondi

La Fontana Biondi

La Fontana Biondi fu realizzata nel 1885 dallo scultore Ernesto Biondi, su una precedente costruzione, eretta in tutta fretta, in occasione della visita di Pio IX nel 1863. La statua, raffigura una divinità romana (la dea Feronia), che impugna nel braccio destro un ramo d'ulivo ed ha, incatenato ai suoi piedi, un demone, simbolo della malaria. Negli anni cinquanta, la statua fu posta su una base granitica, che simula una piccola montagna con grotte e anfratti. È considerata in un certo senso, il monumento-simbolo della città.

La fontana era però precedente alla statua: Menotti Garibaldi, figlio di Giuseppe eletto deputato per il collegio di Velletri (che comprendeva anche Cisterna), era rimasto stupefatto nello scoprire che la gente di Cisterna beveva direttamente dalla palude e perciò fece costruire nel 1872 la fontana, facendovi arrivare l'acqua di una sorgente nei pressi di Ninfa.

[modifica] Palazzo del Comune

Il Palazzo del Comune (che i cisternesi chiamano più familiarmente "comune vecchio") è un edificio risalente alla metà del XIX secolo e sede del Municipio fino al 2001, quando fu inaugurata la nuova sede del Palazzo dei Servizi, a pochi metri di distanza e più idoneo alle esigenze della città.

Il Palazzo oggi è soprattutto sede di mostre e incontri. L'ex aula consiliare, la Sala delle Statue, conserva due statue di Peppino Impastato del 1981 e un'opera artistica di Duilio Cambellotti. Ospita inoltre la sede centrale della Polizia Municipale, del Corpo Forestale dello Stato e di alcuni associazioni onlus.

[modifica] Cisterna Vecchia

Cisterna Vecchia è il nome con cui è tradizionalmente denominato il centro storico della città; raso al suolo nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ha conservato comunque alcuni edifici d'interesse storico, oggi utilizzati prevalentemente come sedi di abitazioni private:

[modifica] Palazzo Calabresi

Appartenuto alla famiglia Calabresi nel XVIII-XIX secolo, è oggi uno dei pochi palazzi gentilizi rimasti a Cisterna dopo gli ultimi eventi bellici. Presente in Via Garibaldi, angolo Via Paliani, si presenta con una struttura di fondazione risalente al XVI secolo con successivi interventi.

[modifica] Palazzo Renzi

Sempre in Via Garibaldi, angolo Via dei Fiori, si trova Palazzo Renzi, apparentemente in stile classicheggiante settecentesco ma di fondazione almeno cinquecentesca, come risulta essere l'intero borgo medievale di Cisterna. Appartenne alla facoltosa famiglia Renzi, imparentata con le altre famiglie notabili locali.

[modifica] Palazzo della Confraternita delle Anime del Purgatorio

È un edificio di cui poco rimane. Si trova in Via dell'Anello, angolo Via Garibaldi, ed è in stile classico con cornicione tardo-settecentesco. Dai fregi che riporta è un esempio di architettura piuttosto rara nel tessuto urbano di Cisterna, considerando che poche erano le famiglie nobili della città. Appartenne alla Confraternita delle Anime del Purgatorio.

[modifica] Casa Sciara

Palazzo Caetani visto da un vicolo di Cisterna Vecchia

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Presente su Via Ugo Bassi, è una casa del tardo '500 rifacentesi allo stile classico campestre di Palazzo Caetani, dal quale diverse abitazioni traggono ispirazione. Presenta un grande arco in travertino al centro, che permette l'accesso agli appartamenti sovrastanti. Le finestre recano architravi in travertino piuttosto semplici ma ben inserite nel complesso. Purtroppo l'edificio presenta un avanzato stato di deperimento.

[modifica] Casa Montani

È una casa cinquecentesca con arco lavorato e cortile interno con pozzo, piuttosto rimaneggiata, presente su Via Lauretana.

[modifica] Chiesa della Madonna dell'Olmo (contrada Olmobello)

La chiesa sorse alla fine degli Anni Cinquanta per iniziativa della comunità di Olmobello, un piccolo borgo agricolo sorto dopo la bonifica dell'Agro pontino.

La chiesa ospita un dipinto donato dalla Basilica di Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni nonché un'antica statua lignea di San Francesco d'Assisi proveniente dal convento abbandonato di Sant'Antonio.

[modifica] Ex Convento di S. Antonio Abate (Il Mulino)

L'ex convento di Sant'Antonio Abate

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L'edificio, in stato d'abbandono, contiene affreschi di interesse storico realizzati da Girolamo Siciolante da Sermoneta e dai fratelli Zuccari. Il complesso comprende una chiesa del XVI secolo; v'è inoltre un chiostro al centro dell'edificio, ornato da affreschi coperti parzialmente da intonaco e rappresentanti, probabilmente, la vita di San Francesco. L'antico convento fu voluto da Bonifacio Caetani nel 1568, fuori dalle mure della città (che allora terminava lungo l'attuale Via Manzoni) e venne affidato a undici Frati Minori. L'ordine dei Francescani abbandonò il convento tre secoli dopo, quando i frati entrarono in disaccordo con i Caetani per questioni fiscali. Il complesso fu abbandonato, la chiesa sconsacrata (l'antico altare maggiore fu spostato nella chiesa di San Paolo a Tor Tre Ponti, le sue campane prima a Sermoneta poi vi si sono perse le tracce). In seguito, i Caetani trasformarono il convento in un magazzino di grano, quindi in un mulino e tale è rimasto fino agli anni Settanta del XX secolo, quando dopo il fallimento dei proprietari, il Mulino fu abbandonato. Nel corso degli anni si è discusso sulla sua destinazione d'uso, giacché potrebbe costituire un esempio di archeologia industriale, oltre al suo importante prestigio culturale dato che è di fatto l'unica chiesa di Cisterna ad essere sfuggita ai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale. Alla fine degli Anni Novanta è stato proposto di trasformare il plesso in un centro commerciale, ma questa idea ha sollevato forti polemiche con tanto di interrogazione al Parlamento Europeo.[4] Il WWF di Cisterna ha richiesto e ottenuto il vincolo di tutela nel 1994 al fine di salvare il monumento prossimo all'abbattimento.

[modifica] Corso della Repubblica

Corso della Repubblica, già Corso Umberto I, è l'arteria principale di Cisterna, ricalcando il percorso della Via Appia, che attraversa l'abitato. Il corso, già da prima della limitazione al traffico attivata negli ultimi anni, è luogo di ritrovo e incontri per molti cisternesi.

Corso della Repubblica

[modifica] Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco d'Assisi è un edificio moderno, realizzato negli anni sessanta, in seguito alla costituzione della nuova parrocchia omonima, sul territorio dei nuovi quartieri, sorti intorno alla stazione ferroviaria e una parte del quartiere di via I Maggio. La chiesa, dai lineamenti semplici e ordinati, è abbellita all'interno, da una serie di pitture a muro.

[modifica] Giardini di Ninfa

Per approfondire, vedi la voce Giardino di Ninfa.

Il Giardino di Ninfa, si trova intermente compreso nel suo territorio comunale, è stato creato sulle rovine della città medievale di Ninfa agli inizi del XX secolo da Gelasio Caetani. In seguito, grazie all'opera dei suoi eredi e oggi della Fondazione Rolando Caetani, il giardino si è arricchito di numerose piante e alberi provenienti da ogni parte del mondo, creando un'atmosfera idilliaca e richiamando ogni anno, migliaia di turisti. Il New York Times, lo ha definito il "primo giardino romantico del mondo".

[modifica] Tenuta di Torrecchia

Sita in località Torrecchia Vecchia costituisce un giardino privato, dotato di resti di una cinta muraria medievale ed arricchito dalla presenza di un ruscello, alla cui valorizzazione hanno contribuito l'architetto Gae Aulenti ed il designer del verde Dan Pearson. Di proprietà dell'editore Carlo Caracciolo, dopo la sua morte è stato donata in eredità al Comune di Cisterna.

[modifica] Monumenti Cittadini

[modifica] Monumento ai Caduti di tutte le Guerre

Il monumento sorge nell'omonima piazza, sul lato destro del Palazzo del Comune. Il primo stabile, fu realizzato in bronzo nel 1925, per onorare i caduti della Prima guerra mondiale e rappresentava un soldato ferito, sorretto da un angelo. In seguito all'autarchia, decisa dal fascismo, il monumento fu fuso e al suo posto vi fu elevata una semplice stele marmorea. Distrutta durante la Seconda guerra mondiale, vi fu eretto un nuovo monumento negli anni cinquanta, sempre in marmo.

[modifica] Monumento alle Vittime Civili della Seconda Guerra Mondiale

Il monumento, un semplice cubo con diversi dipinti, è stato inaugurato nel 1995. Si trova nel quartiere San Valentino.

[modifica] Monumento in Memoria dell'Esodo Cisternese

Il monumento ricorda tutti i cisternesi costretti a lasciare le loro case dai tedeschi dopo il 19 marzo 1944. È una lastra in bronzo ed è posta in Piazza Caetani.

[modifica] Monumento ai Marinai d'Italia

Costruito nel quartiere Mariotti, il Monumento è dedicato ai tanti marinai cisternesi che morirono durante la Seconda guerra mondiale.

[modifica] Monumento ai Bersaglieri d'Italia

Costruito nel quartiere di via I Maggio, il monumento raffigura un bersagliere in bronzo ed è stato inaugurato nel 2002, in occasione delle cerimonie del 25 aprile.

[modifica] Monumento a Salvo D'Acquisto e ai Caduti di Nassiriya

Il monumento a Salvo D'Acquisto, è stato inaugurato nel settembre 2003, in occasione del sessantesimo anniversario dell'eroica morte del carabiniere Salvo D'Acquisto. In seguito alla strage dei militari italiani a Nassiriya, nel novembre del 2003, il monumento è stato dedicato anche a quest'ultimi.

[modifica] Monumento ai Bonificatori

Inauguarato nel settembre 2007 nella frazione di Borgo Flora, il primo borgo fondato nell'Agro pontino, il monumento ricorda le migliaia di persone cadute sul lavoro, durante le opere di bonifica.

[modifica] Musei e Teatri

[modifica] Teatro "Tres Tabernae"

Nel 2003 è stato inaugurato, presso i locali della parrocchia di Santa Maria Assunta, il Teatro "Tres Tabernae". Il teatro s'è trasformato negli anni, in un centro per ospitare incontri ed eventi teatrali.

Il tratto centrale di Corso della Repubblica, all'altezza di Largo Silvio Pellico

[modifica] Cinema-Teatro Luiselli

Il Cinema Teatro Luiselli, si trovava nel centro storico di Cisterna negli anni del dopoguerra ed è stato chiuso negli anni settanta, a causa di problemi finanziari dei proprietari. Lo stabile, dopo anni di abbandono, è stato acquistato dal Comune, in seguito completamente demolito per la costruzione del nuovo e più moderno teatro cittadino. I lavori sono ancora in corso, rallentati da disguidi e scontri fra l'amministrazione comunale e la ditta che ha preso in appalto il cantiere. L'interruzione della costruzione del cinema-teatro ha suscitato polemiche, anche dal punto di vista estetico, per il grande cratere che interessa un intero lato della centalissima Piazza XIX Marzo.

[modifica] Area archeologica di Tres Tabernae

Situata lungo la statale Appia, costituisce il luogo dove era ubicata l'antica città romana. Nonostante il valore storico e la presenza di mosaici non è stato mai sviluppato un sito archeologico di interesse turistico: per impedire che gli agenti atmosferici danneggiassero i resti rinvenuti si è deciso, in attesa di poter avviare un reale recupero, di interrarli nuovamente.

[modifica] Cisterna nella cultura

[modifica] Manifestazioni

  • Il Carnevale Cisternese è una manifestazione recente, che vede sfilare le ultime due domeniche di Carnevale e il Martedì Grasso, i carri allegorici, realizzati dai quartieri e dalle scuole della città e che raffigurano i temi più disparati, dalla politica alla cronaca, passando per le più classiche raffigurazioni di grandi film e opere letterarie.
  • Fiere dell'Ascensione e della Ricalata si tengono rispettivamente la domenica dell'Ascensione e la penultima domenica di ottobre. Le due fiere, oggi sono prevalentemente eventi commerciali, che richiamano persone e turisti da tutta la provincia, ricalcano due antiche manifestazioni che si tenevano quando i butteri e i pastori, lasciavano (o vi ritornavano) la palude, vendendo i prodotti ricavati o acquistando gli oggetti di cui avevano bisogno. Da qualche anno, l'Associazione Butteri Cisternesi, rievoca in occasione delle Fiere i tradizionali rodei, con l'addomesticamento di cavalli selvatici e la mercatura del bestiame.
  • Cisterna Estate è il cartello, sotto cui si riuniscono le centinaia di manifestazioni, con concerti, esibizioni, mostre artistiche che si susseguono nei mesi di luglio e agosto e tocca l'apice nei giorni fra il 15 e il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco. Negli anni "Cisterna Estate", organizzato con la collaborazione fra la Pro Loco cittadina e il Comune, ha richiamato a Cisterna artisti di fama nazionale e internazionale come Mango, Lucio Dalla, Alexia, Pooh, Nek, Antonello Venditti e altri.
  • Processione di San Rocco, si tiene tradizionalmente la sera del 15 agosto. Il sacro corteo attraversa tutte le vie principali del centro della città con la partecipazione della locale "Confraternita di San Rocco" i cui membri sfilano ovviamente indossando l'abito confraternale composto da "sacco" bianco e mozzetta rossa, e provvedono al trasporto a spalla delle statue del patrono e della Madonna, dell'icona del Cristo, e del reliquiario contenente parte di un dito di San Rocco, conservato nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, da dove fu tratto rocambolescamente in salvo durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
  • Processione di San Francesco, è celebrata tradizionalmente la sera della prima domenica successiva al 4 ottobre (data di ricorrenza del Santo) e si sviluppa lungo le strade cittadine dei quartieri facenti parte dell'omonima parrocchia.
  • Natale Cisternese, concerti ed eventi in vista delle feste natalizie. Caratteristico è il presepe, realizzato nelle grotte di Palazzo Caetani.
  • Festa della Madonna del Divino Amore, è una delle più tradizionali della cittadina e si sviluppa a Cisterna Vecchia. Ad essa sono associate una corsa ciclistica ultratrentennale, una Santa Messa presso la cappellina in via dell'Anello e giochi quali la gara di spaghettata e corsa ai sacchi cui si possono aggiungere, ormai sempre più di rado, eventualmente altri spettacoli.

[modifica] Economia

L'economia della città ruota soprattutto intorno ai settori trainanti dell'industria e dell'agricoltura. Il terziario è invece ancora irrilevante (a Cisterna si lamenta da sempre una forte carenza dei servizi), mentre una parte non indifferente della sua popolazione si reca a lavorare ogni giorno fuori Cisterna, soprattutto a Roma, sfruttando la comodità della vicina linea ferroviaria, che rappresenta tuttora il più veloce mezzo per raggiungere la Capitale.

Il peso dell'industria, che aveva insediato in città numerosi stabilimenti, ora è in forte calo. In questi termini clamoroso è stato nel 1999 il disimpegno della Goodyear che ha chiuso dopo quasi trentacinque anni lo storico stabilimento in zona Olmobello. Nel settembre del 2008 al temine del processo di primo grado presso il Tribunale di Latina sono stati condannati diversi dirigenti dell'azienda per la scarsa sicurezza all'interno della fabbrica che sarebbe la causa del cancro che ha ucciso alcuni operai.

Una delle più grandi fabbriche presenti sul territorio è l'anglo-olandese Unilever che produce a Cisterna i prodotti del marchio Findus. Lo stabilimento, sito lungo la Strada Statale Appia, da lavoro a circa quattrocento dipendenti.

Altro stabilimento storico è quello della norvegese Hydro Alluminium sito sulla provinciale per Nettuno, in località Olmobello, già appartenuto alla tedesca VAW Alluminium e prima ancora alla statunitense SLIM, che da lavoro a febbraio 2009 a circa cinquecentocinquanta dipendenti.

Vi sono poi aziende di media e piccola dimensione, che si sono sviluppate proprio a Cisterna e si stanno espandendo in tutta Europa; tra queste ricordiamo la Icom che ha sviluppato una nuova tipologia di sfruttamento del metano, più ecologica ed economica e battezzando il risultato "metano Cisterna". D'importanza prettamente locale sono invece la Centrale del Latte di Cisterna-Cooperativa Cisternino e Olivieri, che producono latte e derivati.

Nel settore primario il fiore all'occhiello è senz'altro la produzione del Kiwi Latina, che proprio nei territori cisternesi vede la produzione d'eccellenza e che ha visto riconosciuto il marchio europeo di qualità IGP nel settembre 2007.

[modifica] Trasporti e vie di comunicazione

[modifica] Auto

Cisterna è attraversata dalla Strada Statale 7 Appia che taglia in due parti l'abitato, coincidendo all'interno della città, con il Corso della Repubblica il cui flusso però nei primi anni duemila è stato indirizzato verso sud a senso unico. Dopo tale limitazione, per gestire il traffico della grande arteria in ambo le direzioni, è stata realizzata la Tangenziale Cittadina, che unisce il suo tratto nord (in prossimità della zona Le Castella) a quello sud (all'altezza dell'incrocio con la SP Cisterna - Borgo Piave) circumnavigando il centro cittadino, con ulteriore uscita su Via Roma, altra importante via d'accesso.

Diverse strade provinciali uniscono il territorio di Cisterna ai confinanti comuni di Latina (Via Latina) Cori (Via Monti Lepini), Aprilia (Via Aprilia), Nettuno (Via Nettuno) e Sermoneta (Via Tivera).

Sono presenti a Cisterna una serie di linee interne di autobus, che collegano il centro con le frazioni e con i quartieri periferici, gestiti da diverse aziende private.

È prevista la costruzione di una bretella autostradale che unisca Cisterna e Latina al casello autostradale sull'A1 di Valmontone.

[modifica] Treno

La stazione di Cisterna di Latina

La città è attraversata, proprio all'interno del centro abitato, dalla trafficata Ferrovia Roma-Formia-Napoli ed è sede di una stazione ferroviaria, frequentata ogni giorno dai numerosi pendolari che devono raggiungere Roma per lavoro, ma anche da residenti dei comuni vicini come Cori o Latina, i quali sono o sprovvisti di una stazione propria o troppo distante dai luoghi di residenza.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Antonello Merolla (Popolo delle Libertà) dal 09/06/2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 06 968341
Posta elettronica: info@comune.cisterna.latina.it

Classificazione climatica: zona C 1216 GR/G

[modifica] Gemellaggi

Cisterna è gemellata con:

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La principale istituzione sportiva cisternese è lo Stadio Comunale "Domenico Bartolani", costruito nel 1960, in seguito ad una collaborazione fra il Comune e i tifosi della locale squadra calcistica, la Pro Cisterna, i quali si offrirono gratuitamente come operai e contribuendo alla costruzione dello stadio, il quale fu dedicato al figlio di uno dei tifosi, morto bambino, in seguito ad una grave malattia.

In seguito al fallimento della Pro Cisterna, avvenuta nel 2000, dopo una lunga sequela di trionfi e ottimi successi con la classificazione per la Serie B, avvenuta nel 1974, lo Stadio Bartolani è caduto in uno stato di abbandono. Nel 2003 è iniziato l'iter per il recupero dello stadio che prevedeva la fine dei lavori entro l'estate del 2005 ed un esborso di circa un milione di euro, ma i lavori si sono arenati.

La formazione che avrebbe dovuto prendere il posto della Pro Cisterna, la Viribus Cisterna Montello, era stata costituita nel 2003,successivamente nel 2006 la Viribus Cisterna Montello si è trsferita a Latina in seguito all'esclusione dell'A.S.Latina da tutti i campionati,l'anno successivo nella stagione 2007/2008 la Viribus Cisterna Montello è stata denominata F.C. Latina questo ha scatenato roventi polemiche, soprattutto da parte dei tifosi cisternesi, che vi vedevano uno scavalcamento ai loro danni per favorire il capoluogo.

Nel 2007 è stata fondata, la Virtus Cisterna, l'attuale formazione calcistica cittadina.

Un altro impianto calcistico comunale si trova nel quartiere San Valentino, il più grande e popolato della città, dove si allena e milita le sue partite la San Valentino-Cisterna, che partecipa alla Seconda Categoria.

[modifica] Altri sport

Altri impianti sportivi nel comune di Cisterna sono perlopiù in mano ai privati. È presente un campo di tennis, con una relativa scuola che ha partecipato ai Campionati Regionali, una piscina regolamentare, una pista di atletica, un campo di basket e pallavolo, sfruttato da alcune società giovanili.

A San Valentino è stata completata la costruzione del Palazzetto dello Sport, al momento la struttura però non è stata ancora inaugurata. Tra fine 2008 ed inizio 2009, si è deciso di avviare il cantiere per la costruzione di un altro Palazzetto nell'area dell'ex-Nalco.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ Lo scrittore Antonio Pennacchi racconta lo storico evento
  3. ^ La distruzione di Cisterna
  4. ^ Testo dell'interrogazione
  5. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/07/13/che-fatica-sposare-diavolo-acqua-santa.html

[modifica] Siti internet


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