Rouen

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Rouen
comune
Rouen – Stemma
Rouen – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason region fr Normandie.svg Alta Normandia
Dipartimento Blason département fr Seine-Maritime.svg Senna Marittima
Arrondissement Rouen
Cantone Cantoni di Rouen
Amministrazione
Sindaco Yvon Robert (PS) dal 2012
Territorio
Coordinate 49°26′N 1°05′E / 49.433333°N 1.083333°E49.433333; 1.083333 (Rouen)Coordinate: 49°26′N 1°05′E / 49.433333°N 1.083333°E49.433333; 1.083333 (Rouen)
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 21,38 km²
Abitanti 113 128[1] (2009)
Densità 5 291,3 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 76000, 76100
Prefisso +33 02[senza fonte]
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 76540
Targa 76
Nome abitanti Rouennais
Soprannome La Ville aux cent clochers = la città ai cento campanili (Victor Hugo : Les Feuilles d'automne)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Rouen
Sito istituzionale

Rouen /ʁwɑ̃/ è una città di 113.128 abitanti nel Nordovest della Francia, capoluogo del dipartimento della Senna Marittima e della regione dell'Alta Normandia. La città è attraversata dalla Senna e da tre suoi affluenti: l'Aubette, il Robec, e il Cailly. I suoi abitanti sono chiamati Rouennais.

È una delle più importanti città d'arte del Paese tanto da meritarsi l'appellativo di Ville Musée[2]. Conserva, infatti, un elevato numero di mirabilissimi monumenti, soprattutto gotici, e un centro storico ancora ricco di antiche case a graticci costituenti un importante esempio di complesso medievale nord-europeo.

È sede di un'arcidiocesi, il cui arcivescovo è primate di Normandia. La città è una delle poche in Francia ad essere onorata con la Légion d'honneur.

Nelle vicinanze della città era presente l'omonimo circuito motoristico. Ha ospitato cinque edizioni del Gran Premio di Francia validi per il campionato mondiale di Formula 1, tra il 1952 e il 1968, oltre ad alcune gare valide per il motomondiale.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città sorge nella bassa Valle della Senna, fra le ampie anse che il fiume forma in Normandia, a circa 25 km dal mare. È attraversata dalla Senna e dai suoi affluenti, l'Aubette, il Robec e il Cailly. Nel suo percorso cittadino, la Senna forma un'isola, l'Isola Lacroix.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I suoi abitanti si chiamano "Rouennais".

La città, il cui sindaco dal 2012 è Yvon Robert, è decorata con la Legion d'onore.

Educazione superiore: a Rouen si trova una Università e la nota École Supérieure de Commerce de Rouen, situata presso il vicino Mont-Saint-Aignan.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Soldati galli in un'illustrazione del Grand dictionnaire universel du XIXe siècle, 1898.

La città venne fondata nell'antichità dalla tribù celtica dei Veliocassi col nome di Ratumacos, nella sponda destra della Senna. Essi controllavano il vasto territorio della bassa valle della Senna da cui prese il nome di Vexin. Ratumacos ne divenne la capitale.

Dopo la conquista della Gallia da parte di Cesare, la città venne rifondata col nome di Rotomagus. La città Gallo-Romana vera e propria venne poi ampliata, ma anche del tutto rifondata sotto il regno di Augusto, fino a raggiungere la grandezza di seconda città della Gallia, preceduta soltanto da Lugdunum (Lione). Successivamente la città attraversò un periodo di benessere e di grande sviluppo, che culminò nel III secolo d.C. con la costruzione di grandi bagni, terme, e di un anfiteatro.

Tuttavia questo benessere non durò molto a lungo, infatti dal IV secolo iniziarono le prime invasioni barbariche dei Germani. Fu in questo periodo che Rouen divenne sede vescovile e vide la costruzione della sua prima cattedrale ad opera del primo vescovo San Victricio. Quest'ultimo infatti descrive nel suo De laude domini del 396, la costruzione di una basilica al fine di ospitare le reliquie che aveva ricevuto da Sant'Ambrogio. Faceva referenza alla Chiesa di santo Stefano allora in costruzione.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dai Vichinghi al Ducato di Normandia[modifica | modifica wikitesto]

attacco vichingo in un codice miniato del 1100 dall'Abbazia di Saint-Aubin

A partire dal IX secolo i Vichinghi fecero numerose incursioni nella Valle nella Senna e, come citato nelle cronache del tempo dell'Abbazia di Fontenelle, il 14 maggio dell'841 distrussero Rouen:

(FR)

« L'an de l'incarnation du Seigneur 841, les Normands arrivèrent avec leur chef Oscherus et brûlèrent la ville de Rouen le 14 mai. »

(IT)

« Nell'anno dell'incarnazione del Signore 841 i Normanni sono calati con la loro guida Oscherus, ed hanno raso al suolo la città di Rouen bruciandola il 14 maggio. »

(Un manoscritto)

Le incursioni vichinghe continuarono, tanto che la città venne riattaccata nuovamente nell'843. In fine nel 911 il re Carlo III di Francia si vide costretto a stipulare il Trattato di Saint-Clair-sur-Epte col loro capo Rollone, dove gli cedeva le terre della bassa valle della Senna, equivalente all'odierna Alta Normandia, in cambio di un giuramento di vassallaggio (che fu pronunciato nel 940) e di un impegno a ricevere il battesimo. Rollone doveva inoltre difendere l'estuario della Senna dalle ulteriori incursioni vichinghe.

Rollone vi fondò allora il Ducato di Normandia, e Rouen ne divenne la capitale. Rollone vi instaurò il cosiddetto Échiquier de Normandie, Corte sovrana di Normandia, un'assemblea dei notabili del ducato (nobili, prelati, balivi) rappresentandone le principali città feudali di Rouen, Caudebec-en-Caux, Évreux, Les Andelys, Caen, Coutances et Alençon. Si riunivano in città due volte l'anno per tre mesi, all'inizio della primavera e dell'autunno.

Nel 949, Riccardo Senza Paura batté, durante l'assedio di Rouen, la grande coalizione del re di Francia, Luigi IV d'Oltremare; dell'imperatore germanico, Ottone il Grande e del Conte di Fiandra, Arnolfo il Grande. Fu una vittoria decisiva per l'avvenire della Normandia, che vide la città prosperare, divenire un porto commerciale con la regione parigina e mercato di schiavi.

Nel X secolo, Abraham ben Jacov mercante arabo inviato dell'Omayyade Califfo di Cordova, visitò anche Rouen scrivendovi un rapporto[3].

Nel 1066 con la gloriosa Battaglia di Hastings condotta da Guglielmo il Conquistatore, i duchi di Normandia divennero anche re d'Inghilterra. Il fatto venne mirabilmente rappresentato nel famoso Arazzo di Bayeux

Il 26 gennaio 1096, durante la Prima crociata, gli ebrei di Rouen, allora la più grande comunità a nord della Loira, vennero massacrati[4].

Tutti i Duchi di Normandia risiedettero a Rouen, a eccezione di Riccardo Cuor di Leone che preferì sviluppare Caen come capitale, anche se il suo cuore si trova sepolto nella Cattedrale di Rouen.

Nel 1150 Rouen ottenne la Carta Civica e venne amministrata da un governo di cento, detti Cent Pairs, ove gli abitanti vennero raggruppati in Corporazioni. Grande centro commerciale, Rouen, esportava sale e pesce verso Parigi, e vino verso l'Inghilterra.

Nella notte di Pasqua del 1200 un grave incendio distrusse la Cattedrale di Rouen, la cui ricostruzione richiese diversi secoli.

Regno di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della Tour Saint-Romain e della flèche della Cattedrale.
Capitolazione di Rouen del 1º giugno 1204 quando la città ritorna al Re di Francia Filippo Augusto.

Il 24 giugno 1204 il capitano Pierre de Préaux, guida dell'esercito del re di Francia Filippo Augusto, riconquista, dopo 40 giorni d'assedio, la città e dunque la Normandia, riattaccandola al Regno di Francia. Rouen mantenne i privilegi comunali ma vide la demolizione del castello ducale e l'edificazione di un forte (Château de Rouen) a controllo della città. Sorse sul sito dell'antico anfiteatro gallo-romano e venne poi abbattuto nel XV secolo.

In questo periodo la città cresce vivamente e sviluppa una fiorente manifattura tessile, dove compra lana dall'Inghilterra e rivende il panno elaborato nelle fiere della Champagne. La sua prosperità resta comunque fortemente legata al commercio fluviale sulla Senna, dove i mercanti cittadini, detentori del monopolio dell'avamposto di Parigi già dall'epoca del duca Enrico II Plantageneto, spedivano in Inghilterra vino e grano, e importavano lana e stagno. La torbida vicenda delle tasse sfociò nei moti del 1281 che videro l'assassinio del sindaco e l'assalto dei palazzi nobiliari. Filippo il Bello affrontando le insurrezioni soppresse il Comune e ritirò il monopolio mercantile sulla Senna. Ma i cittadini ricomprarono le loro libertà nel 1294. Inoltre nel 1306 espulse le 5-6000 persone della comunità ebrea da Rouen.

Nel luglio del 1348 la peste nera colpì la città. Nel 1382 scoppia un'altra grande rivolta urbana detta Harelle, la risposta reale vide una crudele repressione seguita dall'aumento vertiginoso delle tasse e dall'abolizione delle libertà comunali e dei privilegi mercantili sulla Senna.

Guerra dei Cent'anni e dominazione inglese[modifica | modifica wikitesto]

L'Assedio di Rouen di Carlo VII, dalle Vigiles de Charles VII di Martial d'Auvergne, Parigi, XV secolo.

Il 19 gennaio 1419, durante la Guerra dei Cent'anni, il re Enrico V d'Inghilterra, sostenuto dal duca di Borgogna, prese la città per fame dopo un estenuante assedio e riattaccò la Normandia alla corona inglese. Fu durante questo periodo, quando Rouen fu capitale del potere inglese nel Regno di Francia, che Giovanna d'Arco venne giudicata eretica e arsa al rogo sulla piazza del Mercato Vecchio il 30 maggio 1431, su istigazione del duca di Bedford Giovanni di Lancaster e del Partito borgognone, dominante in città.

Ritorno alla Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1449 Carlo VII di Francia riprende la città dopo 30 anni di dominazione inglese, riannettendola definitivamente al Regno di Francia. Tutti i cantieri monumentali cittadini, rallentati dalla Guerra dei Cent'anni, vennero riattivati. Fu il caso delle chiese di San Maclovio e di Sant'Ouen, compiute in un ricchissimo stile gotico fiammeggiante.

Nel novembre del 1468, il re Luigi XI di Francia autorizza il prolungamento della celebre Fiera di Rouen, il cosiddetto Pardon Saint-Romain , fino a ben sei giorni[5], atto che accrebbe notevolmente l'importanza e lo sviluppo cittadini.

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

la preziosa facciata rinascimentale del Bureau des Finances, 1510

Nel Rinascimento, Rouen diviene una delle più floride e popolose città di Francia, la maggiore dopo Parigi, Marsiglia e Lione; oltre che il principale centro normanno dell'arte rinascimentale. Grazie soprattutto ai suoi arcivescovi mecenati come Georges I d'Amboise e suo nipote Georges II d'Amboise, artisti e architetti come Roulland Le Roux hanno decorato le case e i palazzi con elementi italianeggianti, come nel Bureau des Finances, che sorge di fronte la Cattedrale; o le porte della Chiesa di San Maclovio, attribuite a Jean Goujon; o ancora il Gros-Horloge.

La sua economia era legata essenzialmente alla manifattura laniera[6], ma anche alla seteria e alla metallurgia. I pescatori di Rouen arrivavano fino a Terranova per pescare il merluzzo, o fino al Baltico per le aringhe. Il sale veniva dal Portogallo e da Guérande. I suoi tessuti erano esportati anche in Spagna, e i Medici fecero di Rouen il principale mercato dell'allume di potassio, fissativo dei colori sui tessuti, legato anche ai commerci col nuovo continente dal quale la città si approvvigionava delle materie prime necessarie alla tintura dei tessuti, divenendo un gran centro tinturiero.

All'inizio del XVI secolo, inoltre, la città era il principale porto commerciale francese verso il Brasile.

Il potente cardinale Georges I d'Amboise, arcivescovo di Rouen, divenuto nel 1498 anche Primo ministro del re Luigi XII di Francia, conferisce nel 1499 la sede stabile all'Échiquier di Rouen, che sarà trasformato da Francesco I nel 1515 in Parlamento. Aveva poteri giudiziari, legislativi ed esecutivi sugli affari della Normandia. Aveva anche la competenza sulla gestione del Canada francese. Era un organo di alto prestigio, il quale aveva al di sopra di esso solo il Conseil du Roi, Consiglio del Re. Mantenne questo ruolo fino alla Rivoluzione francese.

Guerre di religione[modifica | modifica wikitesto]

Rouen in una stampa nel Le Livre des Fontaines del 1526, di Jacques Le Lieur conservata alla Biblioteca

A partire dagli anni '30 del XVI sec., a poco a poco una parte della popolazione cittadina si converte al protestantesimo di stampo calvinista. I riformati rappresentano da un quarto a un terzo circa della popolazione, e verso il 1560 i rapporti fra le comunità protestanti e cattoliche si inaspriscono. La Strage di Wassy del primo marzo 1562 causò la prima Guerra di religione. Il 15 aprile 1562 i protestanti entrarono nel municipio scacciando il balivo e a maggio gli Iconoclasti conquistarono la città scacciando i parlamentari cattolici da Rouen. Inoltre il 20 settembre si ebbe la stipula del Trattato di Hampton Court fra il generale Condé e la regina Elisabetta I d'Inghilterra, grazie al quale i protestanti poterono avvalersi dell'appoggio elisabettiano.

I cattolici, tuttavia, presero il forte di Santa Caterina, che dominava la città, e così le autorità cittadine chiesero aiuto alla regina d'Inghilterra, la quale inviò delle truppe a sostegno dei protestanti, occupando Le Havre.

Il 26 ottobre le truppe del re Carlo IX di Francia presero Rouen, saccheggiandola per tre giorni[7]. Dieci anni più tardi, la notizia della Strage della Notte di san Bartolomeo, avvenuta il 23-24 agosto 1572, pervenne in città alla fine del mese: Hennequier cercò di evitare il massacro dei protestanti rinchiudendoli, ma fra il 17 e il 20 settembre la folla forzò le porte della prigione e sgozzò tutti i protestanti che vi si trovavano[8].

Il nuovo re Enrico IV di Francia, d'origine e simpatie protestanti, al fine di contrastare il fervore cattolico dei Guisa assalì più volte la città, ma Rouen resistette, e con particolare fierezza durante l'assedio del 1591-92 quando la soccorse l'armata spagnola di Alessandro Farnese, Duca di Parma[9].

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Orologio tra il 1890 e il 1900

Nel 1703 viene istituita a Rouen la Chambre de Commerce de Normandie.

Benché una prima Scuola di Medicina vi fosse stata fondata già nel 1605, la città era sprovvista di una vera università. Tuttavia la sua influenza culturale era notevole, così nel 1734 vi venne fondata una Scuola di Chirurgia, la seconda di Francia dopo quella di Parigi (1724).

Nel 1758 aprì il nuovo Hôtel-Dieu, ospedale, a ovest della città, rimpiazzando l'ormai troppo piccolo nosocomio che sorgeva a sud della Cattedrale.

Agli inizi dell'Ottocento la città visse una grande espansione economica e urbanistica, tanto da permettersi di riedificare la vecchia flèche della Cattedrale, andata distrutta dopo un incendio nel 1822. La guglia venne rielevata, in ghisa, su progetto dell'architetto Jean-Antoine Alavoine e raggiunse un'altezza di ben 151 metri da terra che le valse il titolo di edificio più alto del mondo dal 1876 (data del suo compimento) al 1880 (termine delle torri del Duomo di Colonia), restando comunque a tutt'oggi la torre più alta in Francia. Durante la Guerra franco-prussiana del 1870 la città venne occupata dai Prussiani.

Le Due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Prima guerra mondiale Rouen servì come base all'armata britannica. Nel corso della Seconda guerra mondiale, dopo esser stata eroicamente difesa dal Quinto Gruppo Franco motorizzato di Cavalleria, la città venne occupata dall'armata tedesca il 9 giugno 1944, che la tenne fino al 30 agosto. Durante questo conflitto la città subì un grave incendio nel giugno 1940 che distrusse tutto il vecchio quartiere tra la cattedrale e la Senna; inoltre i pesantissimi bombardamenti subiti tra il 1942 e il '44 distrussero tutti i ponti e la stazione ferroviaria. I due più gravi bombardamenti furono quello del 19 aprile '44, da parte della Royal Air Force, che fece 816 morti e 20.000 feriti e arrecò notevoli danni alla Cattedrale e al Palazzo di Giustizia; e quello detto della semaine rouge, "Settimana rossa", portato a termine dagli Americani tra il 30 maggio e il 5 giugno 1944, quando la cattedrale e il suo antico quartiere bruciarono di nuovo.

Dopo la guerra il centro città venne ricostruito secondo il piano Greber, sotto la direzione di Jean Demarest, François Herr e Jean Fontaine.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività commerciale di Rouen è favorita dal suo porto fluviale, per quanto la città si trovi a circa 25 km dal mare.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale di Rouen, in un dipinto di Claude Monet del 1894
Il Parlamento di Normandia, oggi Palazzo di Giustizia, di stile gotico fiammegiante.

Rouen è nota per il suo patrimonio d'arte gotica, comprendente sia chiese sia palazzi, e per le sue numerose case medievali preservate.

  • La Cattedrale di Notre-Dame è una delle più belle e imponenti Cattedrali gotiche francesi e uno dei massimi capolavori dell'architettura gotica visto nella sua evoluzione dal XIII al XVI secolo. Presenta tre spettacolari facciate, la principale e quelle dei transetti sud e nord, veri merletti di pietra; e tre bellissime torri, una sulla crociera, che con la sua flèche di 151 metri di altezza rende la cattedrale di Rouen la più alta di Francia; e due sulla facciata principale: a sinistra la Tour Saint-Roman, di base romanica, continuazione gotica e coronamento fiammeggiante; a destra la Tour de Beurre, capolavoro gotico-fiammeggiante, eretta tra il 1485 e il 1505, che custodisce un carillon di 55 campane.
  • La Chiesa di San Maclovio, costruita a partire dal 1437 e terminata nel 1517, è un bellissimo esempio di gotico-fiammeggiante. È preceduta da un superbo portico convesso a cinque arcate con complicata decorazione a cuspidi e pinnacoli che protegge tre portali dalle preziose porte rinascimentali.

Persone legate a Rouen[modifica | modifica wikitesto]

Flaubert

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Rouen è gemellata con:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Francia, Guida TCI, 1996.
  3. ^ Mohammed Arkoun, « La France vue par un voyageur arabe au xe siècle », nella Histoire de l'Islam et des musulmans en France du Moyen Âge à nos jours, 2006, p. 44.
  4. ^ (EN) Jewish Encyclopedia, The Crusades
  5. ^ (FR) http://books.google.fr/books?id=OJ-b2-CLz7EC&pg=PA161 "Lettres patentes" di Luigi XI, Senlis, novembre 1468
  6. ^ (FR) http://books.google.fr/books?id=j3kUAQAAMAAJ&pg=PA512 "Lettres patentes" di Luigi XI, Tours, 11 novembre 1479 Lettres concernant marchands drapiers
  7. ^ (FR) Pierre Miquel, Les Guerres de religion, Paris, Club France Loisirs, 1980 (ISBN 2-7242-0785-8), p. 235
  8. ^ (FR) Pierre Miquel, Les Guerres de religion, Paris, Club France Loisirs, 1980 (ISBN 2-7242-0785-8), p. 286
  9. ^ (FR) Pierre Miquel, Les Guerres de religion, Paris, Club France Loisirs, 1980 (ISBN 2-7242-0785-8), p. 382
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