Castro dei Volsci

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Castro dei Volsci
comune
Castro dei Volsci – Stemma Castro dei Volsci – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Sindaco Massimo Lombardi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°31′00″N 13°24′00″E / 41.516667°N 13.4°E41.516667; 13.4 (Castro dei Volsci)Coordinate: 41°31′00″N 13°24′00″E / 41.516667°N 13.4°E41.516667; 13.4 (Castro dei Volsci)
Altitudine 385 m s.l.m.
Superficie 58,29 km²
Abitanti 4 848[1] (31-10-2012)
Densità 83,17 ab./km²
Frazioni Barbugliano, Camporosello, Cavatelle, Centro Storico, Collecavallo, Collenuovo, Collepece, Crespasa, Farneta, Flagellano, Fosso, Limate, Madonna del Piano, Montecrispi, Montenero, Ranetto, Rio Sacco, San Giacomo, San Sosio, San Tamaro, Scarpatosta, Selvotta, Stazione, Quattro Strade, Vallefratta, Vallereale
Comuni confinanti Amaseno, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Lenola (LT), Pastena, Pofi, Vallecorsa, Villa Santo Stefano
Altre informazioni
Cod. postale 03020
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060023
Cod. catastale C338
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti castresi
Patrono sant'Oliva
Giorno festivo 3 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Castro dei Volsci
Posizione del comune di Castro dei Volsci nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Castro dei Volsci nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Castro dei Volsci (Casc'trë in dialetto ciociaro[2]) è un comune italiano di 4.848 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune si trova su un bassopiano - affiancato da colline alte fino a 987 m. s.l.m. - che sovrasta una pianura.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona D, 1831 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Castro fu abitato sin dal l’antichità, come dimostra l’insediamento di Montenero, oggi abbandonato ma risalente ad epoche remote, che appare circondato da un’ampia cerchia muraria composta da blocchi di pietra molto grandi e sovrapposti con la ben nota tecnica diffusa anticamente nella zona ciociara, ovvero collocati di taglio senza l’uso di malta. La presenza di questa cinta ha fatto nascere la leggenda, tramandata di generazione in generazione, della presenza di una popolazione di giganti. In realtà si tratta di un insediamento eretto dai Volsci (si è anche ipotizzato, senza alcun fondamento, l’identità con l’antico centro volsco di Castriminium), consolidatosi con la distruzione delle città romane dell’area: Fregellae e Fabrateria. In epoca romana furono edificate lungo l’antica strada alcune ville rustiche: in particolare a Casale è stato portato alla luce un vasto complesso edilizio. Una delle ville fa parte di un grande impianto termale, nelle vicinanze di una sorgente di acqua sulfurea. E stata scoperta anche la necropoli di una popolazione germanica, fatto questo singolare che può fornire informazioni su un periodo quasi del tutto sconosciuto della storia laziale. Dopo l’anno Mille, la posizione strategica di Castro fece sì che il villaggio diventasse proprietà dello stato pontificio. Nel 1151 papa Eugenio III consacrò la rurale Chiesa di Santa Croce e lo stesso anno donò al monastero cistercense di Casamari vasti possedimenti e due chiese nel territorio di Castro.

La Chiesa gestì il feudo di Castro con molto rigore, e nei momenti critici, durante le lotte con gli svevi e Io stato siciliano, nominò rappresentanti della curia papale, a capo della guarnigione castrese. Per questo troviamo diversi anagnini tra i balivi e ciò determinò stretti rapporti fra Anagni e Castro, resi ancora più saldi dalla comune venerazione per Santa Oliva, divenuta patrona di entrambi i villaggi.

Nel 1165 Castro fu conquistato dalle truppe di Federico Barbarossa, guidate dall’arcivescovo Cristiano di Magonza, mentre i rapporti con i vicini signori di Ceccano non furono mai ostili. Il governo pontificio, a partire dal Duecento, spesso designò rettori e vicari al governo di città e paesi con l’evidente intenzione di legare a sé potenti famiglie. Alla metà del Trecento Castro fu organizzato in comune rurale, e nel XV secolo la comunità fu regolata da uno statuto, emanato dai Colonna, a cui il feudo fu concesso fin dai primi anni del Quattrocento. Alla potente famiglia i castresi rimasero fedeli anche nei momenti più critici, seguendola durante la guerra di Campagna contro papa Paolo IV e nella battaglia di Lepanto al seguito di Marcantonio II. I Colonna possedettero in Castro circa mille e cento ettari di terreno, la rocca, il mulino sul fiume Sacco e diverse regalie.

Nel corso del XVIII secolo la pacifica comunità castrese registrò un incremento demografico e, nel 1795, furono approntate riforme agrarie. In epoca napoleonica, la presenza di un ampio movimento filo-pontificio favorì la nascita del brigantaggio. Castro divenne, infatti, uno degli epicentri del fenomeno: le bande di malviventi si annidavano nel sicuro triangolo Castro-Sonnino-Vallecorsa, al confine dello stato pontificio. Il brigantaggio ricomparve intorno aI 1825, e dopo il 1870, con la presenza di bande filoborboniche. L’incremento della popolazione portò ad un forte disboscamento per creare terreni atti alla coltivazione. Fallendo, per vari motivi, questo obiettivo, la gente cercò rimedio nell’emigrazione, soprattutto in Francia. Perciò nei primi decenni del Novecento, e soprattutto nel secondo dopoguerra, il centro storico castrese si è spopolato, mentre le aree rurali circostanti ha conosciuto un incremento demografico dovuto all’immigrazione da altre zone.

Nel 1927 il comune venne distaccato dalla provincia di Roma ed aggregato a quella di Frosinone, istituita pochi mesi prima[3].

La seconda guerra mondiale è stata un periodo tragico per Castro dei Volsci: nel periodo precedente la liberazione, avvenuta il 27 maggio 1944, ci furono rastrellamenti, deportazioni e fucilazioni da parte tedesca; bombardamenti degli alleati, furti, sevizie e violenze delle truppe nordafricane dell’esercito francese hanno segnato assai duramente il paese. A pace avvenuta Castro dei Volsci ha avviato la ricostruzione dell’abitato pur tra molte difficoltà.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Castro deriva dalla Lingua latina “Castrum” che stava per significare: luogo fortificato, castello, mentre il nome Volsci era riferito all’antica popolazione.[4]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo Comune del frusinate, posto sulla linea Gustav, fu oggetto di feroci rastrellamenti da parte delle truppe naziste e di devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione della metà del patrimonio abitativo. La popolazione fu costretta ad abbandonare i propri beni e a trovare rifugio in montagna, tra stenti e sofferenze. Con l'arrivo degli alleati il paese dovette registrare poi alcuni atti di efferata violenza su concittadine da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Castro dei Volsci (FR), 1943 - 1945

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Persone legate a Castro dei Volsci[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Castro-Pofi-Vallecorsa.

Il paese è servito da una fermata ferroviaria posta sulla linea Roma-Cassino-Napoli.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 181.
  3. ^ R.D.L. 31 marzo 1927, n. 468, art. 1
  4. ^ l’Enciclopedia dei Comuni
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]