Fontechiari

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Fontechiari
comune
Fontechiari – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Dott. Pierino Liberato Serafini (Lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°40′03″N 13°40′30″E / 41.6675°N 13.675°E41.6675; 13.675 (Fontechiari)Coordinate: 41°40′03″N 13°40′30″E / 41.6675°N 13.675°E41.6675; 13.675 (Fontechiari)
Altitudine 375 m s.l.m.
Superficie 16,22 km²
Abitanti 1 315[1] (31-12-2010)
Densità 81,07 ab./km²
Comuni confinanti Arpino, Broccostella, Casalvieri, Posta Fibreno, Vicalvi
Altre informazioni
Cod. postale 03030
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060037
Cod. catastale D682
Targa FR
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti fontechiaresi
Patrono san Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fontechiari
Posizione del comune di Fontechiari nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Fontechiari nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Fontechiari è un comune italiano di 1.315 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il paese è immerso nel verde della Valle di Comino, caratterizzato da un territorio prevalentemente collinare che raggiunge i 624 m.s.l.m. del Colle Ramato[2].

Caratteristico è il rio di Fontechiari, il quale raccoglie le acque della zona e le porta al Fibreno; una volta la forza della corrente muoveva due mulini, di cui oggi rimangono solo i ruderi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona D, 1759 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ad inizio del XV secolo fece parte della Contea di Alvito, e poi tra il XV e il XVIII secolo fece parte del Ducato di Sora, fino a quando nel 1796, per volontà di Ferdinando I delle Due Sicilie, fu reintegrato nel Regno di Napoli.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

L'attuale nome deriva da una fonte, che, nel 1732, era denominata "Fons Clara"; fino al 1862, infatti, il comune si era chiamato Schiavi. Si colse l’occasione della proclamazione dell’unità per cambiare il nome in Fontechiari. Probabilmente l’antico nome Schiavi fa riferimento ad un’immigrazione di slavi, provenienti dalla Schiavonia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giovanni Battista, di epoca settecentesca;
  • Chiesa della Madonna dei Fratelli, ex convento della Madonna delle Grazie, che conserva un imponente Cristo in legno risalente al XIII secolo e un dipinto, raffigurante la Sacra Famiglia, attribuito al Cavalier d'Arpino;
  • Eremo di Sant'Onofrio, uno tra i più suggestivi della Ciociaria. Frequentato, probabilmente, a partire dal IX-X secolo, l'eremo è costituito da una ampia grotta divisa in tre ambienti. Esternamente presenta numerosi graffiti che rimandano a noti simboli della tradizione cristiana (l'uccello, il pavone, la Scala, ecc) e tracce di affreschi. All'interno del vano principale, quello adibito alle funzioni liturgiche, troviamo un altare interamente affrescato con la raffigurazione del santo anacoreta e otto riquadri con scene della sua vita.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Agostini
  • Palazzo De Carolis

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Torre Medievale, nel cuore del centro storico, si erge l'antica torre del XIII secolo, intitolata ai principi Boncompagni, là dove sorgeva un castello, oggi non più esistente, i cui edifici sono stati trasformati in Palazzo Viscogliosi.
  • Cinta Muraria

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Cimitero napoleonico. Si tratta di un monumento unico in tutto il centro Italia. Il progetto del cimitero, conservato nell’archivio storico del paese, è del 1836. Il borgo aveva necessità di avere un cimitero e la soluzione fu quella di creare una struttura che riprendesse il modello napoleonico con in più la particolarità di un giro di cappelle gentilizie a decorare i tre buchi nel terreno in cui le persone venivano “seppellite”. Sotto il tumulo c’è ancora una parte vuota ma perfettamente aerata che costituiva l'ossario.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Il santo patrono del paese è San Bartolomeo che si festeggia il 24 agosto.
  • Festa della Madonna dei Fratelli (terza domenica di luglio)
  • Festa di San Bartolomeo (24 agosto),
  • Festa di S. Anna (in contrada Cisterna)
  • Festa dell'emigrante (in agosto).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

  • Crespelle con cavolfiore.
  • Minestra con pane giallo e ceci

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • La Maxitorta di Fontechiari, ad ottobre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato dalla Strada statale 690 Avezzano-Sora, che collega Avezzano in Abruzzo, ad Atina nel Lazio.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1862 cambio denominazione da Schiavi a Fontechiari.

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Fontechiari passò dalla provincia di Terra di lavoro a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della Comunità montana Valle di Comino e dell'Unione dei Comuni del Lacerno e del Fibreno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Sistema Informativo Territoriale del Lazio
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]