Fontechiari

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Fontechiari
comune
Fontechiari – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Frosinone – stemma Frosinone
Sindaco Pietro Muscedere (Lista civica) dal 13/06/2004
Territorio
Coordinate 41°40′0″N 13°41′0″E / 41.66667°N 13.68333°E / 41.66667; 13.68333 (Fontechiari)Coordinate: 41°40′0″N 13°41′0″E / 41.66667°N 13.68333°E / 41.66667; 13.68333 (Fontechiari)
Altitudine 375 m s.l.m.
Superficie 16,22 km²
Abitanti 1 315[1] (31-12-2010)
Densità 81,07 ab./km²
Comuni confinanti Arpino, Broccostella, Casalvieri, Posta Fibreno, Vicalvi
Altre informazioni
Cod. postale 03030
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060037
Cod. catastale D682
Targa FR
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti fontechiaresi
Patrono san Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Fontechiari è posizionata in Italia
Fontechiari
Posizione del comune di Fontechiari nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Fontechiari nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Fontechiari è un comune italiano di 1.315 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Indice

[modifica] Etimologia

L'attuale nome deriva da una fonte, che, nel 1732, era denominata "Fons Clara"; fino al 1862, infatti, il comune si era chiamato Schiavi. Si colse l’occasione della proclamazione dell’unità per cambiare il nome in Fontechiari. Probabilmente l’antico nome Schiavi fa riferimento ad un’immigrazione di slavi, provenienti dalla Schiavonia.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Oggi il paese si estende come comune sparso sopra una serie di colline che circondano il centro storico. Oltre alla chiesa parrocchiale, intitolata a San Giovanni Battista e a San Giovanni Evangelista, di epoca settecentesca, vale la pena visitare la Chiesa della Madonna dei Fratelli, ex convento della Madonna delle Grazie, che conserva un imponente Cristo in legno risalente al XIII secolo e un dipinto, raffigurante la Sacra Famiglia, attribuito al Cavalier d'Arpino. Nel cuore del centro storico si erge un’antica Torre medioevale del XIII secolo, intitolata ai principi Boncompagni, là dove sorgeva un castello, oggi non più esistente, i cui edifici sono stati trasformati in Palazzo Viscogliosi. Il paese è immerso nel verde della Valle di Comino. Caratteristico è il rio di Fontechiari, il quale raccoglie le acque della zona e le porta al Fibreno; una volta la forza della corrente muoveva due mulini, di cui oggi rimangono solo i ruderi. Di particolare importanza è il Cimitero napoleonico. Si tratta di un monumento unico in tutto il centro Italia. Il progetto del cimitero, conservato nell’archivio storico del paese, è del 1836. Il borgo aveva necessita di avere un cimitero e la soluzione fu quella di creare una struttura che riprendesse il modello napoleonico con in più la particolarità di un giro di cappelle gentilizie a decorare i tre buchi nel terreno in cui le persone venivano “seppellite”. Sotto il tumulo c’è ancora una parte vuota ma perfettamente aerata che costituiva l'ossario . Poco lontano dal Cimitero napoleonico è possibile visitare l'Eremo di Sant'Onofrio, uno tra i più suggestivi della Ciociaria. Frequentato, probabilmente,a partire dal IX-X secolo, l'eremo è costituito da una ampia grotta divisa in tre ambienti. Esternamente presenta numerosi graffiti che rimandano a noti simboli della tradizione cristiana (l'uccello, il pavone, la Scala, ecc)e tracce di affreschi. All'interno del vano principale, quello adibito alle funzioni liturgiche, troviamo un altare interamente affrescato con la raffigurazione del Santo anacoreta e otto riquadri con scene delle sua vita.

[modifica] Economia e tradizioni

Oggi Fontechiari è un piccolo, tranquillo paese nel quale si vive a contatto con la natura; i suoi abitanti, oltre ad occuparsi di agricoltura, lavorano nelle fabbriche della zona. Gli abitanti di Fontechiari sono detti fontechiaresi; il santo patrono del paese è San Bartolomeo che si festeggia il 24 agosto. Eventi importanti che caratterizzano il paese sono la festa della Madonna dei Fratelli (terza domenica di luglio), la festa di San Bartolomeo (24 agosto), la festa di S. Anna (in contrada Cisterna) e la festa dell'emigrante (in agosto).

[modifica] Personaggi illustri

  • Giuseppe Ricciardelli (morto nel 1791) che, per molti anni, fu incaricato per gli Affari Esteri per la Corte di Napoli presso la Santa Sede.[2]

Per lo scrupolo impiegato nell’espletare l’incarico fu nominato Cavaliere dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.[3]

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Alcuni dispacci indirizzati al Ricciardelli sono conservati in Archivio Segreto Vaticano, Fondo Boncompagni-Ludovisi, busta 591, fasc. 41 – 43 “Dispacci delle Maestà siciliane dirette al Ministro della loro Corte in Roma Giuseppe Ricciardelli”.
  3. ^ Ferdinando Pistilli, Descrizione storico-filologica delle antiche e moderne città e castelli esistenti accosto i fiumi Liri e Fibreno, Napoli, 1798, pag. 194

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Pietro Muscedere (Lista civica) dal 13/06/2004

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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