Alatri
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| « Spuntava il giorno, ma il sole era ancora nascosto dietro ai monti che mi accingevo ad attraversare per recarmi ad Alatri... finalmente, dopo aver girato una collinetta, vidi dinanzi a me questa interessante città, ricca di splendidi palazzi che dimostrano una fiorente vita cittadina nel passato. Non avevo ancora visto una città di così bell'aspetto nei monti del Lazio. » | |
| Alatri | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 502 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 97,23 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 300,31 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Vedi elenco | ||||||||
| Comuni contigui: | Collepardo, Ferentino, Frosinone, Fumone, Guarcino, Morino (AQ), Trivigliano, Veroli, Vico nel Lazio | ||||||||
| CAP: | 03011 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0775 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 060003 | ||||||||
| Codice catasto: | A123 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità media) | ||||||||
| Class. climatica: | zona D, 1842 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | alatresi o alatrensi. | ||||||||
| Santo patrono: | San Sisto | ||||||||
| Giorno festivo: | mercoledì dopo Pasqua | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Alatri (/a'latri/) è un comune italiano di 29.199 abitanti[1] della provincia di Frosinone nel Lazio.
È una delle città principali della Ciociaria e la terza della provincia per popolazione; è l'antica Aletrium, che fu uno dei centri principali del popolo italico degli Ernici. Nota soprattutto per l'acropoli preromana cinta da mura megalitiche, tuttora ben conservata, della quale risalta per imponenza la Porta Maggiore, possiede inoltre un significativo patrimonio di monumenti di notevole interesse architettonico e artistico, quali la chiesa collegiata romanico-gotica di Santa Maria Maggiore, la basilica cattedrale di San Paolo, le chiese di San Francesco e San Silvestro, il protocenobio di San Sebastiano, le ottocentesche fontane monumentali, il palazzo Gottifredo e il palazzo Conti-Gentili ornato da una grande meridiana murale.
Gli abitanti di Alatri sono noti come alatresi, alatrensi o, molto più raramente, alatrini[2].
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
La città di Alatri sorge su una collina bigemina nel cuore della Ciociaria, alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale del Lazio con l'Abruzzo.
Il vasto territorio alatrense, pianeggiante a sud e montagnoso o collinoso per la parte restante, comprende anche l'isola amministrativa di Pratelle, compresa tra il comune di Collepardo e quello abruzzese di Morino, dove si registra l'altitudine massima di 2.064 m s.l.m. (Monte Passeggio); da qui degrada fino al minimo di 175 m della piana di Tecchiena[3], comprendendo nella sua estensione gran parte del bacino del fiume Cosa, affluente del Sacco che scorre ad est del centro cittadino in direzione nord-sud.
Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia[4] il territorio alatrense è composto in gran parte da suoli di "calcari granulari bianco-giallastri con grosse rudiste caratteristiche del Senoniano":[4] inoltre, alcune zone sono formate da calcari giallastri forse appartenenti al Miocene inferiore ed arenarie argillose o calcarifere e talora gessifere.[4] Le aree più basse del territorio, come la valle del fiume Canariccio, sono formate da "tufi vulcanici" (pozzolana e peperino).[4] Infine, parallelamente al corso del fiume Canariccio passa una frattura visibile nel terreno.[4]
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Alatri. |
Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, ad Alatri la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23,2 °C[5].
| Alatri | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 9,1 | 10,4 | 13,2 | 16,7 | 20,8 | 24,8 | 28,7 | 29,2 | 24,9 | 19,1 | 13,9 | 10,6 | 10 | 16,9 | 27,6 | 19,3 | 18,5 |
| T. min. media (°C) | 2,2 | 2,7 | 4,8 | 7,7 | 11,3 | 14,8 | 17,3 | 17,2 | 14,8 | 10,7 | 6,9 | 4,1 | 3 | 7,9 | 16,4 | 10,8 | 9,5 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Alatri. |
La presenza umana nel territorio di Alatri è accertata dal periodo calcolitico. In epoca storica la città è abitata dalla popolazione italica degli Ernici. Nel 380 e nel 362 a.C. gli Ernici entrano in conflitto con Roma. Nella successiva rivolta del 306 a.C. Alatri, rimasta fedele a Roma, ottiene di restare indipendente e conosce un periodo di benessere, che ha un culmine nel primo quarantennio del II secolo a.C. in coincidenza con la riorganizzazione urbanistica e amministrativa della città promossa dal censore Lucio Betilieno Varo. Nel 90 a.C. Alatri ottiene la piena cittadinanza romana. Si suppone che il Cristianesimo sia arrivato già nell'età apostolica, sebbene la presenza di cristiani nella città non sia documentata prima del 380.
Dopo la caduta di Roma la città subisce le invasioni barbariche e la sanguinosa guerra tra Odoacre e Teodorico. Nel 543 Alatri è saccheggiata da Totila e rimane completamente distrutta; l'anno successivo viene inclusa nel Ducato romano, soggetto all'autorità papale. Nel 1173 Alatri conquista l'autonomia comunale. Nel 1186 la città, durante le lotte del papato contro l'impero, è assediata dall'esercito di Enrico VI al quale riesce tuttavia a resistere. Nel Duecento il comune alatrino si espande a danno dei paesi limitrofi: sottomette Collepardo ed in seguito anche Trivigliano, e aggredisce Vico nel Lazio, che verrà assoggettata all'inizio del XIV secolo, quando anche Frosinone sarà costretta a partecipare al Parlamento di Alatri e fornire truppe al comune ernico. Un forte periodo di sviluppo economico, monumentale ed edilizio si ha con la nomina del cardinal Gottifredo di Raynaldo a podestà nel 1286.
La cattività avignonese del papato coincide con una fase di decadenza per Alatri, che nel 1324 viene conquistata da Francesco de Ceccano, cacciato due anni dopo. Nel 1357 le Costituzioni egidiane obbligano la città a restituire la signoria su Trivigliano al papato e quella su Torre ai Caetani. Durante lo scisma d'occidente la città è occupata dalle milizie papali e rimane forzatamente fedele a Urbano VI. Tuttavia, a seguito dell'ingresso in città di Onorato Caetani, che cattura quaranta nobili, gli alatrensi per difendersi da ulteriori scorrerie nominano i Conti signori della città. Nel Quattrocento il dominio sulla città da parte di re Ladislao I di Napoli (1408-1414) divide la città in fazioni. In seguito, salvo la breve signoria di Filippo Maria Visconti nel 1434, Alatri deve sottostare al diretto potere pontificio, che si fa più soffocante. Nel XVI secolo il Sacco di Roma e la successiva occupazione spagnola lasciano la città impoverita e a dover fronteggiare la peste. La situazione economica si aggrava anche a causa di lunghe lotte con i comuni vicini e delle occupazioni da parte di Cesare di Caietani prima, e di Ferdinando Alvarez de Toledo poi.
Una riorganizzazione sociale e religiosa viene promossa da Ignazio Danti, vescovo della città dal 1583, che istituisce il Seminario Diocesano. Il XVII secolo per Alatri è segnato da due terremoti e nuovamente dalla peste. Nel Settecento la città raggiunge gli ottomila abitanti; viene attuata una riforma delle istituzioni locali, e nel 1729 viene istituito il Collegio delle Scuole Pie.
Con la proclamazione della Repubblica Romana nel 1798 emerge in città un ceto dirigente filofrancese, abbattuto però, nel luglio 1798, da una ribellione che sfocia in un massacro. Nel riordino amministrativo della provincia pontificia di Campagna e Marittima (che cambia nome in Dipartimento del Circeo), Alatri diviene capo cantone di un vasto territorio. Dal 1809 al 1814 la città subisce il dominio dell'impero napoleonico, e la deportazione in Francia di molti dissidenti e del vescovo Giuseppe Della Casa.
La Restaurazione produce un periodo di incertezza politica; il fenomeno del brigantaggio testimonia l'arretratezza generale dello Stato pontificio, nonostante i tentativi di migliorare la situazione (come la realizzazione dell'acquedotto per volere di Pio IX). Con l'instaurazione della Seconda Repubblica romana, il patriota alatrense Sisto Vinciguerra viene eletto deputato alla Costituente.
In seguito all'unificazione della penisola, la popolazione raggiunge i tredicimila abitanti; vengono potenziati i servizi di assistenza ed ha inizio un vivace progresso. Fiorisce anche la vita letteraria e politica. Nello stesso tempo, con l'aumento della popolazione, l'area del centro abitato supera assai presto l'antica cerchia muraria. Nel 1917 l'inaugurazione di una ferrovia vicinale fa cadere l'isolamento in cui si trova la città.
Durante la seconda guerra mondiale la città subisce pesanti perdite umane e la rovina di molti monumenti e abitazioni. Nel 1941 nel territorio di Alatri viene istituito il campo di internamento delle Fraschette, che rimarrà in funzione fino al 1944. Dopo la guerra Alatri diviene una città florida economicamente, con un potenziamento delle attività commerciali.
[modifica] Simboli
Nello stemma di Alatri è raffigurata, dagli inizi del XII secolo, una torre alata. La torre, costituita da due piani sovrapposti, richiama l'impostazione difensiva della città con due cerchie di mura, quella dell'acropoli e quella esterna; le ali simboleggiano l'elevazione della città e rimandano all'interpretazione tradizionale del nome Ale-trium[6].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] L'acropoli - Civita
| Per approfondire, vedi la voce Acropoli di Alatri. |
L'acropoli di Alatri è una vasta area sopraelevata posta nel cuore del centro storico, sulla cima del colle.
È di notevole interesse per le sue mura in opera poligonale, costituite da diversi strati di megaliti polimorfici che spesso raggiungono la lunghezza di 3 metri, provenienti dalla stessa collina e fatti combaciare perfettamente ad incastro senza l'ausilio di calce o cementi. Il perimetro delle mura è di 2 km.
L'acropoli, oltre alla rampa d'accesso, presenta due porte d'ingresso, la Porta Maggiore o dell'Areopago e la Porta Minore o dei falli. Su di essa sorge la cattedrale dedicata a san Paolo.
La Porta Maggiore è posizionata verso il tratto sudorientale dell'Acropoli all'opposto della porta dei falli posizionata verso ovest dove c'è l'ombra.
[modifica] La cattedrale di San Paolo
Sulla sommità dell'acropoli, sul podio di un antico ierone (altare ernico) e sui resti di un tempio dedicato a Saturno sorgono rispettivamente la Basilica Cattedrale di San Paolo apostolo e l'attiguo Vescovado, risalenti al periodo altomedioevale: ne abbiamo notizie fin dal 930.
A seguito di un importante intervento di ristrutturazione effettuato nel corso del XVIII secolo, entrambi gli edifici si presentano al visitatore moderno con linee e forme settecentesche. La facciata della cattedrale, in pietra e laterizio, è stata realizzata assieme al campanile da Jacopo Subleyras tra il 1790 e il 1808 e mostra di ispirarsi al modello delle maggiori basiliche romane, per la presenza di un unico ordine di paraste a binati. Nel 1884 furono aggiunti l'attico e il timpano. La cattedrale venne dichiarata basilica minore da papa Pio IX nella sua prima visita in città nel 1850[7].
L'interno è a croce latina, a tre navate e con un lungo transetto sopraelevato in corrispondenza del presbiterio. Tra il materiale artistico di pregio custodito nel luogo sacro vanno annoverati i reperti di un pergamo cosmatesco risalente al 1222.
[modifica] Il miracolo dell'ostia incarnata
| Per approfondire, vedi la voce Miracolo eucaristico di Alatri. |
Nella chiesa è conservata una particola di carne umana: per i credenti si tratta di un'ostia trasformatasi miracolosamente in carne nel XIII secolo.
Tale avvenimento, la cui veridicità venne riconosciuta dalla Chiesa cattolica tramite un mandatum papale inviato da Gregorio IX al vescovo Giovanni V (13 marzo 1228), viene altresì ricordato dai recenti affreschi presenti nelle cappelle laterali della chiesa.
[modifica] Le mura
| Per approfondire, vedi la voce Porte di Alatri. |
Approssimativamente concentrica all'Acropoli, e costruttivamente analoga, è una seconda e più ampia cinta di mura, che costituisce lo sviluppo della città romana e medievale; lunga oltre due chilometri e ancora oggi quasi integralmente conservata, circonda il centro storico, caratterizzandosi per il perfetto innesto delle strutture murarie su un ambiente naturale impervio e caotico.
La datazione di queste mura è controversa. Tuttavia, secondo Filippo Coarelli[8], esse risalirebbero agli inizi del I secolo a.C., presumibilmente nel contesto delle lotte tra Gaio Mario e Silla, dopo la costituzione del municipio. La datazione è derivata da scavi condotti dallo studioso nell'originario terrapieno dietro la porta San Benedetto, e da un'iscrizione (CIL X 5806) in cui si commemora la costruzione delle mura curata dal quattuorviro Publio Betilieno Hapalo, magistrato municipale: il municipio fu istituito a seguito della guerra sociale.
Nel medioevo l'intero circuito, ad eccezione del tratto meridionale, già di per sé protetto da un duplice sbarramento megalitico, fu ulteriormente rinforzato con l'inserzione di alti torrioni quadrangolari, dai quali veniva esercitato il controllo sui territori circostanti.
Lungo la cerchia esterna delle mura, in corrispondenza dei tracciati viari più antichi ed importanti della città, si aprono cinque porte di accesso, in origine tutte concluse da architravi monolitici.
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Collegiata di Santa Maria Maggiore
| Per approfondire, vedi la voce Collegiata di Santa Maria Maggiore. |
La chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore risale al V secolo: fu edificata sulle rovine di un tempio pagano. L'attuale aspetto romanico-gotico si deve principalmente alle profonde modificazioni operate nel XIII secolo.
Dell'esterno va segnalato il grande rosone realizzato agli inizi del XIV secolo. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere quali il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII secolo), il Trittico del Redentore di Antonio da Alatri, la Vergine con il Bambino e san Salvatore (prima metà del XV secolo) e il fonte battesimale del XIII secolo.
[modifica] Chiesa di San Francesco
| Per approfondire, vedi le voci Chiesa di San Francesco (Alatri) e Cristo nel labirinto. |
Costruita tra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XIV, si caratterizza per una struttura compatta, in stile gotico; la facciata presenta un portale archiacuto e un rosone a colonnine radiali. L'interno, in un'unica navata, venne ristrutturato in epoca barocca e conserva una nota Deposizione di scuola napoletana del Seicento, e un mantello risalente al XIII secolo attribuito a san Francesco d'Assisi.
La chiesa aveva annesso un contiguo convento, i cui ambienti sono attualmente adibiti a sala espositiva, e sono noti come il Chiostro. In un'angusta intercapedine dell'ex-convento si trova un affresco di notevole interesse raffigurante un Cristo Pantocratore al centro di un labirinto.
[modifica] Chiesa di Santo Stefano e monastero dell'Annunziata
Costruita tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo con dimensioni limitate, la chiesa di Santo Stefano aveva inizialmente forme romaniche. Venne ristrutturata ed ingrandita nel 1284 per volontà del cardinal Gottifredo di Raynaldo secondo i caratteri dell'architettura gotica. Un'epigrafe resta a ricordare l'ampliamento: è scolpita in caratteri gotici su due lastre collocate sugli stipiti del portale; il testo è in versi leonini, ossia esametri e pentametri in rima ed è dedicata al cardinal Gottifredo.
Nel XVI secolo venne privata della navata di sinistra per la costruzione del Monastero dell'Annunziata, fortemente voluto dal vescovo Ignazio Danti e da lui stesso progettato nel 1586, ed ancora molto attivo (nel 1984 ha ricevuto la visita di papa Giovanni Paolo II). Successivi rimaneggiamenti nei due secoli seguenti hanno finito di snaturare il primitivo edificio medievale, lasciando intatto unicamente il portale trilobato, ricollocato tuttavia sul lato destro della chiesa così come il leone crocigero medievale posto sull'apice del timpano.
L'interno è tardobarocco e custodisce numerose opere d'arte tra le quali una pala del Seicento con i santi Stefano, Benedetto e Scolastica sull'altare maggiore, e sulla parete sinistra una tela raffigurante la Vocazione di Matteo dipinta nel 1739 da Filippo Palazzetti. Sul campanile della chiesa è installata una campana detta di San Benedetto risalente al VI secolo e che, secondo la tradizione, sarebbe stata donata da san Benedetto da Norcia al protocenobio di San Sebastiano, retto dal diacono Servando, durante la sua visita del 528.
[modifica] Chiesa di San Silvestro
Ubicata nella zona delle Piagge, venne costruita tra il X e l'XI secolo in un'unica navata, alla quale nel 1331 vennero aggiunte la navata sinistra e la sagrestia. Mantiene ancora oggi le linee romaniche: l'austera semplicità della struttura esterna, la sobrietà dell'interno ed il soffitto a capriate lignee offrono al visitatore suggestioni dal sapore antico.
Notevole, per l'intensità di espressione e per la sua antica fattura, è l'affresco di San Silvestro con il drago del XII secolo, collocato sul lato destro dell'abside. Sul lato opposto immagini votive, rappresentazioni del Nuovo Testamento e successioni di santi, databili tra il XIII ed il XV secolo.
Dall'interno della Chiesa si può accedere alla cripta del IX secolo con volte a crociera e un affresco di Santo Benedicente, di fattura bizantineggiante.
[modifica] Chiesa degli Scolopi
La Chiesa degli Scolopi fu realizzata tra il 1734 ed il 1745 su progetto del padre calasanziano Benedetto Margariti da Manduria ed è dedicata allo Sposalizio della Vergine.
La facciata, in travertino, è concepita come un organismo architettonico a sé stante, e reinterpreta motivi borrominiani; si dispone su due registri orizzontali attraverso un doppio ordine di lesene tuscaniche che inquadrano, al di sotto di un ampio timpano mistilineo, l'unico portale di ingresso con la sovrastante finestra centrale. La grande compostezza del prospetto si conclude con la sequenza verticale delle finestre incorniciate da larghe membrature aggettanti nelle sezioni laterali; queste, secondo l'originario progetto, non portato a compimento, dovevano terminare con due campanili gemelli.
L'interno, a croce greca, con terminazioni absidate, è dominato dalla tensione ascensionale delle lesene corinzie, raccordate fra loro da una trabeazione ininterrotta, su cui si impostano le grandi arcate a tutto sesto che sorreggono la cupola. Molto curata la monocroma decorazione a stucco delle superfici murarie, sulle quali risaltano per contrasto le grandi tele settecentesche, poste ad ornamento dei tre altari della chiesa: sull'altare maggiore troviamo lo Sposalizio della Vergine, dipinto nel 1731 da Carmine Spinetti, mentre sui due laterali trovano posto una Crocifissione del pittore veneto Benedetto Mora e un'opera non firmata raffigurante San Giuseppe Calasanzio, realizzata nella seconda metà del Settecento per celebrare il padre fondatore dell'Ordine degli Scolopi.
La chiesa, chiusa al culto, ospita esposizioni ed eventi di vario genere.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzi storici
[modifica] Palazzo Conti-Gentili
Il Palazzo Conti-Gentili, edificio gentilizio che risale al XIII secolo, compone uno dei lati della piazza Santa Maria Maggiore, ed è saldato su di un fianco alla chiesa degli Scolopi, con la quale condivide gran parte della sua storia recente: per oltre due secoli è infatti stato sede del Collegio delle Scuole Pie, retto dal 1729 ed il 1971 dalla comunità religiosa dei Padri Scolopi. Non conosciamo i primi proprietari del palazzo, sono noti però quelli successivi, i Tuzi e i Conti.
Della struttura duecentesca, e del profondo porticato terreno che la connotava, non rimane che il grande portale archiacuto d'ingresso. La veste attuale del prospetto si deve infatti ad un'opera di ammodernamento dei piani inferiori voluta dall'allora proprietario Giovanni di Francesco Tuzi, detto Turco, nel 1532, cui fece seguito la ristrutturazione degli ordini superiori intrapresa dall'erede Carlo di Francesco Conti, che tra il 1580 ed il 1583 trasformò lo stabile in un'elegante dimora rinascimentale.
Passato al Comune nel 1721 per volontà testamentaria del nobile Giuseppe Conti e della consorte Innocenza Gentili, subì ulteriori trasformazioni che adeguarono l'intero complesso al nuovo ruolo di Palazzo degli studi.
La storica Biblioteca del Palazzo conserva testi di storia locale ed antiche pergamene, tra cui una copia membranacea degli Statuti alatrini del 1582. Presso le antiche sale del Liceo-Ginnasio si trova inoltre un piccolo museo che vanta tra l'altro una pregiata sfera armillare priva di un sistema planetario interno firmata da Giacomo Lusverg a Roma nel 1669.
La grande meridiana presente sulla facciata del palazzo è opera di Angelo Secchi, ed è stata realizzata nel 1867. L'orologio permette di determinare, nei limiti compresi tra le ore dieci e le ore sedici, sia il tempo vero, evidenziato dai segmenti rettilinei, sia il tempo medio, individuato dalle figure a forma di otto[9].
Attualmente nel Palazzo hanno sede il Liceo Classico, erede del Collegio, il Liceo Linguistico e il Socio-psico-pedagogico, e - al piano terreno - la biblioteca comunale Luigi Ceci, l'anagrafe, il centro studi Pietrobono e il cineauditorium. Nel 2005 vi è stata istituita una sede distaccata della Facoltà di Giurisprudenza dell'università di Roma La Sapienza, il seminario giuridico Riccardo Orestano[10].
[modifica] Palazzo Gottifredo
Concepito nella più totale autonomia dalle consuete forme tipologiche dell'architettura medioevale alatrina, questo edificio, imponente nella sua altezza, è stato costruito intorno alla metà del XIII secolo come residenza del cardinal Goffredo di Raynaldo, ricco feudatario alatrino e dotto diplomatico pontificio durante gli anni della lotta anti-imperiale.
Il disegno del palazzo è espresso dalla fusione tra due robuste case-torri, diverse per stile ed epoca di costruzione, collegate fra loro da un ampio corpo longitudinale, che si snoda con un profilo sfaccettato per gran parte del corso Vittorio Emanuele. Le notevoli difformità stilistiche sono rese evidenti, oltre che dalla diversa ornamentazione dei due ingressi principali, anche e soprattutto dalla diversa disposizione delle aperture superiori: assai irregolari e rade nella più antica torre angolare, alquanto ordinate e strutturalmente più organiche nei restanti corpi di fabbrica. L'interno è in parte compromesso dal crollo delle grandi arcate ogivali che sostenevano il settore centrale della copertura.
[modifica] Palazzo comunale
L'edificio originario venne innalzato nella prima metà del XII secolo, e fu in seguito ristrutturato nel 1395 e poi nel 1558. Tra il 1863 e il 1870 ha assunto le attuali forme neoclassiche per opera dell'architetto Raffaele Boretti. Un orologio concludeva in alto la facciata dell'edificio, ma è andato distrutto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
[modifica] Palazzo Grappelli
Si tratta di un possente edificio risalente al XIII secolo, munito di torre. Noto anche come Palazzo Patrassi o Patrassi-Grappelli, dal nome dei primi proprietari, fu un importante punto di riferimento per la vita politica della città durante l'età comunale. Nel XVII secolo venne ampliato per volontà di Paolo Grappelli. Alla famiglia alatrense dei marchesi Grappelli appartiene il celebre jazzista Stéphane Grappelli.
[modifica] Palazzo Amore e Stampa
Risalente anch'esso al XIII secolo, il Palazzo Amore e Stampa deve l'attuale aspetto alla radicale ristrutturazione del 1855. L'aspetto originario dell'edificio ci è suggerito dalle bifore tamponate e dagli arcate ogivali al piano terreno.
[modifica] Fontane monumentali
[modifica] Fontana Pia
La monumentale fonte, inaugurata nel 1870 e dedicata a papa Pio IX in segno di gratitudine per il cospicuo contributo in denaro elargito alla città nel 1863 per la realizzazione di un nuovo acquedotto, è opera dell'architetto Giuseppe Olivieri. La semplicità degli elementi linguistici, desunti dalla tradizione medievale, è posta al servizio di una più complessa struttura dichiaratamente scenografica, che pur nelle non grandi dimensioni appare deliziosa per finitezza tecnica ed elaborazione; intenso il dinamismo che dalla grande vasca quadrangolare della base raggiunge attraverso la struttura elicoidale dei delfini annodati i due catini con teste leonine, confezionando un leggiadro gioco d'acque.
[modifica] Fontana Antonini
Collocata nel rione Spidini, proprio davanti la chiesa di San Gabriele, venne costruita nel 1869. Come riportato dall'iscrizione centrale le spese furono a carico del conte Filippo Antonini, gonfaloniere della città che ne affidò il progetto all'architetto Giuseppe Olivieri. La fontana ha un prospetto strutturalmente semplice e richiama i portoni dei palazzi circostanti: tutto è raccolto entro il motivo classico dell'arcata a sesto pieno, a cui obbedisce ogni altro elemento della posata composizione. Esplicita appena la costruzione allegorica, direttamente ispirata all'araldica degli Antonini, di cui si avverte il ricordo nella chiara allusione a draghi che gettano acqua e alle numerose stelle a otto punte che interrompono la ghiera ed i piedritti dell'arco.
[modifica] Fontana di Porta San Pietro
Contemporanea alle altre due fontane monumentali della città, fu anch'essa progettata dall'architetto Giuseppe Olivieri, dopo la costruzione dell'acquedotto di Trovalle, inaugurato il 27 dicembre 1866 in questo stesso luogo con una fonte provvisoria. Essa ha un tono semplice e dimesso con il rilievo smorzato dal telaio centrale, atto a raccordare la grande vasca antistante con le due volute che racchiudono la ricca decorazione dello stemma alatrino. La nitidezza del travertino dai toni caldi e preziosi, l'eleganza estrema di ogni particolare abilmente scalpellato, fanno di questa fonte un piccolo ma senza dubbio raffinato capolavoro.
[modifica] Nel territorio
[modifica] Grancia o Castello di Tecchiena
| Per approfondire, vedi la voce Tecchiena. |
Sorge alle pendici del piccolo colle Monticchio, sul quale, intorno all'XI secolo, sorsero per volontà del popolo di Alatri alcune fortificazioni. Continue contese con la vicina Ferentino, sfociate in autentiche azioni belliche, indussero nel 1245 papa Innocenzo IV a privare il comune alatrino di qualsiasi diritto su ciò che restava del castello, incamerando l'area di Tecchiena nei beni della Chiesa e rivendendola successivamente (nel 1395) ai Certosini di Trisulti. I monaci fondarono una vera azienda agricola che nella seconda metà del XVIII secolo fu trasformata nell'attuale complesso della Grancia (granaio), che gestirono fino agli inizi del Novecento. La struttura consta di più corpi riuniti da linee settecentesche che hanno saputo fondere edificio e paesaggio. Nei pressi del complesso sono visibili alcune rovine dell'antico castello.
[modifica] Protocenobio di San Sebastiano
| Per approfondire, vedi la voce Protocenobio di San Sebastiano. |
Edificio di grande suggestione, la sua costruzione risale alla fine del V secolo per volere del prefetto delle Gallie Liberio, che la affidò all'abate Servando; in origine il complesso ospitò una delle più antiche comunità cenobitiche d'Occidente, tanto che non è da escludersi che proprio in questo sito abbia avuto stesura la "Regula Magistri", alla quale si ispirò san Benedetto da Norcia che qui soggiornò nel 528. Oggi il monastero appare come una suggestiva opera architettonica dalle linee medievali, con decorazioni duecentesche raffiguranti la vita di Cristo e della Madonna.
[modifica] Convento dei Padri Cappuccini
| Per approfondire, vedi la voce Convento dei Cappuccini (Alatri). |
[modifica] Chiesa di Portadini
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Portadini. |
[modifica] Chiesa della Donna
La chiesa della Donna si trova sulla Strada Statale 155 di Fiuggi, nel punto dove da questa si diparte la via che conduce al centro di Alatri. Fu costruita sul finire del XIII secolo ma il suo aspetto risente di interventi del XVIII secolo e poi del XIX, quando l'ingresso venne spostato dal lato che guarda verso Alatri a quello opposto, sulla Statale, e fu realizzata l'attuale facciata neogotica. All’interno vi è ancora traccia delle arcate gotiche presenti in origine, sebbene il soffitto, settecentesco, si presenti oggi costituito da una struttura cassettonata policroma con finte capriate. Il presbiterio è coperto da una volta a carena a cassettoni decorati da rosette. La cantoria, posta al di sopra dell'ingresso, è coperta da una volta a crociera affrescata con un cielo stellato. Degli antichi dipinti votivi della chiesa ci sono giunti una Madonna in trono con Bambino e quattro figure di Santi, e a destra dell'ingresso un affresco attribuito ad Antonio da Alatri raffigurante una Vergine, il Bambino e San Giovanni Battista[11].
[modifica] Chiesa della Maddalena
Dedicata dal 1196 alla Maddalena penitente, sorge nelle vicinanze del centro di Alatri, ai piedi del monte Sant'Angelo in Formis, nel luogo anticamente adibito a lebbrosario. La chiesa, sobria ed essenziale, fu costruita alla fine dell'XI secolo. Sulla facciata, preceduta da un portico, spicca il portale lunettato, sormontato da una stretta monofora ampiamente strombata.
L'interno, in un'unica navata, è costituito da tre grandi archi che sorreggono il tetto. Sulle pareti si conserva un'interessante serie di pitture ad affresco quattrocentesche, rappresentanti santi e sante, opera probabile del pittore locale Antonio da Alatri.
Il tema iconografico dominante è costituito dalla figura di Maria Maddalena, replicato più volte all'interno della chiesa. Sulla parete destra della chiesa, è invece, raffigurato il trecentesco affresco di un santo vescovo, seguito dalla figura di san Pietro della prima metà del Cinquecento e la quattrocentesca raffigurazione della Trinità vicino all'ingresso. Il ciclo pittorico viene concluso dalla figura panneggiata della Madonna col Bambino, dipinta nell'ambito del presbiterio. Sulla parete d'ingresso della chiesa si trova un grande quadro dipinto da Raffaele Zappelli nel 1877 raffigurante san Cristoforo e il Bambino Gesù.
[modifica] Chiesa della Madonna della Sanità
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa della Madonna della Sanità. |
È una cappella situata nella zona di Colleprata. Conserva una Madonna idropica e altri tre affreschi: un Cristo, una Maddalena e un San Sebastiano, del Maestro della Madonna di Alvito.
[modifica] Chiesa delle XII Marie
È una tipica cappellania rurale, situata fuori dell'abitato, costruita nel tardo Trecento a partire da una primitiva piccola cona. La chiesa, ad unica navata, è particolarmente interessante per la teoria di Santi e Sante e per le dodici raffigurazioni mariane che ne adornano le pareti e danno il nome alla chiesa, attribuite alla mano del pittore tardo-gotico Antonio da Alatri.
Entrando, sulla parete sinistra, si può ammirare oltre ad una Madonna col Bambino e un Sant'Antonio Abate, un'altra immagine della Vergine affiancata da una duplice raffigurazione di san Leonardo dall'inconfondibile attributo dei ceppi; accanto, la figura inginocchiata del committente. Ad altra mano appartengono invece le figure di san Giovanni Battista, di Cristo nel Sepolcro e di san Floriano, poste sulla parete di fondo. Nella piccola icona, invece, nel riquadro che accoglie una Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Evangelista e Sisto I papa e in quelli che accolgono la Vergine col bambino e una figura di santa orante, prevale decisamente lo stile senese. Sulla parete sinistra, ancora le raffigurazioni del pittore Antonio di Alatri con tre Vergini col Bambino insieme a santa Caterina d'Alessandria, santa Lucia e san Giovanni Battista. Infine, sulla parete d'ingresso trovano posto le ultime due immagini della Maternità di Maria.
[modifica] Scavi archeologici presso Monte Lungo
Negli anni settanta, presso la collina di Monte Lungo vennero segnalate da un contadino locale alcune pietre intagliate che ricordavano le costruzioni delle mura dell'Acropoli. Scavi successivi guidati dalla Soprintendenza della regione Lazio, in associazione con l'archeoclub locale, portarono alla luce resti di muraglie del tutto simili a quelle delle città saturnie, appartenenti al gruppo della "prima maniera". Varie sono state le ipotesi, pubblicate peraltro nel 1988[12], dal paese gemello all'avamposto militare: la opzione che oggi si ritiene la più probabile è legata alla mancanza di organicità delle mura e sottolinea come in realtà possa trattarsi di alcune prove fatte dai costruttori prima di accingersi alla fondazione della città.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
- Biblioteca comunale Luigi Ceci[13]
- Biblioteca del Liceo classico Conti-Gentili[14]
- Biblioteca Molella[15]
- Biblioteca del Convento dei Cappuccini[16]
- Biblioteca del Seminario vescovile[17]
[modifica] Museo civico
| Per approfondire, vedi la voce Museo Civico di Alatri. |
Negli ambienti di proprietà comunale di Palazzo Gottifredo, restaurati negli anni ottanta, è ospitato il Museo civico.
[modifica] Associazioni
- Acropolis - Associazione Culturale che mira a divenire il punto di riferimento della Cultura Alatrina
- ACTA - Arte, Cultura e Tradizioni Alatrensi, associazione culturale che organizza laboratori e concorsi di pittura, scultura, poesia, fotografia, artigianato, e si occupa inoltre della realizzazione dell'infiorata del Corpus Domini;
- Alatri Viva, associazione culturale e di volontariato che si propone di promuovere eventi culturali, valorizzare il patrimonio artistico, difendere l'ambiente e tutelare i diversamente abili e gli svantaggiati in genere, anche sensibilizzando l'opinione pubblica;
- Coro Ernico, coro polifonico diretto dal maestro Antonio D'Antò;
- Gruppo Folk Aria di Casa Nostra, le tradizioni ciociare nell'espressione del canto e della danza tipica della città di Alatri;
- Gruppo Folk Gli Paes' Mei, gruppo folkloristico noto a livello europeo per i suoi balli, canti e le sue attività teatrali, perfettamente in linea con le tradizioni locali.
- Accademia di Musica "Charlie Parker", "Charlie Parker Big Band" e "Mauro Bottini 4et", Associazione Culturale (non-profit) che cura e sviluppa per il territorio eventi di alto spessore di musica jazz e classica. Direttore Artistico M° Mauro Bottini.
[modifica] Manifestazioni
- Festival Internazionale del Folklore (12-16 agosto)
- International chidren's folk festival (fine maggio)
- Saturno International Film Festival (prima settimana di novembre);
- Biennale d'Arte contemporanea: da ricordare le esposizioni di Joan Mirò, Salvador Dalì, Ugo Nespolo, Mario Giacomelli e molti altri; nel 2005 per la XXX edizione della Biennale, è stata allestita una mostra antologica dell'opera di Giacomo Manzù;
- InfiorAlatri: infiorata del Corpus Domini; nel 2000 è entrata nel Guinness dei Primati come infiorata più lunga mai realizzata (1475,86 m);
- Alatri Jazz International Jazz Festival & Masterclass (agosto e dicembre): lezioni di jazz e concerti jazz itineranti per le strade e piazze della città, ideatore e Direttore Artistico M° Mauro Bottini;
- Alatri dal vivo: concerti di gruppi rock emergenti (luglio-agosto);
- Teatro all'ombra dei Ciclopi: serie di rappresentazioni teatrali (durante la stagione estiva);
- Premio Giornalistico Alberto Minnucci: concorso giornalistico nazionale riservato al corrispondente locale, la giuria è presieduta da Sergio Zavoli; tra i premiati alla carriera: Bruno Vespa, Enzo Biagi, Carmen Lasorella, Lilli Gruber, Giorgio Tosatti.
- Giornate del patrimonio culturale di Alatri (ottobre): manifestazione che ha l'obiettivo di far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale della città. La prima edizione – Passeggiate alatrensi – è incentrata sull'opera di quegli artisti, storici e archeologi che nell'Ottocento visitarono Alatri.
[modifica] Feste e tradizioni
- San Sist' Ginnar' (11 gennaio): anniversario dell'arrivo ad Alatri delle reliquie del Santo Patrono;
- Processione del Venerdì Santo: rievocazione storico-religiosa delle Sacre scritture, della via Crucis e del Golgota;
- Festa di San Sisto (mercoledì dopo Pasqua): festeggiamenti in onore del Santo;
- Natale di Alatri (21 giugno): "Nascita di Alatri da un raggio di sole" (festa ispirata a una teoria sulla genesi della città ernica di don Giuseppe Capone);
- Madonna della Libera (8 settembre): festa della compatrona di Alatri con la "Fiera delle cipolle"; ogni 50 anni è festa solenne.
- Palio delle Quattro Porte (8 settembre): simile al classico gioco della ruzzola, in costume d'epoca: una forma di parmigiano di circa 30 kg viene fatta rotolare lungo un percorso che termina presso il Chiostro di San Francesco;
- Presepe Vivente: si svolge nei caratteristici vicoli delle Piagge.
[modifica] Personalità legate ad Alatri
- Alatrino da Alatri, diplomatico;
- Antonio da Alatri: pittore rinascimentale. Degno di nota è il suo Trittico del redentore;
- Filippo Balbi, pittore;
- Lucio Betilieno Varo: magistrato romano;
- Bernardino Cacciante: scrittore;
- Luigi Ceci: fondatore della glottologia moderna e latinista, commentatore del lapis niger;
- Angelo Cerica: 33° Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri e Senatore della Repubblica;
- Vincenzo Cerica: pittore;
- Maria Raffaella Cimatti: suora ospedaliera, svolse la sua attività nell'ospedale alatrense di San Benedetto. Venne riconosciuta come Beata sotto il pontificato di Giovanni Paolo II;
- Ignazio Danti: matematico, astronomo e cosmografo perugino, fu vescovo di Alatri dal 1583 al 1586, collaborò alla riforma del calendario promossa da Gregorio XIII;
- Luigi De Persiis: vescovo di Assisi, storico autorevole della città di Alatri;
- Alessandro Duval: militare e aviatore;
- Franco Evangelisti, uomo politico, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ministro della Marina Mercantile e Presidente dell'AS Roma;
- Edoardo Facchini: vescovo di Alatri durante la seconda guerra mondiale, ebbe un ruolo fondamentale nella protezione della popolazione locale e premette per alleviare le dure condizioni di detenzione dei prigionieri nel campo delle Fraschette;
- Giovanni Fontana: architetto, poeta e performer;
- Gottifredo di Raynaldo, cardinale del XIII secolo, podestà di Alatri;
- Antonello Iannarilli, politico;
- Tina Lattanzi: attrice e doppiatrice;
- Liberio: Prefetto delle Gallie, fondatore della badia di San Sebastiano;
- Gaetano Mammone: brigante;
- Giovanni Minnucci: Pro-rettore dell'Università degli Studi di Siena (dal 17 febbraio 2009) e professore ordinario di Storia del Diritto italiano presso la Facoltà di Scienze politiche di cui è stato Preside dal 1 novembre 2007 al 17 febbraio 2009 *
Pompeo Molella: giurista e patriota;
- Pandolfo da Alatri, storico e biografo;
- Leonardo Patrasso, vescovo e cardinale francescano;
- Luigi Pietrobono: dantista e studioso dell'opera di Giovanni Pascoli;
- Domenico Pompili: direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI, già parroco della Concattedrale di San Paolo di Alatri e direttore dell'Ufficio Diocesano per i Beni Culturali;
- Angelo Sacchetti Sassetti: storico e filologo reatino, studioso della storia di Alatri, dove visse a lungo;
- Armando Tagliaferri: militare, caduto eroicamente ad El Alamein;
- Oreste Tofani, politico;
- Vincenzo Torrice: fotografo e litografista;
- Ugone da Alatri: cardinale del XII secolo;
- Vetigliene (III secolo a.C.): magistrato romano; (Lucio Betilieno Varo?)
- Sisto Vinciguerra: patriota del Risorgimento, deputato all'Assemblea Costituente della Repubblica Romana del 1849;
- Paolo Volpi Manni: uomo politico, deputato e senatore del Regno;
- Cesare Zavattini: sceneggiatore cinematografico, celebre principalmente per il lungo sodalizio con Vittorio De Sica, studiò ad Alatri nel Collegio Conti-Gentili.
[modifica] Gastronomia
| « Si propria m' teng da murì, almen mor' attrippat'... » | |
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( Se proprio devo morire, almeno muoio sazia... - Nonna Rita, personaggio di una storia popolare)
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La cucina popolare alatrese è caratterizzata da un forte legame con l'agricoltura di sussistenza che sempre ha prevalso nella regione: non vi è quindi una netta tradizione legata ad animali di grossa taglia né tanto meno al pesce. L'elemento centrale è quello cerealicolo con ottime elaborazioni di pasta (per lo più all'uovo), pane e dolci secchi. La carne più consumata è quella bianca con pollami e conigli, anche se la regina della tavola resta sempre il produzione di origine ovina, sia essa carne che latte e derivati. Frutti e verdure sono quelli tipici dell'Italia centrale; famosi nella zona sono i broccoletti di Alatri, il cui consumo (curiosità) sembrerebbe legato all'alta incidenza, in passato, di gozzo endogeno nella popolazione locale.
Di notevole qualità sono gli oli d'oliva locali: nel 2006 l'Olio Quattrociocchi del Frantoio Quattrociocchi Amerigo di Alatri ha vinto l'undicesima edizione del Biol ad Andria con un voto di 82,60 su 100: è risultato il migliore del 2006 tra gli oltre 250 oli in gara, meritandosi il titolo di Miglior olio biologico del mondo[18].
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
Il centro storico di Alatri si sviluppa all'interno della cinta muraria e ricalca essenzialmente l'assetto urbanistico di epoca romana, sviluppatosi attorno all'acropoli. Nell'abitato si possono distinguere due aree:
- la prima (rioni dal I al VI, vedi Rioni del centro), posta a nord dell'acropoli, si caratterizza per uno sviluppo regolare, con strade per lo più diritte e sufficientemente ampie, reso possibile dalla pendenza non eccessiva del colle su questo lato; è un'area da sempre destinata a funzioni monumentali e commerciali: qui, in epoca romana, era collocato il Foro, nello stesso luogo oggi occupato da piazza Santa Maria Maggiore che, contornata dai principali monumenti cittadini, mantiene a tutt'oggi la funzione di nodo urbanistico in cui si incrociano le principali vie del centro.
- la seconda (rioni dal VII al IX), detta Piagge, si sviluppa sul versante meridionale del colle, più ripido: da tale conformazione deriva l'impianto urbanistico dall'area, con stretti vicoli in buona parte accessibili ai soli pedoni, e la sua funzione, di tipo quasi esclusivamente residenziale; il che ne fa una delle zone più caratteristiche del centro, apparendo quasi immutata dal medioevo.
L'abitato, in seguito allo sviluppo economico e sociale, si è esteso al di là delle mura lungo alcune direttrici predominanti: verso la vallata settentrionale (Bitta, Colleprata, XII Marie) e nella zona collinosa occidentale (Civette, San Francesco di Fuori). Inoltre, separatamente dal centro urbano, hanno assunto una significativa estensione le frazioni di Tecchiena, Chiappitto, Monte San Marino, La Fiura, Mole Bisleti.
[modifica] Rioni del centro
Il centro storico si suddivide in nove rioni (non comprendenti l'acropoli), risalenti al medioevo; un decimo rione, Civette, si è sviluppato nel Novecento su un colle ad ovest delle mura, principalmente con edifici di carattere popolare. Questo l'elenco dei rioni, come riportati nello Statuto del Comune di Alatri[19]:
- Rione I: Scurano
- Rione II: Valle
- Rione III: Colle
- Rione IV: Fiorenza
- Rione V: Spidini
- Rione VI: Vineri
- Rione VII: Santa Lucia
- Rione VIII: Sant'Andrea
- Rione IX: San Simeone
- Rione X: Civette
Ogni rione possiede un proprio stemma araldico.
[modifica] Contrade
Questo l'elenco delle contrade o frazioni in cui è suddiviso il territorio di Alatri, come individuate dallo Statuto Comunale[19]:
- Chiappitto, Pacciano, Porpuro, Valle Santa Maria, Carvarola, Capranica, Fontana Vecchia, Maddalena, Piedimonte, Madonna delle Grazie, Melegranate, Montecapraro, Vignola, Valle Carchera (Valle Carcara), Montesantangelo, Montelarena, Pezza, Allegra, Basciano, Pignano, Castello, Collefreddo, Madonna del Pianto, Montelungo, Montereo, Monte San Marino, Pezzelle, Preturo, Sant'Antimo, San Valentino, Vallecupa, Vallefredda, Valle Pantano, Vallesacco, Valle San Matteo, Villa Magna, Cassiano, Castagneto, Fraschette, Seritico, Santa Caterina, Vicero, Aiello, Canarolo, Collelavena, Costa San Vincenzo, Maranillo, Cavariccio, Colletraiano, Imbratto, Piano, Santa Colomba, Scopigliette, Cucuruzzavolo, Le Grotte, Magione, Mole Santa Maria, San Pancrazio, Vallemiccina, Sant'Emidio, Canale, Prati Giuliani, Quarticciolo, Quarti di Tecchiena, Tecchiena, Campello, Mole Bisleti, Cuione, Fontana Santo Stefano, Fontana Sistiliana, Frittola, San Manno, Arillette, Collecuttrino, Colle del Papa, Laguccio, Montelena, Quercia d'Orlando, San Mattia, Carano, Fontana Scurano, Magliano, Cellerano, Fiume, Fiura, Fontana Santa, Riano, Abbadia, Case Paolone, Fontana Sambuco, Gaudo, Intignano, Colleprata.
[modifica] Località vicine
| Trivigliano 13 km |
Vico nel Lazio 11 km |
Collepardo 8 km |
| Fumone 8 km |
Sora 37 km |
|
| Ferentino 12 km |
Frosinone 13 km |
Veroli 10 km |
[modifica] Economia
La vita economica della città di Alatri è abbastanza eterogenea senza dimostrare una vocazione univoca. Ampio spazio è dato nelle zone rurali alle coltivazioni di piccola e media estensione, con cereali e ortaggi nella pianura meridionale e uliveti e vigneti nella parte nord-orientale più collinosa: la produzione di olio d'oliva raggiunge alti livelli qualitativi, ed ha ottenuto importanti riconoscimenti. La aree boschive sono poco sfruttate e utilizzate per la raccolta di castagne, funghi ed altri prodotti spontanei. Intensa è la pastorizia di ovini, anche se col passare degli anni ha sempre meno peso nell'economia alatrense.
Il settore industriale è sviluppato nella zona di Chiappitto ed in prossimità del Comune di Frosinone: qui sono presenti sia impianti di grandi multinazionali metalmeccaniche (Omron), che imprese locali di interesse nazionale (Solac, Mazzocchia), che piccole imprese di artigianato industriale dalle dimensioni più ridotte. L'artigianato in senso stretto occupa ormai solo una piccola percentuale della popolazione e propone piccole lavorazioni del legno e del cuoio. Risentendo favorevolmente della posizione strategica in cui è situata, molti lavoratori sono pendolari con le grandi città e con il Polo industriale di Frosinone-Ferentino oppure si dedicano all'attività di autotrasportatori.
Dopo gli anni della crisi economica italiana, il centro storico si sta valorizzando come "centro commerciale naturale" attirando all'interno delle mura visitatori e turisti che alla sera animano i bar ed i locali notturni. Il terziario è particolarmente sviluppato poiché Alatri si propone come erogatore di servizi privilegiato (scolastici, sanitari) per una vasta area della provincia.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Il territorio di Alatri è attraversato da nord a sud dalla Strada Statale 155 di Fiuggi, che collega la città con Fiuggi e Subiaco in direzione nord, e Frosinone in direzione sud, permettendo così di raggiungere il casello dell'Autostrada A1 del capoluogo.
Per un breve tratto, ricadono nel Comune anche la via Casilina, che attraversa l'estremo sud-occidentale del territorio (il Quarticciolo, in prossimità del confine con Frosinone), e la superstrada Frosinone-Sora al confine sud-orientale con Veroli. Le ultime direttive di sviluppo delineate dalla regione prevedono il proseguimento della superstrada Avezzano-Sora-Frosinone fino a congiungersi all'Autostrada A1 in un nuovo casello autostradale, dove sorgerà l'uscita Ferentino-Alatri.
[modifica] Ferrovie
Dal 1917 al 1978, la Ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone collegava Alatri con Roma, seguendo il tracciato della S.S. 155.
[modifica] Mobilità urbana
Il trasporto pubblico locale nell'ambito del territorio comunale è gestito dalla società Reali Tours S.r.l.; il servizio consta di 13 linee di autobus che collegano il centro urbano con l'ospedale San Benedetto e con le varie frazioni nel territorio. Un servizio navetta collega il centro con la zona dell'ex-stazione ferroviaria.
I collegamenti regionali, con il capoluogo e con gli altri centri della provincia sono gestiti dalla Cotral.
[modifica] Sport
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio comunale di Chiappitto
- Palazzetto dello sport di Chiappitto
- Piscina comunale di Chiappitto
- Palasport di Tecchiena
- Campo polivalente del Girone
In costruzione o in progetto:
- Stadio per il calcio e l'atletica leggera
- Centro sportivo del Coni
[modifica] Società sportive
- Calcio: Associazione Sportiva Alatri, ha giocato nove campionati in serie D, attualmente è nel campionato di Seconda Categoria)
- Pallacanestro: Nuovo Basket Alatri (attualmente nel campionato di Serie D)
- Ciclismo: Unione Ciclistica Alatri - nata nel 1975, affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana, ha sede in Via Valle Cicogna, 6
[modifica] Servizi sociali
- Ospedale Civile San Benedetto
- Centro polifunzionale "Le Rondini"
- Casa di riposo per anziani Giovan Battista Lisi
- Centro Sociale Anziani
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Residenti stranieri
Al 31 dicembre 2007 ad Alatri risultano residenti 1.835 cittadini stranieri, così suddivisi per nazionalità[20]:
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[modifica] Amministrazione
Sindaco: Costantino Magliocca (centrodestra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0775 4481
- Fa parte della Comunità Montana "Monti Ernici" e dell'Associazione nazionale Città dell'Olio
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Alatri. |
[modifica] Gemellaggi
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.
Alife, Italia, dal 1985
Pietrelcina, Italia, dal 2002
Clisson, Francia, dal 2000
Saint-Lumine-de-Clisson, Francia, dal 2000
Gétigné, Francia, dal 2003
Gorges, Francia, dal 2003
Dirfi, Grecia
Ness Ziona, Israele
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Al 31 maggio 2009. Dati ISTAT.
- ^ Quest'ultima forma era in passato predominante, e la si ritrova anche nel latino tardo («Vetustissima et fidelissima civitas Alatrina», motto dello stemma comunale). Nel latino classico troviamo Aletrinas (un esempio in Cicerone, Pro Cluentio: «municipio aletrinati»).
- ^ Comuni-italiani.it - Alatri: Clima e dati geografici . URL consultato il 09-09-2009.
- ^ a b c d e Servizio Geologico d'Italia - Carta Geologica d'Italia, foglio n° 151 (Alatri). URL consultato il 06-09-2009.
- ^ Tabella climatica. URL consultato il 15-09-2009.
- ^ Mario Ritarossi. Aletrium. Una visita al centro storico di Alatri. Tofani Editore, Alatri, 1999.
- ^ Parrocchia San Paolo Apostolo - La storia URL consultato il 28-08-2009.
- ^ Filippo Coarelli, Guida archeologica del Lazio, Laterza.
- ^ Mario Ritarossi. Aletrium. Una visita al centro storico di Alatri. Tofani Editore, Alatri 1999.
- ^ Comune di Alatri - Palazzo Conti-Gentili URL consultato il 27-08-2009.
- ^ Provincia di Frosinone - Dispense Malanchini URL consultato il 31-08-2009.
- ^ I Seminario nazionale di studi sulle mura poligonali. Alatri, 2 ottobre 1988.
- ^ Biblioteche Valle del Sacco - Biblioteca comunale di Alatri. URL consultato il 16-09-2009.
- ^ Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche - Liceo classico Conti Gentili. Biblioteca. URL consultato il 16-09-2009.
- ^ Biblioteca Molella - CulturaItalia. URL consultato il 16-09-2009.
- ^ Biblioteca del Convento dei cappuccini - CulturaItalia. URL consultato il 16-09-2009.
- ^ Biblioteca del Seminario vescovile - CulturaItalia. URL consultato il 16-09-2009.
- ^ L'olio Quattrociocchi vince il Biol dal sito ufficiale del Premio Biol.
- ^ a b Statuto del Comune di Alatri
- ^ Dati ISTAT
[modifica] Bibliografia
- Antichitá Alatrensi, a cura di Gianfranco Manchia, Alatri, Assessorato alla Cultura del Comune di Alatri, 2002
- Antica Stamperia Tofani editore:
- Giuseppe Capone Breve excursus su Mito e Storia di una città, Alatri, 2006;
- Giuseppe Capone, Un antico popolo italico. Gli Ernici, Alatri 2006;
- Mario Ritarossi, Alatri, la città dei Ciclopi,2003;
- Gianni Boezi, Egnazio Danti. Un’anima rinascimentale nell’odierna realtà di Alatri, Alatri, 2007;
- Gianni Boezi, Jus Proprium del Comune di Alatri. Testo originale e traduzione degli statuti medioevali, vol. I, Istituto Comprensivo “Egnazio Danti”, Alatri 2007;
- Gianni Boezi, 'Jus Proprium del Comune di Alatri. Le fonti storico – giuridiche, vol. II, Istituto Comprensivo “Egnazio Danti”, Alatri 2007;
- Gianni Boezi, '1° Centenario dell’Incoronazione della Madonna Della Libera. Ricordi, Alatri, 2007.
- Giuseppe Capone, Ancora sul Golgota un Cristo morente, In morte di Pio XII – Leonianum anagninum, anno XXXIV, 1958, nn. 4 - 6 - 9
- Giuseppe Capone, Un servo fedele, in memoria di S. E. Mons. Edoardo Facchini, Frosinone, 1962
- Giuseppe Capone, La provvida mano. L’opera diocesana di assistenza di Alatri, 1943 – 1971, Casamari, 1973
- Giuseppe Capone, Una vergine saggia, M. Scolastica dello Spirito Santo, Tip. Tofani, Alatri, 1976
- Giuseppe Capone, Problemi del Clero, in L’amico del Clero, anno 56°, n° 10, 1974.
- Giuseppe Capone, Il Monastero della SS. Annunziata in Alatri, in suppl. al n° 3-4 del Deus Absconditus, anno 71°, Milano 1980, pp. 199 - 211
- Giuseppe Capone, La progenie Hetea. Annotazioni mitico – storiche su Alatri antica', Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1982
- Giuseppe Capone, S. Sisto I, P. M.nel suo tempo e nella storia di Alatri', Strambi, Alatri, 1984
- Giuseppe Capone, From Mesopotamia origin of italic City ? Possible Astronomical Reference in the Urbanistic Design of Ancient ALATRI, Lazio, Italy - Foreward and Translation by Anthony F. Aveni, Physic & Astronomy – Colgate University, in “Archeoastronomy, the journal of the Center for Archeoastronomy”, Vol. VIII, n° 1-4, Gennaio – Dicembre 1985, Washington DC, pp. 12 - 15
- Giuseppe Capone, Egnazio Danti, 1536 – 1586, Vescovo di Alatri, Perugino dell’Ordine dei Predicatori, il suo tempo e la sua opera di artista e di scienziato, Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1986
- Giuseppe Capone, Ormisda e Silverio, due papi frusinati protagonisti nella tormentata storia del loro tempo, in “Ciociaria”, pp. 193 – 197, Sora, 1987
- Giuseppe Capone, Le mura di Alatri sono prima di Roma?, in “Ciociaria”, pp. 55 – 59, Sora, 1987
- Giuseppe Capone, L’Orientazione dell’Acropoli e delle mura di Alatri, argomento di una civiltà? Relazione al Convegno nazionale di studi di mura poligonali, Alatri, 2 ottobre 1988 – in Atti del convegno, Alatri, pp. 199 – 208
- Giuseppe Capone, L’Orientazione solstiziale dell’antica città di Alatri. Relazione tenuta al Colloquio internazionale di Archeologia e Astronomia, Venezia, 3 – 6 maggio 1989, a cura del Dipartimento di scienze storico – archeologiche e orientalistiche dell’Università di Venezia. In Atti del Colloquio internazionale, Venezia, 1990
- Giuseppe Capone, La Diocesi di Alatri nel periodo rivoluzionario. Relazione tenuta al Congresso di Studi storici di Patrica (29 ottobre 1989), In Atti del Congresso, 1990
- Giuseppe Capone, Santa Maria Maggiore. Storia di una chiesa e della vita religiosa di Alatri, dal protocenobio della Regula Magistri al secolo XIV', Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1990
- Giuseppe Capone, Una correcion a Ephrain Gorge Squier, in collab. con Duccio Bonavia, in “Historica”, vol. XV, n° 2, dicembre 1991, Pontificia Universidat catolica del perù, 1991
- Giuseppe Capone, La Madonna Della Libera, le ragioni di un titolo, Ed. Strambi, Alatri, 1991
- Giuseppe Capone, La Madonna Della Libera, interpretazione teologica del gruppo ligneo', Ed. Strambi, Alatri, 1992
- Giuseppe Capone, La Madonna Della Libera, Le ragioni di una festa, Ed. Strambi, Alatri, 1993
- Giuseppe Capone, Monumenti megalitici in Terra Ernica, Castelliri, 1993
- Giuseppe Capone, Istituzioni caritative ad Alatri nel Medioevo, a cura della Sezione Avis di Alatri, Alatri, 1993
- Giuseppe Capone, S. Sisto I P. M. nel suo tempo e nella storia di Alatri, Ed. Strambi, Alatri 1994
- Giuseppe Capone, Venne un angelo a difendere Alatri. Commemorazione della Beata Suor Raffaella Cimatti, Ed. Tofani, Alatri, 1994
- Giuseppe Capone, Collepardo. Storia di un antico castello dalla preistoria al 1427, Castelliri, 1994
- Giuseppe Capone, Lettere da Nazareth, Giuseppe della Casa di David racconta, Castelliri, 1994
- Giuseppe Capone, Processo a Ponzio Pilato. Quasi una storia dell’anno 37 d.C., Ind. Grafica F.lli Strambi, Alatri, 1995
- Giuseppe Capone, Hernica Mater. Alatri, la sua storia, i suoi personaggi, per il Circolo filatelico – numismatico di Alatri, Arti Grafiche Tofani, Alatri, 1995
- Giuseppe Capone, Seminò la speranza. Una vita spesa per la povera gente – P. Carlo Capone, Missionario della Consolata e medico chirurgo, Tofani ed., Alatri, 1996
- Giuseppe Capone, Quando la vita si fa dono. Catherine Metilde De Bar – Una Mistica del 1600, fondatrice delle Benedettine dell’adorazione perpetua, Tofani ed., Alatri, 1997
- Giuseppe Capone, L’Ostia incarnata. Il miracolo di Alatri orma di Dio nella Storia, Strambi, Alatri, 2002
- Giuseppe Capone, Alatri. Il nome antico di una città più antica. Un’allettante ipotesi cullata dalla storia', Arti Grafiche Tofani, Alatri, 2002
- Giuseppe Capone, Mons. Facchini, in Edoardo Facchini sacerdote, vescovo, patriota, a cura dell’Associazione Partigiani Cristiani Frosinone, Frosinone, 2005
- Giuseppe Capone Breve excursus su Mito e Storia di una città, Antica Stamperia Tofani, Alatri, 2006
- Giuseppe Capone, Un antico popolo italico. Gli Ernici, Antica Stamperia Tofani, Alatri 2006
- A. Cinelli. Mariano d'Alatri storico. ed. Comune di Monte San Giovanni Campano, 2006.
- "Officina della Cultura", Ambrogio Costantini - Mario Costantini - Giuseppe Capone. Edoardo Facchini. Sacerdote, vescovo, patriota, pp. 224, ill. Frosinone,Associazione Partigiani Cristiani, Tipografia Cav. M. Bianchini & Figli, 2005.
- Gaetano De Persiis (a cura di Daniele Baldassarre). Campagna e Marittima: Natura e Civiltà contadina nel Lazio meridionale, pp. 132, ill. Alatri, Arti Grafiche Tofani, 2005.
- A cura di Elizabeth Fentress, Caroline Goodson, Margaret Laird, Stephanie Leone. Walls and Memory: the Abbey of San Sebastiano at Alatri, pp. 432, ill. Brepols, 2005.
- Giovanni Minnucci , Vicende matrimoniali in una sentenza del vescovo di Alatri del 29 aprile 1251, in Scritti di storia del diritto offerti dagli allievi a D. Maffei (Medioevo e Umanesimo,78, Padova 1991), pp. 67 – 91
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[modifica] Voci correlate
- Progetto:Alatri
- Storia di Alatri
- Acropoli di Alatri
- Miracolo eucaristico di Alatri
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- Chiesa della Madonna della Sanità
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[modifica] Collegamenti esterni
- Alatrionline.net
- Aletrium, l'album fotografico della città di Alatri
- Alatri Città d'Arte a cura dell'Assessorato alla Cultura
- Badia di San Sebastiano
- Il Cristo nel labirinto
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