Liri

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Liri
Liri
Stato bandiera Italia
Regioni Stemma Abruzzo
Stemma Lazio
Lunghezza 120 km
Portata media 15-50 m³/s
Bacino idrografico 4.140 km²
Altitudine sorgente ca. 1.000 m s.l.m.
Nasce Cappadocia, Monti Simbruini
Sfocia Garigliano


Il Liri è un fiume dell'Italia centro-meridionale, che si sviluppa tra l'Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un percorso di 120 km dalla sorgente fino alla confluenza col Gari, dove prende il nome di Garigliano. Con questo nome scorre per altri 38 km fino allo sbocco nel mar Tirreno. Per la fusione con questo è conosciuto anche con la denominazione Liri-Garigliano, con la lunghezza complessiva di 158 km. Nella cartografia storica è attestata anche la denominazione Garigliano sin dalla sorgente[1][2].

« Liris nunc Garigliano Fiume che termina la Prouincia del Lavoro »
(Ameti, mappa de Il Lazio, 1693)

Indice

[modifica] Il percorso del fiume

Nasce in Abruzzo nei pressi di Cappadocia dal Monte Camiciola (m. 1701 s.l.m. - Monti Simbruini) scorrendo copioso di acque nella Valle Roveto, dove riceve tramite un canale artificiale le acque della piana del Fucino, e tocca i centri di Capistrello, Civitella Roveto, Canistro e Balsorano.

Il Liri a Sora.

Entrato nel Lazio bagna Sora; dopo aver ricevuto da sinistra il fiume Fibreno, incrementando così notevolmente la propria portata, attraversa il comune di Isola del Liri, nel cui centro dà luogo a una spettacolare cascata l'unica al mondo che divide in due un centro abitato, sino a giungere nei pressi di Fontana Liri. Entra quindi nel territorio del comune di Arce dove riceve da destra il torrente Amaseno. Con andamento sinuoso attraversa il territorio di Arce e per lunghi tratti segna il confine con il territorio di Strangolagalli. Giunge poi all'altezza di Ceprano, per poi rientrare in territorio arcese dove, nella frazione di Isoletta riceve da destra il suo affluente più importante, il fiume Sacco; subito dopo una diga sbarra il suo corso formando il lago di Isoletta-San Giovanni Incarico. A valle del lago artificiale, nei pressi di Aquino, riceve da sinistra le acque del fiume Melfa, proveniente dai Monti della Meta, raggiungendo dopo poco la cittadina di Pontecorvo. Superato quest'ultimo centro il fiume riceve da destra il Rio Forma Quesa e da sinistra il Rio le Forme d'Aquino dopodiché attraversa il comune di San Giorgio a Liri.

Cascata del Liri a Isola del Liri

In breve giunge così sulla linea di confine tra Lazio e Campania nei pressi di Sant'Apollinare e nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari prende il nome di Garigliano. Da qui prosegue per altri 38 km ricevendo da sinistra il fiume Peccia e, presso la foce, il torrente Ausente andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel golfo di Gaeta mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra il Lazio e la Campania.

Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km².

[modifica] Regime

Piena del Liri del 1º dicembre 2010 a Sora

Il Liri è un fiume dalla portata notevole grazie anche alla permeabilità di gran parte del suo bacino di raccolta. Il suo regime però è irregolare con notevoli piene autunnali e invernali e magre estive. Il fiume è anche soggetto ad un pesante sfruttamento delle sue acque tanto da risentirne notevolmente in alcuni tratti.

[modifica] Il nome

Il nome è attestato in Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, II, 227) e Strabone, nel quale leggiamo che il Liri, nato dalle montagne, dopo Sora raggiunge Fregellae e Minturno (Geografia, V,3): dunque per gli antichi la denominazione Liris è riferita all'intero percorso di quello che oggi chiamiamo Liri-Garigliano. Da Strabone apprendiamo pure che precedentemente si chiamava Clanis. Fin dal Medioevo è documentato anche con il nome Verde, in cui era comunque compreso anche l'attuale Garigliano: cosi è menzionato da Dante a proposito di Manfredi di Sicilia, i cui resti mortali per ordine papale furono dissotterrati a Benevento e traslati fuori dei confini del Regno di Sicilia[3]. La denominazione Garigliano, riferita al tratto che va dalla confluenza col Gari fino alla foce, è di origine tardomedievale.

L'etimo è incerto, forse è collegato un tema preromano *liri- che indica acqua melmosa (cfr. lira nel senso di fango di alcuni dialetti abruzzesi-molisani); è stata di recente avanzata l'ipotesi di una derivazione dall'arabo "garil" (palude), con riferimento alla morfologia del tratto finale del suo corso.

[modifica] Note

  1. ^ Frutaz A.P., Le carte del Lazio, II, Roma 1975, tav 175 (Ameti)
  2. ^ Mappa dell'Ameti
  3. ^ "di fuor del Regno, quasi lungo 'l Verde", Purgatorio, III, 130.

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV., Dizionario di toponomastica, Utet, Torino 1992 e 1997.
  • AA. VV., Enciclopedia italiana di scienze lettere ed arti. Vol. XXI.. Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1934.
  • Abruzzo Molise. Milano : Touring Club Italiano, 1979 (4.ed.) (Guida d'Italia del T.C.I; 17)
  • Lazio. Roma : Milano : Touring Editore, c2005. (La Biblioteca di Repubblica. L'Italia; 14) [Edizione a cura di Repubblica su concessione del T.C.I.]

[modifica] Voci correlate

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