Supino (Italia)

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Supino
comune
Supino – Stemma Supino – Bandiera
Panorama
Panorama
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Sindaco Alessandro Foglietta (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 41°37′00″N 13°14′00″E / 41.616667°N 13.233333°E41.616667; 13.233333 (Supino)Coordinate: 41°37′00″N 13°14′00″E / 41.616667°N 13.233333°E41.616667; 13.233333 (Supino)
Altitudine 321 m s.l.m.
Superficie 35,27 km²
Abitanti 4 868[2] (30-03-2013)
Densità 138,02 ab./km²
Frazioni Ortelle
Comuni confinanti Carpineto Romano (RM), Ferentino, Frosinone, Giuliano di Roma, Gorga (RM), Maenza (LT), Morolo, Patrica
Altre informazioni
Cod. postale 03019
Prefisso 0775
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060076
Cod. catastale L009
Targa FR
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti supinesi
Patrono San Lorenzo, San Cataldo[1])
Giorno festivo 10 agosto, 10 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Supino
Posizione del comune di Supino nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Supino nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Supino è un comune italiano di 4 868 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Situato sulle pendici dei Monti Lepini, ai piedi del Monte Gemma (1457 m), questo piccolo paese della Ciociaria si affaccia sulla valle del fiume Sacco. Sempre nel territorio comunale, al confine con quello di Carpineto Romano, si eleva il Monte Malaina.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il comune non ha ufficialmente una stazione meteorologica di riferimento[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

L'etimologia del lemma Supino deriverebbe dall'aggettivo latino supinus che nell'accezione riferita a luoghi significa inclinato, posto in pendio e fa riferimento alla sua posizione geografica.[4]

L'epoca dei primi insediamenti urbani nella zona è incerta, anche se alcuni ipotizzano che Supino sia nata ad opera dei profughi fuggiti dalla distruzione di Ecetra, mitica città dei Volsci. Tuttavia è stato attendibilmente dimostrato dal prof. Cesare Bianchi di Ferentino, già preside della scuola media di Supino, che Ecetra non poteva trovarsi nell'agro supinese, ma nella zona del "Bosco ferentino" (dedicato ad una divinità locale, "Ferentina", appunto, simile alla dea Feronia)[5]. Di certo durante l'epoca romana il nucleo abitativo doveva essere situato più a valle dell'attuale paese, dove sono stati rinvenuti importati resti di una villa con un ambiente termale con pavimenti a mosaico bianco e nero con soggetti marini del II secolo d.C.

Successivamente, in epoca medioevale, l'abitato si spostò verso la collina. Le prime notizie certe dell'esistenza di Supino ci provengono dalle cronache di Fossanova[6]. Nel 1125 il castello di Supino subì un lungo assedio, durato due anni, da parte delle truppe di papa Onorio II. In precedenza il signore locale, Tommaso di Supino, aveva stretto alleanza, nel 1216, con Ruggero d'Aquila, per contrastare i suoi rivali, i Conti de Ceccano. L'assedio, conclusosi con una sconfitta, segnò il passaggio del feudo alla potente famiglia dei De Ceccano. Le cronache ci riportano di un nobile Rinaldo da Supino che nel 1303 prese parte, con Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna, al famoso episodio dello schiaffo di Anagni.[7] Con l'estinguersi dei da Supino il castello passò alla fine del XIV secolo ai Colonna, poi allo stato pontificio, per poi tornare di nuovo ai Colonna a metà XVI secolo. Venuto in disuso e decaduta la potenza dei Colonna a Supino, che com'è noto aveva interessi maggiori sia nella vicina Patrica, sia nella Capitale, alcuni tracciano la trasformazione della Rocca in abazia denominata San Giovanni della Torre, a cui risultavano associati dei benefici diocesani[8]. Allo scopo è utile ricordare quanto può leggersi nel Dizionario di erudizione… (1844) di Gaetano Moroni[9]:

« Sulla cima del monte, alla cui pendice giace Supino, esiste un forte di remota costruzione, costituente ora un'abbazia, ed un benefizio sotto il titolo di S. Giovanni, ma la chiesa era da ultimo diruta »
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro ai nostri giorni […])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Supino sono quattro. Tre di esse, San Pietro Apostolo, Santa Maria Maggiore e San Nicola di Bari, hanno il titolo parrocchiale, con certezza, sin dal 1300[10], ma esistevano anche prima. I relativi edifici furono ricostruiti su quelli pre-esistenti a partire dal XVIII secolo.

Chiesa di San Pietro Apostolo[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa arcipretale e matrice di San Pietro Apostolo , con annesso Santuario di San Cataldo. Fu riedificata per la terza volta tra il 1750 ed il 1790. Raro esempio, in Ciociaria e nel Lazio, di edificio a pianta poligonale con dodici facce, con due altari sui lati, che richiama la struttura e l'insieme della chiesa di San Lorenzo a Torino del Guarini.
In cornu evangelii si trova la cappella di San Cataldo, attestata già dal XVI secolo, con volta e tondi rappresentanti la "Gloria" e "Miracoli di San Cataldo", istoriati di nuovo dal pittore Agostino Monacelli nel 1890. La statua di San Cataldo è una riproduzione del 1870 della prima statua, distrutta da un incendio, ad opera di uno sconosciuto artista romano, attivo all'epoca in Sant'Andrea della Valle a Roma, su disegno dello scultore Ernesto Biondi di Morolo, nel 1870 quindicenne.
La porta a bassorilievo in bronzo fu eseguita nel 1978 dall'artista Saverio Ungheri ed è composta da sette pannelli asimmetrici raffiguranti temi teologi e dottrinali.

Chiesa di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di Santa Maria Maggiore fu eretta in età tardo - barocca o rococò intorno al 1753 ad opera della Confraternita della Beata Vergine, su una precedente intitolata a Maria Madre della Consolazione[11].

Chiesa di San Nicola da Bari[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Nicola da Bari fu ricostruita nel 1774[12]. Vi si festeggia, sin dall'Alto Medioevo, sant'Antonio Abate, con due feste una il 16 e 17 gennaio (distribuzione delle panicelle, benedizione degli animali e, la domenica successiva, "Sagra della polenta") e l'altra l'ultima domenica di settembre (con processione e festeggiamenti civili).

Chiesa parrocchiale di San Pio X[modifica | modifica sorgente]

In località Capolepatra, con bolla del 1º maggio 1961 del vescovo diocesano Tommaso Leonetti, poi arcivescovo di Capua (1962), si creò la nuova Chiesa parrocchiale di San Pio X[13], tanto voluta da don Egidio Schietroma (1906-1995), già rettore del Santuario di San Cataldo (1950-1953) e benemerito parroco di Santa Maggiore dal 1934 fino al 1º ottobre 1984[14].

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Villa Romana di Cona del Popolo[modifica | modifica sorgente]

Sparute tracce del complesso termale di una antica villa, risalente al II secolo d.C. (rinvenuta nel 1963), con pavimenti decorati con marmi bitonali (opus sectile) e a mosaico di tessere bianco-nero-grigie raffiguranti soggetti marini, come la biga del dio Nettuno, di cui restano evidenti gli impianti idrici, rasoterra e null'altro[15].

Ex Castello medievale e Ruderi di S. Giovanni della Torre[modifica | modifica sorgente]

Si trova su Punta di Creta Rossa, colle che fa parte del Monte di Creta Rossa esteso dal territorio di Patrica e digradante su Supino, antica roccaforte del paese e tra Sette-Ottocento Chiesa-Monastero di San Giovanni della Torre. Alla sua sommità nel 1951, a ricordo delle Missioni Popolari e del luogo divenuto sacro, un gruppo di uomini e giovani, guidati dal ventenne don Armando Boni, hanno posto una visibile Croce di ferro, illuminata nelle festività significative dell'anno liturgico[16].

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai caduti nella Piazza Umberto I, statua in bronzo su struttura marmorea raffigurante un soldato nell’atto di piantare il vessillo tricolore sulla vetta conquistata; nella mano sinistra reca, pronto a lanciarla, una granata, solo se necessario, poiché questo tema rientra nella sensibilità pacifista del suo autore che è il concittadino arch. Giovanni Jacobucci (1895-1970). L'opera è stata commissionata nel 1921 e realizzata nel corso di un anno ed inaugurata il 22 ottobre 1922, sotto gli auspici del sindaco, marescialo CC. Luigi Cerilli, papà del comm. Eraldo Cerilli (presidente del comitato promotore del successivo Monumento all'Emigrante)
  • Fontana ornamentale "Littoria" in piazza S. Maria Maggiore (Largo Cesare Battisti) sempre di Jacobucci, realizzata e messa in sede nel 1933. L'architetto Jacobucci fu artista di fama nazionale, tra le altre sue opere basti ricordare il "Mausoleo Ossario Gianicolense" di Roma, in località "prato del pino", inaugurato il 2 novembre 1941[17].
  • La "Famiglia Ciociara" dello scultore anagnino Tommaso Gismondi (1985) nell'ex sede comunale di Via Roma
  • Monumento all'Emigrante (1985, realizzato sotto l'impulso decisivo del sindaco on. Alberto Volponi e il presidente del Comitato Feste dell'Emigrante, direttore didattico, comm. e grande ufficiale, Eraldo Cerilli), inaugurato da Giulio Andreotti

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale "Prof. Mario Cerilli"[18]

Persone legate a Supino[modifica | modifica sorgente]

  • (In allestimento)

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[19]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione Pro-Loco - Supino (1972)
  • Fondazione Culturale Mario Cerilli - Supino (1981)
  • Centro Culturale Cataldiano, fondato da mons. Fausto Schietroma (1985)
  • Pagine lepine, rivista trimestrale di cultura e attualità, fondata e diretta da Dante Cerilli (1994, nel 2012: XVIII annata)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La TAV Roma-Napoli ne attraversa il territorio.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
... ... ... Sindaco
1968 ... Dante Barletta Sindaco
... 1984 Dante Barletta Sindaco
1984 1989 Alberto Volponi[fonte] DC Sindaco
1989 1991 Camillo Bonome[20] DC Sindaco scadenza per dimissioni
1991 1993 Alberto Volponi DC Sindaco
1993 1997 Antonio Torriero PSDI Sindaco
1997 2001 Gianfranco Nardecchia Lista Civica Sindaco
2001 2006 Antonio Torriero CEN-SIN(LS.CIVICHE) Sindaco
2006 2011 Alessandro Foglietta Lista Civica Sindaco
2011 in carica Alessandro Foglietta Lista Civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Supino passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.

Fa parte della XXI Comunità Montana Monti Lepini, Ausoni e Valliva.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio comunale
  • Palazzetto dello sport

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ compatrono, come si legge nello Statuto del Comune di Supino, per la grande rilevanza sociale e religiosa che rappresenta il culto di tale Santo
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2013. Dato provvisorio.
  3. ^ Per approfondimenti consultare la voce Stazioni meteorologiche della provincia di Frosinone
  4. ^ Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009
  5. ^ Cesare Bianchi, Ecetra, Roma, A Cura del Comune di Supino (editore), 1986, in special modo alle pp. 3, 7 (e passim): diffusamente il Bianchi fornisce probanti e riscontrate tesi per ciascuna delle ipotesi fatte sulla cittadina volsca, accolte anche dalla storiografia nazionale.
  6. ^ Cronaca nota con i nomi di Annales Ceccanenses, Chronicon Ceccanense, Chronicon Fossae Novae è un testo, redatto presumibilmente tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo da Benedetto da Ceccano, è importante per i documenti originali in esso inseriti. Vedi BENEDETTO da CECCANO in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato l'11 marzo 2013. .
  7. ^ Annali d'Italia, Lodovico Antonio Muratori
  8. ^ Sul "Castello" e sulla abazia di S. Giovanni si veda Monumenti dello Stato Pontificio e Relazione topografica di ogni paese. Opera di Giuseppe Marocco. Lazio e sue Memorie, tomo VI Roma, Tipografia Boulzaler, 1835; ed anche Dante Cerilli, Tra Chiese, e Castelli in aria, in “Notiziario Annuale del Santuario di San Cataldo”, 2012, XLVII, pp. 51-54 (contiene numerosa bibliografia); sul “Beneficio” di S. Giovanni della Torre si veda Gioacchino GIAMMARIA, Organizzazione ecclesiastica e società a Supino dalla seconda metà del Cinquecento al primo decennio del Settecento, Supino, Associazione Pro Loco, 1979. pp. 72 e Dante CERILLI, Istanza di erezione di un Capitolo Collegiale in Supino e disciplina dei canonicati fatta a papa Pio VIII, [da manoscritto del 1830 ca, in Archivio Privato di Supino e trascritto per g.c. di L.B.] in “Notiziario Annuale del Santuario di San Cataldo”, 2005, XLI, pp. 36-55. Ma si veda anche Tecniche Costruttive Murarie Medievali, Il Lazio Meridionale
  9. ^ Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro ai nostri giorni […] del Cavaliere Gaetano Moroni Romano […], vol. XXVII, Venezia, MDCCCXLIV,p. 280
  10. ^ Visitatio Diocesis anni 1700 in "Archivio Storico Diocesano di Ferentino", A. 3.
  11. ^ Così nelle lapidi collocate entrando a destra del portone centrale, che ricordano anche l'innalzamento della Torre campanaria, di qualche anno successiva.
  12. ^ Come si rileva da documenti dell'archivio storico della Chiesa
  13. ^ "Archivio Parrocchiale di San Pio X", Supino (Cartella documenti storici).
  14. ^ Per quanto riguarda la chiesa di San Pio X e don Egidio Schietroma si veda, ulteriormente, Dante Cerilli, Dieci anni fa la scomparsa di Don Egidio Schietroma, in "Notiziario Annuale di San Cataldo", 2005, XLI, pp. 79-81 e Geltrude Borgetti, Storia di una famiglia... una grande famiglia, s.l., s.n., 2011, 64 pp.
  15. ^ Sito Comune di Supino. URL consultato il 10 marzo 2013.
  16. ^ Mario Cerilli, Sante Missioni a Supino, in "Osservatore Romano", nelle pagine settimanali di "L'Osservatore della Domenica", Roma, 1951, XVIII, n. 8 (876), 25 febbraio, p. 31 e D.[ante] C.[erilli],Rerum memorandarum, sta in "Notiziario Annuale del Santuario di San Cataldo" (Supino), 2004, XXXX, p. 57. Per altro sul Castello e la Chiesa-Monastero si rimanda di nuovo a Dante Cerilli, ‘‘Tra Chiese, e Castelli in aria’’, in “Notiziario Annuale del Santuario di San Cataldo”, 2012, XLVII, pp. 51-54 (contiene numerosa bibliografia
  17. ^ Notizie e dettagli in Dante Cerilli Introduzione alla cerimonia di intitolazione della piazza Fontana Vecchia all'arch. Giovanni Iacobucci [sic]. 1997, sta in "Notiziario Annuale del Santuario di San Cataldo" (Supino), 2003, XXXIX, pp. 61-62; per altro, e i due illustrati monumenti, si veda Giannandrea Jacobucci, Giovanni Jacobucci. Architetto, Roma, Edizioni Kappa, 1996, pp. 42-44 (e passim).
  18. ^ L'intitolazione ufficiale è avvenuta il 26 aprile 2008 alla presenza del Prefetto di Frosinone, dott. Cesari, del Sindaco di Supino, on.le Foglietta, e della vedova del prof. Mario Cerilli, prof.ssa Pina Monterosso. Qualche utile notizia sull'eponimo della Biblioteca. Mario Cerilli (Supino 21 maggio 1926 - 30 novembre 1980), è stato giornalista di "Il Messaggero", "Il Popolo", "Osservatore Romano" ed altri; scrittore (musicologico, letterario, memorialistico e folcloristico), maestro elementare e poi docente di italiano, storia, educazione civica, e geografia – vice-preside – alle scuole medie inferiori, musicista (pianista, baritono-basso, compositore e artista precoce, direttore della “Schola Cantorum” fondata da mons. Giuseppe Casali), animatore ideologico e di cultura dell’associazionismo laico, cattolico e delle Scuola di Supino, Ferentino, Morolo, Patrica e delle diocesi di Ferentino e di Anagni (specie in collaborazione con le suore Adoratrici del Sangue di Cristo, della Santa Maria de Mattias). È stato fondatore a Supino della prima scuola serale repubblicana per studenti lavoratori e per adulti nel 1947 e, nel 1954, del Centro di Lettura Comunale e suo primo direttore. Dal 1981 è attiva in sua memoria la “Fondazione Culturale Mario Cerilli”; il 26 aprile 2008, l’Amministrazione Foglietta gli ha intitolato la civica Biblioteca che fa parte del circuito Biblioteche Valle del Sacco - Biblioteca comunale di Supino. URL consultato il 13-09-2012. . Bibliografia essenziale: Mario Cerilli, Dante, il grande esule. In occasione delle manifestazioni 2010 della "Fondazione Culturale Mario Cerilli", con un saggio e cura di Dante Cerilli, Venafro, Edizioni Eva, nov. 2010, 4ª di copertina e passim, totali pp. 164 e Mario Cerilli, Un nome per la Biblioteca Comunale. Supino, 26 aprile 2008, a cura di Dante Cerilli, Ibidem, aprile 2008, pp. 150.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Dal 1989 in poi fonte Anagrafe Amministratori Locali e Regionali del Ministero dell'Interno

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]