Guglielmo di Nogaret

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Guglielmo di Nogaret (12601314) è stato un giurista francese. Cancelliere di Filippo il Bello, fu autore di vari scritti teorici che insistevano sull'autonomia del potere regio rispetto a qualunque altro potere.

Diresse la politica del re di Francia contro papa Bonifacio VIII, che umiliò ad Anagni nel 1303, ebbe un ruolo fondamentale nel processo di soppressione dell'ordine dei templari nel 1312. È considerato, con Pierre Dubois, il fondatore della dottrina del regalismo, secondo la quale ciascun sovrano non ha superiori nel suo territorio, un concetto che nel XIV secolo fece tramontare idee fino ad allora universali come quella di papato o di sacro romano imperatore.

La controversia con Bonifacio VIII[modifica | modifica sorgente]

Il Re di Francia Filippo IV il Bello era alla continua ricerca di denaro per finanziare il suo apparato statale e il suo esercito. Sotto questo aspetto Guglielmo di Nogaret si rivelò un abile consigliere del re. Con la sua consulenza legale, diresse la controversia contro il Papa sul denaro destinato alla Chiesa, che Filippo IV voleva incamerare nelle casse dello stato francese. L'apice del conflitto si raggiunse quando Guglielmo da Nogaret, aiutato da Sciarra Colonna, diede uno schiaffo a papa Bonifacio VIII, imprigionandolo nella sua residenza ad Anagni. Il papa fu liberato dalla popolazione locale, ma morì poco dopo.

Secondo una concezione più storicamente attendibile, lo schiaffo summenzionato sarebbe da intendersi in senso morale e quindi allegorico, anziché come colpo fisico effettivamente inferto (cosiddetto schiaffo morale). Infatti, il Papa, vessato ed umiliato, fu schiaffeggiato moralmente subendone danni fisici in seguito forse a fenomeni psicosomatici che lo portarono effettivamente a morire.

La lotta contro i templari[modifica | modifica sorgente]

Un altro importante contributo nella direzione della politica del re Guglielmo di Nogaret lo diede accusando di eresia i Templari. Leggende e misteri sull'ordine dei Templari si sono sviluppati fin dall'età moderna ma soprattutto nei secoli XIX e XX. Secondo Una cronaca francese scritta molto dopo i fatti, il Gran Maestro dei templari Jacques de Molay, prima di morire sul rogo, chiamò a rispondere delle loro colpe davanti al Tribunale di Dio il re di Francia Filippo IV il Bello e lo stesso papa Clemente V che li aveva abbandonati (quando fu scritta questa cronaca, già si sapeva che il sovrano e il pontefice erano morti nel corso dello stesso anno, il Papa il mese dopo, ad aprile, il re a novembre).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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