Jacques de Molay

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Jacques de Molay in una cromolitografia ottocentesca di Chevauchet

Jacques (Giacomo) de Molay (Molay, 1243Parigi, 18 marzo 1314) fu l'ultimo Maestro dell'ordine dei Cavalieri templari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque fra il 1240 e il 1250, figlio del nobile burgundo Jean de Longwy e della figlia del Sire di Rahon. Dato che più luoghi recano il nome Molay, è soltanto per tradizione che si designa come città natale di Giacomo una Molay presso Besançon. Degli anni d'infanzia di Giacomo non si hanno notizie certe.

Nel 1265 Giacomo venne accolto nell'ordine dei Templari a Beaune. A condurre le cerimonie di iniziazione furono Ymbert de Peraudo e Amalric de Ruppe. Soltanto a partire dal 1270 il nome di Giacomo di Molay riaffiora negli annali. Lo si vuole in Outremer, nome con cui in quei tempi veniva chiamata la Terra Santa. Nel 1285 Giacomo di Molay venne nominato Conte di San Giovanni d'Acri, ma nel 1290 si stabilì a Cipro e pertanto non poté partecipare alla difesa di San Giovanni d'Acri nel 1291. Ancora nel 1291, in occasione di un Concilio dell'Ordine, Giacomo manifestò la sua insoddisfazione riguardo alla situazione interna all'Ordine e dichiarò il proposito di introdurre cambiamenti. A partire dal 1294 ricoprì la carica di capo dell'Ordine.

Processo contro i Templari ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Morte dei Templari Geoffrey de Charnay e Jacques de Molay. Miniatura conservata alla British Library
Lapide commemorativa della morte di Jacques de Molay presso il Pont Neuf a Parigi

Nel corso del processo ai Templari del 1307 fu assoggettato alla tortura avallando le tesi dell'accusa e quindi condannato alla prigionia a vita. Il sacerdote e studioso di simbolismo cristiano Louis Charbonneau-Lassay ipotizzò che i graffiti nella torre del Castello di Chinon fossero opera di Jacques de Molay ed eventualmente di Geoffrey de Charnay durante la loro prigionia. L'ordine dei Templari fu definitivamente soppresso durante la riunione degli Stati Generali del 1308.

In seguito Jacques de Molay ritrattò le sue dichiarazioni. Ciò lo condannò al rogo assieme al compagno di prigionia Goeffrey de Charney. Il rogo fu consumato a Parigi sull'isola della Senna detta dei giudei, nei pressi di Notre Dame, il 18 marzo dell'Anno Domini 1314. L'aneddotica vuole che prima dell'esecuzione Jacques de Molay abbia invitato Filippo il Bello e papa Clemente V a comparire di fronte al tribunale di Dio. La morte entro l'anno di entrambi i personaggi non fece altro che rafforzare l'idea comune che egli fosse caduto vittima di un'ingiustizia.[senza fonte]

Poiché, inoltre, sempre al momento della morte sul rogo, Jacques de Molay avrebbe dannato la casa di Francia "fino alla tredicesima generazione", in tempi più recenti si è diffusa la leggenda secondo cui l'esecuzione di Luigi XVI durante la Rivoluzione francese - che pose fine in qualche modo alla monarchia assoluta in Francia - sarebbe stata il coronamento della vendetta dei templari (alcuni storici sensazionalisti dell'epoca riportarono la notizia che il boia Charles-Henri Sanson, prima di calare la ghigliottina sulla testa del sovrano, gli avrebbe mormorato: «Io sono un Templare, e sono qui per portare a compimento la vendetta di Jacques de Molay»).[1]

Sul luogo della sua esecuzione lo ricorda ancor oggi una piccola lapide. Essa si trova sul lato occidentale del Pont Neuf sulla Île de la Cité di Parigi. La lapide si trova ai piedi del ponte, su muro opposto all'ingresso al parco dell'isola.

Barbara Frale[2] ha rinvenuto agli inizi degli anni duemila negli Archivi vaticani un documento, noto come pergamena di Chinon,[3] che dimostra come papa Clemente V intendesse perdonare i templari nel 1314, assolvendo il loro maestro e gli altri capi dell'ordine dall'accusa di eresia, e limitarsi a sospendere l'ordine piuttosto che sopprimerlo, per assoggettarlo ad una profonda riforma.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

A De Molay è intitolato l'Ordine di DeMolay, un'associazione internazionale per ragazzi che si basa sui principi della Massoneria, fondata nel 1919 negli Stati Uniti. Gli sono state dedicate, inoltre, due canzoni: una dei 270bis intitolata Non Nobis Domine e l'altra dei Grave Digger intitolata "The curse of Jacques". Più in generale l'album dalla quale proviene "Knights of the Cross" (1998) è dedicato all'ordine dei cavalieri templari

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massoneria, Firenze, Giunti, 2002, pag.51, ISBN 88-440-2502-7.
  2. ^ Barbara Frale. Il Papato e il processo ai Templari. L'inedita assoluzione di Chinon alla luce della diplomatica pontificia, Viella, 2003
  3. ^ La Pergamena di Chinon, assoluzione di papa Clemente V ai capi dell'ordine templare. Chinon, diocesi di Tours, 1308 agosto 17-20

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Gran Maestro dell'Ordine dei Templari Successore Hughes de Payns.svg
Thibaud Gaudin 1294-1314 Titolo soppresso

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