Cassino

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Cassino
comune
Cassino – Stemma Cassino – Bandiera
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Frosinone – stemma Frosinone
Sindaco Giuseppe Golini Petrarcone (centro-sinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 41°30′0″N 13°50′0″E / 41.5°N 13.83333°E / 41.5; 13.83333 (Cassino)Coordinate: 41°30′0″N 13°50′0″E / 41.5°N 13.83333°E / 41.5; 13.83333 (Cassino)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 82,77 km²
Abitanti 33 153[1] (31-12-2010)
Densità 400,54 ab./km²
Frazioni Caira, Montecassino, San Cesareo, San Michele, San Pasquale, Sant'Angelo in Theodice, Sant'Antonino, San Bartolomeo
Comuni confinanti Cervaro, Pignataro Interamna, Rocca d'Evandro (CE), Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, San Vittore del Lazio, Terelle, Villa Santa Lucia
Altre informazioni
Cod. postale 03043
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060019
Cod. catastale C034
Targa FR
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
Nome abitanti cassinati
Patrono San Benedetto, compatrono san Germano
Giorno festivo 21 marzo
Localizzazione
Cassino è posizionata in Italia
Cassino
Posizione del comune di Cassino nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Cassino nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Cassino è un comune italiano di 33.153 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Seconda città della provincia per numero di abitanti, si sviluppa ai piedi del colle su cui sorge la celebre abbazia di Montecassino, in un luogo storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia. Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata ricostruita nel dopoguerra. Vi ha sede l'Università degli studi di Cassino. La città di Cassino è il baricentro di un vasto hinterland che comprende la parte meridionale della provincia di Frosinone ed è definita Cassinate.

Indice

[modifica] Geografia fisica

La città di Cassino è posta nella parte meridionale del Lazio, nella parte settentrionale della regione storica della Terra di Lavoro. Il centro è collocato alla base del colle chiamato Montecassino, che si eleva fino a 520 m s.l.m., che si distacca dal Monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido. La collina è costituita da materiale geologico compatto, che non trattiene le acque atmosferiche, che quindi fluiscono in buona parte nella valle dando origine alle sorgenti del fiume Gari che attraversa la città e che, dopo circa un chilometro, nei pressi delle cosiddette Terme varroniane, si congiunge con il Rapido. Poco lontano dal centro cittadino, nel paese di Sant'Apollinare in località Giunture il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo di Gaeta e al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre attraversata da importanti strade congiungenti Roma con Napoli e il resto del Sud Italia.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

La città di Cassino è, geograficamente e storicamente, un importante snodo viario e ferroviario. Il suo territorio è attraversato dall'autostrada A1 Milano-Napoli (uscite Cassino e San Vittore), dalla S.S.6 Casilina e dalla S.S.V. che collega Avezzano, Sora e Formia. Questa importante arteria, nel tratto che attraversa il territorio di Cassino, funge da tangenziale alla città stessa mediante le seguenti uscite: 1 - S. Elia - Cassino (Via Sferracavallo); 2 - Ospedale S. Scolastica - S. Pasquale; 3 - Cassino Centro; 4 - Via Agnone (in prossimità delle Terme Varroniane); 5 - Cassino Sud (Campus Universitario della Folcara - Quartiere Colosseo - S. Angelo in Theodice). 6 - Sant'Angelo in Theodice-Sant'Apollinare (mediante la SP Mezzanotte, questo svincolo collega la frazione di S.Angelo in Theodice alla SSV) Il Comune di Cassino è servito dalle stazioni ferroviarie di Cassino (nel centro urbano) e Fontanarosa-Cervaro (in una zona della frazione di Sant'Angelo in Theodice situata al confine comunale tra Cassino e Cervaro denominata, appunto, Fontanarosa), situate sulla linea Roma-Napoli ed è inoltre attraversato dalla linea ferroviaria ad Alta Velocità.

[modifica] Autolinee

Nel centro di Cassino e in tutto il territorio comunale vi sono svariate fermate per gli autobus pubblici CO.TRA.L. ed a.c.m.s., con lo scopo di collegare la Città Martire con i vari comuni limitrofi. Il servizio pubblico all'interno del comune è in concessione alle aziende Magni e Mastrantoni. Inoltre, la Città Martire è collegata con la Capitale, numerose località molisane, Perugia, Siena e Firenze grazie all'Autolinea Molise Trasporti.

[modifica] Storia

[modifica] La Cassino classica

I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli.

La città era collocata al confine fra i territori dei Volsci, sotto cui sarebbe sorta, e quello dei Sanniti. Quando i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell'area, fondarono una colonia, Interamna Succasina (o Lirenas), che controllava parte del territorio di Aquino e Cassino. Annibale transitò nell'area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase fedele a Roma. In epoca romana l'abitato era collocato presso l'attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall'antica via Latina. Era fortificato da circa 4 km di mura ed era ricco di monumenti, essendo la città agiata. A Casinum eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone.

Fu prima municipium, poi colonia ed infine praefectura a testimonianza del progressivo inserimento nell'ordinamento dell'Urbs. Oltre al passaggio della via Latina, nel territorio di Casinum nasceva una via verso la Val di Comino, l'Abruzzo, Sora e che infine giungeva a Roma. La città era attorniata da pagi; uno di questi nei secoli è divenuto l'attuale località Sant'Angelo in Theodice.

Le origini del nome

Secondo alcuni studiosi, il toponimo deriva dalla parola sabina cascum, dal significato di "antico", ad indicare la remota origine dell'insediamento. La città, in epoca romana, viene chiamata Casinum. A causa delle vicende medioevali, non mantenne sempre lo stesso nome: divenne prima Castellum Sancti Petri; poi Eulogimenopoli, ovvero "Città di San Benedetto"; infine San Germano, originato dalla presenza nella chiesa di S.Germano di reliquie del Santo Vescovo di Capua, venerato dai fedeli. Con l'Unità d'Italia e con atto del 1863, la città prese il nome definitivo di CASSINO, la romana "Casinum".

Apollo era la divinità più venerata, il cui tempio era posto su Montecassino, l'acropoli della città. Tale complesso sorgeva dove oggi è l'Abbazia; aveva anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine. Tra le altre divinità venerate v'era Deluentinus, dio locale delle acque.

La città era servita da un acquedotto; il foro, secondo il Carettoni, era collocato esternamente alle mura perché vi si effettuava il mercato dei bovini. Recenti studi propendono, invece, per identificare l'area forense all'interno delle mura urbiche nelle vicinanze del teatro e della cosiddetta porta Campana. Sulle rive del Rapido vi erano la Villa di Varrone e le terme, ritratti nel ‘500 dal Sangallo, ma oggi molto danneggiati. Ci sono giunti, e si possono ammirare in località Crocefisso, l’anfiteatro, edificato su di un declivio naturale, ed il teatro; la Chiesa dedicata al Crocefisso è costruita in quello che fu il c.d. sepolcro di Ummidia Quadratilla. Costei, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato, apparteneva ad una delle famiglie più importanti della città; viene descritta da Plinio il Giovane come una donna ricchissima dal carattere mascolino e di fisico massiccio; donò alla città un tempio ed un anfiteatro.

Nell’area di Cassino esisteva un'associazione dei produttori di olio: l’olio della zona era famoso tanto da essere citato da Macrobio. La qualità della produzione agricola del territorio è sottolineata anche da Catone. Molto importante era anche l’allevamento di bestiame e la produzione di ceste e funi, data l’abbondanza di materia prima di questi prodotti nei pressi di zone ricche di acque.

La leggenda vuole che San Pietro apostolo in persona, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il Cristianesimo ai Cassinesi. Quel che è certo che a Cassino vi fu un’antica comunità di Cristiani, come testimoniano molti martiri.

Nell’Alto Medioevo, varie incursioni barbariche danneggiarono profondamente Casinum che fu totalmente distrutta dai Longobardi guidati da Zotone.

[modifica] L’alto Medioevo cassinate

L'abbazia di Montecassino

Non sappiamo molto al riguardo dei primi secoli successivi alla caduta dell'Impero romano per l'esiguità delle fonti scritte; Papa Gregorio Magno ci ha tramandato la venuta di San Benedetto fra le rovine dell'acropoli di Casinum. Montecassino fu scelto da San Benedetto da Norcia come luogo per il suo primo convento, luogo di nascita dell'Ordine Benedettino, circa nel 529 d.C.

Come spesso è accaduto per le prime istituzioni cristiane, l’Abbazia di Montecassino fu costruita su un precedente luogo di culto pagano, l’acropoli fortificata. Cassino all’epoca era una città ancora prevalentemente pagana e da poco aveva subito le devastazioni dei Goti. San Benedetto distrusse l’effigie di Apollo e gli altari pagani, quindi santificò il luogo a San Giovanni battista. San Benedetto da allora non lasciò mai più Monte Cassino. Qui scrisse la Regola Benedettina che divenne il principio fondatore per il monachesimo occidentale. Qui ricevette in visita Totila, re dell'Ostrogoti, nel 580 (l'unica data storica conosciuta con certezza della vita di Benedetto) e qui lui morì.

L’Abbazia di Monte Cassino divenne un modello per il monachesimo occidentale ed uno dei maggiori centri culturali europei per tutto il Medioevo. Dalla popolazione venne eretto un villaggio chiamato Castellum Sancti Petri per via della locale chiesa; era collocato sulle rovine dell’antico foro cittadino che si trovava in pianura e non alle pendici collinari come la città precedente. Sfortunatamente a causa della sua collocazione geografica e della sua posizione protetta, il monastero e, di conseguenza, la città rimasero in tutte le epoche coinvolti in vicende militari. Nel 584 i Longobardi saccheggiarono l'Abbazia ed i monaci sopravvissuti fuggirono a Roma, dove rimasero per più di un secolo. Durante questo tempo, le spoglie di San Benedetto furono trasferite: la maggior parte delle sue ossa oggi si troverebbe a Fleury sur Loire (detto anche St. Benoît sur Loire) vicino Orléans. Nel 718, cambiati gli equilibri politici, i monaci si poterono ristabilire a Monte Cassino; seguì un periodo florido: vi soggiornarono tra gli altri Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi, e re in esilio come il franco Carlomanno, zio di Carlo Magno, ed il longobardo Rachis. Nel 744, da una donazione del Duca longobardo Gisulfo II di Benevento, nacque la Terra Sancti Benedicti, insieme delle proprietà abbaziali, soggette solo all’autorità dell’Abate e del Papa. Così Montecassino divenne la capitale di un territorio vasto e strategico attraverso il quale passavano le strade congiungenti il Ducato longobardo di Benevento, le città-stato bizantine della costa (Napoli, Gaeta, e Amalfi) e lo Stato della Chiesa più a Nord.

Un paio di chilometri più a valle, a nord di dove una volta c'era Casinum, vi era un piccolo monastero sulle rive del Rapido. La Chiesa del Salvatore fu eretta lì nel 797 circa per volere dell’Abate Gisulfo sulla preesistente chiesetta di San Benedetto; l'imperatore Ludovico II, nel 874, donò alla chiesa una reliquia di San Germano vescovo di Capua, amico fraterno di San Benedetto: per questa ragione divenne successivamente la cattedrale di San Germano. Sempre per effetto di quelle reliquie, tra la gente si diffuse la frase "imus ad Sanctum Germanum" per significare "andiamo a visita del Santo Germano", una visita devota alle reliquie del Santo: in questo periodo da Eulogimenopoli, nome pure difficile da dire tra la povera gente, il nome della città cominciò a trasformarsi in San Germano. La Chiesa delle Cinque Torri era eretta, ai piedi del Colle Janulo, non lontano da quella del Salvatore, ma era su di un terreno dove affiorava acqua; il pavimento della Chiesa venne rialzato tre volte, ma senza successo, per evitare il problema all’interno dell’edificio sacro; aveva una originalissima pianta a simmetria centrale con all'interno un colonnato, con quattro torri agli angoli esterni ed una più ampia al centro.

Per motivi amministrativi e difensivi a causa delle scorrerie dei Mussulmani, l’abate Bertario fondò nuovamente la città ai piedi del Colle Janulo: nei pressi della Chiesa del Salvatore fondò Eulogimenopoli, la "Città di San Benedetto". Nel 883, i Saraceni, intenzionati ad espandersi sulla penisola italiana, saccheggiarono il territorio, distrussero la città, la Chiesa del Salvatore e l’Abbazia; fecero scempio di cose e di persone, fu ucciso lo stesso abate Bertario e monaci dovettero abbandonare per lungo tempo l'Abbazia. Alla cacciata degli invasori la città risorse. In questo periodo visse a Monte Cassino lo storico teanese Erchemperto la cui Historia Langobardorum Beneventanorum è l’opera storica fondamentale del IX secolo sul Mezzogiorno. Nell’abbazia sono conservate i quattro Placiti cassinesi, primi documenti ufficiali scritti in volgare italiano: sono quattro testimonianze giurate, registrate tra il 960 e il 963 riguardanti le proprietà terriere del monastero. La città divenne il centro amministrativo della Terra di San Benedetto in quanto qui vi alloggiavano e vi operavano gli uomini di governo guidati dall’Abate, come l’ advocatus, cioè colui che amministrava la giustizia. Gli abitanti partecipavano alle lotte politico-religiose che coinvolgevano l’Abbazia, quindi la città, che prese il nuovo nome di San Germano, venne fortificata e dotata della Rocca Janula, una fortezza posta in posizione sopraelevata.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rocca Janula.

[modifica] Dal basso Medioevo all’Unità

Montecassino raggiunse l'apice della sua prosperità e potere nel XI secolo sotto l'abate Desiderio (1058 - 1087), che divenne poi Papa col nome di Vittore III. I monaci divennero più di duecento e i loro manoscritti miniati divennero i più ricercati. Gli edifici dell’Abbazia furono riedificati e accresciuti; la Terra di San Benedetto venne organizzata grazie a nuove strutture ed insediamenti. Lavorarono alla riedificazione artisti amalfitani, longobardi e bizantini. La ricostruita chiesa abbaziale fu consacrata nel 1071 da Papa Alessandro II. Qui venne redatta la Chronica monasterii cassinensis di Leone di Ostia e Amato di Monte Cassino, maggiore opera storica sui Normanni nel Sud Italia. In quel periodo a Cassino vi era anche un quartiere ebraico ed uno greco[2].

Il potere degli abati fu presto ostacolato dai Normanni che governavano il Mezzogiorno. Nel 1199, le truppe imperiali assediarono l’abbazia stanziando nella città. Molto spesso San Germano si trovò al centro di importanti vicende dei principi Svevi, che limitarono ancora di più il potere dell’Abbazia. Il 23 luglio del 1230 la città fu luogo della firma della pace tra il papa Gregorio IX e l’imperatore Federico II avvenuta nella chiesa di San Germano. Nell’anfiteatro si asserragliarono trentasei anni dopo gli uomini di Manfredi tentando di resistere all’invasore angioino.

Un grande terremoto sconvolse l'Italia centrale nel 1349 e colpì anche San Germano il 9/9/1349 alle ore 9 del mattino. L'epicentro situato nel distretto sismico di Venafro con un'intensità Mw 6.62 (X grado Mercalli), fece seguito a scosse verificatesi lo stesso giorno presso L'Aquila (Mw 6.46) e nella zona Viterbese-Umbra (Mw 5.91). San Germano posto a circa 20 km dall'epicentro ebbe rase al suolo la maggior parte delle abitazioni poste sulla valle, risparmiando, in parte, quelle addossate a Montecassino. Fu danneggiata in modo consistente l'Abbazia. Essa venne riparata nel 1366, grazie alle pressioni di Papa Urbano V che esortò tutti i benedettini a partecipare alla ricostruzione. Nel sec. XIV, da Roma si cercò di separare l’amministrazione della città dal monastero ponendovi un vescovo, ma gli abati riuscirono a mantenere le loro prerogative. Nel 1505 il convento fu congiunto con quello di Santa Giustina di Padova. Nel 1521 si ebbe una rivolta dei cittadini che saccheggiarono l’Abbazia per giorni. Nel 1527 la peste fece strage nell’intero cassinate.

Nel periodo in cui la città fece parte del Regno di Napoli non si svolsero avvenimenti notevoli nel cassinate fino alle guerre napoleoniche. Presso San Germano stanziarono le truppe del Regno di Napoli pronte ad invadere la Repubblica romana. Nel 1799 venne occupata dalle truppe di Napoleone. Anche a San Germano si stabilì una amministrazione filo-napoleonica, ma era vasto il dissenso. Al momento di ritirarsi da Napoli, le truppe francesi devastarono i territori che erano stati occupati dagli oppositori, tra cui anche la città di Cassino. La città diede i natali al filosofo Antonio Labriola nel 1843.

[modifica] Dall’Unità a Oggi

Ruderi della città di Cassino dopo il bombardamento

Il consiglio comunale di San Germano stabilì il 23 maggio 1863 che la città tornasse all’antico nome italianizzato Cassino. Nello stesso anno la città fu raggiunta dalla ferrovia. Nel 1866 il nuovo Regno d’Italia assorbì i territori dei monasteri. Andò crescendo il numero di persone che si diedero al brigantaggio, tanto che si arrivo a creare un presidio dell’esercito nella città. Si iniziarono anche i lavori di bonifica per rimuovere il pericolo di inondazione e delle zone paludose. Cassino fu parte della Provincia di Terra di Lavoro, nel Circondario di Sora, fino al 1927 quando venne fondata la Provincia di Frosinone. Il 21 maggio 1930 fu inaugurata la funivia iniziata l’anno precedente che conduceva dalla città all’Abbazia in 7 minuti coprendo un dislivello di oltre 400 m; quest’opera non sopravvisse alla guerra e non fu più ripristinata.

Le quattro battaglie di Cassino (gennaio-maggio 1944) furono tra le più importanti della Seconda guerra mondiale. A Cassino, che si trovava lato Nord della cosiddetta linea Gustav, (linea che tagliava l'Italia dal Tirreno all'Adriatico, fino ad Ortona) erano attestati i Tedeschi che controllavano così le vie d’accesso verso Roma; a Sud invece c'erano le truppe alleate intenzionate a risalire la penisola. In tale battaglia perirono tedeschi, britannici, polacchi, francesi accompagnati dalle loro truppe marocchine, americani e italiani. La città fu letteralmente rasa al suolo dai bombardamenti. I cittadini in parte sfollati.

Il 15 febbraio 1944 fu infine una delle date più nere: l'Abbazia fu rasa al suolo da un pesante bombardamento aereo. Gli alleati, credendo che la stessa Abbazia fosse una postazione strategica occupata dai tedeschi, la bombardarono, uccidendo la popolazione che vi si era rifugiata. Le opere d’arte contenute nell’Abbazia furono trasferite a Roma dai tedeschi prima del bombardamento, ma molte scomparvero nel tragitto.

Quando gli alleati riuscirono a sfondare si contarono 54000 perdite tra gli Alleati e 20000 tra i tedeschi; sorsero quindi i cimiteri di guerra: un cimitero polacco, un cimitero del Commonwealth, ed un cimitero tedesco. L'Abbazia fu ricostruita dopo la guerra dallo Stato italiano; Papa Paolo VI la riconsacrò nel 1964. La ricostruzione fu un periodo estremamente duro, che durò praticamente fino agli anni ’60; si sviluppò una epidemia di malaria, ma vi fu anche grande solidarietà da parte del resto d’Italia: i bambini furono ospitati a lungo da famiglie del Nord e vi furono molte elargizioni. Cassino meritò l'appellativo di Città Martire per la pace e la Medaglia d’oro al Valor Militare; a monito per le future generazione affinché non perpetrino le distruzioni della guerra che qui si sono verificate a Cassino è posto il Monumento della Pace di Umberto Mastroianni.

Le radici storiche del comune cassinate, che consistono in un profondo legame tra la città e l'antica Terra di Lavoro, hanno fatto sì che negli ultimi anni, insieme alle proposte per l'istituzione della provincia del Lazio meridionale, stia nascendo un movimento culturale che contrasta fortemente la diffusa, ma errata equazione «Ciociaria = Provincia di Frosinone», così come l'unità etnica e folclorica della provincia frusinate imposta dalla propaganda fascista negli anni '20: si cercano, dunque, nelle tradizioni e nella storia della Terra di Lavoro, fonti geografiche ed etnologiche che provino non solo le differenti radici storiche e culturali con la Ciociaria, ma anche l'esistenza di un'identità territoriale comune, propria delle popolazioni della Media e Bassa Valle del Liri-Garigliano.

[modifica] Onorificenze

Il Comune di Cassino è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 15 febbraio 1949 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[1].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Già provata in epoca remota dalle distruzioni barbariche dei Longobardi, e risorta e consacrata, costituiva attraverso i secoli con la sua celebre Abbazia, faro di scienza e di fede alle genti del mondo. Per lunghi mesi, tra il 1943 ed il 1944, segnava il tormentato limite, fatto di sangue e di rovina, della più aspra e lunga lotta combattuta dagli eserciti sul suo suolo nel nome della libertà e della civiltà contro l’oppressione e la tirannide. Il suo aspro calvario, il suo lungo martirio, le sue immani rovine furono, nella passione del popolo per l’indipendenza e la libertà della Patria, come un altare di dolore per il trionfo della giustizia e della millenaria civiltà italica.»
— Cassino, Montecassino, settembre 1943 - maggio 1944

[modifica] Monumenti e Luoghi d'interesse

[modifica] Anfiteatro romano

L'anfiteatro romano fu fatto costruire da Ummidia Quadratilla ed è tuttora presente nell'area Archeologica che comprende anche il suo Mausoleo. La struttura è di forma ellittica con il diametro del lato maggiore pari a circa 85 metri ed il lato minore che raggiunge una dimensione pari a 69 metri. Molto probabilmente nella parte alta dell'anfiteatro erano presenti delle feritoie il cui scopo era quello di accogliere una serie di listelli che andavano a sorreggere il velario. L'anno di costruzione risale al I secolo d.C.

[modifica] Diramazione via Latina

Sempre nell'area archeologica, è possibile visitare un tratto di diramazione che collegava l'antica Casinum alla Via Latina. Il manto stradale è costituito dalle tipiche lastre in pietra che costituivano la summa crusta della strada.

[modifica] Teatro romano

Il Teatro Romano ha il tipico schema di teatro greco-romano, di forma semicircolare e con la pendenza della montagna che viene sfruttata per il sostegno di venti gradini. Essi si ripartiscono in una Summa cavea che ne comprende sette ed un'Imma cavea di tredici gradini. L'accesso era garantito da una serie di gallerie coperte che conducevano direttamente all'ultimo gradino della struttura. Dimenticato completamente nel periodo medievale, fu riportato alla luce solo nel 1936 e fu oggetto di restauro intorno agli anni '50. Ha una capienza di circa 3000 posti a sedere e viene tuttora utilizzato nel periodo estivo per numerosi eventi ed attività culturali, quali spettacoli, concerti, cinema all'aperto. Il teatro è ubicato all'incrocio tra via Crocifisso e via Montecassino.

[modifica] Mausoleo di Ummidia Quadratilla

La poderosa struttura sorge sulle pendici sud orientali di Montecassino, incorporata nelle mura di quella che fu la città di Casinum. Nei secoli passati veniva erroneamente definita di origine etrusca. Edificata con grandi blocchi squadrati e perfettamente connessi senza malta, tenuti insieme solo da graffe di piombo all’interno, ha resistito all’usura del tempo, ai terremoti e, per ultimo, alla furia della guerra, senza subire sostanziali danni. Le origini del manufatto sono senz’altro oscure: lo si fa risalire tra il 1° secolo avanti Cristo ed il 1° dopo. Coloro che se ne sono occupati lo hanno definito a volte “tempio” e a volte “tomba”.

La pianta a croce greca, con bracci simmetrici (prof. 2,75 m ognuno) ad arco piuttosto ribassato e volta perfettamente circolare (alt. 8,50 m) senza finestre - salvo quattro feritoie in corrispondenza dei bracci - fanno escludere la tesi del tempio, facendo, invece, propendere per una cripta o tomba gentilizia: lo confermerebbero analoghi esempi di tombe romane e soprattutto la struttura a cripta sotterranea senza finestre (”dromos”): sorgeva, infatti, al di sotto del livello stradale ed era accessibile solo dall’esterno delle mura della città.

Molti studiosi attribuiscono il mausoleo alla benefattrice cassinate Ummidia Quadratilla, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato; tale convinzione derivò dal ritrovamento, avvenuto nel 1757, di un’iscrizione nel vicino anfiteatro:

Il tempio, cui si fa cenno nell’iscrizione, è stato identificato come mausoleo; è lecito, però, avanzare dubbi su tale identificazione, sia per la probabile destinazione dell’edificio a sepolcro, sia per la testimonianza del cronista cassinese Leone Ostiense (sec. XI-XII), che riferisce di un "templum idolorum in Castro Casino" trasformato, nel sec. VIII, nella chiesa in onore di S. Pietro, posta in prossimità della chiesa di S. Nicola: quest’ultima non era altro che il mausoleo riadattato al culto cristiano nel sec. XI.

Il monumento, dopo la trasformazione in chiesa di S. Nicola, operata dal preposito Teobaldo per conto dell’abate Giovanni III (ab. 997-1010), cadde in abbandono per diversi secoli. Solo alla fine del Seicento l’abate Andrea Deodato lo ripulì dal terreno che lo aveva invaso e lo riaprì al culto dedicandolo al Crocifisso, da cui oggi la borgata prende il nome.

In seguito ai bombardamenti dell’ultima guerra, dell’antica chiesa si è salvato ben poco: alcuni importanti affreschi sono stati recuperati e conservati in Montecassino; all’esterno sono ancora visibili alcuni resti murari ed una parte della scala a chiocciola del campanile.

[modifica] Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale conserva al suo interno una serie di reperti che certificano il fatto che la zona del cassinate era abitata già nel periodo dell'età del ferro, ma anche oggetti appartenenti al periodo di espansione dell'Impero Romano. Tutti i reperti conservati sono stati ritrovati nel territorio cassinate. Il museo include anche una zona archeologica, in cui vi è la tomba di Ummidia Quadratilla e parte dell'antica via Latina e l'Anfiteatro Romano.

[modifica] Rocca Janula

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rocca Janula.

[modifica] Terme Varroniane

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terme varroniane.
Le acque sorgive presso le Terme varroniane.

Le Terme varroniane sono un parco naturale-termale nato nel dopoguerra nei pressi della villa di Marco Terenzio Varrone, erudito scrittore latino, presso la città di Cassino.

Nella zona del territorio di Cassino detta Monticello, presso la stazione ferroviaria, sgorgano migliaia di sorgenti che generano uno dei rami del fiume Gari. La zona sorgentizia delle Terme Varroniane è classificata come la più grande d'Italia. Tali acque sgorgano dal parco delle Terme Varroniane, ricco di vegetazione, nella quale spiccano i salici piangenti con i rami spioventi sui ruscelli. Il paesaggio è particolarmente suggestivo in primavera e autunno.

Il parco è poco distante dalla zona dove dovrebbe esservi l'antico edificio latino identificato come una sontuosa villa appartenuta a Marco Terenzio Varrone, da lui citata nei suoi scritti. Marco Tullio Cicerone sostiene che la villa avrebbe ospitato degli incontri amorosi sregolati di Marco Antonio. Il parco ospita oggi uno stabilimento idropinico, la sala congressi - banchetti, l'area concerti ed il camping internazionale, attrezzato con area pic-nic e per attività sportiva. I ruscelli sono ricchi di fauna come trote, carpioni, anguille e lamprede. Il complesso ha funzione anche di stabilimento idropinico, che utilizza le sorgenti naturali convogliate in fontanelle a getto continuo, dislocate per tutto il parco. Si stima che il flusso sia di 18 metri cubi all'ora. La temperatura delle acque è di 13 gradi.

Le acque, classificate come "bicarbonate medio-minerali fredde", sono diuretiche ed indicate per varie patologie gastriche, renali ed epatiche, nonché per alleviare la gotta.

[modifica] Historiale di Cassino

Museo nato con lo scopo di raccontare le vicende storiche che portarono Cassino a divenire centro cruciale della seconda guerra mondiale in Italia. È stato ideato e realizzato da Officina Rambaldi.

[modifica] Cassino War Cemetery

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cassino War Cemetery.

Il Cassino War Cemetery (Cimitero di Guerra di Cassino) è un cimitero militare situato nei pressi del campus universitario Folcara, dove riposano i soldati dei paesi Commonwealth caduti nella battaglia di Montecassino durante la Seconda guerra mondiale. Vi sono 4.266 tombe di militari provenienti dagli attuali Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Pakistan ed un soldato dell'Armata Rossa. 284 di questi militari non sono stati identificati.

Sempre a Cassino vi è anche un cimitero militare polacco ed uno tedesco. Il primo, posto in una conca dietro l'altura dove si erge l'abbazia, raccoglie le spoglie dei soldati del secondo corpo d'armata polacco che alla guida del generale Anders combattereno eroicamente a Montecassino nel maggio del 1944, ed è sotto la sovraintendeza del ministero delle difesa italiano. Vi sono raccolte le salme di 1078 militi comprese quelle del generale, che ha voluto essere sepolto lì tra i suoi soldati, e del cappellano militare. Una parte del sacrario è riservata ai soldati di religione ebraica arruolati nel corpo. Ogni 18 maggio viene organizzata una giornata commemorativa dove si raccolgono i superstiti rimasti, i loro famliari e i rappresentanti delle istituzioni polacche. Il cimitero fu costruito dagli stessi soldati polacchi ed inaugurato all'inizio di settembre del 1945. Il cimitero tedesco sorge invece su una collina in località Caira. Il sacrario, curato e mantenuto da un'associazione privata e da militari tedeschi volontari, raccoglie non solo le salme dei soldati tedeschi morti a Montecassino, ma anche quelle ritrovate e riesumate nei cimiteri di guerra provvisori del meridione italiano (Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo). Vi riposano circa 20000 persone, molti i militi ignoti. Il cimitero è stato inaugurato nel 1965.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Cassino risultano residenti 1093 cittadini stranieri. Le nazionalità più numerose sono le seguenti[3]:

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Cassino

[modifica] Cittadini Onorari

[modifica] Eventi

  • La settimana di S. Benedetto
  • 21 marzo: Corteo Storico S. Benedetto
  • 2ª domenica di maggio: Festa della Pietà loc. S.Angelo
  • 13 giugno: S. Antonio
  • 24 giugno: S.Giovanni (quartiere S. Giovanni)
  • 29 giugno: SS. Pietro e Paolo (quartiere Colosseo)
  • 15 agosto: SS. Assunta
  • 24 agosto: San Bartolomeo (quartiere S. Bartolomeo)
  • 2ª domenica di settembre: SS Maria della Valle
  • 29 settembre: S. Michele Arcangelo Loc. S. Angelo
  • Carnevale Cassinate
  • 3ª domenica di ogni mese: Fiera dell’Antiquariato
  • Cassino Expò

[modifica] Economia

L’Abitato rinacque su criteri razionali seguendo il percorso della Via Casilina. Grande spinta fu data dall’industrializzazione del territorio, specialmente grazie allo Stabilimento Fiat di Cassino, situato nel territorio di Piedimonte San Germano, dallo stabilimento della svedese SKF, dalle cartiere di Cassino e di Villa Santa Lucia e da altri impianti concentrati maggiormente nell'Area Industriale di Cassino-Villa Santa Lucia-Piedimonte San Germano. Negli ultimi decenni grande slancio culturale ed economico ha dato e continua a dare l’Università degli studi di Cassino.[senza fonte].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giuseppe Golini Petrarcone (centro-sinistra) dal 30/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Città gemellate

Cassino è gemellata con:

[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

In una Cassino in piena ricostruzione fu inaugurato, nel 1967, un campo sportivo situato all'altezza dell'incrocio tra via Appia Nuova e via Casilina Sud. Il centro comprende tuttora lo Stadio Gino Salveti,un campo di calcio con pista atletica e manto in erba con capacità di circa 4000 posti a sedere. A fianco dello stadio sono sorti recentemente altri edifici sportivi tra cui un palazzetto dello sport ove si pratica basket e pallavolo e diversi campi da calcio regolamentari in terra battuta per le giovanili calcistiche;oltre a dei campi da tennis di cui uno coperto. Ultimamente è stato aggiunto un altro campo adibito alla pratica del tiro con l'arco. Altri impianti sportivi comunali sono lo stadio del quartiere Colosseo, capace di circa 800 posti a sedere ed i campi sportivi di Caira, Sant'Angelo in Theodice e San Bartolomeo. Inoltre, sempre nel quartiere di San Bartolomeo, è presente un centro sportivo privato, lo Sporting Club Cassino.

[modifica] Società ed associazioni sportive

La Associazione Sportiva Dilettantistica Nuova Cassino 1924 milita nel campionato calcistico di Promozione dopo il fallimento in Lega Pro Seconda Divisione, ove militò per un lungo arco di tempo. Altre realtà calcistiche sono il Caira, compagine simbolo dell'omonima frazione, che milita in Prima Categoria, il San Bartolomeo ed il Colosseo, club rappresentativi dei due più popolosi quartieri cittadini, che militano in Terza Categoria.

Due le squadre di Basket: il Basket Cassino che gioca nel campionato di Divisione Nazionale C e la Virtus Terra di San Benedetto che milita nel campionato di Serie D.

Nel 2011 è stata fondata la ASD Cassino Volley, rappresentativa cassinate di pallavolo maschile militante in Serie D.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ CASSINO. I primi tre secoli dopo l'anno Mille (dal X al XII sec. d. C.)
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT. URL consultato il 1º settembre 2011.

[modifica] Collegamenti esterni

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