Zamość

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il limitrofo comune rurale, vedi Zamość (comune rurale).
Zamość
distretto
Zamość – Stemma Zamość – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Polonia Polonia
Voivodato POL województwo lubelskie COA.svg Lublino
Starosta Marcin Zamoyski
Territorio
Coordinate 50°43′14″N 23°15′31″E / 50.72056°N 23.25861°E / 50.72056; 23.25861 (Zamość)Coordinate: 50°43′14″N 23°15′31″E / 50.72056°N 23.25861°E / 50.72056; 23.25861 (Zamość)
Altitudine 212 m s.l.m.
Superficie 30,34 km²
Abitanti 66 507 (2006)
Densità 2 192,06 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 22-400 a 22-410
Prefisso (+48) 84
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Zamość è posizionata in Polonia
Zamość
Sito istituzionale

Zamość (Zamostja in ucraino; Zamascʾ in bielorusso; Zamosch in tedesco e yiddish) è una città della Polonia sudorientale, con 66.633 abitanti nel 2004, situata nel voivodato di Lublino dal 1999 e capoluogo del distretto di Zamość. A circa 20 km dalla città si trova il Parco Nazionale di Roztocze.

Il centro storico della città fu iscritto nella lista Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1992.

Indice

Storia [modifica]

Zamość fu fondata nel 1580 dal Cancelliere e Capo dell'Esercito della Confederazione Polacco-Lituana Jan Zamoyski sul percorso che collega l'Europa occidentale e settentrionale al Mar Nero. Costruita seguendo l'esempio delle città ideale Città ideale del periodo Barocco dall'architetto Bernardo Morando, nativo di Padova, Zamość resta un perfetto esempio di città rinascimentale del tardo XVI secolo, che mantiene l'aspetto caratteristico, le fortificazioni e un gran numero di edifici che si rifanno alla tradizione architettonica italiana e europea.

Nel 1942 il distretto di Zamość, a causa del terreno fertile, fu scelta per la colonizzazione tedesca nel Governatorato Generale, come parte del Generalplan Ost. Gli occupanti tedeschi progettarono una sistemazione di almeno 60.000 tedeschi nell'area prima della fine del 1943. Nel novembre 1941 fu tentata un'espulsione, e l'intera operazione finì con una pacificazione combinata con un'espulsione nel giugno-luglio 1943 chiamata Wehrwolf Action I e II. Circa 110.000 persone furono espulse da 297 frazioni; circa 30.000 furono le vittime tra i bambini, che se erano "accettabili" dal punto di vista della razza, venivano mandati in famiglie tedesche del Terzo Reich per il processo di germanizzazione. La maggior parte delle persone espulse furono mandate nei campi slavi di lavoro in Germania o nei campi di concentramento.

Piazza del Mercato

La popolazione locale reagì alla persecuzione con grande determinazione: scapparono nelle foreste, organizzarono un'auto-difesa, aiutarono la gente espulsa, portando via i bambini dalle mani dei rapitori tedeschi. Fino alla metà del 1943 i tedeschi riuscirono a far insediare 8.000 coloni, e il numero crebbe di circa due migliaia nel 1944, ma questo insediamento andò incontro alla fiera resistenza delle forze polacche. L'attuale Presidente della Germania Horst Köhler nacque in una famiglia di coloni tedeschi a Skierbieszów.

Dopo la seconda guerra mondiale Zamość iniziò un periodo di sviluppo. Negli anni settanta e ottanta la popolazione crebbe rapidissimamente, da 100 del 1975 a 68.800 (2003). Questo fu causato dai significativi profitti che la città iniziò ad accumulare: le ricchezze erano dovute alla vecchia strada commerciale che collega la Germania all'Ucraina e ai porti del Mar Nero.

Dal 1975 al 1998 la città fu capitale del voivodato di Zamość, mentre con la nuova suddivisione in voivodati del 1999, è stata assegnata al voivodato di Lublino, essendo il vecchio voivodato stato eliminato.

Sport [modifica]

Il Hetman Zamość è la squadra calcistica della città, fondata nel 1934, milita nella II Liga. La squadra si allena nello Stadion OSiR.

Economia [modifica]

La città si trova sulla linea ferroviaria che collegava l'Unione Sovietica con le miniere di carbone e zolfo dell'Alta Slesia, e a meno di 60 km dal confine con l'Ucraina.

Personalità legate a Zamość [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Polonia Portale Polonia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Polonia