Sperlonga
| Sperlonga comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Rocco Scalingi (centrodestra) dal 30/05/2006 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°16′0″N 13°26′0″E / 41.26667°N 13.43333°ECoordinate: 41°16′0″N 13°26′0″E / 41.26667°N 13.43333°E | ||||
| Altitudine | 55 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 18 km² | ||||
| Abitanti | 3 277[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 182,06 ab./km² | ||||
| Frazioni | Fontana della Camera | ||||
| Comuni confinanti | Fondi, Itri, Gaeta | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 04029 | ||||
| Prefisso | 0771 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 059030 | ||||
| Cod. catastale | I892 | ||||
| Targa | LT | ||||
| Cl. sismica | zona 3B (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 175 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | sperlongani | ||||
| Patrono | San Leone Magno e san Rocco | ||||
| Giorno festivo | 10 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Sperlonga nella provincia di Latina |
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| Sito istituzionale | |||||
Sperlonga è un comune italiano di 3.270 abitanti della provincia di Latina nel Lazio meridionale.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
È situata lungo la linea ferrovia Roma-Napoli. con la stazione più vicina situata a Fondi. È, inoltre, lambita per tutta la sua estensione, dalla SR213 Flacca.
[modifica] Storia
Nel territorio si trovano tracce di frequentazione a partire dal paleolitico superiore.
Secondo la tradizione presso Sperlonga sorgeva la città di Amyclae, fondata dagli Spartani.
In età romana sorsero nel territorio numerose ville, la più celebre è quella appartenente all'imperatore Tiberio, comprendente una grotta naturale modificata e decorata con sculture del ciclo dell'eroe omerico Ulisse. Le ville erano inoltre centri di produzione per l'industria della pesca (vasche per l'allevamento).
I ruderi della villa imperiale furono adoperati come rifugio nel VI secolo, ma il paese si sviluppò intorno ad un castello sul promontorio di San Magno (65 m s.l.m.), uno sperone dei monti Aurunci, a difesa dalle incursioni via mare dei Saraceni, prendendo il nome dalle numerose cavità naturali della zona (speluncae).
Il nome del castrum Speloncae appare in un documento del X secolo: il castello comprendeva una piccola chiesa dedicata a san Pietro, patrono dei pescatori. Intorno al castello si sviluppò progressivamente il paese per cerchi concentrici. Nell'XI secolo l'abitato fu cinto da mura, di cui resta traccia di due porte: "Portella" o "Porta Carrese" e "Porta Marina", che portano lo stemma della famiglia Caetani.
Sperlonga restò un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato dalle incursioni dei pirati che arrivarono a rapire (come ricordano i murales del paese) i suoi abitanti per ridurli in schiavitù. Malgrado la costruzione per la difesa della costa di una serie di torri di avvistamento, la città venne distrutta nel 1534 da un attacco del pirata saraceno Khair Ad-Dìn, detto il Barbarossa. Una seconda distruzione ad opera dei Turchi si ebbe nel 1622.
Con la ricostruzione del XVIII e XIX secolo la cittadina assunse la forma attuale (cosiddetta "a testuggine") e vennero erette chiese e palazzi signorili.
Appartenente da secoli al Regno di Napoli e poi al Regno delle Due Sicilie, era compreso nella antica Provincia di Terra di Lavoro nell'ambito del Distretto di Gaeta. Anche dopo la sconfitta militare di Francesco II di Borbone e la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie al neonato Regno d'Italia dal 1861, continuò a far parte della suddetta Provincia. Nel 1927, volendo il regime fascista creare le Regioni e ridimensionare per motivi politici la Provincia di Terra di Lavoro, ne scorporò il territorio del Comune di Sperlonga e lo inserì nella Provincia di Roma appartenente alla Regione Lazio e non alla neonata provincia di Caserta (già grossa parte delle Terra di lavoro) appartenente alla Regione Campania. Dal 1934 fu assegnata alla neocostituita Provincia di Latina (che all'epoca si chiamava Littoria).
Lo sviluppo, basato soprattutto sul turismo si ebbe dopo l'apertura della via litoranea tra Terracina e Gaeta, inaugurata il 9 febbraio 1958, quando, infranto il secolare isolamento, il paese uscì gradualmente dall'estrema povertà che lo caratterizzava. Forte impulso venne rappresentato anche dalla scoperta delle sculture della villa di Tiberio (1957) e dall'arrivo di un turista d'eccezione, l'attore Raf Vallone, tra i primi forestieri a innamorarsi del posto.
[modifica] Monumenti
| Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Santa Maria (Sperlonga). |
La chiesa di Santa Maria di Spelonca è menzionata come esistente già nel 1135. A due navate, con matronei, subì successivamente modifiche e rifacimenti. Conserva una tela con la "Madonna Assunta" sull'altare maggiore ed una statua lignea di San Leone Magno, nella cappella del Presepe, che gli fu dedicata al momento della sua consacrazione come patrono del paese (dagli inizi del XVIII secolo). La cappella di San Domenico conserva un altare settecentesco e volta affrescata.
La chiesa di San Rocco, del XV secolo.
Palazzo Sabella. che ospitò nel 1379 l'antipapa Clemente VII, in fuga da Anagni dopo la sconfitta di Marino. La facciata venne rifatta nel XVI secolo.
Ma è l'intera struttura del paese, oggi fortemente minacciata da un turismo di massa, a segnalarsi per la sua forte connotazione mediterranea, caratterizzata da case imbiancate a calce e da una struttura molto simile alle città greche o arabe.
[modifica] Torri di avvistamento
La "Torre centrale", detta localmente Torre Maggiore, apparteneva al sistema di torri di avvistamento impiantato nel XVI secolo: ne sopravvive solo una porzione nell'attuale centro del paese.
La "Torre Truglia", edificata nel 1532 su una precedente torre romana, si trova sulla punta del promontorio su cui sorge il paese. Dopo la distruzione del Barbarossa venne ricostruita nel 1611 e di nuovo distrutta nel 1623. Tra il 1870 e il 1969 fu utilizzata come sede per la Guardia di Finanza, mentre successivamente divenne sede del "Centro educazione dell'ambiente marino" del Parco naturale regionale "Riviera d'Ulisse".
Al sistema difensivo appartenevano anche la "Torre del Nibbio", inclusa in un castello baronale prospiciente la piazzetta centrale del paese, e la "Torre di Capovento", a 3 km a sud del paese, anch'essa costruita nel 1532 e utilizzata come dogana dal 1820.
[modifica] Villa di Tiberio e Museo nazionale archeologico
| Per approfondire, vedi la voce Villa di Tiberio (Sperlonga). |
La villa dell'imperatore romano Tiberio deriva dall'ingrandimento di una precedente villa tardo-repubblicana, con ambienti disposti intorno ad un portico. Una grotta naturale venne sistemata come sala da pranzo estiva, con giochi d'acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse (tra cui il colossale Gruppo di Polifemo), rinvenuti in frammenti nel 1957 e attualmente conservati nel Museo archeologico nazionale di Sperlonga.
[modifica] Varie
[modifica] Turismo
L'apertura delle via Litoranea Flacca, che corre da Terracina a Gaeta nel 1958 ha aumentato il flusso turistico di Sperlonga ma già il ritrovamento, nel 1957, di reperti archeologici e la campagna di scavi della Grotta di Tiberio, furono da stimolo per un'affluenza sempre più copiosa sia di studiosi che di turisti. I molti alberghi, donano una grande ricettività che, unita alla ristrutturazione delle case del centro storico da parte di turisti acquirenti, fanno aumentare in maniera notevole, la popolazione di Sperlonga durante il periodo estivo. Anche la Darsena, progettata dall'Ing. Francesco Piergianni e realizzata nel 1972 a cura dell'Impresa Mario Leone di Fondi, ha dato sviluppo al turismo nautico. Il porto non ha una vera suddivisione tra zona pesca e diporto e, durante il periodo estivo, il flusso di barche è molto elevato e caotico tanto che durante il mese di agosto, molte imbarcazioni dei villeggianti vengono ormeggiate in rada a ridosso del braccio del porto di sinistra e la spiaggia. Durante l'ultimo anno 2010, sono stati appaltati ulteriori lavori per un nuovo adeguamento del porto turistico, al maggior flusso di imbarcazioni.
[modifica] Dialetto
Bunnì, bunnè, tènte ènne chèmpe sta préta tent'ènne puozze campè tu "Quent' enn te'? Te' n'enn. N'enn te'? Tent'te'"
Sperlonga entrò a far parte del Lazio nel 1927. Fino a quella data, e a partire dall'Unità d'Italia, la cittadina era compresa nella Provincia di Terra di Lavoro (poi, dopo il suo ridimensionamento diventata Provincia di Caserta) e più anticamente nel Regno di Napoli. Dal punto di vista linguistico sono tuttora rimaste delle marcate caratteristiche fonetiche che ricordano questa secolare situazione amministrativa di appartenenza al Regno di Napoli. Tali caratteristiche fonetiche fanno includere il dialetto sperlongano tra quelli meridionali, anche se la parlata sperlongana, come le altre della zona costiera o dei suoi pressi, è abbastanza diversa da altri dialetti della zona più interna. Il dialetto è caratterizzato dalla metafonesi napoletana tipica di gran parte di quest'area, cioè dal conguaglio in e di tutte le vocali finali. A Sperlonga, però, vi sono alterazioni anche delle vocali interne, che fanno somigliare la sua parlata, nel complesso, ai dialetti pugliesi e anche a quelli molisani. Ciò e forse dovuto all'importazione di pescatori dalla Puglia o anche dalla presenza dei Principi di San Severo (i Di Sangro) che hanno amministrato il comune sperlongano. Il fenomeno in questione si verifica anche in vari dialetti dei comuni vicini.
Alcuni esempi lessicali confermano l'impressione suddetta: ad es. tu chèmpe, per dire " tu campi", oppure ruffiène (ruffiano/i), mulignèna (melanzana), acché (qui,) allè (la), dùmméne (domani) ecc. Molti altri elementi, anche verbali, riconducono ai dialetti campani in generale, come ad es. i possessivi suje (suo) soja (sua), o anche nùje (noi), je agge state (io sono stato), ncoppa (su).
Vi è qualche elemento in accordo con l'area linguisticamente "mediana" del Lazio, come l'articolo gliù (il), doppo, (dopo), la tripartizione accussì-assussì-allussi (in questo modo, in codesto modo, in quel modo) tipica di tutto il Lazio meridionale e dell'Abruzzo. Vi sono fenomeni particolari, come il cambio di genere tra singolare e plurale: ad es., abbiamo la parola gl'achiuovo (il chiodo), che al plurale diviene l'achiorve. A differenza dei dialetti campani veri e propri, non è presente la trasformazione dip in ch, infatti abbiamo ad es. piègne per dire "piangere" (nel napoletano è chiàgnere, o anche più che rimane come in italiano. È presente in alcuni casi la modifica di f in sc, anche questa tipica delle parlate campane (es. sciùscià = soffiare).
[modifica] Personalità legate a Sperlonga
- Antonella Sangiorgio medico pittore di ispirazione metafisica, premiata alle Mostre Medici Pittori. Frequentatrice abituale di Sperlonga.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Rocco Scalingi (centrodestra) dal 30/05/2006
- Fa parte della Comunità Montana "Monti Ausoni" e del Parco regionale Riviera di Ulisse
- Classificazione climatica: zona C, 1175 GR/G
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Galleria immagini
[modifica] Bibliografia
Giulio Scalfati, Splonga Sperlonga, Caramanica Editore, 1997 (ISBN 88-86261-43-8)
Vincenzo Guglietta, Sperlonga – storia e leggenda, a cura della Pro-Loco di Sperlonga, 1999
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.