Polifemo

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Odisseo e i suoi uomini accecano il ciclope Polifemo, particolare da un anfora proto-attica, circa 650 a.C., Eleusi, Museo Archeologico.

Nella mitologia greca Polifemo (in greco Πολύφημος Polýphemos dall'omonimo aggettivo, composto da πολύς, "molto", e φήμη "fama", con il significato di "molto noto" o "molto celebrato") è il figlio di Poseidone e della ninfa Toosa, figlia a sua volta di Forcide e di Ceto.

Indice

[modifica] Polifemo nell'Odissea

La più nota descrizione di Polifemo è quella presentata da Omero nel famoso poema epico Odissea. Secondo l'autore, Polifemo è un gigantesco semiumano, con un solo grande occhio al centro della fronte, che vive dell'allevamento di pecore, si nutre di formaggio e, occasionalmente, di uomini. Lo ritroviamo anche nell'Eneide di Virgilio.

Omero, o chi per lui, ci narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, sbarca nella terra dei Ciclopi, dove lui e i suoi compagni vengono catturati dal gigante, che divora tre di loro.

Per sfuggire alla prigionia di Polifemo, Ulisse escogita una trappola: innanzitutto offre del vino al Ciclope che, ringraziandolo prima di crollare nel sonno, gli chiede il suo nome. Ulisse gli risponde di chiamarsi Nessuno, dopodiché lo acceca con un bastone arroventato e scappa con i compagni grazie a un altro abile stratagemma: ognuno di loro si aggrappa al vello del ventre di una pecora per sfuggire al tocco di Polifemo quando questi avesse portato a pascolare la mandria.


Ecco come viene presentato il ciclope:

(EL)
« ἔνθα δ' ἀνὴρ ἐνίαυε πελώριος, ὅς ῥα τὰ μῆλα

οἶος ποιμαίνεσκεν ἀπόπροθεν: οὐδὲ μετ' ἄλλους
πωλεῖτ', ἀλλ' ἀπάνευθεν ἐὼν ἀθεμίστια ᾔδη.
καὶ γὰρ θαῦμ' ἐτέτυκτο πελώριον, οὐδὲ ἐῴκει
ἀνδρί γε σιτοφάγῳ, ἀλλὰ ῥίῳ ὑλήεντι

ὑψηλῶν ὀρέων, ὅ τε φαίνεται οἶον ἀπ' ἄλλων. »
(IT)
« Qui un uomo aveva tana, un mostro,

Che greggi pasceva, solo, in disparte,
E con gli altri non si mischiava,
Ma solo viveva, aveva animo ingiusto.
Era un mostro gigante; e non somigliava
A un uomo mangiator di pane, ma a picco selvoso

D'eccelsi monti, che appare isolato dagli altri. »
(Omero, Odissea, libro IX, vv. 187-192. Traduzione di R. Calzecchi Onesti )

[modifica] Polifemo in Teocrito

Galatea si presenta a Polifemo. Pittura parietale, I secolo, da Pompei, Napoli, Museo Archeologico Nazionale.

Teocrito descrive Polifemo in un modo più amichevole e simpatico, dipingendogli un carattere gentile.

[modifica] Polifemo nelle Metamorfosi

Polifemo è anche un personaggio di una storia delle Metamorfosi di Ovidio, "Aci e Galatea". Il primo è un pastore siciliano, la seconda una Nereide. Lei ama lui ed è contraccambiata. Ma si inserisce nella storia il ciclope Polifemo, che ama anch'esso la Ninfa. Così l'"intralciatore" uccide con un grande masso Acis.

[modifica] Altri "Polifemo" nella mitologia

È noto come Polifemo un uomo dell'equipaggio della nave Argo di Giasone. Non sappiamo se questo personaggio sia realmente lui.

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