Polifemo
Polifemo è il nome di vari personaggi della mitologia greca.
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[modifica] Polifemo nell'Odissea
Nell'Odissea Polifemo è un ciclope che è figlio di Poseidone e di Toosa, una ninfa dei mari[1]. Omero ci narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, sbarca nella Terra dei Ciclopi (forse la Sicilia). Spinto dalla curiosità, Ulisse, raggiunge la grotta del più terribile di tutti, Polifemo, dove lui e i suoi compagni vengono catturati dal gigante. Vengono, inoltre, mangiati e divorati sei uomini.
Per sfuggire alla prigionia di Polifemo, Ulisse escogita una trappola: innanzitutto offre del vino dolcissimo (donatogli da Marone a Ismaro durante il saccheggio successivo alla guerra combattuta a Troia) al Ciclope che, ringraziandolo prima di crollare nel sonno, gli chiede il suo nome. Ulisse gli risponde di chiamarsi "Nessuno". Dopodiché Ulisse lo acceca bruciandogli l'unico occhio con un bastone arroventato di ulivo, donatogli, si pensa, da Atena. Polifemo urla così forte che gli altri ciclopi si svegliano. Essi corrono alla sua grotta mentre Ulisse e i suoi compagni si nascondono vicino al gregge del ciclope Polifemo. I ciclopi chiedono a Polifemo perché avesse urlato così forte, ed egli dice che "Nessuno" (in realtà Odisseo) sta cercando di ucciderlo. I ciclopi pensano sia ubriaco e lo lasciano nel suo dolore. La mattina dopo, mentre Polifemo fa uscire il suo gregge, Ulisse e i suoi soldati scappano grazie a un altro abile stratagemma: ognuno di loro si aggrappa al vello del ventre di una pecora per sfuggire al tocco di Polifemo quando questi avesse portato a pascolare la mandria. Polifemo è anche la causa delle altre sciagure di Ulisse: quando sta per partire, viene maledetto dal Ciclope che, pregando il padre Poseidone, viene ascoltato e Ulisse tornerà ad Itaca senza compagni e senza nave. Il ciclope si accorge che Ulisse è scappato, va su una scogliera e incomincia a scagliare pietre alle navi di "Nessuno".
Ecco come viene presentato il ciclope:
| (EL)
« ἔνθα δ' ἀνὴρ ἐνίαυε πελώριος, ὅς ῥα τὰ μῆλα
οἶος ποιμαίνεσκεν ἀπόπροθεν: οὐδὲ μετ' ἄλλους |
(IT)
« Qui un uomo aveva tana, un mostro,
Che greggi pasceva, solo, in disparte, |
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(Omero, Odissea, libro IX, vv. 187-192. Traduzione di R. Calzecchi Onesti)
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[modifica] Polifemo in Teocrito
Teocrito descrive Polifemo in un modo più amichevole e simpatico, dipingendogli un carattere gentile.
[modifica] Polifemo in Ovidio
Polifemo compare come personaggio anche in una storia delle Metamorfosi di Ovidio, "Aci e Galatea". Il primo è un pastore siciliano, la seconda una Nereide. Lei ama lui ed è contraccambiata. Ma si inserisce nella storia il ciclope Polifemo, che ama anch'esso la ninfa. Così l'"intralciatore" uccide con un grande masso Aci.
[modifica] Polifemo in Euripide
Polifemo è il protagonista dell'unico dramma satiresco a noi pervenutoci, Il Ciclope, di Euripide. In esso viene ripresa la vicenda narrata nell'Odissea.
[modifica] Polifemo in Virgilio
Polifemo fa una brevissima apparizione nel terzo libro dell' Eneide. Enea e i suoi compagni sbarcano nell'isola dei ciclopi, dove sulla riva incontrano Achemenide, un compagno di Ulisse che non era riuscito a fuggire con lui; i troiani fanno salire quindi Achemenide a bordo della loro flotta, proprio mentre Polifemo ha avvertito la loro presenza.
[modifica] Altri "Polifemo" nella mitologia
È noto come Polifemo un uomo dell'equipaggio della nave Argo di Giasone. Questo personaggio non è certo da identificare col Ciclope.
[modifica] Note
- ^ M. Grant-J. Hazel, Dizionario della Mitologia Classica, 1979
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