Cariddi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cariddi (traghetto).
Scilla e Cariddi in un dipinto di Johann Heinrich Füssli
Scilla e Cariddi in una vignetta inglese di fine Settecento

Cariddi (in greco Χάρυβδις) nella mitologia greca è un mostro marino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In principio era una naiade, figlia di Poseidone e Gea, dedita alle rapine e famosa per la sua voracità. Un giorno rubò ad Eracle i buoi di Gerione e ne mangiò alcuni. Allora Zeus la fulminò facendola cadere in mare, dove la mutò in un gigantesco mostro simile ad una lampreda, che formava un vortice marino con la sua immensa bocca, capace di inghiottire le navi di passaggio.

La leggenda la situa presso uno dei due lati dello stretto di Messina, di fronte all'antro del mostro Scilla.

Le navi che imboccavano lo stretto erano costrette a passare vicino ad uno dei due mostri.

In quel tratto di mare i vortici sono causati dall'incontro delle correnti marine, ma non sono di entità rilevanti.

Secondo il mito, gli Argonauti riuscirono a scampare al pericolo, rappresentato dai due mostri, perché guidati da Teti madre di Achille, una delle Nereidi.

Scilla è menzionata anche nel canto XII dell'Odissea di Omero, in cui si narra che Ulisse preferì affrontare Scilla, per paura di perdere la nave passando vicino al gorgo, per questo perse al posto di tutti gli uomini i rematori migliori .

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente Cariddi è collocabile sulla punta messinese della Sicilia, a Capo Peloro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca