Argo (cane)

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Argo (in greco antico Ἄργος) è il cane di Odisseo (Odissea, XVII, 290-397).

Odisseo e Argo

Allevato come cane da caccia dall'eroe prima di partire per Troia, nel poema di Omero compare in un passo, ad Itaca, soltanto nella terza e ultima parte: ormai vecchio, disteso su cumuli di letame di muli e buoi addossato dinanzi all'ingresso, tormentato dalle zecche; ugualmente, riconosce subito il padrone Odisseo (travestito da mendicante) dopo averlo lungamente atteso nonostante la prolungata assenza, e agita la coda, abbassa le orecchie, non avendo la forza di avvicinarsi a lui.

Argo allora viene preso dalla nera morte per sempre[1], dopo essere riuscito a rivedere alla fine Odisseo dopo vent'anni, e Odisseo si asciuga di nascosto una lacrima (l'unica che versa in tutto il suo ritorno), senza che Eumeo se ne accorga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo il mito è una dea, Ker, una Figlia della Notte, a chiudere gli occhi di Argo. Cfr. Jean Prieur, Gli animali hanno un'anima, Edizioni Studio Tesi, 1990, p. 76.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca