Cori

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Cori
comune
Cori – Stemma Cori – Bandiera
Cori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Tommaso Conti (Partito Democratico) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 41°39′00″N 12°55′00″E / 41.65°N 12.916667°E41.65; 12.916667 (Cori)Coordinate: 41°39′00″N 12°55′00″E / 41.65°N 12.916667°E41.65; 12.916667 (Cori)
Altitudine 384 m s.l.m.
Superficie 86,01 km²
Abitanti 11 010[1] (31-12-2010)
Densità 128,01 ab./km²
Frazioni Giulianello
Comuni confinanti Artena (RM), Cisterna di Latina, Lariano (RM), Montelanico (RM), Norma, Rocca Massima, Segni (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 04010
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059006
Cod. catastale D003
Targa LT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 781 GG[2]
Nome abitanti coresi
Patrono Madonna del Soccorso
Giorno festivo 2ª domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cori
Posizione del comune di Cori nella provincia di Latina
Posizione del comune di Cori nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Cori è un comune italiano di 11.010 abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Nel territori comunale, al confine con Segni e Montelanico, si eleva il Monte Lupone, appartenente al gruppo montuoso dei monti Lepini.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cori è l'antica città di Cora che il mito vuole fondata in un periodo tra il XIII ed il XII secolo a.C.. Recenti scoperte archeologiche hanno rilevato la presenza stabile di un nucleo abitativo risalente all'Età del Bronzo. Le prime fonti storiche annoverano Cora tra le più antiche dei Prisci Latini, l'originario nucleo di popoli di stirpe latina organizzati in una federazione di stati sovrani.

Nell'anno 642 a.C. (fonte: Dionigi di Alicarnasso) il Re Tullo Ostilio, dopo la distruzione di Alba Longa, chiese la sottomissione delle città Latine. A tale pretesa la Lega Latina rispose con la guerra. La coalizione venne guidata da Anco Publicio di Cora. Allo scioglimento della Lega Latina e la sottomissione a Roma delle singole città che la componevano, Cora ottenne la condizione di città federata, ovvero di stato alleato, che mantenne fino alla riforma generale amministrativa dell'Italia attuata da Roma dopo la guerra civile.

Negli anni 340-338 a.C. partecipò alla guerra Latina al fianco di Roma contro Privernum e Fundi subendo devastazioni dalle forze guidate dal fondano Vitruvio Vacco (fonte: Livio).

Nel 218-201 a.C. partecipò, sempre al fianco di Roma, alle guerre puniche (fonti: Silio Italico e Livio). All'inizio del I secolo a.C. con l'acquisizione della cittadinanza romana e l'erezione a municipium Cora venne attribuita alla tribù Papiria. Successivamente fu coinvolta nella guerra tra Mario e Silla (90-88 a.C.).

Pochi i riferimenti storici della città durante il periodo imperiale.

Una fontana

Durante i secoli dell'Alto Medioevo Cori subì una profonda decadenza. Le prime notizie storiche della città si ritrovano nel 1114 quando papa Pasquale II concede la protezione papale al cenobio della SS. Trinità de Cora, insediamento benedettino che sorgeva sui monti di Cori (pochi resti sono tuttora visibile sul monte della Badia). Nel 1211 papa Innocenzo III infeudò Cori in concessione revocabile a Pietro degli Annibaldi.

Dopo la morte dell'Annibaldi, Cori tornò sotto la sovranità pontificia (1234) e venne dichiarata castellania inalienabile da papa Gregorio IX. Il dominio della Chiesa non impedì comunque lo sviluppo dell'ordinamento Comunale, a metà del duecento risale il primo statuto cittadino (l'antico palazzo pubblico svolge tuttora funzione di municipio). Come libero comune Cori fu alleata militarmente alla vicina Velletri, i vincoli di aiuto reciproco risalgono almeno al 1207.

Nel 1363, con l'applicazione anche alla provincia di Marittima, delle Costituzioni egidiane l'istituto comunale perse molta autonomia. Agli inizi del Quattrocento Cori fu invasa da Ladislao di Durazzo. Finito tale dominio, nel 1410, Cori entrò definitivamente nei territori della Chiesa acquisendo lo status di feudo del senato romano, tale situazione rimase immutata fino al 1832 quando Cori fu inserita nella legazione di Velletri.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro, dove avevano trovato rifugio numerose famiglie sfollate dalle città laziali, subì ripetuti e devastanti bombardamenti che provocarono centinaia di vittime civili e feriti e la quasi totale distruzione del suo patrimonio monumentale ed edilizio. La popolazione, sottoposta ad una vita di stenti e sofferenze in ricoveri d'emergenza, offriva un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi nel soccorso delle persone ferite e nel sostegno morale e materiale di quanti avevano bisogno di aiuto.»
— 1943/'44 - Cori (LT)

[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Santuario della Madonna del Soccorso[modifica | modifica sorgente]

Le origini del santuario sono legate ad una tradizione che riporta l'apparizione della Madonna avuta da una bambina di Cori. Il 4 maggio del 1521 la piccola Oliva, cercando di raggiungere la madre che si recava a mietere i campi, si perse sui monti di Cori, disorientata da un improvviso temporale. Si riparò sotto una pianta di ginestra dove ebbe l'apparizione della Vergine che per otto giorni la protesse dal maltempo e la nutrì. Quando la bimba fu ritrovata descrisse l'esperienza vissuta e, per la sua innocenza, fu creduta. Tra l'altro i Coresi rinvennero, nei pressi dell'apparizione descritta dalla piccola Oliva, un'icona della Madonna.

Già nel 1521 fu eretta, sul luogo dell'evento miracoloso, una cappella contenente l'immagine della Madonna. Però già sedici anni più tardi, essendo aumentato il numero dei devoti, fu eretta una chiesa al quale fu annessa anche la primitiva cappella. I pellegrinaggi continuarono ad intensificarsi tanto che nel secolo successivo, nel 1634, fu indispensabile ampliare la chiesa. Il progetto fu affidato ad un architetto romano, Mario Arconti, che diresse anche i lavori terminati nel 1639, anno in cui fu inaugurato il nuovo santuario.

L'interno della chiesa, in stile Barocco, è ad unica navata coperta a volta. La zona del presbiterio è invece coperta da una cupola sormontata da lanterna. Ai lati della navata si vedono quattro altari, due per lato, intitolati a san Pasquale Baylon, ai santi Girolamo e Carlo Borromeo, alla Sacra Famiglia e a santa Lucia vergine e martire. In fondo alla navata, prima del presbiterio, a sinistra si apre l'accesso alla Cappella dell'Apparizione, sull'altro lato l'ingresso alla sacrestia. L'altare maggiore fiancheggiato da due colonne doriche, fu donato dal nobile del luogo Lorenzo Buzi. Nello stesso anno della consacrazione al santuario fu donata un'immagine della Madonna, forse di scuola fiorentina, risalente al Trecento. Questo dipinto è arrivato ai nostri giorni dopo molti restauri e sovrapposizioni; si vede la Madonna seduta sul trono con un mantello mentre sorregge con il braccio sinistro Gesù Bambino; in alto due angeli che sorreggono una corona; a sinistra della Vergine la bambina Oliva, avvolta in un abito rosso, inginocchiata. La facciata della chiesa è caratterizzata da un portico formato da tre archi a tutto sesto.

Santa Maria della Pietà[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Collegiata, fondata in stile romanico nella seconda metà del XII secolo sui resti di un tempio romano, forse dedicato a Diana e Fortuna (in via della Collegiata è visibile un muro in opera quadrata base dell'antico edificio romano). Fu completamente trasformata all'inizio del XVII secolo. Nell'interno, a croce latina con tre navate: il candelabro del cero pasquale (XII secolo) di probabile produzione Cassinate, ad oggi il più antico esempio conosciuto di candelabri pasquali; un sarcofago cosmatesco (XII secolo); la cattedra episcopale; il quadro della Pietà e sull'altare il quadro della Madonna del Rosario (XVI secolo). Alla destra della chiesa è l'oratorio dell'Arciconfraternita del gonfalone (XV secolo).

Chiesa oratorio della SS. Annunziata[modifica | modifica sorgente]

L'oratorio dell'Annunziata è un monumento nazionale ed è situato ai margini della strada che, fin da età medievale, collegava Cori alla via Pedemontana. La sua fondazione risale al XIV secolo. Nell'oratorio troviamo la cappella dell'Annunziata, con i suoi affreschi realizzati probabilmente in tre tempi ed ultimati nel XV secolo. I soggetti sacri rappresentano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, nonché storie di santi e della tradizione locale. Una porticina sul lato destro porta alla vecchia chiesa danneggiata durante l'ultimo conflitto e che conserva una crocifissione forse della scuola del Cimabue.

Per le visite suonare di fronte all'oratorio o chiedere al negozio feriali h9-11 15-18 festivi h9-11

San Francesco[modifica | modifica sorgente]

La chiesa ed il convento furono costruiti in semplici forme tra il 1521 ed il 1526. Nel XVII secolo la chiesa fu restaura in forme barocche. All'interno: il prezioso soffitto a cassettoni dorati su fondo azzurro (16721676) realizzato da Luigi Guarnirei; il quadro “San Carlo Borromeo” di Niccolò Pomarancio (1553-1626). Del convento fa parte il semplice chiostro con pilastri di pietra locale.

Santa Oliva[modifica | modifica sorgente]

La chiesa, in forma basilicale con cinque navate (oggi ne rimangono quattro) di stile romanico, fu edificata nella prima metà del XII secolo sui resti di un tempio romano forse dedicato a Giano. Tra il 1467 ed il 1480 fu demolita la navata occidentale e venne costruita la cappella del crocefisso o di sant'Agostino. La cappella ha forma rettangolare con volta a botte ed abside. Nella volta un bellissimo ciclo pittorico affrescante la volta che narra storie del Antico e Nuovo Testamento (1533). Nella contro-facciata un affresco del giudizio universale (1540 ?) in parte coperto dalla cantoria (XVII secolo). Nell'abside affresco degli apostoli ed incoronazione della Vergine tra angeli e santi (1507). Contestualmente alla cappella del crocefisso è stato edificato alle spalle della chiesa il convento agostiniano (1467-1481), con affreschi nella sala capitolare e chiostro con loggiato. Oggi l'ex convento è sede del Museo della città e del territorio.

San Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Antica chiesa ristrutturata nel XVI secolo, all'interno, sull'altare, tre affreschi, il centrale Circoncisione di Gesù (1597) di G.B. Ricci ed i laterali "Adorazione dei pastori" ed "Adorazione dei Re" (1610) entrambi di Anastasio Fontebuoni (1571-1626). Della stessa epoca sono le pitture della cappella della "Madonna del Carmine".

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Campanile della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo
  • Santi Pietro e Paolo: chiesa costruita nel 1953 sui resti dell'antica chiesa della S. Trinità distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, all'interno Urna (I secolo d.C.) a forma di altare decorata con teste di ariete che sorreggono ghirlande.
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo
  • Chiesa di San Tommaso da Cori con annessa casa natale del santo
  • Chiesa di Santa Maria del Pianto (resti)
  • Tre antiche chiese furono distrutte dai bombardamenti americani durante la seconda guerra mondiale: Santa Caterina in Piazza Ninfina, San Pietro di cui rimane il campanile in piazza del tempio di Ercole, e la Santa Trinità.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Cinta muraria[modifica | modifica sorgente]

Mura ciclopiche e scorcio della Chiesa di Santa Oliva

Bellissima e abbastanza ben conservata con percorso turistico dedicato, è lunga circa 2 km. È realizzata in opera poligonale di prima maniera (VI-V secolo a.C.) e restaurata in epoche diverse, una prima volta in opera poligonale di III maniera (IV-III secolo a.C.) ed un successiva volta con un'opera di ricortinatura in opera incerta e l'aggiunta di torri (fine del II secolo a.C.). Lungo il percorso delle mura tre Porte (Romana, Ninfina, Signina) permettevano l'ingresso alla città; erano di tipo sceo. Di esse soltanto Porta Ninfina si era conservata fino ad epoca moderna, ma è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale. Una copia è stata ricostruita nel 1984 in occasione del Palio dei Rioni di Cori. Sempre in opera poligonale all'interno della cinta muraria sono le tante opere di sostruzione che creano una serie di terrazze che hanno determinato lo sviluppo urbanistico dell'antica Cora; tra le tante, sono notevoli: la sostruzione che sostiene il Foro, attuale zona di via delle Colonne; la sostruzione posta a fronte dell'edificio del Comune in piazza papa Leone XIII e la sostruzione, davanti l'edificio scolastico "Massari" a sostegno dell'Acropoli.

Ponte romano della Catena[modifica | modifica sorgente]

L'antico manufatto (I secolo a.C.), che consentiva e consente tuttora di attraversare l'omonimo fosso della Catena nei pressi di porta Ninfina; il ponte è ad un solo arco alto circa 20 metri ed è realizzato in opus quadratum, i fianchi sono in pietra mentre la curvatura è di materiale tufaceo.

Pozzodorico[modifica | modifica sorgente]

Grande piazza sottostante l'area del Foro e che poggia su un grande edificio di epoca romana (II secolo a.C.) composto da quattro ambienti ed una cisterna.

Via delle Colonne (Il Foro)[modifica | modifica sorgente]

Corrisponde a quello che fu il Foro dell'antica Cora, piena di reperti archeologici: pezzi di colonne, mosaici, cippi e tratti di mura poligonali.

Via del Porticato (le Sipportica)[modifica | modifica sorgente]

Antica via che correva sopra le mura arcaiche, fu completamente coperta da case e torri a partire dal XII secolo e definitivamente nel XVII secolo.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Landi-Vittori (XVI secolo) ingloba nella sua struttura una torre difensiva (I secolo a.C.); in via Accrocca, presso porta Romana.
  • Palazzo Riozzi-Fasanella (XVI secolo) in via Accrocca.
  • Palazzo Chiari (XVI secolo) presso porta Ninfina.
  • Palazzo Celli (1632) in via Laurienti.
  • Palazzo Luzi (1634) in via Laurienti.
  • Palazzo Montagna (1594) nell'omonima piazza.
  • Palazzo Prosperi (XVI secolo) in vicolo Macari oggi sede della biblioteca comunale e dell'archivio storico comunale.
  • Palazzetto Luciani in Piazza S. Oliva.
  • Palazzo Marchetti (XVI secolo) in piazza del tempio di Ercole.
  • Palazzo Fochi in via Cavour
Il Tempio di Ercole a Cori

Siti Archeologici[modifica | modifica sorgente]

Il Tempio di Ercole

Il Tempio (inizio I secolo a.C.) si trova sull'Acropoli dell'antica Cora, in quella parte della città che oggi è Cori alto, è di ordine dorico, prostilo, tetrastilo (monumento nazionale).

Il Tempio di Castore e Polluce

Situato nella zona del Foro dell'antica Cora. I resti che si ammirano oggi risalgono al restauro avvenuto nel I secolo a.C. dell'antico santuario (V secolo a.C.). Tale restauro ha prodotto un tempio corinzio, tetrastilo con cella centrale ed ali laterali.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Madonna del Soccorso: è la festa più importante della città. Essa è dedicata alla Madonna che nel maggio del 1521 ha soccorso una bambina di tre anni, di nome Oliva, perdutasi durante una tempesta; questa fu ritrovata solo dopo otto giorni e, quando ebbe raccontato la sua storia, tutti i Coresi, con il clero e i magistrati, si recarono in processione sul monte, dove rinvennero un affresco con un'immagine della Vergine in trono che sorregge il braccio del bambino in atto di benedire. La festa incominciata subito a ricordo dell'evento, divenne presto la più importante della città. Da quel lontano 1521, ogni anno, la seconda domenica di maggio si festeggia la Madonna del soccorso con la lunghissima processione che partendo dalla collegiata di Santa Maria della Pietà, attraversando tutta la città, arriva al santuario della Madonna del soccorso. Alla processione, oltre a larghissima parte dei cittadini, partecipano tutto il clero e le autorità del paese, accompagnate da valletti con fasci di ceri, che il sindaco, per deliberazione fatta nel 1531 offre alla Madonna durante la messa solenne. Si è persa invece la tradizionale sacra rappresentazione del miracolo.
  • Carosello storico dei rioni : è il palio di Cori dove i cavalieri dei Rioni della città si sfidano alla corsa all'anello. Storicamente Cori è suddiviso in tre Rioni, corrispondenti alle tre porte cittadine:
  1. Rione di Porta Ninfina, stemma di colore rosso e blu rappresentante un ponte e motto “viribus unitis”;
  2. Rione di Porta Romana, stemma di colore giallo e azzurro rappresentante un arco con freccia e motto “per aspera ad astra”;
  3. Rione di Porta Signina, stemma di colore giallo e verde rappresentante un monte e motto “excelsior”;

Il carosello è stato ideato nel 1937 e trae la sua origine dai festeggiamenti che si tenevano in onore della Madonna del soccorso apparsa in Cori nel 1521 e di S. Oliva, patrona della città fin dal XII secolo. La manifestazione si articola in tre momenti salienti: il giuramento dei priori, il palio della Madonna del soccorso ed infine il palio di S. Oliva.

Sbandieratori di Cori
  • Sbandieratori di Cori: un ruolo di particolare rilevanza ha il folklore della bandiera, Antica Arte divulgata in Italia e nel mondo. Cori vanta una vera e propria Scuola di Sbandieramento unica nel suo genere, contraddistinta dall'utilizzazione di bandiere con asta esclusivamente in legno, caratterizzando uno stile unico nell'ambito delle metodologie e delle tecniche afferenti l'Arte della Bandiera. Di tale inimitabile ed inestimabile patrimonio folklorico sono depositarie le tre Associazioni di Sbandieratori presenti nella Città di Cori, le quali hanno accumulato nella loro storia innumerevoli successi internazionali, attraverso cui ognuna di esse ha acquisito un'indiscussa fama di livello mondiale.
Sbandieratori di Cori durante una esibizione a Piazza Esedra a Roma

Nell 1966 nascevano gli "Sbandieratori dei Rioni di Cori", successivamente, nel 1970, gli "Sbandieratori del Leone Rampante di Cori", ed infine nel 1976 gli "Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori". Tutti e tre i Gruppi si distinguono per aver portato l'Arte della Bandiera ed il nome di Cori ovunque in Italia e nel Mondo, apportando ulteriormente un contributo di fondamentale importanza allo sviluppo del tessuto sociale della Città, nonché al progresso culturale di numerose generazioni di giovani coresi, permettendo agli stessi di conoscere popoli e culture vicini e lontani e instaurare con loro amicizie.

  • Festival della Collina: festival del folclore che si svolge dal 1974. In cui partecipa il gruppo "Sbandieratori dei Rioni di Cori".

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cori[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Latium Festival: Il comune di Cori, insieme ad altre città del Lazio, è sede principale del progetto culturale "Latium Festival". Esso organizza incontri, spettacoli e seminari sul folklore internazionale accogliendo ogni anno gruppi folklorici da tutti i continenti: 11 gruppi per un totale di oltre 500 artisti itineranti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1934 passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2007 Tommaso Bianchi PDL Sindaco
2007 2012 Tommaso Conti Partito Democratico Sindaco
2012 in carica Tommaso Conti Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Cori è rappresentata da una squadra di calcio (che prende il nome dalla città) e milita nella Prima Categoria Laziale. Dal 2011 si è ritagliata uno spazio tra l'élite del calcio regionale raggiungendo una storica finale di coppa Lazio e registrando record su record nel campionato di prima categoria.

Tennistavolo[modifica | modifica sorgente]

La "Tennistavolo Cori" è una delle società più prestigiose a livello regionale e nazionale. Dal 2013 è titolare del campionato nazionale di serie A2 guidata da Pietro Nuvola.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

A Cori, c'è l'impianto sportivo Stoza. Fino a pochi anni fa, una vera e propria eccellenza nel panorama degli impianti sportivi della provincia di Latina, completo di campo da calcio, palazzetto per pallavolo/basket, piscina, palestra, campo da bocce e da tennis. Oggi sono funzionanti il campo da calcio e recentemente sono stati ristrutturati ed inaugurati i campi da tennis. Di recente è stato ristrutturato il palazzetto dello sport, attualmente usato per eventi culturali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ - Popolazione residente al 1 gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=222648
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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