Formia

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Formia
comune
Formia – Stemma
Formia – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Latina – stemma Latina
Sindaco Michele Forte (UDC) dal 28/04/2008
Territorio
Coordinate 41°16′0″N 13°37′0″E / 41.26667°N 13.61667°E / 41.26667; 13.61667 (Formia)Coordinate: 41°16′0″N 13°37′0″E / 41.26667°N 13.61667°E / 41.26667; 13.61667 (Formia)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 73,53 km²
Abitanti 37 571[1] (31-12-2010)
Densità 510,96 ab./km²
Frazioni Castellonorato, Gianola-S.Janni, Marànola, Penitro, Trìvio, Fosso degli ulivi, Vindicio, Castellone, Mola, Scacciagalline, Santa Croce, San Remigio, Santa Maria La Noce, San Giulio, San Pietro, Ponzanello, Mamurrano, Archi, Acqualonga, Acquatraversa
Comuni confinanti Gaeta, Itri, Minturno, Spigno Saturnia
Altre informazioni
Cod. postale 04023
Prefisso 0771
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059008
Cod. catastale D708
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 967 GG[2]
Nome abitanti formiani
Patrono Sant'Erasmo e san Giovanni Battista
Giorno festivo rispettivamente il 2 ed il 24 giugno
Localizzazione
Formia è posizionata in Italia
Formia
Posizione del comune di Formia nella provincia di Latina
Posizione del comune di Formia nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Formia è un comune italiano di 37.468 abitanti della provincia di Latina nel Lazio meridionale.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Fino al 1927 faceva parte della provincia di Terra di Lavoro. È situata lungo la tratta ferroviaria Roma-Napoli, nonché lungo l'antico itinerario della Via Appia.

[modifica] Storia

Formia, dal Basso Medioevo, e fino al 1861, era la parte settentrionale (al confine con lo Stato Pontificio) della Regione di Terra di Lavoro, regione storica sorta sotto il Regno di Sicilia (poi Regno di Napoli e Regno delle Due Sicilie). Anche dopo la sconfitta militare del suddetto Regno delle Due Sicilie e la sua forzata annessione, nel 1861, prima al regno di Sardegna e poi al nuovo Regno d'Italia, Formia continuò a far parte della provincia di Terra di Lavoro, nell'ambito del Circondario di Gaeta. Ma nel 1927 il governo fascista di Mussolini, per "punire" i gerarchi della Terra di Lavoro che avevano dissentito su alcune sue richieste, senza tener conto del retaggio storico e sociale millenario di quella Terra, scisse detta Provincia e assegnò Formia (e tutto il territorio del Circondario di Gaeta) prima alla provincia di Roma e successivamente, dal 1934, alla neonata Provincia di Littoria (poi Latina). Invece il territorio del Circondario di Sora (anch'esso parte della Terra di Lavoro) fu assegnato nel 1927 alla neonata Provincia di Frosinone. In epoca classica parte del Latium, nasce dopo l'unità d'Italia sui resti della romana Formiae dall'unione di due comuni: Castellone, e Mola di Gaeta.

Adagiata proprio al centro del Golfo di Gaeta, Formia (dal greco hormiai - approdo) ha origini che si perdono nel mito e si riallacciano alla leggenda di Troia e al peregrinare di Ulisse sulla via del ritorno. Tutta la mitica tradizione ricorda questa zona come terra dei Lestrigoni, popoli rudi e primitivi, e alla città di questi giganti cannibali vi approdarono le navi di Ulisse e dalla quale solo la sua riuscì a salvarsi.

Il toponimo Formia viene fatto derivare dal greco Hormiai, approdo, ad indicare la tranquillità del riparo fornito dal golfo. Di formazione preitalica e aurunca come dimostra la lunga e poderosa cinta di mura poligonali, in buona parte conservata lungo la costa e nel quartiere di Castellone, dopo la conquista del territorio da parte dei romani tra il V e IV secolo a.C., entra a far parte del Latium adjectum. Nell'ordinamento romano, Formia diventa civitas sine suffragio nel 338 a.C. (o forse 332 a.C.), perché il passaggio attraverso il suo territorio era sempre stato sicuro. Tale passaggio è stato strategicamente importante per i Romani, tanto che per la città viene fatta passare la via Appia nel 312 a.C. Nel 188 a.C., Formia riceve la piena cittadinanza romana.

Formia è stata una località turistica molto apprezzata in epoca romana come testimoniano i numerosi resti di ville, tra le quali celebri erano quelle di Mamurra e Mecenate. Su questo tratto del golfo venne a realizzare una delle sue predilette case di campagna, anche Cicerone. Proprio a Formia Cicerone ebbe la morte dai sicari di Antonio nel dicembre 43 a.C. mentre tentava di fuggire alle proscrizioni. La città si contende i natali di Vitruvio Pollione, vissuto in età augustea, autore di un poderoso e apprezzato trattato sull'architettura.

La torre ottagonale del "Castellone".

Con la caduta dell'impero romano Formia fu depredata ed i suoi abitanti dopo la calata dei barbari e la guerra greco-gotica, fuggirono sulle vicine colline, spopolando la cittadina e dividendosi poi in due nuclei, divenuti poi sobborghi di Gaeta: quello marittimo di Mola di Gaeta, che prendeva nome dai mulini che vi erano in attività, presso i quali fu eretta alla fine del XIII secolo da Carlo II d'Angiò un fortilizio e, nella zona collinare quello di Castellone. Il nome Castellone deriva dal castello (Castel Leone, Castel Lione ed infine Castellone) costruito da Onorato I Caetani, conte di Fondi, attorno alla seconda metà del XIV secolo.

La Porta degli Spagnoli con il caratteristico orologio maiolicato. L'edificio è meglio conosciuto come 'Torre dell'Orologio'

Giardini con ricchi agrumeti hanno separato per secoli i due rioni, come mostrano anche carte corografiche dei secoli XVI e XVIII. Nel 1863 i borghi furono riuniti col nome di Formia. "O temperate dulce Formiae litus..", la mitezza del clima declamata da Marziale nell'epigramma dedicato all'amico Apollinare e alla sua villa formiana non è una semplice espressione poetica ma una realtà; grazie alla sua posizione sul mare, protetta da Gaeta ad ovest e dalle colline alle spalle, Formia vanta una invidiabile condizione climatica, che insieme agli arenili di Vindicio, Acquatraversa, S. Janni e Gianola la rendono una ricercata meta turistica.

La città, durante il secondo conflitto mondiale, ha subìto pesantissimi danni nel gennaio del 1944 e nei mesi successivi, in quanto posta ai margini della Linea Gustav (nota soprattutto per i drammatici eventi della distruzione di Montecassino e per le sanguinose battaglie tra le montagne di Mignano Monte Lungo). Gran parte del patrimonio storico ed artistico di Formia è così andato perduto; pur tuttavia quanto rimasto è degno di nota.

[modifica] Il castello

Arco della Porta dell'Orologio

Il Castellone medievale mantiene inalterato il fascino di un tempo, nonostante abbia perduto la turrita cinta muraria. Delle dodici torri originarie, ne sono rimaste soltanto due, una dalla caratteristica forma ottagonale, sulla sommità dell'antica rocca romana, e quella definita 'dell'Orologio', per la presenza di un orologio maiolicato settecentesco, di recente ripristinato nelle sue funzioni.

[modifica] Architetture

Le chiesuole di Sant'Anna (nel borgo)- già Santa Maria del Forno, perché eretta nelle vicinanze di un forno - e di San Rocco - o San Sebastiano - (fuori la cinta muraria) conservano, rispettivamente, un affresco absidale cinquecentesco di scuola napoletana ad oggetto la nascita della Vergine, ed un trittico seicentesco raffigurante la Madonna tra i Santi Rocco e Sebastiano. Una grande cisterna di epoca imperiale romana, da poco risanata ed aperta al pubblico, fa bella mostra di sé nel cuore del borgo. È una monumentale opera idraulica interrata nell'Arce, con murature talmente robuste ed imponenti da sorreggere case e vicoli soprastanti. Sulle rovine del Teatro romano, nel settecento fu edificata una casa. Il luogo, molto suggestivo, è quello dove, secondo la leggenda popolare, fu perpetrato il martirio, durante le feroci persecuzioni cristiane, subìte dal vescovo (e poi santo) Erasmo, il 2 giugno del 303 d.C.

Chiesa di Sant'Erasmo

In tutto il rione, sono evidenti, inoltre, le tracce dell'antica struttura preromana e romana, con murature in opus reticolatum ed incertum. Da come si può capire, la storia di Castellone non può non unirsi a quella, affascinante e misteriosa, delle vicende terrene del vescovo Erasmo, che subì un feroce martirio per eviscerazione nel 303 d.C. nei locali del Teatro. La sua storia (La Passio S. Erasmi) è stata scritta, tra il 1078 ed il 1088, da un monaco benedettino dell'abbazia di Montecassino, nato a Gaeta, divenuto papa col nome di Gelasio II. Dopo sette giorni di evangelizzazione del territorio formiano, il Vescovo fu imprigionato dai sicari di Massimiano e Diocleziano e torturato fino alla morte. Fondamentali i ritrovamenti archeologici nel sottosuolo della chiesa ex-cattedrale di Sant'Erasmo, che hanno permesso di convalidare molti momenti del racconto gelasiano e della tradizione, con l’unica eccezione dell’errore, commesso dal narratore, del sito del martirio.

Teatro Romano a Castellone

Non l’Anfiteatro – situato nella parte centrale della città – bensì il Teatro. L’errore per molto tempo si è perpetuato nella toponomastica cittadina che, fino al secondo dopoguerra, ha continuato a considerare ‘Vico Anfiteatro’ quello che era – ed è tutt'oggi, giustamente, ‘Vico del Teatro’. Alla morte del Santo, gli fu data degna sepoltura da parte del Vescovo cristiano di Formia, Probo (anch’egli fatto Santo alla sua morte) e, in seguito alla ‘liberalizzazione’ del culto cristiano con l’editto di Milano del 313 d.C., fu edificata una chiesetta sulla tomba del martire. Successivamente, in epoca paleocristiana, fu costruita una chiesa più grande (ampliata intorno all’anno mille) che divenne Cattedrale della diocesi formiana, fino a quando il clero e le massime cariche cittadine non fuggirono nella vicina e quasi inespugnabile Gaeta per scampare alle invasioni turche e mettere in salvo le reliquie dei Santi. Così facendo, trasportandosi a Gaeta le spoglie del Martire Erasmo (anno 760 d.C.), ebbero inizio, nel contempo, la fioritura della sede vescovile gaetana, la nascita di un fiorente borgo, destinato in seguito a divenire Ducato e a sottomettere i comuni limitrofi, e la decadenza della cattedrale formiana, divenuta intorno all’anno mille abbazia benedettina (ancora potente, in verità) e poi olivetana, fino alla soppressione del monastero dopo secoli di decadenza. La chiesa attuale risale al restauro olivetano del cinquecento e possiede tre navate voltate a crociera, senza transetto. Nei sotterranei, durante i lavori di restauro iniziati nel 1970 e durati circa venti anni, sono stati rinvenuti molti reperti di epoca longobarda e carolingia nonché una vasta area cimiteriale. Il culto del vescovo Erasmo è profondamente radicato nella realtà formiana (e castellonese in particolare) come si evince dalla grande partecipazione popolare che ogni anno, nel pomeriggio del 2 giugno, caratterizza la processione del Santo per le vie del borgo antico e della parte centrale di Formia.

Fontana Romana sulla via Appia

Sulla via Appia, in direzione Itri/Roma, una fonte di epoca romana è in buono stato di conservazione. Appoggiata ad una robusta parete di blocchi calcarei, è lunga circa sette metri e larga uno e mezzo. Possedeva nel retro una cisterna per l’approvvigionamento idrico. L’acqua fuoriusciva da due mascheroni antropomorfi, raffiguranti il sole e la luna. Di uno di essi sono ancora visibili le tracce.

Tomba di Cicerone

Più lontano, un mausoleo monumentale di età imperiale detto comunemente ‘Tomba di Cicerone’. La vicinanza al sito in cui la tradizione colloca la sontuosa villa che l’oratore abitò frequentemente, le fonti storiche che riferiscono del suo assassinio proprio nei pressi di questa e la grandezza dell'edificio, senz’altro costruito per accogliere le spoglie di un uomo illustre, fanno ragionevolmente presumere che esso sia proprio il monumento funerario dell’arpinate. Sulla collina vicina, un sepolcro più piccolo è, dalla tradizione, ritenuto la tomba della figlia Tulliola. Però, mentre si sa con certezza che le spoglie di Cicerone non giacciono a Formia, bensì a Roma, è noto che le spoglie della figlia si trovano effettivamente nel mausoleo a lei dedicato. La zona in cui si trova il Mausoleo di Tulliola prende il nome di Acerbara con riferimento proprio alla ragazza (acerbam in quanto morì molto giovane e ara per indicare il luogo effettivo)

Nella parte centrale di Formia, a diretto contatto con il mare o nel sottosuolo, sono testimonianze dei fasti dell’antichità, i resti monumentali di criptoportici, botteghe e magazzini di sontuose ville patrizie (sotto l’attuale Villa comunale, sotto la centralissima Piazza della Vittoria, nei pressi del nuovo porto e nella zona del Porticciolo Romano, detto anche Porticciolo Caposele, dal nome della villa limitrofa, probabile Villa di Cicerone – il ‘Formianum’ – divenuta poi proprietà dei Principi di Caposele e, da ultimo, della famiglia Rubino).

[modifica] Rione Mola

Il borgo di Mola è caratterizzato dalla possente Torre cilindrica, residuo, insieme a poche altre strutture, del castello tardo-medievale, quasi completamente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Caratteristico il portale di accesso, che ripropone il gusto architettonico degli archi trionfali di epoca romana.

Via Abate Tosti nel Borgo di Mola
Il torrione

Al fianco del castello, lungo la caratteristica via Abate Tosti, già via Tullia, sorgeva la chiesa ‘binavata’ dei Santi Lorenzo e Giovanni che custodiva una tela di Antoniazzo Romano, salvata e, recentemente, restaurata e custodita presso la nuova Chiesa di San Giovanni Battista unitamente ai preziosi simulacri lignei dei Santi Lorenzo e Giovanni, quest’ultimo nominato (sul finire degli anni ’30 del secolo scorso) compatrono della città di Formia insieme a S. Erasmo. Pochi ma significativi i resti dell’Acquedotto Romano, le cui arcate superstiti si sta cercando pian piano di sottrarre al degrado in cui erano sprofondate negli ultimi decenni. Il borgo si veste a festa, il 24 giugno, per la solenne processione di San Giovanni e, nel mese di agosto, per il giusto riconoscimento a San Lorenzo, protettore di Mola ancor prima che vi si radicasse il culto per il Battista.

[modifica] Il Centro di Preparazione Olimpica del CONI (CPO)

Nel 1955, su idea di Bruno Zauli, nasce la Scuola Nazionale di Atletica Leggera di Formia, con l'ambizioso e lungimirante obiettivo di sviluppare il talento e la formazione dei quadri tecnici sportivi.

Sorge sull'antico Parco Reale posizionato nelle strette vicinanze di borghi marinari dove l'azzurro mare e le spiagge possono essere meta per soggiorni non solo di discipline sportive acquatiche (Vela, Surf, ecc.) ma anche per tutte le altre, che possono utilizzare in tutti i mesi dell'anno la spiaggia come sede di allenamento differenziato. I monti, con i loro 1300 m di altezza, incombono sul mare in un punto più vicino che in qualsiasi parte d'Italia, stimolo aggiuntivo per il miglioramento del microclima e per godere contemporaneamente dei benefici effetti del mare e della montagna e, perché no, dello straordinario paesaggio: il Golfo di Gaeta, le isole pontine, l'isola di Ischia e di Capri, e l'inconfondibile sagoma del Vesuvio.

Grazie agli Stages ed ai Convegni Tecnici, nazionali ed internazionali, contestualmente ad un'Impiantistica (outdoor e indoor) di elevato livello ed alla dotazione di Servizi sofisticati per l'Alta Prestazione, la IAAF ha ufficialmente certificato e riconosciuto la Scuola Nazionale di Atletica Leggera di Formia quale Centro di Preparazione Olimpica Internazionale.

Oltre all'impianto principale per l'Atletica Leggera, costituito da una pista di 400m a 6 corsie (diventano 8 sul rettilineo d'arrivo), nella zona indor troviamo un pistino di 200 m ed una zona salti che comprende anche uno spazio coperto dedicato completamente al salto con l'asta, inoltre, 2 campi da Tennis, una palestra di Scherma, una palestra di Pugilato con 2 ring, campo polivalente Basket-Pallavolo, percorso di Cross di 1 km, 2 sale muscolazione e 4 spogliatoi con servizi igienici e docce.

Il Centro si completa con 2 blocchi residenziali, un Ristorante, Sala ritrovo, Aula Magna da 200 posti, Biblioteca e altre Aule Didattiche tutte dotate di sistemi audiovisivi, oltre ad un numero sufficiente di uffici, locali e magazzini, nonché Centro Medico Fisioterapico, un Service per Audiovisivi (comprende 2 telecamere digitali ed un sistema di post-produzione per la ripresa di allenamenti ed eventi sportivi e il montaggio professionale delle immagini, oltre a l'analisi del movimento), un Servizio di test e Valutazione motoria (dispone di strumentazioni sofisticate che danno indicazioni biomeccaniche e fisiologiche del gesto atletico come il Muscle-Lab, Biorobot, Ergo-jump, Ergo-Runner, fotocellule in telemetria) e un'area convegnistica (Aula Magna con 200 posti, impianto per la traduzione simultanea in 4 lingue, vero gioiello per questi scopi con una dotazione di strumentazione audiovisiva di altissimo livello).

Dal 28 aprile 2008 il CPO di Formia diventa anche Centro Mondiale della IAAF di Salto con l’Asta, proprio per le condizioni ideali per realizzare progetti di altissimo livello, grazie alle strutture e tecnologie, spesso uniche al mondo, di cui il Salto con l’Asta può godere in questa sede.

[modifica] Aree naturali

[modifica] L'Oasi blu di Gianola

In località Gianola il WWF ha creato una cosiddetta Oasi Blu. Il fondale è parallelo alla costa; raggiunge circa 4 metri di profondità. La natura del fondo è mista, ma per lo più rocciosa. Vi è una vasca per le tartarughe e una sorgente sottomarina. La fauna è varia, tipica tirrenica. Il mese di settembre è ideale per le immersioni.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Oasi blu di Gianola.

[modifica] Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Informazioni amministrative

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Michele Forte (UDC) dal 28/04/2008 (1º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Sandro Bartolomeo centrosinistra Sindaco
2008 in carica Michele Forte Unione di Centro Sindaco



[modifica] Sede distaccata della Provincia

La struttura della sede decentrata di Formia, aperta all'inizio del 1999 ed ubicata in Via Olivastro Spaventola, si concretizza fondamentalmente nell'attività d’intermediazione fra il territorio del Sud pontino e la Sede Centrale della Provincia. È costituita da:

  • Distaccamento delle Guardie Provinciali
  • Ufficio Viabilità composto da 26 unità, incaricate della manutenzione delle strade del Distretto Sud della Provincia
  • Squadra del Settore Edilizia Scolastica, composta da n° 3 unità, incaricate della manutenzione degli edifici scolastici di competenza provinciale
  • Ufficio Decentramento, incaricato dello svolgimento dei compiti relativi alle attività di tutti i Settori dell' Amministrazione ed in collaborazione con essi

[modifica] Altre informazioni amministrative

[modifica] Dialetto

Il dialetto formiano viene generalmente definito, a volte anche dagli stessi parlanti, una "variante" della lingua napoletana. La situazione linguistica in questione, tuttavia, è più complessa. La parlata formiana certamente risente dell'appartenenza quasi millenaria della cittadina laziale all'antico Regno di Napoli e, fino al 1927, alla Terra di Lavoro, ma occorre sottolineare che, anche se il trattamento delle vocali atone finali è lo stesso di molti dialetti del meridione d'Italia e soprattutto campani ( e quindi quello formiano rientra tra i dialetti altomeridionali) le vocali toniche rilevano un'affinità più con le parlate molisane e pugliesi, e vi è differenza anche con alcuni dialetti di comuni vicini situati sui Monti Aurunci. Formia è situata in una posizione geografica che ha sicuramente favorito nel corso dei secoli l'attività peschereccia, che si è svolta con pescatori provenienti dall'Area Vesuviana ma presumibilmente anche dalla Puglia e, inoltre, vi è stata l'immigrazione di contadini provenienti dalle zone interne vicine. Esplorando il lessico troviamo elementi linguistici che riconducono inequivocabilmente alla lingua napoletana e campana in generale ("ngoppa" = sopra, "a ccà" = qui, "vagliòne" = ragazzo, "nisciuno" = nessuno, "duje" = due, ecc.) e vì è inoltre la metafonesi napoletana (es. ciénto = cento, viénto = vento ecc.); tuttavia vengono generalmente indicati dagli studiosi come campani quei dialetti che trasformano la "f" in "sc" ( es. sciummo = fiume) e la "p" in "ch" (es "chìno" = pieno, "cchiù" = più, quest'ultimo diffuso anche in alcuni centri dell'Abruzzo e del Molise). Nel dialetto locale vi sono anche termini del napoletano arcaico, come ad esempio "schitto", dove nel napoletano odierno si preferisce usare "sulamènte" oppure "sultanto, surtanto". A Formia (e anche in alcuni comuni vicini) prevale invece l'esito italiano ( es. pìne = pieno, "piove" mentre nel napoletano vi è "chiove"). Curiosamente vi sono altri elementi in accordo con l'area linguistica "mediana" della Provincia di Latina, cioè i Monti Lepini come per esempio "na cìca" (un po') o l'articolo "gliù" per "il" (nel napoletano è "o") come del resto esiste in molti altri dialetti del Lazio cosiddetto "borbonico". Come già detto, rileviamo poi elementi che rimandano ad un'affinità con i dialetti pugliesi e molisani soprattutto a livello di vocalismo tonico (es "dè lète" = di lato, "là nèvè "= la nave, o anche "gliù mère dè Formiè", il mare di Formia, che nella lingua napoletana vera e propria sarebbe " 'o mare 'e Formia").

Riguardo alla morfologia verbale vì è un discorso ancora più complesso: se alcuni tempi e modi verbali sono gli stessi del napoletano,come ad es. "aggio visto" o "aggio veduto" = ho visto, "aggio piglièto" = ho preso, ove la vocale tonica che si rileva è "è", mentre nel napoletano è "a" ("pigliato"), "jètte" ( è andato, andò), "potimmo" ( possiamo) o come il verbo servile "aggio 'a" ( devo) che è presente anche in altri dialetti vicini (ma non in quelli dei paesi immediatamente a ridosso del confine campano), ve ne sono poi altri che riconducono, curiosamente, ai dialetti della Ciociaria nord e anche a quelli "mediani" di alcuni comuni dei Monti Lepini, come per esempio arrivìme ( arriviamo), "magnìme" (mangiamo), "càntìme" (cantiamo), taglitéme (tagliatemi) e via discorrendo. Questo mutamento di -iàmo in -ìme capita nel resto del Golfo soltanto nella vicina Gaeta, almeno per quanto concerne il dialetto del "borgo". Anche a Formia, inoltre, è presente la palatalizzazione di "ll" in "gl" ( es "bègliu" = bello", "viècchiarieglie" = vecchietto, ecc.), come è possibile rilevare in tutto il Lazio meridionale, sia "pontificio" che "borbonico" ( ad eccezione del dialetto del centro storico di Gaeta e delle Isole Ponziane) e anche in alcuni centri della Campania settentrionale.

Il porto
Panorama al Tramonto da Castellonorato
Panorama dal Borgo di Maranola

[modifica] Città gemellate

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Personaggi legati a Formia

[modifica] Fonti

Alvise Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud Orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati), "Contributi di Filologia dell'Italia mediana III" 1989

Giovanni Bove, ''Fièrze spèse", raccolta di poesie in dialetto formiano, giugno 2002

[modifica] Collegamenti esterni

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