Via Domiziana

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La Via Domiziana o Domitiana, in Campania, è la più grande strada costruita per opera dell'imperatore romano Domiziano nel 95 d.C., per migliorare i collegamenti tra il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, e il resto dell'impero.

La strada prende origine dall'antica Via Appia all'altezza di Sinuessa (odierna Mondragone) per poi costeggiare il litorale a nord di Napoli. Fu distrutta per opera di Alarico nel 420 d.C. per poi essere ricostruita nel Medioevo per conto del Regno di Napoli. Oggi è una strada statale.

Itinerario[modifica | modifica sorgente]

La Via Domiziana iniziava a Sinuessa (Mondragone), staccandosi dalla Via Appia. In effetti non si trattava di una vera e propria strada nuova, ma piuttosto dell'ampliamento e completamento di una strada secondaria preesistente che collegava le città della costa campana. Essa ricalcava in parte il tracciato della Fossa Neronis, il canale navigabile voluto da Nerone che avrebbe dovuto collegare Roma con Puteoli, la cui costruzione fu iniziata, per essere poi interrotta alla morte di Nerone e non più completata.

La Via Domiziana, dopo Sinuessa, attraversava il fiume Savone, quindi giungeva sul Volturno che veniva attraversato con un grande ponte a varie arcate di cui si conservano ancora oggi alcuni resti inglobati nel Castello medievale di Castel Volturno. Dopo Volturnum la strada proseguiva verso sud, costeggiava la zona paludosa di Lago Patria, quindi attraversava il fiume Clanis (attuale canale dei Regi Lagni) e giungeva a Liternum.

Dopo Liternum la strada proseguiva per Cuma costeggiando la riva occidentale del Lago di Licola (oggi prosciugato) quindi giungeva nella città che attraversava; poi proseguiva passando a nord del lago d'Averno e da qui terminava a Puteoli.

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