Via Laurentina

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La via Laurentina è una strada provinciale SP95b, lunga circa 42 km. Congiunge Roma a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea.

Itinerario[modifica | modifica sorgente]

Ha inizio dentro Roma, nel quartiere Ostiense, staccandosi dalla consolare via Ostiense, precisamente sotto un ponte ferroviario della linea Roma-Ostia Lido e della metropolitana Linea B: questo luogo era noto già dal secolo XVI come il Ponticello di San Paolo, manufatto ora coperto dall'attuale manto stradale, che consentiva alla via Ostiense il passaggio sulla marrana di Grotta Perfetta[1] che di lì a poca distanza si gettava nel Tevere.

La via Laurentina, sviluppandosi verso sud, fa prima da confine tra i quartieri Europa (a ovest) e Ardeatino e Giuliano-Dalmata (a Est), poi tra la zona Fonte Ostiense ed il quartiere Giuliano-Dalmata: divide poi le zone Vallerano e Castel di Decima dalla zona Castel di Leva.
Uscita da Roma, all'altezza dell'incrocio con la strada per Albano, attraversa Santa Procula, frazione di Pomezia, incrocia poi la strada statale SS148 (via Pontina), la quale conduce a Latina, ed infine arriva ad Ardea.
Dopo Ardea giunge infine alla località balneare di Tor San Lorenzo e si innesta nella strada statale SS601 Ostia-Anzio (via Litoranea).

Lungo la strada, al km 14, si trova il Cimitero Laurentino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Pianta della Villa ritenuta di Plinio il Giovane presso Laurentum

L'attuale via Laurentina in realtà corrisponde alla strada conosciuta nel passato nel primo tratto come via delle Tre Fontane, mediante la quale procedendo oltre questa Abbazia e passando per la località di Monte Migliore, dove aveva assunto anche il nome di via di Schizzanello, si giungeva fino ad Ardea, come descritto già nel Catasto Alessandrino della metà del secolo XVII, e che con la diramazione della attuale via di Trigoria, nota in passato anche come via di Pratica, giungeva nei pressi di Laurentum.

La via descritta da Plinio che conduceva alla sua villa Laurentina[2] si dipartiva dal chilometro 6,5 dell'Ostiense (nell'attuale Tor di Valle) seguendo il fondovalle del fosso dell'Acqua Acetosa Ostiense-Vallerano e arrivava a Laurentum presso le tenute di Castel Porziano e Capocotta[3].

Al miglio VI (attuale km 11,500 della Pontina) è stato rinvenuto un tempio al dio Terminus e una necropoli.

Occorre sottolineare tuttavia che nella Tavola Peutingeriana l'unico asse viario che pone in collegamento Roma con Laurento è una via priva di denominazione della lunghezza di XII miglia (km 17,7 ca.) che si diparte dalle Mura Aureliane tra la via Appia e la via Ostiense senza alcuna relazione con quest'ultima. Ciò collimerebbe con le ipotesi poste da Platner e Ashby, anche sulla base dell'unica iscrizione rimasta della Porta Ardeatina "...Diadumenus manceps viarum Laurentinae et Ardeatinae..."[4], sul percorso della Laurentina vetus e la Laurentina nova, diramantesi la prima dalla porta Ardeatina, che risultava in disuso già in epoca altomedievale, con il cui tracciato della via omonima inizialmente manteneva un tratto in comune, oppure identificando questa via con quella che usciva dalla Porta Naevia[5]. Considerando che la Tavola nel suo impianto originario risale al I secolo a. C., la riproduzione della via senza nome potrebbe far pensare o ad un asse viario composto da più tratti, o ad un tracciato viario ormai in disuso, soppiantato in parte nei primi secoli dell'era cristiana dal tracciato attuale, definito da Ashby come un diverticolo che collegava l'Ostiense con la Laurentina antica (forse nei pressi della località Tor Pagnotta)[6], usato inizialmente nel suo primo tratto come itinerario religioso per recarsi dalla Basilica al luogo del martirio dell'apostolo Paolo in località Acque Salvie.

Di tutt'altro indirizzo le argomentazioni di Stefano Piale che affermava come la via Laurentina antica iniziasse dalla porta Raudusculana per percorrere il tratto dalla porta Ostiense al Ponticello di San Paolo che assunse il nome di Via Ostiense dopo la costruzione delle mura Aureliane, continuando poi per la attuale via Laurentina[7]. Analoghe considerazioni venivano formulate mezzo secolo dopo da Pietro Rosa dando però il nome al percorso da lui dettagliatamente descritto di Via Lavinate[8].

Via Laurentina-Severiana[modifica | modifica sorgente]

Una via omonima, riutilizzata forse poi nel percorso della via Severiana, doveva collegare Ostia Antica mediante la porta Laurentina[9], posta al termine del tratto meridionale del cardine massimo, con la medesima località di Laurentum distante circa 8 miglia (Km 14,4 ca.)

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Laurentina.
Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Basilica San Paolo.

NOTE[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il corso d'acqua oggi intubato, era il tratto finale del fosso di Tor Carbone avente origine nella tenuta di Torricola presso l'ippodromo delle Capannelle
  2. ^ ...Essa è discosta diciassette miglia dalla città [...] Non vi si va per una sola strada, perché vi conducono del pari la Laurentina e l’Ostiense, ma la Laurentina bisogna lasciarla dopo quattordici miglia, l’Ostiense dopo undici… (Plinio il Giovane, Epistulae, 2, 17, 15.). v. Andrea Schiavone, La villa di Plinio e la chiesetta paleocristiana, Roma 2006.
  3. ^ v. Laurentum in Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma ..., Volume 2°, pp.189-207.
  4. ^ trad. Diadumeno appaltatore delle vie Laurentina e Ardeatina.
  5. ^ Samuel Ball Platner e Thomas Ashby, A Topographical Dictionary of Ancient Rome, London: Oxford University Press, 1929, Via Ardeatina; e Paola Brandizzi-Vittucci, Considerazioni sulla Via Severiana e sulla Tabula Peutingeriana, in M.E.F.R.A 1998, 2, pp.929-993, in part. 939-947.
  6. ^ v. Amanda Claridge, Thomas Ashby nell’Agro Laurentino. Appunti e carte topografiche nell’archivio della British School at Rome, p.28
  7. ^ Delle porte del Monte Aventino e delle altre occidentali di Roma… Dissertazione letta nella Pontificia Accademia Archeologica… 1824, Roma 1834, vol. II, pp. 9 e segg.
  8. ^ Pietro Rosa, v. Dell’antica via Lavinate, in Annali dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica, a.1869. pp.186-192.
  9. ^ Paola Brandizzi-Vittucci, Considerazioni sulla Via Severiana... cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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