Pietro Rosa

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sen. Pietro Rosa
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Pietro Rosa
Luogo nascita Roma
Data nascita 10 novembre 1810
Luogo morte Roma
Data morte 15 agosto 1891
Legislatura XI

Pietro Rosa (Roma, 10 novembre 1810Roma, 15 agosto 1891) è stato un politico, archeologo e topografo italiano; fu il primo Soprintendente agli scavi e monumenti della provincia di Roma[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Discendente di Salvator Rosa, fece studi di pittura e fu allievo di Luigi Canina, che lo introdusse presso la famiglia Borghese. Qui lavorò sino alla sua adesione, nel 1849, ai moti per la difesa di Roma durante il regime della Repubblica Romana; la scelta politica lo lasciò privo di occupazione e il Canina lo prese con sé per alcuni scavi lungo la via Appia[2].

Lavorò in seguito per Napoleone III (appassionato di archeologia), per il quale nel 1861 diresse gli scavi negli Horti Palatini Farnesiorum (i Giardini Farnese), sul Palatino, che l'imperatore aveva appena acquistato da Ferdinando II di Borbone[2]. Rimase, insieme con Giacomo Boni e Alfonso Bartoli, uno dei principali studiosi del Palatino[3], in cui fece importanti scoperte fra le quali quella del tempio di Giove Statore[4] e la Basilica Giulia[5].

Dopo l'Unità d'Italia, nel 1870 fu il primo ammesso a progetti archeologici nell'area del Foro Romano, incarico che conservò sino al 1874, quando ne fu estromesso per dissidi con Giuseppe Fiorelli, direttore del neonato servizio archeologico nazionale, e con gli incaricati del Comune di Roma[2].

Tra il 1874 ed il 1875 diresse gli scavi per liberare il Colosseo dall'interro; i lavori nell'Anfiteatro, che era un simbolo religioso (ospitava ad esempio già a quei tempi la Via Crucis), furono considerati pressoché sacrileghi dalla popolazione cattolica, che inscenava proteste, papa Leone XIII in testa, con celebrazioni religiose a sorpresa dentro la struttura, sinché Rosa non convinse i popolani che era meglio scavarla piuttosto che consentirvi ipotetici ludi carnascialeschi[6].

Sviluppò la "Carta topografica del Lazio", una mappa archeologica rilevata da Rosa stesso fra il 1850 e il 1870.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Medaglia ai Benemeriti della Liberazione di Roma 1849-1870 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia ai Benemeriti della Liberazione di Roma 1849-1870
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta)

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L’archivio della Direzione generale delle Antichità e Belle Arti, Inventario a cura di Matteo Musacchio (Archivio Centrale dello Stato), Roma 1994, Vol. I, pp. 45-51, p. 104.
  • M. Tomei, Scavi francesi sul Palatino, Roma 1999, pp. 1-19.
  • A.P. Frutaz, Le carte del Lazio, Vol. I, Roma 1972, pp. 132 -1.
  • E. Gatti, Il ritrovamento della carta archeologica del Lazio di Pietro Rosa, in Bullettino della Commissione Archeologica Comunale, LXXXII (1970-1971), pp. 143-145.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
  2. ^ a b c Stephen L. Dyson, In Pursuit of Ancient Pasts: A History of Classical Archaeology in the Nineteenth and Twentieth Centuries, Yale University Press, 2008 - ISBN 0300134975
  3. ^ Andrea Augenti, Il Palatino nel Medioevo: archeologia e topografia (secoli VI-XIII), in Bollettino della Commissione archeologica comunale di Roma, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1996 - ISBN 8870629325
  4. ^ Claudia Cecamore, Palatium: topografia storica del Palatino tra III sec. A.C. e I sec., in Bollettino della Commissione archeologica comunale di Roma, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2002 - ISBN 8882651401
  5. ^ David Watkin, The Roman Forum, in Wonders of the world, Profile Books, 2011 - ISBN 1861978057
  6. ^ Keith Hopkins, The Colosseum, in Wonders of the world, Profile Books, 2011 - ISBN 1847650457

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 34005296 LCCN: no00073575

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