Terminalia (festività)

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Terminalia
La festa dinanzi all'altare di Terminedi Giovanni Benedetto Castiglione (1642)
Tipo di festa religiosa
Data 23 febbraio
Religione Religione romana e Via romana agli Dèi
Oggetto della celebrazione Festività in onore del dio Termine
Tradizioni religiose sacrificio pubblico per il dio Termine al VI miglio della via Laurentina

I Terminalia erano un'antica festività della religione romana dedicata al dio Termine (in latino Terminus), che proteggeva i confini. La sua rappresentazione scultorea era semplicemente una pietra o un cippo conficcato nel suolo per dividere diverse proprietà. In occasione della festività, i due proprietari dei due terreni adiacenti incoronavano la statua con ghirlande e innalzavano un altare grezzo, sul quale offrivano grano, miele e vino e sacrificavano un agnello[1] o un lattonzolo (cucciolo del maiale). La cerimonia si concludeva con il canto delle preghiere al dio[2].

La festa pubblica in onore di questo dio era celebrata presso la pietra miliare del VI miglio sulla via Laurentina (via che portava a Laurentum)[3], indubbiamente per il fatto che questo fosse il limite originario dell'estensione del territorio di Roma in quella direzione.

La festività dei Terminalia era celebrata a.d. VII Kal. Mart., cioè il 23 febbraio, il giorno prima del Regifugium. Il 23 febbraio era anche l'ultimo giorno dell'antico anno romano, motivo del nome della festività. Infatti, febbraio era l'ultimo mese dell'anno romano e, quando fu aggiunto il mese intercalare di Mercedonius, gli ultimi cinque giorni di febbraio furono aggiunti al mese intercalare, rendendo il 23 febbraio l'ultimo giorno dell'anno[4][5]. Quando Cicerone in una lettera ad Attico[6] dice: Accepi tuas litteras a.d. V Terminalia ("ricevetti la tua lettera il 19 febbraio), egli utilizza tale strano modo di definire la data, poiché, trovandosi in Cilicia, egli non sapeva se quell'anno fosse stato inserito il mese intercalare[7].

Il Terminus centrale di Roma (da dove tutte le strade partivano) era l'antico tesoro del dio sul Campidoglio. Il tempio di Giove, re degli dei, doveva essere costruito attorno ad esso (con un foro nel soffitto in quanto Termine richiedeva sacrifici all'aria aperta) dall'ultimo re della città, Tarquinio il Superbo, che in quel sito aveva chiuso altri tesori per far spazio a questo progetto ambizioso. Ma gli auguri lessero nel volo degli uccelli che il dio Termine rifiutò di essere spostato, cosa che fu considerata come segno di stabilità per la città[8].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Orazio, Epodi, II.59
  2. ^ Ovidio, Fasti, II.639 etc.
  3. ^ Ovidio, Fasti, II.682
  4. ^ Varrone, L. L., VI.13, ed. Müller
  5. ^ Macrobio, Saturnalia, I.13
  6. ^ Cicerone, VI.1
  7. ^ "Calendarium", in: William Smith, Dictionary of Greek and Roman Antiquities, 1870, pagg. 229-230.
  8. ^ Livio, Ab Urbe condita libri, I.55

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]