Capocotta

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La spiaggia in autunno
Le dune costiere, tra le meglio conservate d'Italia, sono costantemente minacciate dalle mareggiate e dall'antropizzazione della costa.
La spiaggia di Capocotta è un punto di riferimento turistico LGBT.
Una passerella di legno sulla spiaggia costeggia le dune.

La spiaggia di Capocotta è la zona di litorale romano compresa tra il mare laziale, dal km 7,600 al km 10,100 della via Litoranea, e tra Castel Porziano e Torvaianica, ed è uno dei tratti di dune meglio conservati d'Italia. Capocotta si estende per 45 ettari[1] e dal 1996 fa parte della Riserva naturale Litorale romano.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tenuta di Capocotta, probabilmente già nota in passato con il nome di Capocorso secondo quanto riportato dall'Olstenio[3], era un latifondo avente superficie, secondo il Catasto Annonario del 1803, di circa 760 Ha, appartenuto nel secolo XV alla famiglia dei Capranica, che durante il XVII secolo divenne proprietà dei Borghese e successivamente della Casa reale.

Già nel 1985, per volere dell'allora Presidente Sandro Pertini erano stati annessi 1000 ettari dell'area alla Tenuta di Castelporziano, ora considerata un Sito di Interesse Comunitario, per preservarla dall'urbanizzazione eccessiva che era in corso in altri punti della costa.[4]

Ciò che ora viene considerata spiaggia di Capocotta in senso stretto è quindi quella fascia litoranea non inclusa nella tenuta del Presidente, ossia l'ex Tenuta di Capocotta.

L'oasi naturista di Capocotta[modifica | modifica wikitesto]

La zona dunale di Capocotta è di notevole interesse ambientale, ma anche antropologico e sociale: la spiaggia infatti è riconosciuta dal movimento naturista internazionale[5], ed è punto di incontro per i LGBT romani[6].

L'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Controversie ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, i diversi interessi che ruotano attorno a Capocotta hanno dato luogo a controversie. La Commissione di controllo della Riserva Naturale Statale Litorale Romano del Ministero dell'Ambiente, su invito dell'Unione Naturisti Italiani sezione Lazio, ha fatto una richiesta di chiarimento al Comune di Roma ed al Corpo Forestale dello Stato a proposito delle mancate demolizioni degli insediamenti abusivi su suolo demaniale già ordinate a partire dal 1999.[7]

Anche l'attenzione degli ambientalisti è alta per questa zona di costa: i problemi derivati dalla pressione antropica si sommano a quelli dovuti all'erosione della spiaggia da parte delle mareggiate, come quella del 2001, con 50 metri di costa mangiata e dune franate[8], e quella del 2008, per far fronte alla quale nel 2009 la Regione Lazio ha stanziato 24 milioni di euro.[9]

Capocotta nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti nella cultura popolare:

  • La leggenda legata a Capocotta è stata narrata dal poeta dialettale romano Augusto Sindici a fine '800.
  • I Flaminio Maphia la citano nel testo della loro rivisitazione (2010) di Vamos a la playa, noto successo dei Righeira qui reintitolato Vamos alla playa (coi Flaminio Maphia).
  • Emilio Stella gli dedica una canzone ironica (2014) Capocotta non è Kingston. [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Legambiente [1]
  2. ^ D.M.A. 29 marzo 1996
  3. ^ v. Dissertazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, Volume 2, Cap.V, Di Laurenzio, Lavinio e Lauro-Lavinio, p.506
  4. ^ La Tenuta di Castelporziano sul sito della Presidenza della Repubblica Italiana
  5. ^ Oasi Naturista di Capocotta, www.italianaturista.it
  6. ^ Coppia gay cacciata dalla spiaggia a Capocotta. L'Arcigay chiede i danni, Il Messaggero, 11 agosto 2010.
  7. ^ www.unilazio.it - Ambiente
  8. ^ Capocotta, una montagna di rifiuti sotto l' ultima mareggiata, Corriere della Sera del 18 marzo 2001
  9. ^ C'era una volta una spiaggia: le mareggiate hanno cancellato il litorale www.romatoday.it del 22 aprile 2009
  10. ^ Karen Pinkus, The Montesi Scandal: The Death of Wilma Montesi and the Birth of the Paparazzi in Fellini's Rome, University of Chicago Press, 2003
  11. ^ https://www.youtube.com/watch?v=YFHuIvg5TR0&feature=share

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexandra Bernitsas (a cura di), Capocotta ultima spiaggia: proposta per il parco naturalistico-archeologico del litorale romano, catalogo della mostra a cura del Comune di Roma - Assessorato alla Cultura e anche di Italia Nostra Roma, Quasar, 1985 ISBN 88-85020-62-3
  • AA.VV, Stato delle dune del litorale laziale compreso fra Castel Fusano e Capocotta, a cura dell'AIAS (Associazione Italiana amatori delle piante succulente), s.l., s.n., 2004
  • Massimo Biondi (a cura di), Birdwatching sul litorale romano: elenco preliminare degli uccelli che frequentano il litorale da Maccarese a Capocotta (stesura aggiornata al novembre 1987), LIPU - delegazione di Ostia Lido, Comune di Roma - XIII Circoscrizione, Comune di Roma - - Assessorato alla Cultura, Roma, Arti grafiche San Marcello, 1987

Caso Montesi[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Karen Pinkus, The Montesi Scandal: The Death of Wilma Montesi and the Birth of the Paparazzi in Fellini's Rome, University of Chicago Press, 2003
  • Francesco Floris, L'ultimo re di Capocotta, Firenze, Edizioni Leonardo, 1954

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Sindici, La Capocotta : 12. leggenda della campagna romana, in Nuova Antologia, n. 34, fasc. 664, 16 agosto 1899
  • Alberto Abrasino, Fratelli d'Italia, Adelphi, 1990. ISBN 88-06-25106-6

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]