Via Latina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Via Latina
Via Latina
Percorso dell'antica Via Latina
Percorso dell'antica Via Latina
Localizzazione
Stato Civiltà romana
Stato attuale Italia Italia
Regione Lazio
Informazioni generali
Tipo strada romana
Utilizzatore Repubblica romana poi Impero romano
Lunghezza la distanza fra Roma e Casilinum era di 135 miglia con la Via Latina passando per Venafro;
126 miglia passando per la variante di Rufrae;
parallelamente era di 129 miglia percorrendo la Via Appia.
Inizio Roma (Roma antica), Porta Capena[1]
Fine Casilinum (Capua)
Funzione strategica conduceva in Campania, parallela alla via Appia
Inizio costruzione fine del IV secolo a.C.
Termine costruzione inizi del III secolo a.C.

Strabone, Geografia, V.

voci di architetture militari presenti su Wikipedia

La Via Latina era una strada romana, che da Roma andava in direzione sud est per circa 200 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della maggior parte delle strade romane, non porta il nome del costruttore, suggerendo così che si tratti di una delle strade più antiche; infatti tale percorso, pur se tracciato definitivamente tra il IV e il III secolo a.C., veniva già utilizzato in età preistorica e gli Etruschi lo usarono per colonizzare la Campania tra i secoli VIII e VI a.C.[2]

Itinerario[modifica | modifica wikitesto]

Iniziava a Roma, da Porta Capena, assieme alla Via Appia.[1] Le due vie si separavano molto presto tanto che nelle Mura Aureliane ebbero ognuna una porta propria, Porta Latina e Porta Appia (poi Porta San Sebastiano).

Dopo essere salita per un po' attraverso il Monte Tusculano, tra la città di Tusculum ed il Monte Albano, scendeva verso la piccola città di Algidum (oggi presso Cava dell'Aglio)[1], nei pressi del passo dell'Algido, che fu importante nella prima storia militare di Roma; inoltre deve aver preceduto la Via Appia come itinerario verso la Campania, poiché la colonia latina di Cales è stata fondata nel 334 a.C. e doveva essere accessibile da Roma per una strada, mentre la Via Appia è stata realizzata solo ventidue anni più tardi. Segue anche una linea molto più naturale di comunicazione, senza le difficoltà ingegneristiche che dovette affrontare la via Appia. Nella parte iniziale ha senza dubbio preceduto la Via Labicana, con la quale poi si congiunge,[1] anche se questa fu preferita in seguito.

Dopo il loro ricongiungimento, la via Latina continuava seguendo la valle del Trerus (Sacco), nello stesso percorso moderno della ferrovia che va a Napoli via Cassino, e rasentava in pianura le città collinari degli Ernici: da Anagnia, a Ferentinum,[1] passando per Frusino (presso il fiume Cosa),[1] Fabrateria,[1] etc. A Fregellae scavalcava il fiume Liris,[3] attraversava quindi Aquinum (presso la quale scorre il fiume Melpis)[1] e Casinum (ultima città dell'antico Latium), città che si trovano in pianura. Quindi passava nel varco fra gli Appennini ed il gruppo vulcanico di Rocca Monfina ma la strada originale, invece di attraversarlo, girava bruscamente(all'altezza di San Pietro Infine) verso nord-est sopra le montagne verso Venafrum, mettendo così in comunicazione diretta con l'interno del Sannio e, tramite altre strade, con Aesernia, Cubulteria, Alifae e Telesia.

In seguito, tuttavia, ci fu con ogni probabilità la creazione di una variante, tra Rufrae (l'attuale Presenzano) e l'attuale San Pietro Infine, che abbreviava il percorso e che seguiva l'attuale percorso dell'autostrada e della ferrovia Napoli-Roma. I due tracciati si ricongiungevano vicino alla attuale stazione ferroviaria di Caianello e la strada portava a Teanum Sidicinum (Teano),[1] Cales ed a Casilinum, la moderna Capua, dove attraversava il Volturno e si immetteva nella Via Appia. Dal punto terminale del percorso, Casilinum, nasce il nome medioevale della strada, Via Casilina.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Resti considerevoli della strada esistono nelle vicinanze di Roma; per le prime 40 miglia, fino a Compitum Anagninum, non è seguita da alcuna strada moderna, mentre in seguito il percorso è sostanzialmente lo stesso dell'autostrada. Alcuni tratti dell'antico tracciato sono ancora visibili nel parco degli acquedotti a Roma, all'altezza degli studi di Cinecittà e vicino all'Acquedotto Claudio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Strabone, Geografia, V, 3,9.
  2. ^ Roma, Touring club italiano, 1999, ISBN 88-365-1324-7
  3. ^ Strabone, Geografia, V, 3,10.