Teano

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Teano
comune
Teano – Stemma Teano – Bandiera
Teano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Nicola Di Benedetto (Un'Opportunità per Teano) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°15′00″N 14°04′00″E / 41.25°N 14.066667°E41.25; 14.066667 (Teano)Coordinate: 41°15′00″N 14°04′00″E / 41.25°N 14.066667°E41.25; 14.066667 (Teano)
Altitudine 196 m s.l.m.
Superficie 89,43 km²
Abitanti 12 536[1] (31-12-2010)
Densità 140,18 ab./km²
Frazioni Borgonuovo, Cappelle, Carbonara, Casafredda, Casale, Casamostra, Casi, Cipriani, Fontanelle, Furnolo, Gloriani, Magnano, Maiorisi, Pugliano, San Giulianeta, San Giuliano, San Marco, Santa Maria Versano, Taverna Zarone, Teano Scalo, Tranzi, Tuoro, Versano
Comuni confinanti Caianello, Calvi Risorta, Carinola, Francolise, Riardo, Roccamonfina, Rocchetta e Croce, Sessa Aurunca, Vairano Patenora
Altre informazioni
Cod. postale 81057
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061091
Cod. catastale L083
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Teanesi
Patrono San Paride e Santa Reparata, Sant Amasio, Sant Urbano, San Terenziano (compatroni).
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Teano
Posizione del comune di Teano nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Teano nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Teano è una città di 12.569 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Antica cittadina dalle origine molto lontane, e una delle più vaste Diocesi d'Italia, è raggiungibile mediante arterie viarie, autostradali e ferroviarie. I collegamenti con altri centri vicini sono assicurati da servizi di trasporto pubblico e privato.

Secondo comune della provincia per estensione territoriale e 19º per popolazione, dista dal capoluogo 32 km.

Sorge sulle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina, nel territorio compreso tra la valle del fiume Savone e quella del torrente Rio Messera.

Il territorio sidicino è compreso nel Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, istituito nel 1999.

Sino al 2008 Teano faceva parte della comunità montana Monte Santa Croce[2].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Teano.

Il clima è tipicamente mediterraneo e temperato, caratterizzato da estati calde e inverni non molto lunghi, in cui le precipitazioni abbondano.

TEANO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,5 11,3 13,9 17,3 21,7 26,3 29,2 28,8 25,6 20,7 15,4 12,5 11,4 17,6 28,1 20,6 19,4
T. min. mediaC) 4,3 4,7 6,5 9,4 12,7 16,6 18,8 18,7 16,5 12,8 9,0 6,5 5,2 9,5 18,0 12,8 11,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio era stato frequentato in epoca protostorica e la città venne fondata nel IV secolo a.C. come capitale dal popolo italico dei Sidicini, facente parte degli Osci[3]: a quest'epoca sono attribuiti i resti tuttora esistenti delle mura pre-romane. La città era situata in posizione strategica sulla via Latina (odierna Via Casilina), tra Suessa e Cales.[4]

Nel 340 a.C. i Sidicini furono alleati con i Latini e i Campani contro Roma, nella guerra latina.

Si oppose agli attacchi dei Sanniti prima[5] e dei Romani dopo. Con la conquista romana, Teano divenne quindi municipio romano (Teanum Sidicinum) con propria monetazione. Ottenne lo stato di colonia sotto Augusto.

Secondo Strabone era in epoca augustea la maggiore città della parte interna della Campania dopo Capua, raggiungendo al culmine del suo sviluppo una popolazione di circa 50.000 abitanti.[senza fonte]

In questo periodo, di grande sviluppo urbanistico, si estese dalla sommità del colle verso la pianura, e si arricchì di edifici pubblici (un circo, un anfiteatro), un Foro, un teatro romano di epoca imperiale, con capienza stimata a circa 10.000 persone, templi e strutture termali[6].

Nella prima metà del IV secolo divenne sede episcopale, soppressa tuttavia nel periodo tra il 555 e l'860. Fu espugnata nel 594 dai Longobardi del duca Arechi I, e fu sede di una contea longobarda e insediamento militare a guardia del confine. Fu governata in quest'epoca da un gastaldo, dipendente da Capua (Landenolfo, il nipote Ajenardo, Adelgisi e Maginolfo si successero nella carica nel corso del IX secolo). Dopo aver fatto parte della contea di Capua, Teano e Caserta (Pandenolfo), fu quindi contea indipendente dal 981, sotto Landolgo e Gisulfo, figli di Pandenolfo.

Nel IX secolo vi si trovavano tre monasteri benedettini. Nel monastero di San Benedetto si rifugiarono temporaneamente i monaci dell'abbazia di Montecassino, in seguito alla distruzione della loro sede (22 ottobre 883) e all'uccisione dell'abate Bertario per mano dei Saraceni. I monaci portarono con loro parte del tesoro abbaziale e l'originale della regola scritta dal fondatore e per circa 30 anni rimasero a Teano, finché un incendio distrusse il monastero e il papiro della regola.

Nella curia comitale di Teano vennero redatti due dei quattro Placiti cassinesi ( probabilmente primissimi documenti scritti in lingua italiana[senza fonte]), il "Placito di Teano dell'anno 963"[7] e il Memoratorio, conservati nell'archivio storico dell'abbazia di Montecassino conseguentemente al rientro dei benedettini, che li portarono con loro.

Federico II, dopo la sua incoronazione ad imperatore, rese demaniali le città di Sessa Aurunca, Teano e Mondragone. Successivamente, mentre Federico era impegnato in Siria per la crociata, l'esercito papale ne approfittò per impadronirsi con la forza di Teano, Calvi e tutte le "terre dei figli di Pandolfo", cioè del territorio dell'antica contea longobarda di Teano. L'imperatore, ritornato in Italia nel 1229, riconquistò le città e nell'ottobre dello stesso anno le truppe del pontefice, di stanza a Teano, si arresero a Federico.

Stampa del 1703 rappresentante la città come appariva all'epoca

Successivamente Teano fu feudo di grandi famiglie: Marzano, Carafa, Borgia, Caetani.

Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II.

Per anni si è ritenuto che il 26 ottobre 1860 a Teano si sarebbe svolto, presso il ponte di Cajanello, odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo, lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, tramandato con il nome di "incontro di Teano". La precisa località in cui l'incontro avvenne è stata ed è argomento di discussione[8]

L'incontro è entrato nella storia d'Italia ed ebbe il significato di una adesione del generale che aveva guidato la spedizione dei Mille alla politica di casa Savoia. Una adesione che deludeva le aspettative di coloro che auspicavano una repubblica meridionale tesa alla conquista di Roma.

Alcune località furono teatro di sanguinose battaglie, la più importante delle quali è la frazione di San Giuliano, che vide lo scontro fra le truppe borboniche e quelle garibaldine.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città viene così descritto: "D'azzurro, al castello chiuso, torricellato, merlato e fabbricato d'argento e di nero, sormontato dall'aquila imperiale, terrazzato di verde".

Antico stemma della città di Teano

Il castello è simbolo di podestà feudale[10] e l'aquila di potenza e vittoria, usata nella sua rappresentazione più antica, cioè nel colore naturale[11].[senza fonte]

Le figure sono inserite in uno scudo ovale[12].

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Resti sidicini[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca preromana si riferiscono varie necropoli (di Carrano, del Fondo Ruozzo, di Orto Ceraso, di Gradavola, di Torricelle), le cui tombe hanno restituito numerosi materiali pertinenti ai corredi funerari, inclusi gioielli.

L'area in cui sorse il tempio extraurbano detto "di Loreto" era già frequentata come luogo sacro nel VI secolo a.C.. Il tempio fu costruito nel II secolo a.C. su una serie di terrazze digradanti verso il fiume. Ad un altro tempio di quest'epoca sono stati attribuiti i resti rinvenuti presso la necropoli di Fondo Ruozzo.

I doni votivi provenienti dai santuari extraurbani, così come i ricchi corredi funebri rinvenuti nelle varie necropoli, sono esposti dal 2001 nel Museo archeologico di Teanum Sidicinum, che ospita anche reperti di età romana.

Resti romani[modifica | modifica wikitesto]

Resti dell'iscrizione dedicatoria sul fregio della scena di epoca severiana del teatro
Variante della via Adriana presso Teano

L'edificio pubblico più significativo che si è conservato dall'età romana è il teatro, con annesso tempio di Apollo. L'edificio venne costruito nel I secolo a.C. in opera reticolata e ampliato sotto Settimio Severo in laterizio alla fine del II secolo d.C. A questa seconda fase risalgono i resti della scena monumentale in marmi bianchi e colorati, un edificio alto circa 25 m nel quale si aprivano le tradizionali tre porte: quella centrale era inquadrata da colonne su due ordini con capitelli compositi, mentre le due porte laterali, di minori dimensioni, erano affiancate da tre ordini di colonne più piccole.

La scena, come gran parte del teatro, andò distrutta durante un violento terremoto.

È stato individuato poco lontano dal sito del teatro, anche un anfiteatro, ancora sepolto, che avrebbe dimensioni imponenti, tanto che il diametro maggiore supererebbe i 100 m.[senza fonte]

Sono presenti inoltre resti molto ben conservati della via Adriana.

Edifici medioevali[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca medioevale risalgono molti edifici, posti sulla sommità del colle che sovrasta la valle, sul sito dell'antica città romana.

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Teano.

La chiesa di San Paride ad Fontem (o San Paride fuori le mura), fu la prima cattedrale della città. Risalente al IV - V secolo, si presenta all'esterno come un unico corpo, senza campanile, costruito in tufo. Al suo interno è articolata in tre navate. La parte retrostante l'altare, è abbellita con affreschi ritraenti il mito di san Paride e il dragone. Deve il suo nome alla vicinanza di una sorgente, che veniva utilizzata come fonte battesimale.

I lavori per la costruzione di una nuova cattedrale vennero iniziati dal vescovo Guglielmo nel 1050 per rimpiazzare la vecchia, posta al di fuori delle mura cittadine, e completati nel 1116 ad opera del vescovo Pandulfo.

In stile romanico l'edificio si presenta a tre navate, con colonne e capitelli di reimpiego di varia origine. La facciata fu in seguito arricchita da un porticato a tre arcate, poste in corrispondenza dei portali di accesso. Dietro l'arco trionfale l'abside venne demolita per l'ampliamento del presbiterio dove venne collocato un coro ligneo e che venne coperto con una cupola (non visibile dall'esterno perché posta all'interno del tiburio).

Il 6 ottobre 1943 la cattedrale venne distrutta da bombardamenti alleati: si salvarono il coro di legno, in seguito restaurato, il pulpito ed un Crocefisso. Nello stesso bombardamento andarono distrutti anche il palazzo vescovile ed il seminario. La cattedrale fu riedificata in stile neo-romanico.

All'interno della cripta della cattedrale, è situato il museo diocesano, che ospita anche numerose reliquie.

Altre chiese e conventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria de Intus apparteneva ad un convento femminile fondato nell'860, restaurato nel 1174 e rimaneggiato alla metà del XVIII secolo.
  • Monastero di Santa Maria de foris, venne fondato dai conti longobardi di Teano nel 987.
  • Monastero di Santa Caterina, forse fondato nel 1554 da Clarice Orsini, principessa di Teano.
  • Chiesa di Santa Maria La Nova: edificata in forme romaniche per rimpiazzare una cappella sorta intorno al venerato quadro della Madonna della Quercia. Il campanile pure in stile romanico presenta un doppio corpo quadrangolare a cui si sovrappone un terzo piano ottagonale e una cuspide piramidale. La chiesa ospita l'antico altare della cattedrale. Nella piazza antistante la chiesa, si trova la fontana che un tempo abbelliva la piazza del Duomo.
  • Chiesa di San Francesco, un tempo parte di un convento (la restante parte del complesso ospita oggi il municipio), recentemente restaurata e riaperta al pubblico: si presenta con una facciata neo-gotica e interno ad unica navata, decorata da stucchi e dipinti, sovrastata da un soffitto a cassettoni dorato.
  • Ex chiesa dell'Annunziata: conserva il campanile, simbolo della città ed è ad un'unica navata, decorata con stucchi bianchi e celesti. Nello spazio che un tempo sovrastava l'altare, si erge la cupola, ricostruita dopo il crollo avvenuto durante la seconda guerra mondiale. La struttura è attualmente destinata ad esposizioni e manifestazioni di vario genere.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, con resti di affreschi del XV secolo;
  • Chiesa di Ave Gratia Plena, danneggiata durante la seconda guerra mondiale,
  • Chiesa di San Pietro in Aquariis, di origine paleocristiana, ma completamente ricostruita nel XIV secolo. Vi si conservano resti di affreschi bizantini.
  • Chiesa di San Giuliano con affresco nella frazione omonima

Fortezza[modifica | modifica wikitesto]

Terrazza dell'edificio monumentale del Loggione (Cavallerizza)

Alla fine del VI secolo nel punto più elevato dell'abitato sorse un accampamento fortificato longobardo, che sotto Arechi II venne trasformato in fortezza con la costruzione di una singola torre circondata da annessi (fine dell'VIII secolo). La torre riutilizza blocchi di spoglio provenienti da edifici più antichi, più grandi nei filari inferiori, con blocchi in tufo di completamento. Il castello venne ampliato nel IX secolo sotto il gastaldo Landenolfo e dovette subire restauri e rifacimenti a seguito della conquista da parte dei Normanni nel 1063.

Nell'area del castello venne edificato dalla famiglia Marzano nel XIV secolo il complesso detto del "Loggione cavallerizzo", con grande sala a due navate coperta da volte a crociera, utilizzata come tribunale o sala d'armi. I piani superiori, ancora visibili nel XVII secolo crollarono in seguito ad un terremoto, lasciando oggi un ampio terrazzo panoramico. Il grande salone del loggione ospita oggi il Museo archeologico di Teanum Sidicinum, aperto al pubblico nel marzo 2001, mentre sulla terrazza panoramica ogni anno si svolge la manifestazione musicale Teano Jazz.

Palazzo Caracciolo de Gemmis[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo edificato dai principi Caracciolo di Pettoranello, in cui fu ospite nei giorni 26, 27, 28 e parte del 29 ottobre 1860 il re Vittorio Emanuele II. Appartiene oggi per successione ereditaria ai Baroni de Gemmis.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ricca di sorgenti e di boschi che coprono un vasto territorio di origine vulcanica, Teano seppe sfruttare sin dall'antichità le sue risorse naturali con numerosi edifici termali (famosissima già dall'epoca pre-romana la sorgente termale delle "Caldarelle", a circa 1 km dal centro) e con una miriade di opifici (mulini, frantoi, piccole concerie) disseminati lungo l'incantevole corso del Savone, con le sue cascate (naturali ed artificiali) che alimentavano i numerosi mulini e le sue rinomate ferriere. Il fiume venne appunto chiamato "Savone delle Ferriere".

L'agricoltura si è andata specializzando e dà lavoro ad una parte considerevole della popolazione. Essa, da sempre specializzata nella produzione di ottimi vino ed olio, è oggi indirizzata prevalentemente verso la frutticoltura (soprattutto mele, pesche ed albicocche) e la produzione di nocciole e castagne, il tutto favorito dalla mitezza del clima e dal fertilissimo terreno vulcanico. Il settore industriale, invece, vive la crisi occupazionale, come nelle altre zone del Mezzogiorno e di tutta l'Italia, che ha causato un incremento del numero dei disoccupati. Ciò ha determinato, negli ultimi tempi, un forte fenomeno d'immigrazione verso aree produttive del nord.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Teano si presenta come un centro polifunzionale in cui sono presenti:

  • cinque plessi di Scuola dell'infanzia;
  • un Circolo didattico comprendente quattro plessi di Scuola Primaria constatante di una istituto centrale "Giuseppe Garibaldi" e tre plessi periferici;
  • il Distretto scolastico n. 20, la Scuola Media "Vincenzo Laurenza" (a cui si è accorpata la vecchia "Stefano Delle Chiaje"), comprendente due istituti, di cui uno appunto la ex "Stefano Delle Chiaje" e una sezione distaccata presso Versano
  • l'Istituto Professionale Alberghiero (IPSSART), molto conosciuto e rinomato tanto da richiamare studenti da tutta la provincia di Caserta e da quella di Napoli;
  • l'ISISS "Ugo Foscolo", comprendente diversi indirizzi quali: Geometra; Liceo Classico ex "A. Nifo"; Liceo Scientifico; IGEA (Ragioneria); Marketing; Territoriale Ambientale.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città sorge tra le due grandi arterie stradali statali, la via Casilina e la via Appia e dista 9 km dall'uscita autostradale di Caianello (A1) e 14 km dalla successiva uscita di Capua. A metà strada tra le due uscite sorgono le due aree di servizio Teano Est e Teano Ovest, attualmente in via di ampliamento, e che i lavori renderanno due tra le più grandi aree di servizio d'Italia.

Teano è attraversata dalla linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli; la stazione ferroviaria è situata nella frazione Teano Scalo, a 2 km dal centro.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Carbonara (262 m s.l.m. - 302 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Carbonara, ha origini molto antiche che risalgono al periodo delle lotte fra i Sidicini e gli Aurunci per il predominio del territorio.

Il paese certamente deve il suo nome al mestiere del carbonaio, una volta molto diffuso assieme a quello del boscaiolo, in seguito alla presenza di un bosco di oltre 120 are, il "Bosco Paradiso" oggi trasformato in castagneto. Di tale bosco resta come simbolo una grande quercia spagnola (Quercus crenata), ibrido tra cerro e quercia da sughero, la cui circonferenza del tronco supera i 6 m e secondo la tradizione avrebbe più di 400 anni.

I carbonaresi, fino agli anni ottanta erano molto legati economicamente a questo bosco dove svolgevano la loro attività di boscaioli, dal quale si ricavavano in grande quantità legna e carbone. La presenza di un'ultima famiglia di carbonai, i Vallo provenienti da Grottabbondante (Isernia), si fa risalire agli anni 1990-1991.

Sulla vicina collina di Monte Lucno sorge il santuario dedicato alla Madonna di Costantinopoli e il monastero, ora diroccato, ove nell'883 si rifugiarono i monaci dell'abbazia di Montecassino.

Casafredda (375 m - 426 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Casafredda è situata sulla strada provinciale che porta a Roccamonfina. Circondata da castagneti secolari è divisa in cinque contrade: Preta, Truoppo, Criscio, Corteciceri e Orsa.

Vi si trova una chiesa costruita nel 1720 e dedicata a San Pietro, patrono del paese. Il campanile di epoca più recente (1957) ha sostituito la vecchia torretta campanaria posta sulla chiesa.

  • Ruderi chiesetta di San Marco con resto di affresco contrada Orsa

Anticamente il paese originario era Preta, che ancora oggi mostra i resti delle mura di cinta e delle porte di accesso delimitate da archi.

Casale (285 m - 362 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Casale si trova a nord di Teano, in una zona collinare ricca soprattutto di castagneti, vigneti e uliveti.

Secondo la toponomastica il nome "Casale" avrebbe chiare origini storiche e risalirebbe al IV - III secolo a.C. allorquando, durante le lotte di predominio tra gli Aurunci e i Sidicini, alcuni di questi avrebbero abbandonato il centro per trovare rifugio nelle zone circostanti ove avrebbero costruito i primi "casali".

Casi (252 m - 473 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Casi, ubicato ad ovest di Teano e probabile sede di un pagus del territorio sidicino, si trova ai piedi dell'omonimo monte ed è sovrastato da una cupola di tufo tefritico appartenente ad una bocca della cinta calderica del complesso vulcanico di Roccamonfina. In seguito alle ultime manifestazioni vulcaniche, l'area fu interessata da fenomeni effusivi che determinarono l'accumularsi di strati di ignimbrite trachifonolitica, ossia tufo grigio campano.

Storicamente è famosa per il cosiddetto "Grottone" a quota 260 m s.l.m., un'enorme cavità artificiale aperta in un banco di piperno. Con molta probabilità da questa cava sono stati estratti i blocchi per la realizzazione della cinta muraria di Teano.

Poco ad est del paese di Casi, in località “Acciariello” nelle vicinanze di un corso d'acqua e di un'antica strada che volge in direzione di Teano, s'intravede tra la vegetazione una grande parete verticale di tufo dai toni giallastri. Non è da escludere che l'estrazione del tufo sia proseguita in epoca romana e nel Medioevo, comunque è certo che gli ultimi materiali da essa cavati sono stati quelli impiegati nella ricostruzione della cattedrale romanica di Teano e della curia vescovile, ambedue devastate dai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale.

Fontanelle (330 m - 397 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le tradizioni locali, la zona sarebbe stata abitata da Sidicini. Nelle campagne è stata ritrovata una stele risalente al II secolo a.C. con un'iscrizione osca di un certo Numerius Cattius, attualmente esposta nel Museo archeologico di Teano.

Le tracce dei romani le ritroviamo ancora oggi nei resti della via Adriana, che attraversava il territorio mettendo in comunicazione la via Appia e la via Latina.

La leggenda di "Centofinestre" racconta di una sontuosa villa sidicina ricca di fontane (da cui probabilmente nacque il nome del paese).

Furnolo (338 m - 318 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha origini molto antiche. Il perché di questo nome sembra che sia dovuto, secondo alcune leggende, alla zona vicina al Savone che ancora oggi si chiama Boccaladroni, dove c'era un covo di briganti. Gli abitanti del luogo, chiamarono il paese così, perché non volevano ladri nel loro territorio (dal latino fur-furis = ladro; nolo = non voglio). Dista da Teano circa 5 km ed è formata da 3 borghi: Furnolo, Gloriani e Chiovari, che è la più antica e mostra ancora costruzioni medioevali. Il territorio si estende sul Monte Lucno (mons a lux noetis - monte della luce di notte). Nonostante alcuni storici locali ritengano verosimile che fosse attivo fino al IV secolo d.C., i dati scientifici non suffragano questa ipotesi dato che tutte le attività eruttive del complesso vulcanico di Roccamonfina sono cessate circa 50.000 anni fa[13]. Il terreno fertile ed il clima mite permettono la coltivazione del castagno, dell'ulivo, del nocciolo e del ciliegio.

  • Chiesetta dell'annunciazione con affresco omonimo in Via Chiovari

Pugliano (167 m - 547 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Pugliano è situata a SW di Teano, con quasi 600 abitanti sparsi su un buona fetta di territorio, nota nell'hinterland per la coltura dell'olivo e la produzione di olio, oltre che ad una discreta estensione di frutteti (in particolare pesche e ciliegie). L'etimologia stessa del nome, anche se incerta e poco attendibile (dal latino polluo = macchiare, insozzare, lordare), potrebbe riferirsi alla proprietà di ungere caratteristica dell'olio.

Molto scarse e poco attendibili le notizie storiche inerenti alle origini di Pugliano. Indubbiamente Pugliano deve essere sorta come insediamento rurale per quanti, agricoltori e non, dovendo raggiungere le postazioni lavorative, preferirono stabilirsi sul posto evitando in questo modo il pendolarismo. Di fatto essa è sorta come fusione di due borgate (ancora oggi ben individuabili), Borgo e Casa Gigli. La prima, posta più a N e più in basso rispetto all'altra, è leggermente più abitata e conserva alcune tracce architettoniche databili intorno alla seconda metà del Settecento. Nella seconda, esposta a S e più in alto al confine con San Marco, sono presenti alcune strutture risalenti ad un periodo precedente (seconda metà del Seicento).

Tra le varie strutture spicca la cappella dedicata a “Maria SS. degli Angeli” di proprietà di una congrega ormai estinta, posta sul corso e recentemente restaurata grazie alla buona volontà e l'impegno dei puglianesi che hanno voluto riportarla al suo vecchio splendore. La cappella non è molto grande (quasi 30 metri quadri) e prima del restauro era un rudere fatiscente. Nel periodo della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra, essa era assiduamente frequentata per celebrazioni di culto (vista l'inagibilità dell'attuale chiesa parrocchiale), diventando così il cuore stesso della borgata. Salendo verso Casa Gigli è possibile notare quello che rimane della residenza episcopale, fatta costruire dal vescovo Broya verso la metà del Seicento per la permanenza estiva degli alti prelati, godendo della frescura unita ad uno splendido panorama. Più avanti c'è la casa della famiglia Gigli (dal quale prende il nome la borgata) i quali la passarono ai loro fattori, la famiglia Messa. Attualmente lo stabile è in stato di abbandono e anch'esso rischia di andare in frantumi. Scendendo verso San Marco è possibile vedere il vecchio frantoio che era in passato centro di attività per tutta la borgata, nonché il simbolo stesso dell'intera frazione.

San Giuliano (270 m - 121 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

San Giuliano sorse verso il X secolo a causa, come quasi tutte le altre frazioni, delle diverse invasioni barbariche, tra cui quella dei Saraceni o Musulmani. Questi dimorarono per oltre 40 anni presso il Garigliano, depredando l'agro Teanese e Capuano. A tali invasioni si aggiunsero anche la peste e gli incendi, specie quello del 1063, che uccise mezza città. Quindi la maggior parte degli abitanti Sidicini cercarono rifugio sui colli e nelle campagne, ed in luoghi meno accessibili a queste orde devastatrici.

San Giuliano è attraversata dalla via Adriana, e giace in amena ed incantevole posizione topografica, da cui si ammira tutta l'estesissima pianura campana, il mar Tirreno, il Vesuvio, i Camaldoli, le città di Capua, Santa Maria Capua Vetere e Caserta, nonché le isole di Ischia, Procida, Capri e Nisida. La maggior parte di questa borgata è edificata sopra ruderi di antiche fabbriche, ed ivi sono stati dissotterrati molti oggetti di terracotta come pignatte, ziri, anfore, lucerne, vasi etruschi di varia forma, ampolline di vetro ed anche diverse monete romane. La Chiesa Parrocchiale è stata probabilmente costruita fra il Cinquecento ed il Seicento, poiché le due campane della Chiesa furono fuse una nel 1618 (la più piccola) e l'altra nel 1620 (che poi si ruppe nel 1896), riportante la scritta Sancte Iuliane ora pro nobis.

Le risorse del paese sono l'allevamento di animali e la coltivazione di cereali, vite, olive, castagne, arance. Siccome giaceva in stato di abbandono non avendo comunicazione con Teano né vie trafficate dal commercio, nel 1857 per ordine del Re Ferdinando II venne costruita l'attuale strada, rimanendo così il villaggio giusto a metà fra Teano e Sessa Aurunca.

San Marco (175 m - 624 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno il 25 aprile a San Marco di Teano si svolge la processione dedicata a San Marco evangelista.

Il primo insediamento stabile di cui si hanno notizie è quello di alcune ville romane di cui si possono ancora rinvenire delle tracce. Esse dovevano essere abbastanza grandi, con numerosi schiavi e in posizione panoramica. La prima si trova in località "Acquaruoli" e ne resta solo l'antica cisterna. L'altra si trova in località "Pergola" e la sua cisterna ha dato luogo alla leggenda della grotta dei briganti.

Durante le invasioni barbariche, i boschi e la sommità delle colline offrirono qualche rifugio alla popolazione della zona. Nel Seicento, sotto la dominazione degli spagnoli ci fu un certo risveglio, portato in paese dai monaci che costruirono i due conventi di "Meduni" e della "Masseriola". Il primo è stato spianato dopo la vendita da parte dei proprietari e, nello scavo, vennero trovati due sarcofagi in terracotta (poi distrutti), oggi resta solo una parte della grotta che fungeva da frantoio per le olive. Il secondo, fortunatamente, è in buono stato di conservazione con gli splendidi affreschi della chiesetta del convento.

Anche la chiesa parrocchiale è dello stesso periodo. Infatti le prime notizie su di essa risalgono al 1614. Il campanile è di epoca recente, venne fatto costruire dopo il 1800 dal sacerdote don Giacomo Messa, mentre su una delle campane è incisa la data del 1748. Ciò farebbe pensare che precedentemente ci sia stato un campanile più piccolo. Le navate della chiesa sono attualmente tre, la centrale è più ampia, forse perché era la sola esistente in origine, alla quale man mano si sarebbero aggiunte le altre due. San Marco sorge su alcune colline al margine del gruppo vulcanico di Roccamonfina. Tale gruppo montuoso, che culmina nel monte Santa Croce (1006 m), è di origine sottomarina e iniziò la sua attività nell'Era Terziaria (circa 50-60 milioni di anni fa). L'accumulo di materiale eruttivo e il movimento della crosta terrestre fecero emergere l'intera zona e le eruzioni continuarono per quasi tutta l'Era Quaternaria, estinguendosi definitivamente qualche millennio prima dell'Era storica. Le eruzioni del cratere laterale nel monte Supraro (507 m) affiorano con rocce basaltiche in località Acquaruoli e nella collina di Pergola. Nelle valli e nella pianura di Maiorisi si trovano numerosi banchi di tufo e scorie vulcaniche che si sono consolidate degli strati inferiori. Vi sono poi sovrapposte, specialmente nelle zone pianeggianti, formazioni sedimentarie e alluvionali di epoca più recente. I terremoti, le sorgenti minerali e le mofete sono residue manifestazioni dell'attività vulcanica.

Il territorio, dai 50 m s.l.m. del fosso di Francolise in cui scorre il Savone, che lo cinge a sud, si estende verso nord ed est prima con la pianura di Maiorisi e poi si eleva verso San Marco culminando nella panoramica collina degli Acquaruoli (250 m).

Versano (255 m - 311 ab.)[modifica | modifica wikitesto]

Versano è una delle frazioni più popolate ed estese del comune di Teano. Le scuole, infatti, sono frequentate non solo dai bambini che abitano il centro, ma anche da quelli delle frazioni vicine.

L'economia si basa principalmente sull'agricoltura e sull'artigianato. La sua superficie territoriale, ampia e articolata, vede il rigoglire di ogni tipo di coltura: dai boschi del monte "Paradiso" alle terre cerealicole delle zone pianeggianti, dagli uliveti ai funghi e agli ineguagliabili grappoli d'uva.

Altre frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Borgonuovo (185 m s.l.m. - 259 ab.)
  • Cappelle (278 m - 92 ab.)
  • Casamostra (250 m - 292 ab.)
  • Cipriani (168 m - 121 ab.)
  • Gloriani (299 m - 40 ab.)
  • Magnano (350 m - 55 ab.)
  • Maiorisi (71 m - 75 ab.)
  • San Giulianeta (100 m - 113 ab.)
  • Santa Maria Versano (224 m - 225 ab.)
  • Taverna Zarone (158 m - 82 ab.)
  • Teano Scalo (76 m - 468 ab.)
  • Tranzi (90 m - 73 ab.)
  • Tuoro (333 m - 120 ab.)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. E.Zupo Teano, che attualmente milita in Promozione.

Esistono anche altre piccole società calcistiche, la gran parte appartenenti alle diverse frazioni, fra cui:

Il 17 maggio 2007, in occasione del 90º Giro d'Italia dedicato a Giuseppe Garibaldi Teano ha ospitato la partenza della 5ª tappa, la Teano-Frascati di 173 km. La vittoria andò al tedesco Robert Förster (Team Gerolsteiner) allo sprint finale. Non è la prima volta che Teano è protagonista al Giro d'Italia, infatti, oltre ad essere stata attraversata diverse volte dalla Corsa Rosa, nel 44º Giro d'Italia (disputato nel 1961, Centenario dell'unità d'Italia) fu sede di arrivo. La tappa era l'undicesima, la Potenza-Teano di 252 km, e se l'aggiudicò Pietro Chiodini.

Il 22 aprile 2009, nel complesso dell'Annunziata, è stata esposta la Coppa del Mondo di calcio, vinta nel 2006 dalla nazionale allenata da Marcello Lippi. Per celebrare l'evento, sono state rilasciate particolari cartoline con relativo annullo postale.

Manifestazioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Teano è animata, soprattutto in estate, da numerosissime attività.

  • Il "Teano Jazz" è un appuntamento ormai consolidato e richiama artisti di fama internazionale e per questo viene considerato l'evento più importante che ha luogo a Teano.

Persone legate a Teano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ In base alla legge regionale n.20 dell'11 dicembre 2008, il comune di Teano è uscito dalla comunità montana non avendo tutti i requisiti richiesti.
  3. ^ Strabone, Geografia, V, 3.9 (Teanum enim, quod Sidicinum, vocant ex imposito vocabulo, Sidicinorum esse monstratur, qui quidem ex Oscorum Campana gente restant; traduzione in lingua inglese sul sito Lacus Curtius).
  4. ^ Strabone, Geografia, V, 3,9.
  5. ^ Tito Livio scrisse che Teano fu causa delle guerre sannitiche
  6. ^ Storia del sito di Teano sul sito della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Caserta e Benevento.
  7. ^ Sao ko kelle terre per kelle fini que tebe mostrai trenta anni le passette parte Sanctae Mariae, citato in Vittorio Turri, Dizionario storico manuale della letteratura italiana 1000-1900, G. B. Paravia, Torino 1854
  8. ^ Documenti e diari riportano l'Incontro nel territorio di Teano, vedi Giovannelli (attendente di Garibaldi) oppure L'ammiraglio Persano, comandante della flotta piemontese, che nel suo diario riporta che l'incontro si è svolto nel Territorio di Teano. Forse il più importante documento che attesta Teano è il London News del 29 dicembre del 1860 che riporta una stampa fatta a matita in centro giornale con la dicitura "nei pressi di Teano"[senza fonte]. A favore di un incontro avvenuto presso la Taverna della Catena si riporta la testimonianza presente nel "Diario storico dell'archivio del ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, che riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Ed. A.G.Grassi, Napoli 1983 nota a p.160), e un articolo del giornale inglese The Times del 6 novembre 1860 (testo e traduzione italiana on-line (PDF)). In un altro articolo dello stesso giornale del giorno precedente (presente on line nello stesso sito) il luogo dell'incontro veniva invece situato a tre quarti d'ora di marcia dalla Taverna stessa. Diversi storici successivi ritengono l'incontro avvenuto presso la Taverna (Alfonso Scirocco. Garibaldi. Battaglie, un cittadino del mondo, Ed. Laterza, Roma 2001; Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Riccardi Ricciadri Edit., Napoli, p. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Ed. Fabbri, Roma 1994, vol.31 p.124; della stessa opinione è stato il deputato Valerio Zanone nel suo discorso alla camera in occasione del bicentenario della nascita di Garibaldi (fonte). Nel 2011 l'Istituto Enciclopedico Treccani si è pronunciato ritenendo l'incontro avvenuto alla Taverna della Catena ("Incontro di Teano" e "Teano: Un incontro mancato", sul sito Treccani.it.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ È molto probabile che Teano abbia tratto il castello torricellato dello stemma dal proprio oggetto: tale scelta sarebbe dunque precedente all'avvento dell'araldica, collegata all'uso delle città di segnare i propri atti con sigilli, che in genere rappresentavano i loro edifici più significativi.[senza fonte]
  11. ^ L'aquila fu inserita nello stemma prima del 1401, data dalla quale incominciò ad essere bicipite, ma non prima delle Crociate (tra il 1095 e la fine del Trecento).[senza fonte]
  12. ^ Nel XVI secolo, pur essendo in auge lo scudo sannitico, la città preferì a questo quello ovale.
  13. ^ BERGOMI C., CATENACCI V., CESTARI G., MANFREDINI M. & MANGANELLI V., 1969 - Note illustrative della Carta Geologica d'Italia. Foglio 171 Gaeta e Vulcano di Roccamonfina. Servizio Geologico d'Italia. DE RITA D., GIORDANO G. & MILLI S., 1997 - Forestepping-backstepping stacking pattern of volcaniclastic succession:Roccamonfina volcano, Italy. Journal of Volcanology and Geothermal Research 78: 267-288.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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