Camogli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Camogli
comune
Camogli – Stemma Camogli – Bandiera
Panorama della città di Camogli vista dal castello della Dragonara.
Panorama della città di Camogli vista dal castello della Dragonara.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Francesco Olivari (Lista civica di Centro-sinistra "Progetto Insieme") dal 27/05/2013
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°20′54.23″N 9°09′20.73″E / 44.348397°N 9.155758°E44.348397; 9.155758 (Camogli)Coordinate: 44°20′54.23″N 9°09′20.73″E / 44.348397°N 9.155758°E44.348397; 9.155758 (Camogli)
Altitudine 32 m s.l.m.
Superficie 9,9 km²
Abitanti 5 455[2] (31-12-2011)
Densità 551,01 ab./km²
Frazioni Ruta, San Fruttuoso, San Rocco

Località: Bana, Boschetto, Castagneto, Pissorella, Sant'Anna, San Giacomo, San Nicolò, San Prospero[1]

Comuni confinanti Portofino, Rapallo, Recco, Santa Margherita Ligure
Altre informazioni
Cod. postale 16032
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010007
Cod. catastale B490
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 531 GG[3]
Nome abitanti camogliesi
Patrono Nostra Signora del Boschetto
Giorno festivo 2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camogli
Posizione del comune di Camogli nella provincia di Genova
Posizione del comune di Camogli nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Camogli (Camoggi[4] in ligure) è un comune italiano di 5.455 abitanti[2] della provincia di Genova in Liguria.

Tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare. È anche chiamata la "Città dei mille bianchi velieri"[5]. I suoi abitanti, i camogliesi, per tradizione locale vengono comunemente denominati «camoglini», sul modello del ligure camogin.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del borgo marinaro

Il centro della città di Camogli che occupa la vallata a ponente del monte di Portofino, si affaccia sul Golfo Paradiso all'estremità occidentale del promontorio portofinese, nella riviera ligure di levante, a 23 km ad est di Genova. Appartiene a Camogli la parte più ampia del parco naturale regionale di Portofino, mentre lo specchio acqueo antistante il promontorio fa parte dell'Area naturale marina protetta Portofino.

Confina a nord con i comuni di Recco e Rapallo, a sud ed ovest è bagnata dal mar Ligure e ad est con Santa Margherita Ligure e Portofino. Il territorio comunale comprende le tre frazioni di Ruta, San Fruttuoso (celebre per l'omonima abbazia) e San Rocco; fanno altresì parte le località di Boschetto, Castagneto, Pissorella e San Prospero e gli agglomerati di Bana, San Giacomo, San Nicolò e Sant'Anna storicamente riconosciute dalla comunità e dallo statuto comunale[6] per un totale di 9,9 km2.

L'aspetto architettonico più rilevante della cittadina è la presenza di edifici colorati che si affacciano sulla spiaggia. I colori e le linee più chiare orizzontali (dette marcapiano) servivano ai marinai camogliesi per riconoscere più facilmente la propria abitazione tra i vari piani dei palazzi del borgo e farvi ritorno dopo la pesca. La maggior parte degli edifici del centro storico sono stati edificati con un susseguirsi di aggiunte e modifiche nel corso dei secoli. Spesso le aggiunte riguardavano anche singole stanze che modificavano l'aspetto sia interiore che esteriore dei palazzi. La nascita di un figlio di un navigante o quanto ricavato da un lungo imbarco, spesso erano le motivazioni da cui nasceva una nuova appendice al palazzo esistente.

Il litorale in una fotografia dei primi del Novecento

Nel 1913, secondo una moda il cui esempio più eclatante è la promenade di Nizza, vennero abbattuti i palazzi prospicienti il mare creando la passeggiata a mare, con la rotonda in stile littorio. La scelta dell'abbattimento fu dettata anche dallo stato in cui versavano gli immobili, strutture in legno e pietra da secoli preda di ondate e salsedine. La spiaggia, o perlomeno l'incremento della poca preesistente, si ebbe con il terreno di risulta della realizzazione del tracciato della ferrovia Genova-La Spezia, con l'apertura delle gallerie a levante (verso Santa Margherita Ligure) e a ponente (verso Recco). Dal materiale di risulta dei lavori al tracciato ferroviario si ottenne anche la trasformazione del territorio in prossimità della ferrovia stessa, con la creazione del terrapieno che andò a costituire le basi per l'attuale piazza Matteotti, su cui affaccia il teatro Sociale.

La caratteristica degli edifici costruiti a breve distanza dal mare si deve però alle caratteristiche del territorio. Camogli è costruita lungo le pendici di un rilievo quasi a picco sul mare.

Questo aspetto orografico ha l'effetto di garantire a Camogli un clima particolarmente temperato, tipico di alcune località del levante genovese, non riuscendo i venti freddi provenienti dalla pianura Padana a raggiungere la costa. Anche per questo Camogli è un'apprezzata località turistica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il toponimo "Camogli" è sicuramente di origine antica, ma dall'etimologia incerta e diverse sono le correnti di pensiero sul significato della parola stessa. Numerosi studiosi fanno derivare il vocabolo da Camulo o Camulio, nome attribuito alla divinità Marte dai Sabini ed Etruschi, oppure da Camolio, divinità Gallo-Celtica. Altri studi ritengono che la parola sia di origine greco-ligure e che significhi "terra in basso" da "cam" (in basso) e "gi" (terra). Questa traduzione coinciderebbe con la caratteristica topografica del borgo, a valle rispetto alla Rua (Ruta). Gli studiosi attuali forse erroneamente non ammettono più invece la teoria dello storico dell'Ottocento, il marchese Serra, secondo il quale Camogli si identificava con la lontana Casmona fondata dai Liguri Casmonati. In effetti la teoria della presunta lontananza di Casmona naufraga dinnanzi alle confutazioni che trovano Casmona indicante l'isola su cui sorge ancora oggi il castello della Dragonara (con la pedissequa denominazione di Casmonati assunta dagli abitanti del luogo intorno al 1200), e Ricina come denominazione della vicina cittadina di Recco. Ci sono poi le molto suggestive ma del tutto fantasiose derivazioni dal genovese, che fanno derivare la parola Camogli, (Camuggi, in genovese) da "casa delle mogli", le quali rimanevano a casa da sole aspettando il ritorno dei mariti imbarcati, o da Cà a muggi ovvero "case a mucchi", per la particolare disposizione delle case.

Il borgo di Camogli ha origini preistoriche: lo testimonia un insediamento, individuate durante le campagne di scavo succedutesi dal 1969 al 1977 nei pressi del Castellaro lungo il rio Gentile, strutturato su terrazzamenti artificiali dove sono visibili almeno due capanne rispettivamente datate, in base al materiale ceramico, al XVI e XIII secolo a.C. Nella stessa zona sono stati ritrovati reperti romani del II secolo a.C.

Già sotto il dominio dei vescovi di Milano, intorno all'anno 1000, cominciò a formarsi la "Camogli costiera e marinara" con citazioni nei testi dell'epoca dove compare con il nome di Vila Camuli; ed è dal Medioevo in poi che compare maggiormente nella storia genovese. Nel XII secolo fu eretto il castello della Dragonara, posto a difesa del borgo marinaro, che venne assalito e distrutto da Gian Galeazzo Visconti e Nicolò Fieschi nel 1366 e successivamente anche dal Ducato di Milano nel 1438. Dal XVI secolo si unì più strettamente a Genova e alla sua repubblica, specie per le continue scorrerie dell'ammiraglio turco Dragut, che provvedette alle sue fortificazioni e al consolidamento del porticciolo, quest'ultimo completato nel 1624 con la costruzione del molo. Durante la dominazione genovese, e fino alla sua caduta nel 1797, fece parte del capitaneato di Recco.

Come i territori della repubblica genovese anche Camogli fu interessata dalla dominazione napoleonica di fine Settecento che inserì il borgo marinaro, il 2 dicembre, nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fu elevata al titolo di capoluogo del II cantone della Giurisdizione della Frutta. Proprio in questo periodo storico la disfatta navale della battaglia navale di Abukir, nella quale la flotta ligure guidata da Napoleone Bonaparte viene annientata dalla marineria inglese, portò all'investimento di massicci capitali degli armatori camogliesi nella costruzione di velieri mercantili, con richieste e appalti dai maggiori stati europei. Gli affari dei cantieri navali e nel più vario settore marinaro favoriranno un considerevole aumento dell'economia e degli scambi commerciali, con il conseguente sviluppo urbanistico del borgo, che in questa fase raggiunse il suo massimo storico.

Dal 1803 fu uno dei centri principali del VI cantone della Frutta, nella Giurisdizione del Centro, che ebbe per capoluogo la vicina Recco. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Con la caduta di Napoleone, nel 1814, fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1815, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Recco del Circondario di Genova della provincia di Genova.

Già nel 1856 la sua flotta è composta da 580 imbarcazioni iscritte alla Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, fondata nel 1852 dal locale Nicolò Schiaffino, unica al mondo e composta da un armamento doppio di quello del compartimento marittimo di Amburgo, la quale restò attiva fino al 1888. Con l'avvento della navigazione a vapore le attività tradizionali marinare camogliesi vengono, nel tempo, sostituite dal turismo.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Camogli-Stemma.png
Camogli-Gonfalone.png
« D'azzurro alla nave antica a tre vele latine vogante sopra il mare di verde fluttuoso d'argento verso una torre d'oro, fondata sopra uno scoglio al naturale, questo uscente dal mare nel fianco destro dello scudo con una stella d'oro raggiante d'argento nel punto del capo »
(Descrizione araldica dello stemma[7])
« Drappo di azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma comunale di Camogli è rappresentato con la raffigurazione centrale di una imbarcazione a tre vele latine, elemento atto a ricordare l'importante legame tra il borgo marinaro e l'attività nautica e di pesca. La torre sullo scoglio raffigurerebbe una versione stilizzata del castello della Dragonara, mentre la stella d'oro raggiante simboleggerebbe la forte devozione mariana verso la Madonna del Boschetto, patrona di Camogli, con la celebre festività della Stella Maris.

Lo stemma ed il titolo di Città sono stati concessi con il Reale decreto datato al 3 maggio del 1877[7].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Conferito per Regio Decreto il 3 maggio 1877»
— Camogli

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro sociale, edificato su progetto dell'architetto locale Salvatore Bruno e aperto al pubblico dal 30 settembre 1876. La struttura, sita nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria, fu notevolmente rimaneggiata nel 1933. Dal 2010, dopo lo stanziamento nel 2009 di fondi privati e pubblici (tra questi gli enti municipali di Camogli e Recco e la Provincia di Genova), si stanno effettuando lavori di restauro e recupero.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco naturale regionale di Portofino e Area naturale marina protetta Portofino.
Lo scoglio di Punta Chiappa
Punta Chiappa

Da Camogli partono numerosi e splendidi sentieri per escursioni nei dintorni. In un'ora di cammino, passando per la frazione di San Rocco, si può raggiungere la vetta del monte Portofino per godere della splendida vista del Golfo di Genova. Sempre da San Rocco, si può scendere verso Porto Pidocchio, affascinante minuscolo porticciolo presso Punta Chiappa, lingua di pietra sul mare, meta di turisti durante tutto l'anno.

Dalla piccola spiaggia della baia di San Fruttuoso si può seguire un percorso per escursionisti esperti che passa a strapiombo sul mare, con passaggi spettacolari, e porta a San Rocco passando presso le batterie di Punta Chiappa, dove il Regio Esercito edificò le casematte della "202.ma batteria di artiglieria costiera", che dopo l'8 settembre 1943 furono occupate dalla Wehrmacht.

Altri luoghi di interesse o adatti per il trekking sono Semaforo Nuovo e Semaforo Vecchio, edifici dismessi dalla Marina Militare, da dove partono diversi sentieri lungo tutto il promontorio.

Nel territorio comunale di Camogli è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali dei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica, formazioni coralline e grotte semi oscure. Tra le specie animali sono presenti i pesci Epinephelus marginatus, Gobius luteus, Sciaena umbra, Sciaena mediterraneus, Sciaena ocellatus, Thalassoma pavo; le gorgonie Paramuricea clavata ed Eunicella verrucosa; i poriferi Spongia agaricina e Spongia officinalis; il mollusco Spondylus gaederopus e il corallo rosso Corallium rubrum.[8].

Società[modifica | modifica sorgente]

Il complesso monumentale dell'abbazia di San Fruttuoso nell'omonima baia

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[10] i cittadini stranieri residenti a Camogli sono 238, pari al 4,36% della popolazione comunale.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Santi patroni e patronesse[modifica | modifica sorgente]

Uno dei falò che si svolgono per la festa di San Fortunato, il giorno precedente alla Sagra del Pesce

Patroni di Camogli sono la Madonna del Boschetto, san Prospero e san Fortunato. La festa della Madonna del Boschetto si celebra il 2 luglio per commemorare l'apparizione che, in tale data, nel 1518 ebbe Angiola Schiaffino nel luogo ove oggi sorge il santuario dedicato alla Vergine. La festa di San Prospero si celebra il 31 agosto per commemorare il santo vescovo di Tarragona che nel 409, di ritorno da una visita papale, si sdraiò per riposare sulla Via Romana sopra Camogli e rese l'anima a Dio.

San Fortunato, un legionario romano convertito al Cristianesimo ed ucciso nel circo dai suoi stessi commilitoni, la cui salma arrivò a Camogli nel 1710 dietro le pressioni del parroco camogliese Padre Pellegrino De Negri che era confessore del papa Clemente XI, è festeggiato la seconda domenica di maggio.

Raccolta differenziata[modifica | modifica sorgente]

In paese vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Camogli[11] 24.6% 29.0% 30.2% 31.2% 31.0% 31.56%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Monumento marmoreo al garibaldino Simone Schiaffino

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca civica "Nicolò Cuneo". La biblioteca conserva oltre quarantamila volumi, di cui la sezione più documentata è prettamente storica, lascito del concittadino Nicolò Cuneo, con un'ampia raccolta riguardante il periodo napoleonico e risorgimentale.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Camogli è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione "Marco Polo", ex Istituto Padre Eugenio Barsanti. Per decenni l'Istituto P.E.Barsanti ha formato personale di bordo per la Marina mercantile italiana, con una sezione particolare per la formazione degli Ufficiali Radiotelegrafisti. Sodale al citato istituto era il Convitto Marconi, che ospitava gratuitamente (grazie anche all'interessamento di finanziatori privati, tra cui la famiglia di armatori Costa) ragazzi provenienti da famiglie disagiate di tutta Italia (Sardegna in particolare). Direttore del Convitto Marconi fu per anni Padre Mereu, sostituito negli ultimi anni di attività da don Ugo Bonincontri, ex cappellano di bordo.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il Civico museo marinaro di Camogli[12] fu ideato e fondato dal camogliese Gio Bono Ferrari nel 1937 e l'intera collezione marinara fu poi donata, nel 1938, al Comune di Camogli, attuale proprietario. Nel 1971 fu spostato nella sua sede attuale assieme al museo archeologico e alla biblioteca civica camogliese.

La nascita del museo civico archeologico fu possibile grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica della Liguria, il Centro Studi per la Storia Camogliese, l'Istituto per la Storia della Cultura Materiale di Genova e il Comune di Camogli. Inaugurato il 19 dicembre del 1981 e situato in una sala attigua al museo marinaro, raccoglie testimonianze e reperti dell'antico castellaro preistorico di Camogli risalente all'Età del Ferro. Tra gli oggetti più antichi è conservata una piccola moneta in argento cisalpina databile tra il III e il II secolo a.C.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Camogli è famosa soprattutto per le sue acciughe, di qualità freschissima e ottime per le acciughe sotto sale e poi anche per il pesce pescato nella "tonnara", storica postazione di pesca fissa che viene da secoli posata annualmente dai pescatori del posto. Nella tonnarella di Camogli non vengono più pescati tonni da decenni ma principalmente palamite, boniti e ricciole.

Oltre ai prodotti ittici che caratterizzano questo borgo, meritano una citazione i "camogliesi al rhum" che sono dei baci di cioccolato preparati con l'impiego del famoso liquore che portano nel loro nome.

Persone legate a Camogli[modifica | modifica sorgente]

I vecchi "padelloni" della Sagra del Pesce

Eventi[modifica | modifica sorgente]

La padella che ogni anno si usa per cucinare il pesce durante la Sagra del Pesce
  • Festa di san Fortunato. Il giorno precedente alla sagra del Pesce durante la sera e la notte si svolge la festa. Una processione trasporta per il paese un'effigie del santo seguito dalla banda e dai fedeli, verso mezzanotte vengono sparati una serie di fuochi artificiali per diversi minuti e quando terminano viene dato fuoco a due enormi falò costruiti uno sulla spiaggia antistante alla basilica di Santa Maria Assunta e uno antistante alla Rotonda. I falò sono preparati dai quartieri del Porto e del Pinetto, che gareggiano a chi produce quello più spettacolare e duraturo.
  • Sagra del Pesce, la seconda domenica di maggio, si svolge dal 1952. Giornata dedicata alla frittura del pesce in un gigantesco padellone di acciaio inossidabile del diametro di 3,8 metri, un manico di 6 metri, 2,8 ton di peso e una capacità di 2000 litri. Il padellone è in uso dall'edizione del 1954 (prima erano usate delle padelle normali), in passato ne sono stati impiegati anche di dimensioni maggiori rispetto a quello attuale (nel 1960 ne fu introdotto uno di 5 metri di diametro), posto su impalcature che sorgono sui fondali del porticciolo, è diventato una delle attrazioni tipiche della città e uno dei principali richiami per i turisti.
  • La "Stella Maris" viene celebrata la prima domenica d'agosto. La festa è dedicata ad una raffigurazione della Madonna come protettrice dei marinai - la Stella del Mare - un mosaico ritrovato nella chiesa di San Nicolò di Capodimonte, e che risalirebbe al 400. Alla mattina il colpo di cannone annuncia la partenza del Dragun,[13] che porta il parroco all'altare di Stella Maris situato sulla Punta Chiappa; il Dragun viene seguito dalle barche degli spettatori impavesate per l'occasione. La sera, quando fa buio, il Dragun e le piccole barche a remi (kayak e canoe) con una torcia legata a poppa seguono l'imbarcazione in fila davanti alla spiaggia, a volte facendo delle gare di velocità, mentre la gente dalla spiaggia mette in mare centinaia di lumini che illuminano il tratto d'acqua antistante.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della Marina di Camogli

Basata per secoli sulla marineria e sui profitti da essa derivanti, la città di Camogli ha dovuto forzatamente riconvertirsi con l'avvento del decadimento della navigazione a vela. Dopo un periodo relativamente poco proficuo, in cui i grandi capitali delle più importanti famiglie di derivazione armatoriale hanno avuto una fase "dormiente", l'economia cittadina ha trovato nuova linfa nella seconda metà del secolo scorso con le prime avvisaglie della riconversione al turismo.

Infatti, a partire dagli anni cinquanta, con la nascita del fenomeno del turismo borghese, la principale vena economica è legata soprattutto a questo fenomeno ed al commercio dei prodotti locali. Eccezione era costituita dalla produzione delle reti da pesca, cessata alla fine degli anni settanta con la chiusura del Retificio Riccobaldi a causa della forte concorrenza delle produzioni a basso costo provenienti dai paesi orientali. Risalente agli stessi anni è la chiusura della Pisoni, piccola industria elettro-meccanica la cui sede, sita nell'area al confine tra Camogli e Recco, è stata recentemente riconvertita ad uso di civile abitazione ed a supermercato.

Camogli è inoltre uno delle poche località liguri dove ancora viene praticata professionalmente la pesca, con lampare ed una tonnara centenaria. La città è sede di una Cooperativa Pescatori che si occupa sia in Liguria che fuori regione della commercializzazione del pescato e della salagione e vendita delle acciughe nelle tipiche "arbanelle" di vetro.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Camogli panoramica.jpg

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Ruta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ruta (Camogli).

Distante dal centro urbano camogliese circa 3,5 km, accessibile tramite la strada provinciale 30 di Ruta e quindi la statale 1 Via Aurelia, è posta a 269 m sul livello del mare lungo il dorsale che divide i due versanti del promontorio. L'abitato è composto da ville e case sparse lungo il pendio fra uliveti.

La locale chiesa parrocchiale è dedicata a san Michele Arcangelo, costruita nel XVII secolo in sostituzione della preesistente chiesa millenaria romanica, quest'ultima parrocchiale di Ruta fino al 1627. Dall'antica chiesa dipartono vari sentieri lungo il crinale tra la valle del torrente Recco e il Tigullio. Nel 1886 a Ruta vi soggiornò lo scrittore e filosofo tedesco Friedrich Nietzsche.

San Fruttuoso[modifica | modifica sorgente]

Panorama delle frazioni di Ruta e, sullo sfondo, di San Rocco.

La piccola frazione, racchiusa dall'omonima baia, è accessibile solamente da uno scosceso sentiero (2 ore e mezza circa) o con il servizio di un apposito battello via mare. Il piccolo borgo marinaro si è sviluppato attorno al monumentale complesso dell'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte.

L'insediamento è costituito da due principali nuclei, dominati dalla torre cinquecentesca della famiglia Doria, che si crearono, ad est, al posto di un antico mulino e ad ovest a ridosso di una spiaggia che si accentuò dopo l'alluvione del 1915 che distrusse, in parte, alcune abitazione dei pescatori e creò gravi danni all'abbazia. Il borgo è ricordato storicamente nel 1431 per la disfatta della marina repubblicana genovese ad opera della flotta della Repubblica di Venezia.

Dal 1954 sul fondale è posizionato il celebre Cristo degli abissi, opera di Guido Galletti, e recentemente restaurato nel 2003-2004.

San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Rocco (Camogli).

Disposta lungo il crinale, con ampio panorama sul Golfo Paradiso, la frazione di San Rocco dista dal centro di Camogli circa 6 km. L'agglomerato è altresì accessibile attraverso un sentiero che, seguendo il percorso lungo la valle del rio Gentile, collega l'estremità sud-orientale della cittadina marinara attraversando uliveti. La strada conduce direttamente al sagrato della locale chiesa parrocchiale di San Rocco e da lì, verso il sentiero che conduce a Punta Chiappa (a metà percorso si raggiunge la romanica chiesa di San Nicolò di Capodimonte) o San Fruttuoso.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Approdo a Porto Pidocchio

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il comune non possiede un proprio casello autostradale, ma quello della limitrofa Recco sull'autostrada A12 dista solo pochi chilometri ed è quindi l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

Dalla città recchese la strada provinciale 30 di Camogli congiunge i due centri alternativamente alla strada statale 1 Via Aurelia che rimane la direttrice principale di collegamento anche dal Tigullio. La frazione di Ruta è altresì raggiungibile dalla strada provinciale 31 di San Martino di Noceto passando per le frazioni rapallesi di Santa Maria del Campo e San Martino di Noceto.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Camogli-San Fruttuoso.

Comogli dispone di una fermata ferroviaria denominata Camogli-San Fruttuoso lungo la ferrovia Genova-Pisa. Fino al 2005 tale impianto era una vera e propria stazione ferroviaria, con annesso scalo merci, e disponeva di un terzo binario utilizzato per precedenze o quale capolinea delle corse dirette a Genova.

Un secondo impianto soppresso nel 1981, la fermata di Priaro, si trovava in pieno centro cittadino.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Un servizio stagionale di battelli quotidiano permette il collegamento marittimo dal Porto antico di Genova, da Recco e, da oriente, dai principali centri del Tigullio quali Santa Margherita Ligure e Rapallo. Lo stesso servizio è fruibile tutto l'anno per accedere alla baia e relativa abbazia di San Fruttuoso.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dai comuni di Genova, Recco e Rapallo un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Camogli e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1987 1992 Vincenzo Javarone Democrazia Cristiana Sindaco
1992 15 gennaio 1994 Vincenzo Javarone Democrazia Cristiana Sindaco [14]
gennaio 1994 1994 Pasquale Gioffrè Commissario straordinario [15]
1994 1998 Giuseppe Passalacqua Alleanza Nazionale Sindaco
1998 2003 Giuseppe Maggioni Lista civica di Sinistra "Progetto Insieme" Sindaco
2003 2008 Giuseppe Maggioni Lista civica di Sinistra "Progetto Insieme" Sindaco
2008 2013 Italo Mannucci Lista civica di Centro-sinistra "Progetto Insieme" Sindaco
2013 in carica Francesco Olivari Lista civica di Centro-sinistra "Progetto Insieme" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Camogli è gemellata con:

Esiste inoltre un legame culturale, stipulato nel 2009, con le città di Calatafimi Segesta (Sicilia) e Teano (Campania) per le comuni radici storiche connesse con le vicende dell'Unità d'Italia ed in particolar modo con la figura del camogliese Simone Schiaffino, garibaldino che morì nella battaglia di Calatafimi del 15 maggio 1860[18].

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Camogli ha sede il locale circolo sportivo Rari Nantes Camogli, legato agli sport acquatici quali prevalentemente la pallanuoto. Attualmente milita nella Serie A2 del Campionato italiano maschile di pallanuoto.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Camogli - Statuto; Bana, Sant'Anna, San Giacomo e San Nicolò sono classificate come "agglomerati".
  2. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dal sito Camogliedintorni.it
  6. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Camogli
  7. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  11. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  12. ^ Approfondimenti sul sito
  13. ^ Approfondimenti sul sito Camogliedintorni.it/Dragun
  14. ^ Dopo le dimissioni di quattro assessori la giunta cade per la mancanza del numero legale
  15. ^ Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del maggio 1994
  16. ^ Fonte sul gemellaggio Camogli-Tuningen
  17. ^ Fonte sul gemellaggio Camogli-Carloforte
  18. ^ Fonte sul legame storico culturale Camogli-Calatafimi Segesta e Teano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Bono Ferrari, La città dei mille bianchi velieri: Camogli, Genova, 1935.
  • E. Mazzino, S. Fruttuoso di Capodimonte, Bordighera, 1964.
  • C. Campodonico, Un Borgo marinaro in epoca preunitaria:Camogli nelle statistiche del 1822-23. in "MICROSTORIE II" Accademia dei Cultori di Storie Locali, Chiavari, 2006.
  • G.B. Roberto Figari, La Società di Mutua Assicurazione Marittima Camogliese 1853 - 1888, 1976.
  • G.B. Roberto Figari, Camogli paese modello 1815-1915: uomini e storie del Risorgimento.
  • G.B. Roberto Figari, Camogli tra rivoluzione e primo impero: 1801 - 1805.
  • G.B. Roberto Figari, La biblioteca civica "Nicolò Cuneo".
  • Autori vari, Camogli qui, Camogli là; storia privata di una città, 1997.
  • Autori vari, Camogli qui, Camogli là; storia privata di una città, seconda parte, 2003.
  • G.B. Roberto Figari, Il porto di Camogli.
  • Annamaria Mariotti, Il tonno: le tonnare che "parlano genovese": da Camogli a Carloforte storie, leggende, tradizioni, curiosità e tante ricette per cucinare il grande corridore del mare, 2003.
  • Giovanna Riccobaldi, Camogli in cornice: itinerario sentimentale tra immagini e parole, 1996.
  • Prospero Schiaffino, Velieri di Camogli, 1997.
  • Prospero Schiaffino, Gli armatori di San Rocco di Camogli, 2005.
  • G.B. Roberto Figari, La marina mercantile camogliese della guerra di Crimea all'inchiesta parlamentare Borselli: 1855-1882, 1983.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria